Prossimi appuntamenti con Vito

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MIRANO (VE) martedì 21 luglio Corte di Villa Belvedere, via Belvedere, 6 ore 21:00

Nell’ambito di “Conversazioni al Belvedere – Dialoghi d’Autore”, Vito Mancuso: «Gesù e Cristo». Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Locandina Conversazioni al Belvedere [PDF]

Locandinna Conversazioni al Belvedere 2026


FANO (PU) sabato 25 luglio, Arena BCC Strada Petruccia 16, ore 21:15

Cultura sotto le stelle, prima edizione 2026; Vito Mancuso: «Il senso della vita al tempo dell’Intelligenza Artificiale».

LiveTicket [Link]

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Magnifica Humanitas

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LA LEZIONE DI SPIRITUALITÀ E LA POLITICA CHE NON DECIDE

Leone Lampedusa

La Lezione di spiritualità di Leone [PDF]

"Magnifica humanitas". Il titolo scelto da papa Leone per la sua prima enciclica dedicata all'intelligenza artificiale contrassegna il medesimo spirito del grande, anzi grandissimo, discorso di ieri a Lampedusa, il più bello di questo giovane pontefice, destinato a mio avviso a far parte dei più bei discorsi di sempre del bimillenario magistero papale.

L'umanità è magnifica "sempre" ed è magnifica "tutta". Non solo l'umanità che costruisce l'intelligenza artificiale, ma anche quella che sfugge dalla miseria. Non solo quella che si preoccupa di mangiare meno per non ingrassare, ma anche quella che si preoccupa di mangiare per non morire. Magnifica humanitas sempre e comunque: nord o sud, bianca o nera, cristiana o musulmana, di altra religione o di nessuna. L'umanità è magnifica anche quando è misera, sporca, ferita; anche quando è contro i tuoi immediati interessi e ti converrebbe respingerla; anche quando di fatto non lo è per nulla, perché maledorante, ostile, aggressiva. Sono discorsi irragionevoli? …

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La scoperta dell’amicizia

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Al centro della nostra esistenza c'è la missione infinita di conoscere noi stessi. Ci si può arrivare confrontandoci con chi ci è talmente vicino da essere un alter ego.
 
 
Questo articolo ha per tema l’amicizia e per svolgerlo inizio da questa domanda: c'è qualcosa di più importante del conoscere se stessi? C'è qualcosa che in questo breve spazio dell’esistenza richiede maggiore attenzione da parte nostra? È una domanda retorica la mia, una domanda cioè la cui risposta è spontanea e persino scontata, e che in questo caso si traduce in un sicuro e immediato no: no, non c'è niente di più importante del conoscere se stessi, operazione alla quale dovremmo consacrare la più grande attenzione. E se non lo facciamo? Montaigne è tagliente come un coltello nel ricordarci le conseguenze: “Nessuno sta male per molto tempo se non per colpa sua” (Saggi, I, 14). Oggi tutti si lamentano e la colpa dei loro mali l’attribuiscono sempre agli altri, siano essi i vicini di casa o il governo nazionale, il coniuge o la comunità europea. Ma la realtà è che la gran parte delle cose che ci affliggono e per le quali ci lamentiamo dipende da noi: non sempre nel senso che noi abbiamo il potere di modificarle, ma sempre nel senso che abbiamo il potere di capire perché ci affliggono e di conseguenza farci affliggere meno, o addirittura per nulla.
 
Ti dà fastidio il rumore del vicino? Gli hai parlato e lui non se ne cura? Ecco che quel suo rumoreggiare si ingigantisce nella tua mente e diventa un’ossessione, per cui anche il minimo rumore ti sembra un uragano, per giunta scatenato apposta contro di te: la nostra mente è molto abile nel perdersi nel labirinto dei propri irrealistici pensieri. Il rumore è rumore, è evidente, e quando è troppo non si vive, non voglio certo giustificare i disturbatori della quiete pubblica che anzi va scrupolosamente salvaguardata dalle autorità perché ne dipende non poco la qualità della nostra vita. Voglio solo dire che c’è modo e modo di reagire al rumore, così come a tutti gli altri fastidi o malanni o minacce. I mali arrivano, non ci possiamo fare nulla, è così dai tempi di Omero e così sempre sarà; dobbiamo lottare per eliminarli, certo, ma nel frattempo possiamo lavorare su noi stessi perché ci affliggano sempre meno. Montaigne infatti aveva ragione: nessuno sta male per molto tempo se non per colpa sua. Proseguiva: “A chi non ha coraggio di sopportare né la morte né la vita, a chi non vuol resistere né fuggire, che cosa gli si può fare?”…

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Una vita in ricerca

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IL CRISTIANESIMO COSÌ COM’È OGGI NON FUNZIONA PIÙ

Intervista di Valentina Paderni al prof. Vito Mancuso su Libertà, quotidiano di Piacenza.

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C'è chi lo osteggia e chi ne capisce la profondità di pensiero. È un personaggio divisivo ma di immensa cultura teologica. Così don Umberto Ciullo, parroco di Roveleto descrive il primo ospite della rassegna "Voci dal castello". Si tratta del professor Vito Mancuso: un professionista stimato da tanti, scomodo per tanti altri. Ha pubblicato oltre 30 saggi (almeno uno all'anno), è volto noto in tv, è desiderato in numerosi festival e ha una 'platea' social importante (in oltre 92mila lo seguono su Facebook, in oltre 35mila lo seguono su Instagram). Mancuso è ricercatissimo. Tanto che don Umberto ammette: L'ho rincorso per tre anni. Ora ci siamo, si è creata l'occasione per accoglierlo al castello di Cade, stasera, venerdì, alle 21. 

