Vaticano e rapporti prematrimoniali

In primo piano

Pubblicato con il titolo: Chiesa lontana dalla modernità

papa-francesco-vaticano-sesso-matrimonio-intervista-castità-giovani-fidanzati-1024x535

Vaticano e rapporti prematrimoniali [PDF]

L’aveva già intuito la Bibbia ebraica usando il verbo “conoscere” come sinonimo di “unirsi sessualmente”. Si legge infatti in Genesi 4,1: “Adamo conobbe Eva sua moglie che concepì e partorì”. Vale a dire: si giunge a conoscere veramente una persona, al punto da scegliere responsabilmente di volerla compagna di vita per tutta l’esistenza, solo se prima la si conosce nell’integralità del suo corpo e nella completezza del carattere e della personalità quali si rivelano anche nel rapporto sessuale. Niente completezza dei rapporti sessuali, niente completezza della conoscenza. Adamo infatti conobbe Eva non prima del rapporto sessuale, ma “nel” rapporto sessuale. Ed è un vero peccato che questa antica sapienza biblica, trasmessa non solo nel testo citato della Genesi ma anche dal libro del “Cantico dei cantici”, dopo duemilacinquecento anni non sia stata ancora recepita dal Magistero della Chiesa cattolica, come appare nel modo più esplicito e più deludente dal documento vaticano pubblicato ieri, opera del “Dicastero per i laici, la famiglia e la vita”, intitolato “Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale” e che rispecchia alla perfezione il pensiero di Papa Francesco …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Abbiamo ancora bisogno della religione?

In primo piano

Reggio Emilia, 10 giugno 2022, XIII edizione delle Giornate della Laicità

Vaticano
Laicità e religione [PDF]

Prendendo la parola come teologo e filosofo credente in queste “Giornate della laicità” dovrei sentirmi come una squadra che gioca fuori casa in un campo particolarmente ostile, per esempio come la Juve a Firenze. In realtà non è così, perché da anni mi definisco “teologo laico” e ho sempre considerato positivamente il concetto di laicità. Né sono il solo tra i credenti a farlo, si pensi a padre Balducci, padre Turoldo, don Gallo e molti altri, tra cui lo stesso papa Francesco che vede la minaccia principale non nella laicità ma nel clericalismo. Com’è possibile? Lo è perché i concetti di laicità e di religione si sono sviluppati nel tempo assumendo significati diversi e talora contrapposti. Spetta al pensiero individuare tali significati e dirimere i concetti, operazione quanto mai necessaria soprattutto in tempi confusi come i nostri …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Francesco e il fantasma delle dimissioni

In primo piano

Papa

Francesco e il fantasma delle dimissioni [PDF]

Riflettere sulle eventuali dimissioni di Papa Francesco di cui non pochi nel mondo vociferano significa riflettere sull’essenza del papato. Cos’è il papato? Uno status sacrale o un ministero? Con le sue dimissioni del 10 febbraio 2013 Benedetto XVI ha definitivamente indicato alla coscienza cattolica contemporanea che l’identità del papato consiste nell’essere un ministero, cioè una funzione, un servizio, un compito che si deve svolgere e che, cessando le forze fisiche e psichiche per il suo svolgimento, si deve lasciare.
Prima delle dimissioni di Benedetto XVI “essere papa” e “fare il papa” era la medesima cosa, la persona e il ruolo si identificavano senza soluzione di continuità, e anzi, se tra le due dimensioni doveva prevalerne una, questa era certamente quella di “essere papa”, mentre passava in secondo piano il fatto di avere o no le piene possibilità di poterlo fare. Giovanni Paolo II ebbe una lunga e conclamata malattia, non poteva più “fare” il papa, ma lo era, e ciò bastava. Prevaleva la dimensione sacrale legata allo status, al carisma, all’essere. Non a caso Giovanni Paolo II, quando qualcuno gli prospettava l’ipotesi delle dimissioni, era solito ripetere: “Dalla croce non si scende”. Benedetto XVI volle forse scendere dalla croce? No, piuttosto considerò il papato un ministero, un servizio da prestare, e quindi giunse a riconoscere pubblicamente che il calo progressivo delle sue forze fisiche e psichiche non gli permetteva più di “fare il papa”. La funzione ebbe la meglio sull’essenza …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Niente sconti alla giustizia la via di una Chiesa credibile

