Gesù e Cristo, recensione di Adriano Virgili

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Giordano

Il paradosso di Mancuso: un Gesù contemporaneo o un ritorno all’Ottocento?

L’orizzonte ermeneutico della rifondazione mancusiana.

Recensione al libro Gesù e Cristo di Adriano Virgili [Link]


 

Replica del prof. Vito Mancuso alla recensione di Adriano Virgili su “Gesù e Cristo”

Replica a Virgili [PDF]

1. 

Della lunga e articolata recensione critica del prof. Adriano Virgili al mio recente volume (pubblicata sul suo blog il 10 dicembre 2025) constato anzitutto che non c'è quasi nessuna osservazione critica dal punto di vista storico: il che, visto che il recensore è uno storico, penso sia la cosa più importante, anche alla luce del fatto che l’oggetto principale del mio lavoro è anzitutto la storia di Gesù.

2. 

Ho scritto “quasi” perché un appunto critico dal punto di vista storico in realtà c’è e consiste nel fatto che, secondo il prof. Virgili, io sostengo che il concetto di peccato originale sia “estraneo all’ebraismo palestinese”, giudizio ribadito nella risposta a un interlocutore dicendo di me: “Accolla l’idea del mondo come dominato dal peccato a Paolo” (dalla pagina facebook “Kairòs. Storia del cristianesimo” consultata il 14/12/25). La verità però è esattamente il contrario, visto che al punto 2 del paragrafo 152 del mio libro si legge:

“Paolo non fu il primo a concepire il peccato come una potenza maligna che a seguito di un primordiale tragico evento gettò la sua ombra nera sull’umanità tutta […] L’idea si ritrova già negli scritti della letteratura giudaica di taglio apocalittico […] in particolare in tre opere di tale letteratura: nel Libro di Enoc, precisamente nella sezione intitolata Libro dei vigilanti risalente al III secolo a.C., quindi decisamente anteriore a Paolo, e poi nella Apocalisse siriaca di Baruc e nel Quarto libro di Ezra, entrambe della fine del I secolo d.C. e quindi posteriori a Paolo e coeve dei più tardi scritti neotestamentari” …

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Essere Credenti

ESSERE CREDENTE SIGNIFICA CERCARE E NON MENTIRE MAI

Il teologo e filosofo Mancuso dialoga con Canfora sulle Beatituidini. «Dio non è morto, è la società che vive un momento di dissoluzione». L’intervista di Francesca Angeleri sul Corriere della Sera Torino del 10.21.2025 di Francesca Angeleri 

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Essere Credenti [PDF]

Ieri era il suo compleanno e ha ricevuto tanti auguri, anche da molti sacerdoti. Certo, non quelli che lo considerano un eretico, «però ce ne sono tanti che mi scrivono e mi dicono di continuare, che il percorso che sto facendo è utile anche per loro. Altri mi considerano un anticristo e intimano di non leggere i miei libri». Teologo laico e filosofo, docente all'Università degli Studi di Udine, Mancuso lacera molte certezze della Chiesa e della fede cattolica, illuminandone altre. È ospite a Torino, sabato al Teatro Gobetti alle 12, del Festival del Classico che comincia oggi come sempre guidato da Luciano Canfora. E sarà proprio Canfora ad affiancarlo nell'appuntamento Le Beatitudini nei Vangeli secondo Luca e Matteo. 

Mancuso, punti fermi non ne abbiamo più. Neppure la Chiesa pare riuscire a esercitare la sua incidenza. Cosa sta succedendo? …

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Perchè Gesù amava i poveri

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Matteo

«È impossibile dare una sola interpretazione del Discorso delle Beatitudini di Gesù. Di certo, la predilezione per gli ultimi era dovuta alla loro capacità di accettare un regno nuovo».

Perchè Gesù amava i poveri [PDF]

Tra le parole più famose e più importanti di Gesù vi sono le beatitudini, di cui però possediamo due versioni differenti e non poco discordanti. Secondo il Vangelo di Matteo infatti esse sono otto e vennero pronunciate da Gesù dopo essere salito “sul monte” all’inizio del celebre “discorso della montagna”; secondo il Vangelo di Luca invece sono quattro e vennero pronunciate “in un luogo pianeggiante”. Come andarono realmente le cose? Non lo sapremo mai. Possiamo però arrivare almeno a stabilire quali furono le parole autentiche di Gesù? …

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Gesù e Cristo sono due figure distinte

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Vito Mancuso: «Così spiego perché Gesù e Cristo sono due figure distinte». Intervista di Valentina Desalvo per Repubblica Bologna 7 dicembre 2025

Intervista Valentina Desalvo [PDF]

Vito Mancuso, docente universitario e fondatore del Laboratorio di Etica al Mast, ha appena pubblicato "Gesù e Cristo" (Garzanti). Un saggio che coinvolge oltre le proprie convinzioni, tenendo insieme l'impianto rigoroso delle ricerche sui testi con riflessioni e argomentazioni affascinanti. 