Professore, cos'è una vita in ricerca? 

Ricercare vuol dire studiare, confrontarsi, tenere aperta la mente alle diverse tradizioni spirituali. Collegherei la ricerca all'inquietudine e alla contraddizione, al fatto che nella vita umana ci sono una serie di circostanze, persone, cose, eventi che danno gioia e altre che fanno l'operazione contraria. E dall'esporsi senza ideologie di sorta a questa contraddittorietà dell'esistenza che nasce l'inquietudine della ricerca. Mi viene in mente la frase di Pascal "Tu non mi cercheresti, se non mi avessi già trovato". Se c’è una ricerca è perché c'è la speranza effettiva, che qualche volta diventa anche esperienza, di una pienezza di vita…

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Agli antipodi di Martini

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Il teologo: «Ha incarnato la Chiesa più conservatrice, coerente fino alla fine. Sul caso Welby prese una decisione terribile». Intervista di Francesco Bei a Vito Mancuso pubblicata su Repubblica del 18 giugno 2026. 

Agli Antipodi di Martini [PDF]

Il teologo Vito Mancuso individua in Camillo Ruini il campione di quella parte della Chiesa più conservatrice che ha cercato in tutti i modi di frenare le potenzialità del Concilio Vaticano II. Un uomo di destra, non solo nella politica italiana ma anche sul lato ecclesiale, contrapposto all'ala progressista che si riconosceva nell'arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini. 

Camillo Ruini era un conservatore in politica, sostenitore dei governi Berlusconi, amico di Salvini e, da ultimo, ammiratore di Meloni. E dal punto di vista teologico? 

«Perfettamente in linea con le considerazioni di taglio politico. Del resto era un uomo intelligente, razionale, amava l'ordine, la linearità. Un uomo così non avrebbe potuto avere due registri diversi. E quindi la linea della conservazione politica rispecchiava perfettamente quella della conservazione ecclesiale» …

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Il cardinal Ruini

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Camillo Ruini

Il cardinal Ruini [PDF]

Articolo di Giovanni Colombo, già responsabile dei giovani di Azione Cattolica della Diocesi di Milano e consigliere comunale di Milano.

Ha lasciato questa terra di terra e sassi colui che è stato il capo della Chiesa italiana per più di trent’anni. Eminence, come lo chiamava scherzosamente la Littizzetto, dal 1991, per 16 anni, ha guidato la Conferenza Episcopale italiana. Ma già dal 1986, da segretario, ha comandato. E la sua influenza sì è stesa pure sui dieci anni di presidenza del suo successore, il fido cardinal Bagnasco…

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Cosa può fare il Silenzio

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Cosa Può Fare il Silenzio

 

Prefazione al libro di Gabriele Goria  Cosa Può fare il Silenzio – [PDF]

 

Cosa puo fare il silenzio – copertina

 

 

Sono sul treno che da La Spezia mi sta portando a Parma dove spero di arrivare in tempo per la coincidenza per Bologna che mi riporterà a casa. Ho appena concluso la lettura del dattiloscritto di Gabriele Goria di cui qualche mese fa ho accettato al buio di scrivere una prefazione. A proposito di buio, in questo momento il treno è in una galleria e la voce dell’altoparlante sta ricordando le istruzioni sui biglietti elettronici e altri dettagli informativi che si ripetono metodicamente e che avrò sentito già tre o quattro volte dalla partenza, ma è una bella giornata di sole e più che il buio delle gallerie, da cui peraltro in questo momento siamo già usciti, sono le immagini dei colli e dei torrenti, e della natura ormai quasi primaverile con i suoi primi fiori, a incidersi nei miei occhi …

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Dio non preferisce un solo popolo

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A proposito della vicenda Israele e Palestina. Un libro su Gesù e Cristo: «Il primo un profeta apocalittico, l’altro riletto dai discepoli».

Intervista al prof. Vito Mancuso di Piero Erle su il Giornale di Vicenza del 11.6.2026

Dio non preferisce un solo popolo [PDF]

“Gesù nacque a Nazaret, Cristo a Betlemme”. “Gesù aveva quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle. Cristo era figlio unico”. È uno schiaffo alle certezze dei credenti cristiani, la nuova mastodontica opera Gesù e Cristo, edizioni Garzanti, che il teologo laico e filosofo Vito Mancuso ha presentato giovedì 11 giugno 2026 al Castello degli Ezzelini a Bassano, primo giorno della rassegna “Resistere”.

Prof. Mancuso, la questione fondamentale è quella che il titolo riassume nella “e” che differenzia Gesù da Cristo. Ma chi era allora Gesù?

Gesù era la figura storica, reale, di un ebreo di 2 mila anni fa che si può ricostruire dalla lettura critica del Nuovo Testamento e delle fonti coeve. A mio avviso, ne emerge che era un profeta escatologico e apocalittico: attendeva la rivelazione finale del Regno di Dio con la trasformazione completa della storia, un momento di giudizio per tutta l’umanità che lui attendeva molto presto …

Il Cristo è invece ben altro?

