L’utopia di restare umani

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Hannah-Arendt

L'utopia di restare umani [PDF]

Dico subito, per favorire la chiarezza, che la mia tesi consisterà nel sostenere che il luogo di realizzazione dell’utopia non deve essere ricercato più fuori di noi, come avveniva con le vecchie utopie, bensì dentro di noi, nella nostra interiorità, l’unico luogo dove talora si può intravedere l’isola che non c’è e che nell’immenso mare dell’essere non ci sarà mai. Voi direte: vedere qualcosa che non c’è? Non è follia? Forse, ma di quella follia di cui Erasmo da Rotterdam fece l’elogio e che costituisce precisamente la disposizione della mente chiamata utopia.   
Utopia letteralmente significa “non luogo”. Per capirne il concetto occorre distinguere idea da ideale, differenza che consiste nel fatto che l’ideale è un’idea + energia, e quindi motiva l’azione. Voi potete incontrare chi ha molte idee e nessun ideale: l’ascoltate, l’ammirate, ma rimanete freddi. Viceversa potete incontrare chi ha idee con valenza ideale e quando l’ascoltate sentite affluire calore vitale e dentro qualcosa si muove. Ebbene, l’utopia è un ideale, un’idea dotata di energia. Io la definisco “idea emotiva”, nel senso letterale del termine emozione, dal latino emoveo, “mettere in moto”. Più precisamente, l’utopia è l’ideale coltivato da chi non si fa bloccare dallo status quo. È chiaro: bisogna guardare in faccia la realtà, tuttavia chi coltiva l’utopia non si rassegna a spegnere la sua luce interiore scambiando per illusione la tensione verso il bene e la giustizia. Anzi, a partire da alcuni giusti in cui ha visto realizzarsi questa tensione, l’utopista sente che la vita vera è quella rispecchiata da queste poche persone luminose, e non quella dell’esistenza grigia dei più. Come dichiarò un giorno Eraclito: “Uno solo vale per me diecimila, se è il migliore” (DK 22 B 49) …

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Il valore etico-politico dei libri e delle biblioteche

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Un piccolo saggio sul progetto per la sede unica della Biblioteca Consorziale di Viterbo

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Vito Mancuso – "Il valore etico-politico dei libri e delle biblioteche [PDF]

La tesi di questo mio piccolo saggio consiste nel sostenere che oggi la lettura consapevole di buoni libri è una specie di presidio della civiltà democratica, cioè di quella visione della vita e della società che ripone il valore più alto nella libertà dell’individuo e nella sua capacità di riflettere e di decidere consapevolmente; e prosegue nel sostenere che di conseguenza le biblioteche oggi ricoprono, oltre al consueto ruolo culturale, anche una sempre più preziosa opera di custodia e di sostegno della coscienza civile.
Formulata la tesi, passo ora alla sua argomentazione che svilupperò in quattro punti …

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Vaticano e rapporti prematrimoniali

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Pubblicato con il titolo: Chiesa lontana dalla modernità

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Vaticano e rapporti prematrimoniali [PDF]

L’aveva già intuito la Bibbia ebraica usando il verbo “conoscere” come sinonimo di “unirsi sessualmente”. Si legge infatti in Genesi 4,1: “Adamo conobbe Eva sua moglie che concepì e partorì”. Vale a dire: si giunge a conoscere veramente una persona, al punto da scegliere responsabilmente di volerla compagna di vita per tutta l’esistenza, solo se prima la si conosce nell’integralità del suo corpo e nella completezza del carattere e della personalità quali si rivelano anche nel rapporto sessuale. Niente completezza dei rapporti sessuali, niente completezza della conoscenza. Adamo infatti conobbe Eva non prima del rapporto sessuale, ma “nel” rapporto sessuale. Ed è un vero peccato che questa antica sapienza biblica, trasmessa non solo nel testo citato della Genesi ma anche dal libro del “Cantico dei cantici”, dopo duemilacinquecento anni non sia stata ancora recepita dal Magistero della Chiesa cattolica, come appare nel modo più esplicito e più deludente dal documento vaticano pubblicato ieri, opera del “Dicastero per i laici, la famiglia e la vita”, intitolato “Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale” e che rispecchia alla perfezione il pensiero di Papa Francesco …

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Prossimi appuntamenti con Vito

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Mogliano Veneto (TV) mercoledì 6 luglio Villa Braida Via Bonisiolo, 16b  ore 9:30
Umanamente Sostenibile: Cambiare. CambiaMenti: economia, tecnologia, pensiero, libertà. Dialogo con Vito Mancuso, teologo, docente, editorialista del La Stampa.

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Albissola Marina (SV) venerdì 15 luglio Piazza della Concordia ore 21:15

Nell’ambito del Festival “Parole Ubicate in Mare 2022”, Vito Mancuso presenta “La mente innamorata”

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Abbiamo ancora bisogno della religione?