In primo piano

zuppi76_afp

Zuppi e Pedofilia [PDF]

Doveva per forza iniziare da lì il difficile lavoro del nuovo Presidente della Conferenza episcopale italiana e da lì giustamente è iniziato. È lì infatti che ogni altra azione della Chiesa cattolica in Italia e nel mondo trova oggi il suo criterio di verifica: nel coraggio e nella determinazione con cui viene affrontata la questione degli abusi sessuali del clero cattolico, in particolare sui minori. Nella sua prima dichiarazione dopo la nomina papale il cardinale Zuppi ha affermato di sognare una Chiesa che “sta per strada nella Babele del mondo”, bellissimo proposito la cui condizione essenziale è data dalla più trasparente operazione di pulizia in casa propria. La cosa si spiega da sé perché “se la Chiesa non rispetta i diritti umani non può predicare il Vangelo”, come afferma con logica cristallina la lettera pubblica inviata ai vertici della Chiesa italiana (qualche giorno prima della nomina di Zuppi) dal “Coordinamento delle associazioni contro gli abusi nella Chiesa cattolica in Italia”, tra cui in primo luogo il “Comitato Vittime e Famiglie”. Tale coordinamento ha scelto di chiamarsi all’inglese (ormai sembra inevitabile) #ItalyChurchToo, ovvero “Anche la Chiesa italiana”, laddove la congiunzione “anche” rimanda all’azione intrapresa ormai da tempo dalle Chiese cattoliche di non pochi altri paesi, tra cui in primo luogo Francia e Germania, e invece finora assente in Italia …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Il Cardinale Zuppi presidente della CEI

In primo piano

Imagoeconomica_1468996_Cropped_min

Zuppi presidente CEI [PDF]

Credo che la maniera migliore di commentare la nomina del cardinale Matteo Zuppi a presidente della Conferenza episcopale italiana sia di istituire un confronto tra lui e coloro che l'hanno preceduto in quella carica. Assumendo il governo del cardinal Bassetti come un periodo che definirei di transizione, penso che il vero confronto vada istituito con il duo Ruini-Bagnasco che per ben 26 anni, precisamente dal 1991 al 2017, hanno guidato la Cei in stretta continuità tra loro. Ebbene, se mettiamo in parallelo le personalità Ruini-Bagnasco e quella del neopresidente Zuppi il risultato che emerge, a mio avviso, è il seguente: da un lato l'istituzione, dall'altro il movimento; da un lato la politica, spesso declinata anche come “partitica”, dall'altro la società; da un lato la forma e talora la formalità, dall'altro la spontaneità e la fantasia; da un lato la tradizione, dall'altro l'innovazione; da un lato la sicurezza, dall'altro la volontà di infondere coraggio (il che è un'altra cosa dal dare sicurezza, perché chi dà sicurezza toglie la libertà, mentre chi infonde coraggio toglie la paura mantenendo la libertà). Insomma, da un lato il potere della Chiesa gerarchica, dall’altro il servizio della Chiesa comunità. Da un lato la Chiesa di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, dall’altra quella di Francesco. So bene che in ambito ecclesiale non si amano queste contrapposizioni e si tende a sottolineare ovunque lo svilupparsi lineare e concorde dell’unica tradizione e dell’unico carisma, ma ci sono duemila anni di storia ecclesiastica a mostrare nel modo più evidente che le differenze esistono e che spesso si esplicitano proprio nelle contrapposizioni sopra evidenziate. E come l’elezione di Bergoglio ha determinato la leadership dell’ala profetica e progressista nella Chiesa cattolica, così la nomina di Zuppi fortemente voluta da Bergoglio è destinata a introdurre anche nella Chiesa italiana il primato della profezia e di quelle evoluzioni che genericamente chiamiamo progresso …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Dietrich Bonhoeffer: trovare Dio in ciò che conosciamo

In primo piano

Torino, Salone del Libro, 19 maggio 2022, dibattito con il card. Zuppi

Bundesarchiv_Bild_183-R0211-316,_Dietrich_Bonhoeffer_mit_Schülern

Bonhoeffer [PDF]