Certo. Innanzitutto non è un nome personale ma un titolo come “re”, che definisce l’importanza storica del soggetto di cui si parla. È “l’unto”, che è esattamente il Messia atteso da Israele. Ma per questo vanno divisi: Gesù non era il Messia atteso, un re vittorioso che avrebbe stabilito l’indipendenza di Israele. Il cristianesimo invece lo intende come “l’agnello di Dio”, predestinato a dare la sua vita sulla croce. Io presento un’altra visione …

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Il divino è un mistero tradito dalle religioni

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Il filosofo-teologo cita il cardinale Martini e Lucio Dalla per spiegare che “l’invenzione di Dio” è in realtà la scoperta di una realtà dentro di noi

Articolo di Piero Erle su Il Giornale di Vicenza dell'11.06. 2026

Olimpico [PDF]

«Non puoi rendere Dio cattolico». Cita per due volte un famoso cardinale cattolico, Carlo Maria Martini che gli è stato amico, il filosofo teologo Vito Mancuso. È di fronte a un teatro Olimpico gremito che non si perde una parola della sua lezione-recitazione: si prende il palco da maestro, arrivando in scena con un impermeabile che si toglie davanti a tutti e iniziando a camminare avanti e indietro, quasi sempre senza ricorrere ai suoi fogli, incarnando di fronte alla scena di Tebe i famosi filosofi paripatetici dell’Antica Grecia. «Dio è al di là dei limiti, delle definizioni che stabiliamo e di cui nella vita abbiamo bisogno, ma non dobbiamo confonderle con Dio, il cui cuore è sempre più vasto. Egli non si lascia addomesticare»…

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La ferita e il mondo

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Che cosa fare del male che mi accade? Ritiro di riflessione e meditazione

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Badia di Passignano (FI) Centro di Spiritualità San Giovanni Gualberto agosto 2026

Turno I: da domenica 23 a martedì 25, oppure Turno II: da giovedì 27 a sabato 29

con Gabriele Goria, Vito Mancuso. Programma curato da Armando Buonaiuto.

La Ferita e il Mondo [PDF]

La Ferita del Mondo

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Repubblica e cultura

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Repubblica e Cultura [PDF]

Ha affermato Hannah Arendt che “il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione tra realtà e finzione, tra vero e falso, non esiste più”. Parole bellissime che nell’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana portano d’istinto a chiedersi: qual è allora il suddito ideale di una repubblica democratica? La risposta è in questa frase di Alcide De Gasperi (recentemente citata da Andrea Malaguti): “Con il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 inizia l’era della responsabilità dei cittadini. Se non la volessero assumere, farebbero meglio a rimanere sudditi” …

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Ritrovare senso nel tempo presente

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di Laura Mosca su La Provincia di Como nell’inserto settimanale Diogene 5.5.2026

Ritrovare Senso nel Tempo Presente [PDF]

 

Mancuso_bw"Chi vogliamo essere?” è la domanda che conduce ogni ricerca spirituale in ogni tempo, il punto di partenza e il posto di arrivo, secondo il filosofo e teologo laico Vito Mancuso. 

Questo interrogativo si accorda con i tre fondanti quesiti di Kant: "Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?" per vivere una vita autentica e piena; tre stelle guida in un'epoca di disorientamento in cui tutto sembra possibile tranne trovare un senso a quello che avviene. Ma per Mancuso trovare un senso è una scelta che viene dal sapere armonizzare il dentro di noi con il fuori di noi, dopo aver fatto silenzio, dopo essersi ascoltati, pacificati; è la capacità di costruire la gioia in casa nostra, come sosteneva Seneca. Non è semplice. Oggi pare ancor più un orizzonte che si allontana, in un contesto geo-politico dove conflitti e reati contro i diritti fondamentali della persona sono quotidiani e accadono in varie zone del mondo contemporaneamente …

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Non ti manchi mai la gioia – Audiolibro

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Grafica social - Mancuso, Non ti manchi mai la gioia

L'audiolibro di Vito Mancuso Non ti manchi mai la gioia è uscito, ed è disponibile sui seguenti store: Audible Apple

A volte la vita ci sembra uno stallo senza via d’uscita, dove la sfiducia e i pensieri negativi diventano trappole invisibili che ci impediscono di camminare verso il futuro. In questo audiolibro letto dalla voce stessa dell’autore, il filosofo e teologo Vito Mancuso ci accompagna in un "breve itinerario di liberazione", un viaggio sonoro pensato per chiunque senta il bisogno di ritrovare una direzione autentica.

Perché ascoltarlo:

  • Smantellare le trappole: Mancuso identifica i "pensieri sbagliati" – come l'egoismo e la paura – che ci chiudono in una prigione interiore e ci spiega come riconoscerli per tornare a respirare.
  • La gioia come traguardo: Non si parla di una felicità passeggera, ma di una letizia profonda che è il segno del successo del nostro "esperimento" di vita.
  • Un percorso a piccoli passi: L'audiolibro non propone soluzioni magiche, ma suggerimenti concreti per generare energia mentale e serenità attraverso la ragione e il cuore.

