Ha affermato Hannah Arendt che “il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione tra realtà e finzione, tra vero e falso, non esiste più”. Parole bellissime che nell’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana portano d’istinto a chiedersi: qual è allora il suddito ideale di una repubblica democratica? La risposta è in questa frase di Alcide De Gasperi (recentemente citata da Andrea Malaguti): “Con il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 inizia l’era della responsabilità dei cittadini. Se non la volessero assumere, farebbero meglio a rimanere sudditi” …
Homo Viator
IL TAPIS ROULANT DELLA VITA
«Mentre intorno a noi tutto scorre imperterrito, ci chiediamo quale sia il nostro posto. La fiducia nel futuro è un sintomo primordiale dell’essere umano, il vero cammino è interiore».
Per ognuno di noi la vita ha una direzione orizzontale e una direzione verticale. La direzione orizzontale riguarda la natura e la storia dentro cui ci ritroviamo inseriti e che ci trasportano in avanti come un interminabile tapis roulant. La direzione verticale riguarda noi stessi nella nostra singolarità, da quando siamo nati fino a quando moriremo scomparendo dal tapis roulant che continuerà a scorrere imperterrito. Le domande, a questo punto, sono due. La prima: che senso ha il continuo scorrere in avanti del tapis roulant della natura e della storia? La seconda: io, che vi sono comparso senza chiedere nulla, dove finirò? Qui mi soffermo sulla seconda, che riguarda il senso e lo stile di una singola esistenza. Le questioni sono quelle di sempre: da dove vengo, dove vado? Vengo dal nulla e vi tornerò, oppure vengo dall’essere e sarà lì che tornerò? Ma in che modo vi tornerò, se vi torno? E nel frattempo, cosa ci faccio qui? Come mi devo comportare? Qual è la maniera migliore per raggiungere quella felicità che tutti inseguono e pochi raggiungono? C’è un detto rinascimentale che accompagna la mia vita da tanti anni ormai e che spesso recito dentro di me in silenzio, con gli occhi socchiusi, ricavandone un senso di pace: “Vengo, non so da dove; sono, non so chi; muoio, non so quando; vado, non so dove: mi stupisco di essere lieto”. L’ignoranza che avvolge la nostra condizione (se pensata e accettata con serenità e persino con una punta di gratitudine verso l’ignoto mistero che ci ha portato all’esistenza) può generare la letizia interiore, nonché lo stupore nel ritrovarla dentro di noi: “Mi stupisco di essere lieto” …
Ritrovare senso nel tempo presente
di Laura Mosca su La Provincia di Como nell’inserto settimanale Diogene 5.5.2026
Ritrovare Senso nel Tempo Presente [PDF]
"Chi vogliamo essere?” è la domanda che conduce ogni ricerca spirituale in ogni tempo, il punto di partenza e il posto di arrivo, secondo il filosofo e teologo laico Vito Mancuso.
Questo interrogativo si accorda con i tre fondanti quesiti di Kant: "Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?" per vivere una vita autentica e piena; tre stelle guida in un'epoca di disorientamento in cui tutto sembra possibile tranne trovare un senso a quello che avviene. Ma per Mancuso trovare un senso è una scelta che viene dal sapere armonizzare il dentro di noi con il fuori di noi, dopo aver fatto silenzio, dopo essersi ascoltati, pacificati; è la capacità di costruire la gioia in casa nostra, come sosteneva Seneca. Non è semplice. Oggi pare ancor più un orizzonte che si allontana, in un contesto geo-politico dove conflitti e reati contro i diritti fondamentali della persona sono quotidiani e accadono in varie zone del mondo contemporaneamente …
L’invenzione di Dio
«C’è chi ha scoperto la fede e chi invece no. Per alcuni è un’esperienza, per altri è fantasia. Ma tutti possiamo essere consapevoli di trovarci di fronte a un mistero».
Pubblichiamo una parte dell’intervento tenuto dal prof. Vito Mancuso al teatro Olimpico di Vicenza per l’inaugurazione del Vicenza Storia Festival 2026, a cura di Laterza, dedicato al tema “invenzioni”.