Dal carcere nazista, un anno prima di essere impiccato dietro ordine di Hitler (che voleva eliminare tutti i prigionieri politici prima dell’arrivo dell’Armata rossa a Berlino), Dietrich Bonhoeffer scriveva così il 30 aprile 1944 all’amico Eberhard Bethge: “Ti meraviglieresti, o forse addirittura ti preoccuperesti delle mie idee teologiche e delle loro conseguenze”. Teologo a sua volta, Bethge conosceva bene le precedenti opere di Bonhoeffer (Sequela del 1937 e Vita comune del 1938) colme di radicalismo evangelico che non lo avevano per nulla preoccupato perché sviluppate all’insegna della più consolidata tradizione cristiana: quella che pensa il rapporto Dio-Uomo come “rivelazione” unilaterale di Dio e trasmissione di un messaggio inconcepibile dalla ragione umana. È una prospettiva per la quale non si tratta di “trovare Dio”, quanto piuttosto di “essere trovati” da lui: una via non naturale ma sovra-naturale …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

La Terra Santa dei credenti e dei perplessi

In primo piano

Dal 31 ottobre – al 07 novembre 2022
Viaggio in Israele accompagnati da Vito Mancuso
Info e prenotazioni – tel. 039.6894440
Siamo lieti di comunicarvi che dal 20 maggio lo Stato d'Israele ha rimosso tutte le restrizioni legate al Covid19. Questo significa che per entrare non è più necessario effettuare nessun tipo di tampone (molecolare o Antigentico).
È possibile prenotarsi fino al 15 giugno con le modalità indicate.
 
1

2


 

Pubblicato in Home

Sul degrado morale dell’Occidente

In primo piano

Schermata 2022-05-13 alle 15.03.00

Sul degrado morale dell'Occidente [PDF]

Nel discorso per la solenne parata sulla piazza Rossa di Mosca di qualche giorno fa il presidente russo Vladimir Putin ha qualificato la condizione dell’Occidente “degrado morale”. Tralascio l’ovvia obiezione secondo cui egli è l’ultimo a poter parlare di morale dopo la tempesta di sangue scatenata sull’Ucraina (peraltro logica conseguenza di anni di violenze, corruzioni, veleni, assassini, invasioni) e mi concentro sulla questione sollevata: è fondato parlare dell’Occidente in termini di “degrado morale”? L’hanno già fatto in molti, per esempio gli islamiti di Al-Qaeda e di Isis, gli ideologi della purezza hindu nell’India di Narendra Modi e altri paesi, Cina ovviamente compresa. A buona parte del mondo noi occidentali appariamo lassisti, moralmente disgregati, non di rado depravati …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Guerra e Pace, Laboratorio di Etica 2022

In primo piano

LABORATORIO DI ETICA di e con VITO MANCUSO: GUERRA E PACE
Un ciclo di quattro lezioni con ospiti dal 17 maggio MAST.Auditorium di Bologna

IG-MANCUSO-generale

Guerra e Pace Laboratorio di Etica 2022 [PDF]

Il Laboratorio di Etica di Vito Mancuso nasce dal bisogno oggi più che mai attuale di comprendere la realtà nella quale viviamo.
Dopo Le Virtù nel 2019, I Maestri Spirituali nel 2020, La Pandemia nel 2021, torna a Bologna negli spazi dell’Auditorium della Fondazione MAST con un ciclo di quattro lezioni che non poteva non essere dedicato al tema che incombe sulle nostre menti, lacera le nostre coscienze e spaventa i nostri cuori: la realtà della guerra e la speranza della pace.