Ascoltare queste pagine significa lasciarsi guidare da una voce che invita alla speranza e all'amicizia, intesa come ricerca comune della verità. È un augurio che si trasforma in cammino: perché se noi siamo spesso la nostra stessa trappola, siamo anche gli unici in grado di liberarci.

 

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Officine di Spiritualità 2026

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officine di spiritualità 2026

Siamo lieti di comunicarvi che anche quest’anno si terrà, dal 17 al 19 aprile 2026 sull’isola di San Servolo a Venezia, l’evento «Officine di Spiritualità».

Programma Officine Spiritualità_2026 [PDF]

IL TEMA DELL’EDIZIONE 2026

Una pietra focaia non brilla, non emana luce propria, è dura, opaca, spesso anonima. Eppure, se colpita, sprigiona scintille. Non è il fuoco, ma è la possibilità del fuoco.

La quarta edizione delle Officine di Spiritualità di San Servolo, intitolata Pietre focaie, nasce da questa immagine, e da una domanda che attraversa il nostro tempo stanco: che cosa è ancora capace di accendere la nostra vita intellettuale e spirituale? Che cosa produce in noi attrito, calore, inizio? Che cosa infiamma la nostra passione? Immersi in un flusso continuo di esperienze e informazioni, constatiamo che se molto raggiunge gli occhi, poco è ciò che accende lo spirito. Che se molto scorre sulla pelle, poco resta nel cuore. La pietra focaia, invece, implica un gesto di radicale contatto: essere colpita. Perché senza l’urto non c’è scintilla, e senza un po’ di rischio non c’è fuoco. Pensare, credere, interrogare, contemplare… non sono attività neutrali: chiedono frizione, resistenza, disponibilità a lasciarsi scalfire.

Le Officine 2026 saranno dunque un invito a interrogarsi sulle proprie pietre focaie, sul fuoco che custodiscono, sull’attrito necessario perché la scintilla si accenda. Tre giorni di riflessioni, voci ed esperienze che non mirano a interpretare il mondo, ma a farne ardere il senso, lasciando in dote una calda e feconda inquietudine.

Gli ospiti saranno: Vito Mancuso, filosofo teologo – Edwige Pezzulli, astrofisica – Neva Papachristou, insegnante di Dharma e meditazione – Pietro Del Soldà, filosofo e conduttore radiofonico – Claudio Widmann, psicoanalista – Armando Buonaiuto, curatore di eventi culturali.

Iscrizioni a partire dal 3 marzo 2026, sul sito:

https://servizimetropolitani.ve.it/it/  

dove troverete il link al modulo per partecipare.


IL CALENDARIO DELLE GIORNATE

Venerdì 17 aprile

- Dalle ore 15.00 | Accoglienza sull’isola di San Servolo

- Ore 17.00 – 17.30 | Sala Teatro | Saluti d’apertura e inizio delle Officine, con SIMONE

CASON, Amministratore Unico di San Servolo srl, MASSIMILIANO BRAGHIN, Infinityhub SpA

Benefit, ARMANDO BUONAIUTO, curatore Officine

- Ore 17.30 – 19.00 | Sala Teatro | «Come luce da scintilla che scocca». La filosofia e l’impatto

con il mondo, incontro con PIETRO DEL SOLDÀ

- Ore 19.30 – 21.00 | Cena

- Ore 21.30 – 22.00 | Palazzina Grecale sala E | Meditazione di consapevolezza (Vipassanā),

pratica con NEVA PAPACHRISTOU

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Liberaci dall’odio (Adversus Murgia)

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Nel nuovo libro di Michela Murgia questo sentimento “è un atto relazionale come amare, gestire la paura e la curiosità”, ma esso è anche patologia che porta all’ossessione e a interiorizzare il male che si vorrebbe combattere.

Liberaci dall'odio [PDF]

Che l’odio sia un elemento costitutivo della storia e quindi anche della nostra psiche (di quell’abisso magmatico che ognuno porta dentro di sé e che si può trasformare in un gorgo abissale) non c’è bisogno di dimostrare. Ci pensa la cronaca quotidiana a farlo e lo attestano i libri di storia, da Romolo che uccide Remo ai genocidi del Novecento. La domanda piuttosto è un’altra e riguarda il ruolo che l’odio deve giocare nella nostra interiorità: è un sentimento congenito e naturale che va coltivato? Oppure è qualcosa di non congenito e di non naturale che va estirpato? Chiarirlo è importante, perché se l’odio è naturale esso incrementa la salute (fisica e psichica), mentre se non lo è, la danneggia. Michela Murgia non aveva dubbi: “L’odio è un atto relazionale, proprio come amare, gestire la paura e la curiosità” e per questo auspicava “un rapporto consapevolmente maturo con l’odio, tipico di quelle rare persone che attribuiscono all’odio uno statuto di normalità e lo riconoscono in se stesse”. La scrittrice sarda continua con una considerazione decisiva: “L’organizzazione dell’odio diviene preziosa e necessaria solo quando si coniuga con la piena assunzione di responsabilità personale dell’odio”. Piena assunzione di responsabilità personale: il che significa che l’odio deve passare dallo stato di sentimento istintivo (che talora può sorgere quando l’indignazione travalica) a scelta razionale, lucida, consapevole, pienamente voluta. Ne viene così per Murgia che l’odio, “se viene riconosciuto e disciplinato attraverso l’intelligenza, non è un difetto; è una virtù, luminosissima”…

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Ribellarsi all’algoritmo

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Nel nuovo libro di Riccardo Luna una riflessione non manichea sulla natura dell’intelligenza artificiale. Non bisogna permettere che sia guidata a soli fini economici ma guidarla per diventare migliori.