L' invenzione di Dio: Dio quindi è un'invenzione umana? Sì, certo, lo è. Non però alla maniera di questo microfono, o di questo teatro. Lo è nel senso latino del termine inventio, dal verbo invenire, che significa "scoprire", "incontrare"; per cui inventio significa "incontro", "scoperta". L'invenzione di Dio: ovvero, la scoperta di Dio. Anche qui e ora tra noi vi sono alcuni che hanno scoperto, e altri invece no: per i primi Dio è un'esperienza; per altri una fantasia, sigla dell'ignoranza e della paura, ignoranza della natura, paura della morte. Per quanto attiene invece all'esperienza ecco queste parole di Gandhi: «Sono più sicuro della Sua esistenza che del fatto che voi e io siamo in questa stanza. Posso testimoniare che potrei magari vivere senz'aria e senz'acqua, ma non senza di Lui. Potreste cavarmi gli occhi, ma questo non potrebbe uccidermi. Potreste tagliarmi il naso, nemmeno questo mi ucciderebbe. Distruggete invece la mia fede in Dio, e io sarò morto». Sto riproponendo la classica distinzione tra credenti e non credenti? Non proprio. Vedete, credere nell'accezione comune significa accettare per vere delle dottrine, per lo più per noi le dottrine della Chiesa cattolica, ma questa accettazione non è detto che corrisponda alla scoperta di Dio: vi sono credenti che non hanno nulla a che fare con Dio, viceversa vi è chi si dichiara non credente che invece ha molto a che fare con Dio perché l'ha scoperto, anche se non lo sa e persino lo nega. Vi sto con fondendo le idee? Ora spero di chiarirvele …
Quando Dio si trasforma in Io
LA RELIGIONE ESIBISCE UN’INASPETTATA FORZA GEOPOLITICA: SEMBRA DI ESSERE RITORNATI AL PREMODERNO
Quando Dio si trasforma in Io [PDF]
La situazione è incredibile, al limite del paradosso, forse persino del ridicolo: in piena secolarizzazione, mentre i singoli nella loro vita privata non si curano minimamente dei dettami della religione e ognuno si comporta secondo l’unico vangelo che riconosce, vale a dire il proprio egoistico desiderio, i riferimenti alla religione nella politica mondiale si moltiplicano e diventano punti fondamentali della comunicazione. Dico della “comunicazione” intendendo con essa l’officina del consenso, ovvero il motore vero e proprio della politica contemporanea, la quale è sempre più simile a un’azienda governata dalla logica del marketing, di quanto cioè desiderano gli acquirenti, e non dalla logica del prodotto, di quanto cioè è deontologicamente giusto produrre. Proprio lì, nella comunicazione, la religione esibisce in questi giorni un’inaspettata forza geopolitica. A tratti sembra quasi di essere tornati al premoderno, quando la laicità non esisteva e tutto era religiosamente determinato. È per questo che la polemica tra il Presidente degli Stati Uniti e il Romano Pontefice assume un rilievo che va al di là della semplice cronaca …
La logica della Pasqua
L’altra sera mi trovavo a teatro per un concerto di Giovanni Allevi. Il celebre musicista esordì dicendo che, dopo la sua lunga e complicata malattia, adesso con la sua musica intendeva celebrare la vita e tutti subito l’applaudimmo d’istinto, per quell’affetto che viene spontaneo verso chi non nasconde la sua sofferenza ma neppure intende esibirla, ma al contrario la mette fraternamente al servizio della vita e della gioia degli altri. E in effetti l’altra sera Allevi la vita l’ha celebrata in maniera trascinante e commovente per tutti noi che ascoltavamo. Io penso sia molto importante per un essere umano avere qualcosa da celebrare, e che cosa è più degno di essere celebrato se non appunto la vita? …
Una scomunica che non è finita
Intervista a ROCCA [PDF] ROCCA 15.04.2026 [PDF]
L’intervista al prof. Vito Mancuso di Stefano Zecchi sulla figura di Ernesto Bonaiuti, pubblicata su ROCCA rivista quindicinale della Pro Civitate Christiana Assisi, del prossimo 15 aprile 2026
Non ti manchi mai la gioia – Audiolibro
In primo piano
L'audiolibro di Vito Mancuso Non ti manchi mai la gioia è uscito, ed è disponibile sui seguenti store: Audible Apple
A volte la vita ci sembra uno stallo senza via d’uscita, dove la sfiducia e i pensieri negativi diventano trappole invisibili che ci impediscono di camminare verso il futuro. In questo audiolibro letto dalla voce stessa dell’autore, il filosofo e teologo Vito Mancuso ci accompagna in un "breve itinerario di liberazione", un viaggio sonoro pensato per chiunque senta il bisogno di ritrovare una direzione autentica.