Per lei è una sorta di "libro della vita"? 

«Ci lavoro da anni, scrivevo e mi interrompevo. In questo libro ho fatto i conti con il cristianesimo, quindi con le radici dell'Occidente, perché per la mia generazione vale ancora quel che diceva Benedetto Croce, "Non possiamo non dirci cristiani". È stato anche un modo di fare i conti con me stesso, cercando di ridare linfa e verità alle radici ma senza estirparle per trapiantare nuove piante» …

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Tagadà La7

Giovedì 4 dicembre il prof. Vito Mancuso è stato ospite della conduttrice Tiziana Panella, ed è stato intervistato sui temi del nuovo libro «Gesù e Cristo» (Garzanti). È possibile rivedere la trasmissione al link indicato.

Tagadà Focus [Link]

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Quante Storie

Mercoledì 26 novembre il prof. Vito Mancuso è stato ospite di Giorgio Zanchini nella trasmissione «Quante Storie» su Rai3 per presentare il suo nuovo libro «Gesù e Cristo»(Garzanti). È possibile rivedere la trasmissione al link indicato sotto. Buona visione!

Quante Storie Rai3 [Link]

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Gesù e Cristo

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Gesù e Cristo

VITO MANCUSO – GESÙ E CRISTO

in libreria per Garzanti editore da martedì 11 novembre 2025

Gesù nacque a Nazaret, Cristo a Betlemme. Gesù aveva un padre terrestre, Cristo era il Figlio Unigenito del Padre celeste. Gesù aveva quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle, Cristo era figlio unico. Gesù denunciava le ingiustizie, Cristo toglieva il peccato del mondo. Gesù morì gridando la sua disperazione, Cristo la sua vittoria. Se nessuno di noi ha incontrato Gesù, tutti noi abbiamo però incontrato Cristo. Chi fu dunque Gesù, e chi Cristo? E di chi parliamo quando ci riferiamo a Gesù-Cristo? Se già in precedenza Vito Mancuso aveva indagato il ruolo di Gesù come maestro di vita spirituale, accanto ad altri tre grandi maestri dell’umanità – Socrate, Buddha e Confucio –, ora in quest’opera capitale e innovativa raccoglie le ricerche e le riflessioni di una vita, dimostrando come la fede cristiana sia il frutto di una tradizione che, a partire da fatti documentati, si è a poco a poco arricchita di nuovi significati e di nuovi simboli. Mancuso non si limita tuttavia a districare la Storia (Gesù) dall’Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall’essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi. Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell’unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro.

ISBN: 8811016444 – Casa Editrice: Garzanti – Pagine: 768 – Data di uscita: 11-11-2025

Il Libraio.it [Link]

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Per dire addio

 

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«La fine delle gemelle Kessler e quella della Vanoni sono state diverse: una “culturale”, l’altra naturale. In Italia serve una legge che permetta di scegliere sugli ultimi giorni».

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Οgni giorno leggiamo della morte di qualcuno: é la logica della notizia, e la morte fa sempre notizia. Però ci sono alcune morti che ci toccano più di altre perché riguardano persone che hanno accompagnato a lungo il nostro cammino, il loro volto e la loro voce ci erano noti dall’infanzia, e ora che non ci sono più anche una parte di noi se ne va: la loro morte ci riguarda nel senso forte del termine "ri-guardare", cioè guardare con attenzione, quasi scrutare. La fine delle gemelle Kessler e di Ornella Vanoni appartengono a questa categoria.

Si è trattato però di due morti del tutto diverse: la prima programmata, la seconda arrivata all'improvviso, la prima decisa, la seconda subita. Si può dire che la morte di Ornella Vanoni è stata naturale, nel senso che lei se ne è andata quando la natura, o il destino, o Dio, hanno voluto. La morte di Alice e di Ellen Kessler, invece, è stata del tutto diversa e per questo richiede un altro aggettivo: non più naturale bensì culturale. Sì, si è trattato di una morte culturale …

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