Ribellarsi all'algoritmo [PDF]

Fino a una decina di anni fa molti politici e politologi nel mondo ritenevano che la prossima grande innovazione per l’incremento della democrazia sarebbe stata la tecnologia, e persino Papa Francesco giunse nel 2014 a definire internet “un dono di Dio”. Oggi, invece, non pochi sospettano che la tecnologia sia un pericolo per la democrazia e che questo dono di Dio sia in realtà molto simile al mitico vaso di Pandora escogitato dall’invidia di Zeus: quello scoperchiando il quale tutti i mali del mondo si diffusero sull’umanità. Sì, davvero “qualcosa è andato storto”, come Riccardo Luna, tra i più autorevoli giornalisti in materia di tecnologia, intitola il suo libro sui social network e l’intelligenza artificiale. Leggendolo si apprende come internet si era sviluppato ai suoi inizi con l’ambizione di rappresentare “la prima arma di costruzione di massa”, una rete capillare di computer che avrebbe favorito l’abbattimento delle barriere unificando l’umanità; e come oggi invece, a più di mezzo secolo da allora, il bilancio sia dolorosamente diverso, con la tecnologia dei social e dell’intelligenza artificiale ormai sempre più configurata come la più grande arma di seduzione di massa. Di fatto quello stesso strumento che nel 2008 aveva portato Barack Obama alla Casa Bianca (primo giovanissimo presidente nero: sembrava davvero che il mondo potesse cambiare, tanto che gli assegnarono il Nobel per la Pace quasi ancora prima di cominciare il mandato) oggi vi fa regnare un tipo così imbarazzante e volgare come Donald Trump e fa del non meno imbarazzante e volgare Elon Musk l’uomo più ricco e più potente del mondo. Sì, davvero, qualcosa è andato storto…

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Intervista al Mattino di Napoli

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CHIAMATEMI ERETICO DIVIDO GESÙ DA CRISTO

Napoli

Intervista Mattino 3.2.26 [PDF] 3.2.26.[PDF]

Doppio appuntamento con il teologo filosofo Vito Mancuso a Napoli all’Università Federico II (venerdì 6 ore 15:00), e all’Archivio di Stato (sabato 7 ore 10:30). La sfida all’ortodossia: «Distinguo tra le due figure sottraendomi alle concezioni dogmatiche e sottolineandone i legami». Intervista di Ugo Cundari per il Mattino di Napoli, martedì 3 febbraio 2026.

Qualche secolo fa avrebbe corso il rischio di fare la fine di Giordano Bruno, per fortuna i tempi sono cambiati ma Vito Mancuso, brianzolo del 1962, a lungo docente di Teologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, più di un attacco per quello che ha detto, e per le idee altrui diffuse, l'ha subito. Nel suo ultimo best seller, «Gesù e Cristo» Garzanti, separa le due figure e ne racconta le differenze. Mancuso sarà venerdì alle 15 al dipartimento di Scienze politiche della Federico II in via Rodinò per parlare dei più importanti maestri spirituali di tutti i tempi, e sabato alle 10.30 all'Archivio di Stato in piazzetta del Grande archivio per presentare il libro insieme a Ottavio Di Grazia.

Mancuso, secondo la rivista dei gesuiti «La Civiltà Cattolica» lei «nega o perlomeno svuota di significato una dozzina di dogmi della Chiesa cattolica»: sarà mai un teologo eretico? …

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Il Negativo e le sue forme

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Mancuso, Nori e il Male: «Se siamo capaci di indignarci significa che siamo sensibili ai valori».

di Eugenio Alzetta, La Repubblica Bologna 27 gennaio 2026

Al Mast, per il Laboratorio di etica, l’incontro fra il teologo e lo scrittore: «A farmi soffrire non è quello che possono fare a me, ma quello che posso fare io agli altri».

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BOLOGNA – Che cos’è il Negativo? Che cos’è il Male? Come si manifestano e quali sono le nostre reazioni? Su queste domande si è sviluppato l’incontro tra il teologo Vito Mancuso e lo scrittore Paolo Nori nel primo appuntamento dell’ottava edizione del Laboratorio di etica. Un evento ideato dallo stesso Mancuso, promosso da Mismaonda e ospitato dall’Auditorium della Fondazione Mast di Bologna di fronte a una platea di oltre trecento persone …

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Gesù e Cristo, la fede da adulti

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«Il cristianesimo fatica a trasmettere una riflessione teologica matura. Dal saggio di Mancuso sul rapporto tra spiritualità e vita, un confronto a Tricase tra l’autore e il vescovo Angiuli». Articolo di Luigi Lochi su Il QuotidianodiPuglia.it, venerdì 23 gennaio 2026

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È difficile oggi trovare momenti e luoghi in cui affrontare criticamente un discorso sulla fede. Tradizionalmente il sapere teologico con i suoi linguaggi, almeno in Italia, è stato appannaggio soprattutto del clero e della sua gerarchia. Ai fedeli laici, nella migliore delle ipotesi è stata riservata una grammatica minima, fatta di formule e dogmi …