«Credo che mai come a questo riguardo sia appropriato parlare di laboratorio, visto che nessuno, nella misura in cui sia dotato di adeguata conoscenza della realtà e di onestà intellettuale, si ritrova oggi ad avere certezze granitiche su come interpretare la tragedia e ricette sicure su come uscirne. Una cosa però possiamo farla: capire.
Capire come mai il fenomeno guerra accompagna “da sempre” l’avventura umana; capire la lezione su guerra e pace dell’antica saggezza cinese per provare a pensare la realtà con una mentalità così diversa dalla nostra; capire cosa succede all’etica quando si confronta con la geopolitica e l’economia. E poi tirare le fila, non certo con la pretesa di trovare la chiave universale, ma almeno per cercare di mettere un po’ di ordine dentro di noi e ricevere quel severo conforto che proviene dalla luce della conoscenza».
Vito Mancuso


Il laboratorio – organizzato da Mismaonda in collaborazione con Fondazione MAST – è in programma martedì 17 maggio, lunedì 23 e 30 maggio e martedì 7 giugno e si rivolge a quanti sono interessati a capire come mantenere l’etica nell’azione e nel pensiero e ad approfondire l’approccio teologico e filosofico alla contemporaneità.

Ogni incontro si aprirà con un’introduzione filosofica di Vito Mancuso a cui seguirà la relazione dell’ospite della giornata; si concluderà con domande e sottolineature e una riflessione sui temi proposti, secondo il seguente programma:

- martedì 17 maggio ore 18.30
Stefano Bolognini, psicoanalista, membro della Società Psicoanalitica Italiana, Le radici psichiche della guerra e della pace

- lunedì 23 maggio ore 18.30
Amina Crisma, sinologa, insegna Filosofie dell’Asia orientale all’Università di Bologna
Guerra e pace nel pensiero cinese classico

- lunedì 30 maggio ore 18.30
Luigi Manconi, senatore e presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, e l’attore Alessandro Bergonzoni
Cosa preparare per ottenere la pace? La guerra o la pace o tutte e due?

- martedì 7 giugno ore ore 18.30
Vito Mancuso
Sintesi e rilancio

Le iscrizioni sono aperte online al seguente link:   https://bit.ly/laetica_gruerraepace   

Il costo complessivo per assistere ai quattro appuntamenti è di 38,00 euro + diritto di prevendita.

MAST.Auditorium Via Speranza 42, Bologna

Informazioni sui costi e iscrizioni in abbonamento al link:   https://bit.ly/3LGTc5Z –

Iscrizioni alle singole conferenze al link: Vivaticket Laboratorio di Etica [Link]

Mismaonda: info@mismaonda.eu 051343830

Schermata 2022-05-03 alle 15.32.51

Pubblicato in Home

Ricostruire l’humanitas

In primo piano

Fiore-macerie

Ricostruire l'Humanitas [PDF]

Sono istintivamente d'accordo con il titolo che mi è stato assegnato: ricostruire. Dopo decenni in cui si è inteso decostruire, abbattere, svelare recondite falsità; dopo la volontà di smantellare il lavoro dei secoli precedenti facendo filosofia “con il martello” come recita il sottotitolo del Crepuscolo degli idoli di Nietzsche; dopo un secolo come il ‘900 in cui il pensiero si è prefisso di “combattere il sistema” cioè la dinamica delle forze economiche, sociali, spirituali, culturali il cui concerto si chiama politica; dopo la proclamazione della morte di Dio e l’instaurazione ormai universale della secolarizzazione e non di rado del nichilismo; dopo dimostrazioni analitiche dell'infondatezza della soggettività conscia e del libero arbitrio per cui sembra non avere più senso parlare di libertà, scelta, responsabilità, con la conseguente morte dell’idea di uomo; dopo tutto questo, a cui oggi si aggiungono le immagini di macerie e di morte della guerra ucraina, è quasi naturale, direi fisiologico, avvertire il bisogno del procedimento contrario. Quindi ricostruire. Questo vale per la religione, l’etica, il diritto, la politica, la famiglia, la scuola, l’educazione, la sessualità, il linguaggio: vale per l'identità umana nella sua specificità la cui essenza è sempre più opaca, perché è sempre più difficile capire cosa significhi veramente vivere da essere umano. Persino il corpo in quanto generatore di identità non costituisce più per un numero crescente di persone, soprattutto giovani, un punto di appoggio stabile. È strano: esiste un progresso obiettivo su una serie di indicatori, ma la sensazione più diffusa è la decadenza, la crisi, lo sfilacciamento, la paura. Sorge quindi nella mente il bisogno naturale di appoggiarsi a qualcosa di solido e di affidabile. E per questo intendiamo ricostruire. Ma cosa va ricostruito? …

Continua a leggere

Pubblicato in Home