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Reggio Emilia, 10 giugno 2022, XIII edizione delle Giornate della Laicità

Vaticano
Laicità e religione [PDF]

Prendendo la parola come teologo e filosofo credente in queste “Giornate della laicità” dovrei sentirmi come una squadra che gioca fuori casa in un campo particolarmente ostile, per esempio come la Juve a Firenze. In realtà non è così, perché da anni mi definisco “teologo laico” e ho sempre considerato positivamente il concetto di laicità. Né sono il solo tra i credenti a farlo, si pensi a padre Balducci, padre Turoldo, don Gallo e molti altri, tra cui lo stesso papa Francesco che vede la minaccia principale non nella laicità ma nel clericalismo. Com’è possibile? Lo è perché i concetti di laicità e di religione si sono sviluppati nel tempo assumendo significati diversi e talora contrapposti. Spetta al pensiero individuare tali significati e dirimere i concetti, operazione quanto mai necessaria soprattutto in tempi confusi come i nostri …

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Francesco e il fantasma delle dimissioni

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Papa

Francesco e il fantasma delle dimissioni [PDF]

Riflettere sulle eventuali dimissioni di Papa Francesco di cui non pochi nel mondo vociferano significa riflettere sull’essenza del papato. Cos’è il papato? Uno status sacrale o un ministero? Con le sue dimissioni del 10 febbraio 2013 Benedetto XVI ha definitivamente indicato alla coscienza cattolica contemporanea che l’identità del papato consiste nell’essere un ministero, cioè una funzione, un servizio, un compito che si deve svolgere e che, cessando le forze fisiche e psichiche per il suo svolgimento, si deve lasciare.
Prima delle dimissioni di Benedetto XVI “essere papa” e “fare il papa” era la medesima cosa, la persona e il ruolo si identificavano senza soluzione di continuità, e anzi, se tra le due dimensioni doveva prevalerne una, questa era certamente quella di “essere papa”, mentre passava in secondo piano il fatto di avere o no le piene possibilità di poterlo fare. Giovanni Paolo II ebbe una lunga e conclamata malattia, non poteva più “fare” il papa, ma lo era, e ciò bastava. Prevaleva la dimensione sacrale legata allo status, al carisma, all’essere. Non a caso Giovanni Paolo II, quando qualcuno gli prospettava l’ipotesi delle dimissioni, era solito ripetere: “Dalla croce non si scende”. Benedetto XVI volle forse scendere dalla croce? No, piuttosto considerò il papato un ministero, un servizio da prestare, e quindi giunse a riconoscere pubblicamente che il calo progressivo delle sue forze fisiche e psichiche non gli permetteva più di “fare il papa”. La funzione ebbe la meglio sull’essenza …

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Niente sconti alla giustizia la via di una Chiesa credibile

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Zuppi e Pedofilia [PDF]

Doveva per forza iniziare da lì il difficile lavoro del nuovo Presidente della Conferenza episcopale italiana e da lì giustamente è iniziato. È lì infatti che ogni altra azione della Chiesa cattolica in Italia e nel mondo trova oggi il suo criterio di verifica: nel coraggio e nella determinazione con cui viene affrontata la questione degli abusi sessuali del clero cattolico, in particolare sui minori. Nella sua prima dichiarazione dopo la nomina papale il cardinale Zuppi ha affermato di sognare una Chiesa che “sta per strada nella Babele del mondo”, bellissimo proposito la cui condizione essenziale è data dalla più trasparente operazione di pulizia in casa propria. La cosa si spiega da sé perché “se la Chiesa non rispetta i diritti umani non può predicare il Vangelo”, come afferma con logica cristallina la lettera pubblica inviata ai vertici della Chiesa italiana (qualche giorno prima della nomina di Zuppi) dal “Coordinamento delle associazioni contro gli abusi nella Chiesa cattolica in Italia”, tra cui in primo luogo il “Comitato Vittime e Famiglie”. Tale coordinamento ha scelto di chiamarsi all’inglese (ormai sembra inevitabile) #ItalyChurchToo, ovvero “Anche la Chiesa italiana”, laddove la congiunzione “anche” rimanda all’azione intrapresa ormai da tempo dalle Chiese cattoliche di non pochi altri paesi, tra cui in primo luogo Francia e Germania, e invece finora assente in Italia …

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Il Cardinale Zuppi presidente della CEI

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Zuppi presidente CEI [PDF]