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Una nuova Riforma Tedesca

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In Germania i cattolici vorrebbero creare un organismo inedito, la «Conferenza Sinodale». Un tentativo di democratizzare la Chiesa, già bloccato però dai papi Francesco e Leone

Una nuova Riforma Tedesca [PDF]

L’attuale braccio di ferro tra il Vaticano e la Chiesa tedesca va ben al di là di una disputa ecclesiastica perché simboleggia e rappresenta lo scontro di due epoche storiche e, più profondamente ancora, di due potenze che si contendono l’ultima parola all’interno della coscienza umana: il primato dell’Oggetto e della sua tradizione (tipico dell’epoca premoderna) contro il primato del Soggetto e delle sue esigenze (tipico della modernità) …

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Mancuso e Gesù oggi

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Dio è più della fede e di ogni religione. Parla a tutta l’umanità

Vito Mancuso al Bper Forum presenta il libro Gesù e Cristo. Intervista di Laura Solieri per la Gazzetta di Modena 18 gennaio 2026

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In questo nuovo saggio, Mancuso affronta il cuore della tradizione occidentale con il suo consueto approccio libero e rigoroso, proponendo una distinzione fondamentale tra la figura storica di Gesù il carpentiere di Nazaret, l'uomo della parola e dell'etica e il Cristo della fede, elaborato nei secoli dalla dogmatica ecclesiastica. Mancuso non si limita a districare la Storia (Gesù) dall'Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall'essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi. Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell'unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro …

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Riflettere sul Negativo

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Vito Mancuso dal 26 gennaio al Mast con il nuovo laboratorio. «È un tema scelto dal pubblico stesso». Intervista di Petro di Domenico su il Corriere della Sera 10.01.2026

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Il confronto con le tante facce che può assumere il Negativo è al centro della nuova edizione del Laboratorio di Etica ideato nel 2019 da Vito Mancuso, al via all'Auditorium Mast lunedì 26 gennaio alle 18,30. Un ciclo di 4 incontri con biglietti disponibili online da oggi su Vivaticket. Per Il Negativo e le sue forme il filosofo riproporrà la formula consueta per ogni lezione. Con una sua introduzione iniziale, relazioni degli ospiti scelti quest'anno, Paolo Nori, Giovanni Allevi e Roberta De Monticelli, e un dialogo finale. 

Mancuso, perché la Negatività? 

Alla fine dell'edizione precedente avevo proposto alle 400 persone del pubblico tre temi: il cibo inteso anche come nutrimento psichico, il Positivo con le varie forme di felicità e gioia e il Negativo. La maggioranza ha votato per quest'ultimo …

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Laboratorio di Etica 2026

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LABORATORIO DI ETICA di e con Vito Mancuso Ottava edizione

«IL NEGATIVO e le sue forme»

Aggiornamento LaboratorioDiEtica26_Locandina

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Apertura biglietteria su Vivaticket a partire da sabato 10 gennaio ore 10:00

Laboratorio di Etica 2026 Vivaticket [Link]

- Lunedì 26 gennaio ore 18:30 Vito Mancuso incontra Paolo Nori scrittore.

- Lunedì 02 febbraio ore 18:30 Vito Mancuso incontra Giovanni Allevi compositore direttore d'orchestra.

- Lunedì 09 febbraio ore 18:30 Vito Mancuso incontra Roberta De Monticelli professoressa, filosofa.

- Lunedì 16 febbraio ore 18:30 Conclusioni Vito Mancuso filosofo teologo

La rassegna di incontri si terrà al MAST.Auditorium, Via Speranza 42, Bologna

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Gesù e Cristo, recensione di Adriano Virgili

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Giordano

Il paradosso di Mancuso: un Gesù contemporaneo o un ritorno all’Ottocento?

L’orizzonte ermeneutico della rifondazione mancusiana.

Recensione al libro Gesù e Cristo di Adriano Virgili [Link]


 

Replica del prof. Vito Mancuso alla recensione di Adriano Virgili su “Gesù e Cristo”

Replica a Virgili [PDF]

1. 

Della lunga e articolata recensione critica del prof. Adriano Virgili al mio recente volume (pubblicata sul suo blog il 10 dicembre 2025) constato anzitutto che non c'è quasi nessuna osservazione critica dal punto di vista storico: il che, visto che il recensore è uno storico, penso sia la cosa più importante, anche alla luce del fatto che l’oggetto principale del mio lavoro è anzitutto la storia di Gesù.

2. 