Perché ascoltarlo:
- Smantellare le trappole: Mancuso identifica i "pensieri sbagliati" – come l'egoismo e la paura – che ci chiudono in una prigione interiore e ci spiega come riconoscerli per tornare a respirare.
- La gioia come traguardo: Non si parla di una felicità passeggera, ma di una letizia profonda che è il segno del successo del nostro "esperimento" di vita.
- Un percorso a piccoli passi: L'audiolibro non propone soluzioni magiche, ma suggerimenti concreti per generare energia mentale e serenità attraverso la ragione e il cuore.
Ascoltare queste pagine significa lasciarsi guidare da una voce che invita alla speranza e all'amicizia, intesa come ricerca comune della verità. È un augurio che si trasforma in cammino: perché se noi siamo spesso la nostra stessa trappola, siamo anche gli unici in grado di liberarci.
L’intelligenza ci tiene in vita
«L’Ai, come noi, funziona se ha un cuore. Non è vero che nasciamo tabula rasa.
Siamo sitemi di relazioni e dati».
L'Intelligenza ci tiene in vita [PDF]
C'è una sola intelligenza ed è quella naturale da cui quella artificiale procede: questa è la tesi alla base del nostro convegno che io faccio mia con convinzione. È quanto l'umanità nei suoi vertici spirituali ha avvertito fin dall’antichità, parlando di tale unica intelligenza ora in termini di Logos, ora di Nous, Sophia, Dharma, Tao, Maat, a seconda delle lingue e delle culture. Vorrei però richiamare la vostra attenzione su questi due punti: 1) Il procedere dell'intelligenza artificiale può diminuire, deviare e alterare l'intelligenza naturale; 2) l'uso dell'intelligenza naturale può essere orientato altruisticamente oppure egoisticamente. Cosa permette di riconoscere i diversi usi dell'intelligenza? La stessa intelligenza, è chiaro, ma salita a un livello superiore. Ed è su questi due punti (pericolo dell’intelligenza artificiale e profondità dell’intelligenza naturale) che voglio soffermarmi …
La Bibbia, Weil e Arendt
DIO, TRUMP E LA GUERRA DELLE SCRITTURE. COSÌ C’È CHI PIEGA LA BIBBIA AI PROPRI FINI
«Nello stesso libro vengono sostenuti il bene e il male, la luce e le tenebre, l’amore e l’odio».
Qualche giorno fa il segretario alla difesa alias ministro della guerra degli Usa Peter Hegseth ha concluso un discorso ai militari citando l’incipit del salmo 144: “Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra, le mie dita alla battaglia”. Avrebbe potuto citare altri passi dello stesso tipo, visto che la Bibbia ebraica ne abbonda: Per rimanere ai salmi: “Il giusto godrà nel vedere la vendetta, laverà i piedi nel sangue dei suoi nemici” (58,11); “Tu, Signore, Dio degli eserciti, Dio d’Israele, alzati a punire tutte le genti” (59,6); e ancora rivolgendosi a Babilonia: “Beato chi afferrerà i tuoi piccoli e li sfracellerà contro la pietra” (137,9). Persino ai neonati viene augurata la morte, e che tipo di morte.
Se però Hegseth fosse stato il responsabile di un ipotetico ministero della pace avrebbe lo stesso potuto citare la Bibbia, perché essa presenta anche pagine proto-pacifiste che fanno fiorire il seme dell'utopia. Per esempio: “Dio farà cessare le guerre sino ai confini della terra, romperà gli archi e spezzerà le lance, brucerà nel fuoco gli scudi” (salmo 46,10) …