Ho scritto “quasi” perché un appunto critico dal punto di vista storico in realtà c’è e consiste nel fatto che, secondo il prof. Virgili, io sostengo che il concetto di peccato originale sia “estraneo all’ebraismo palestinese”, giudizio ribadito nella risposta a un interlocutore dicendo di me: “Accolla l’idea del mondo come dominato dal peccato a Paolo” (dalla pagina facebook “Kairòs. Storia del cristianesimo” consultata il 14/12/25). La verità però è esattamente il contrario, visto che al punto 2 del paragrafo 152 del mio libro si legge:

“Paolo non fu il primo a concepire il peccato come una potenza maligna che a seguito di un primordiale tragico evento gettò la sua ombra nera sull’umanità tutta […] L’idea si ritrova già negli scritti della letteratura giudaica di taglio apocalittico […] in particolare in tre opere di tale letteratura: nel Libro di Enoc, precisamente nella sezione intitolata Libro dei vigilanti risalente al III secolo a.C., quindi decisamente anteriore a Paolo, e poi nella Apocalisse siriaca di Baruc e nel Quarto libro di Ezra, entrambe della fine del I secolo d.C. e quindi posteriori a Paolo e coeve dei più tardi scritti neotestamentari” …

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Perchè Gesù amava i poveri

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Matteo

«È impossibile dare una sola interpretazione del Discorso delle Beatitudini di Gesù. Di certo, la predilezione per gli ultimi era dovuta alla loro capacità di accettare un regno nuovo».

Perchè Gesù amava i poveri [PDF]

Tra le parole più famose e più importanti di Gesù vi sono le beatitudini, di cui però possediamo due versioni differenti e non poco discordanti. Secondo il Vangelo di Matteo infatti esse sono otto e vennero pronunciate da Gesù dopo essere salito “sul monte” all’inizio del celebre “discorso della montagna”; secondo il Vangelo di Luca invece sono quattro e vennero pronunciate “in un luogo pianeggiante”. Come andarono realmente le cose? Non lo sapremo mai. Possiamo però arrivare almeno a stabilire quali furono le parole autentiche di Gesù? …

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Gesù e Cristo

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Gesù e Cristo

VITO MANCUSO – GESÙ E CRISTO

in libreria per Garzanti editore da martedì 11 novembre 2025

Gesù nacque a Nazaret, Cristo a Betlemme. Gesù aveva un padre terrestre, Cristo era il Figlio Unigenito del Padre celeste. Gesù aveva quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle, Cristo era figlio unico. Gesù denunciava le ingiustizie, Cristo toglieva il peccato del mondo. Gesù morì gridando la sua disperazione, Cristo la sua vittoria. Se nessuno di noi ha incontrato Gesù, tutti noi abbiamo però incontrato Cristo. Chi fu dunque Gesù, e chi Cristo? E di chi parliamo quando ci riferiamo a Gesù-Cristo? Se già in precedenza Vito Mancuso aveva indagato il ruolo di Gesù come maestro di vita spirituale, accanto ad altri tre grandi maestri dell’umanità – Socrate, Buddha e Confucio –, ora in quest’opera capitale e innovativa raccoglie le ricerche e le riflessioni di una vita, dimostrando come la fede cristiana sia il frutto di una tradizione che, a partire da fatti documentati, si è a poco a poco arricchita di nuovi significati e di nuovi simboli. Mancuso non si limita tuttavia a districare la Storia (Gesù) dall’Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall’essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi. Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell’unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro.

ISBN: 8811016444 – Casa Editrice: Garzanti – Pagine: 768 – Data di uscita: 11-11-2025

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Torniamo ad obbedire alla voce della coscienza

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Intervista al prof. Vito Mancuso di Laura Solieri per La Gazzetta di Modena 15 marzo 2025

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Modena [PDF] [PDF]

Domenica 16 marzo 2025 il Bper Forum di Modena ospita Vito Mancuso, teologo, scrittore ed editorialista de La Stampa, che presenta il suo ultimo libro "Destinazione Speranza" (Garzanti). In un presente dominato da terribili conflitti, disastri ambientali e inquietudini diffuse, guardare al futuro. con ottimismo sembra un'impresa sempre più ardua: ripiegandosi su se stesso, l'uomo sta a poco a poco perdendo la speranza in un domani migliore. Viene dunque da chiedersi: Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?». Cercando di rispondere a queste tre fondamentali domande, formulate per la prima volta dal filosofo Immanuel Kant, Mancuso guida i lettori alla ricerca del significato più profondo e autentico della nostra vita. Togliendo alla ragione ogni pretesa di possedere un sapere su Dio e sull'avvenire, "Destinazione Speranza” rifonda il senso della nostra esistenza su un presupposto inedito e dirompente: la libertà di obbedire. Se saremo in grado di essere noi stessi in relazione con gli altri, di resistere all'egoismo favorendo la solidarietà, di ridare valore alla dimensione morale al fine di agire con responsabilità, allora non tutto sarà perduto: solo così, infatti, potremo definirci donne e uomini davvero liberi e guardare con speranza, ragionevole e fondata, al futuro che ci attende …

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Il metodo Kant

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Il nuovo libro del filosofo teologo dedicato alle domande di Kant sul significato profondo dell’esistenza umana. Solo la cultura ci aiuta ad arricchire la nostra interiorità.

DI

Il metodo Kant

Per ognuno di noi la vita ha una direzione orizzontale e una direzione verticale. La direzione orizzontale riguarda la natura e la storia dentro le quali ci ritroviamo inseriti e che ci trasportano in avanti come un interminabile tapis roulant. La direzione verticale riguarda noi stessi nella nostra singolarità, dal giorno in cui siamo nati fino al giorno in cui moriremo scomparendo dal tapis roulant della natura e della storia che in nostra assenza continuerà a scorrere imperterrito esattamente come aveva fatto prima del nostro arrivo. 

Le domande, a questo punto, sono due. La prima: che senso ha il continuo scorrere in avanti dell’interminabile tapis roulant della natura e della storia? C’è un fine che lo guida, uno scopo, una tensione verso una meta, o è solo un meccanismo insensato, un gioco beffardo con qualche risata e qualche guizzo di intelligenza, ma il cui unico vero risultato complessivo è solo un mare di lacrime e di sangue? …

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Destinazione Speranza

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VITO MANCUSO – DESTINAZIONE SPERANZA 

in libreria per Garzanti editore il 15 ottobre 2024

Mancuso - Destinazione speranza

Vito Mancuso Destinazione Speranza [PDF]

In un presente dominato da terribili conflitti, disastri ambientali e inquietudini diffuse, guardare al futuro con ottimismo sembra un’impresa sempre più ardua: ripiegandosi su se stesso, l’uomo sta a poco a poco perdendo la speranza in un domani migliore. Viene dunque da chiedersi: «Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?». Cercando di rispondere a queste tre fondamentali domande, formulate per la prima volta dal filosofo Immanuel Kant, Vito Mancuso ci guida alla ricerca del significato più profondo e autentico della nostra vita. Togliendo alla ragione ogni pretesa di possedere un sapere su Dio e sull’avvenire, Destinazione Speranza rifonda il senso della nostra esistenza su un presupposto inedito e dirompente: la libertà di obbedire. Se saremo in grado di essere noi stessi in relazione con gli altri, di resistere all’egoismo favorendo la solidarietà, di ridare valore alla dimensione morale al fine di agire con responsabilità, allora non tutto sarà perduto: solo così, infatti, potremo definirci donne e uomini davvero liberi e guardare con speranza, ragionevole e fondata, al futuro che ci attende.

 ISBN: 8811010624 – Casa Editrice: Garzanti – Pagine: 288 – Data di uscita: 15-10-2024 – Edizione cartacea 18,00€

Garzanti [Link]  Feltrinelli IBS [Link]  Il Libraio [Link]

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Capisco Martina il corpo tortura

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Secondo il teologo, la donna triestina di 49 anni, tetraplegica, ha ragione. Ha denunciato l'azienda sanitaria dopo i no al suicidio medicalmente assistito.

Intervista di Valeria Pace a Vito Mancuso 

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Rispettare la sacralità della vita, compito che ogni persona di retta coscienza deve sentire come proprio, significa rispettare la sacralità della libertà, che è il luogo dove il vivere si manifesta nel modo più intenso. Il filosofo e teologo Vito Mancuso non ha dubbi, è d'accordo con Martina Oppelli, l'architetta triestina di 49 anni resa tetraplegica dalla sclerosi multipla che chiede di poter accedere al suicidio medicalmente assistito, e dopo i ripetuti dinieghi ha scelto di denunciare l'azienda sanitaria (Asugi) per tortura … 

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La nazionalità non fa i cittadini. I popoli nascono dalla cultura.

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Nessuno Stato può "fare" esseri umani affermando la propria ideologia. Solo i regimi autoritari hanno sostenuto la coincidenza tra Stato e nazione

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Nazionalità [PDF]

 

“Fatta l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”, si dice che dichiarò Massimo D’Azeglio all’indomani della proclamazione dello Stato unitario nel 1861. Da allora il processo del “fare” gli italiani non è mai terminato e giustamente la politica in questi giorni sta discutendo sulla sorgente che conferisce a un essere umano lo stato giuridico di cittadino italiano. Il tema è urgente, anzi improcrastinabile, sia perché direttamente riguarda molte persone che vivono in Italia che non sono cittadini italiani e lo vorrebbero essere, sia perché indirettamente riguarda tutti gli attuali cittadini italiani in quanto chiarificatore (in questi tempi così confusi) della loro identità. Cosa significa essere cittadini italiani? In che modo “si fanno” gli italiani? Per essere un cittadino italiano è necessario essere di nazionalità italiana? Qual è il rapporto tra cittadinanza e nazionalità?

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Il vero problema non è il patriarcato ma il culto della forza di cui siamo schiavi

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In piazza gli slogan contro l’uomo al centro della società, ma la radice del male è la venerazione del potere. Quella che aveva Margaret Thatcher e non Gandhi. A uomini e donne dico: l’unica liberazione è la cultura. 

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L’altra sera, invitato da mia figlia, ho partecipato con lei e il suo ragazzo alla manifestazione contro la violenza sulle donne organizzata a Bologna da “Non Una di Meno”. C’erano diverse migliaia di persone, per lo più giovani, in maggioranza donne, ma anche noi uomini non eravamo pochi, ho persino intravisto alcuni signori definibili, come me, “di una certa età”. Cartelli, fischietti, alcune trombe, qualche pentola e relativi cucchiai, insomma le solite cose usate da sempre nelle manifestazioni per fare baccano e farsi notare. Di nuovo, per lo meno per me, c’erano le chiavi di casa, agitate da molte ragazze per simboleggiare con il loro tintinnio che neppure in casa si sentono sicure. Le agitava anche mia figlia, però con l’altro braccio si stringeva a me, quindi quel suo gesto non mi preoccupava. Al di sopra ovviamente svettavano gli slogan, gridati con forza e passione dalle giovani donne. Il più ripetuto era il seguente: “Lo stupratore / non è malato, / è figlio sano / del patriarcato” …

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