Credo che la maniera migliore di commentare la nomina del cardinale Matteo Zuppi a presidente della Conferenza episcopale italiana sia di istituire un confronto tra lui e coloro che l'hanno preceduto in quella carica. Assumendo il governo del cardinal Bassetti come un periodo che definirei di transizione, penso che il vero confronto vada istituito con il duo Ruini-Bagnasco che per ben 26 anni, precisamente dal 1991 al 2017, hanno guidato la Cei in stretta continuità tra loro. Ebbene, se mettiamo in parallelo le personalità Ruini-Bagnasco e quella del neopresidente Zuppi il risultato che emerge, a mio avviso, è il seguente: da un lato l'istituzione, dall'altro il movimento; da un lato la politica, spesso declinata anche come “partitica”, dall'altro la società; da un lato la forma e talora la formalità, dall'altro la spontaneità e la fantasia; da un lato la tradizione, dall'altro l'innovazione; da un lato la sicurezza, dall'altro la volontà di infondere coraggio (il che è un'altra cosa dal dare sicurezza, perché chi dà sicurezza toglie la libertà, mentre chi infonde coraggio toglie la paura mantenendo la libertà). Insomma, da un lato il potere della Chiesa gerarchica, dall’altro il servizio della Chiesa comunità. Da un lato la Chiesa di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, dall’altra quella di Francesco. So bene che in ambito ecclesiale non si amano queste contrapposizioni e si tende a sottolineare ovunque lo svilupparsi lineare e concorde dell’unica tradizione e dell’unico carisma, ma ci sono duemila anni di storia ecclesiastica a mostrare nel modo più evidente che le differenze esistono e che spesso si esplicitano proprio nelle contrapposizioni sopra evidenziate. E come l’elezione di Bergoglio ha determinato la leadership dell’ala profetica e progressista nella Chiesa cattolica, così la nomina di Zuppi fortemente voluta da Bergoglio è destinata a introdurre anche nella Chiesa italiana il primato della profezia e di quelle evoluzioni che genericamente chiamiamo progresso …

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Dietrich Bonhoeffer: trovare Dio in ciò che conosciamo

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Torino, Salone del Libro, 19 maggio 2022, dibattito con il card. Zuppi

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Bonhoeffer [PDF]

Dal carcere nazista, un anno prima di essere impiccato dietro ordine di Hitler (che voleva eliminare tutti i prigionieri politici prima dell’arrivo dell’Armata rossa a Berlino), Dietrich Bonhoeffer scriveva così il 30 aprile 1944 all’amico Eberhard Bethge: “Ti meraviglieresti, o forse addirittura ti preoccuperesti delle mie idee teologiche e delle loro conseguenze”. Teologo a sua volta, Bethge conosceva bene le precedenti opere di Bonhoeffer (Sequela del 1937 e Vita comune del 1938) colme di radicalismo evangelico che non lo avevano per nulla preoccupato perché sviluppate all’insegna della più consolidata tradizione cristiana: quella che pensa il rapporto Dio-Uomo come “rivelazione” unilaterale di Dio e trasmissione di un messaggio inconcepibile dalla ragione umana. È una prospettiva per la quale non si tratta di “trovare Dio”, quanto piuttosto di “essere trovati” da lui: una via non naturale ma sovra-naturale …

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La Terra Santa dei credenti e dei perplessi

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Dal 31 ottobre – al 07 novembre 2022
Viaggio in Israele accompagnati da Vito Mancuso
Info e prenotazioni – tel. 039.6894440
Siamo lieti di comunicarvi che dal 20 maggio lo Stato d'Israele ha rimosso tutte le restrizioni legate al Covid19. Questo significa che per entrare non è più necessario effettuare nessun tipo di tampone (molecolare o Antigentico).
È possibile prenotarsi fino al 15 giugno con le modalità indicate.
 
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Sul degrado morale dell’Occidente

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Sul degrado morale dell'Occidente [PDF]

Nel discorso per la solenne parata sulla piazza Rossa di Mosca di qualche giorno fa il presidente russo Vladimir Putin ha qualificato la condizione dell’Occidente “degrado morale”. Tralascio l’ovvia obiezione secondo cui egli è l’ultimo a poter parlare di morale dopo la tempesta di sangue scatenata sull’Ucraina (peraltro logica conseguenza di anni di violenze, corruzioni, veleni, assassini, invasioni) e mi concentro sulla questione sollevata: è fondato parlare dell’Occidente in termini di “degrado morale”? L’hanno già fatto in molti, per esempio gli islamiti di Al-Qaeda e di Isis, gli ideologi della purezza hindu nell’India di Narendra Modi e altri paesi, Cina ovviamente compresa. A buona parte del mondo noi occidentali appariamo lassisti, moralmente disgregati, non di rado depravati …

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Guerra e Pace, Laboratorio di Etica 2022

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LABORATORIO DI ETICA di e con VITO MANCUSO: GUERRA E PACE
Un ciclo di quattro lezioni con ospiti dal 17 maggio MAST.Auditorium di Bologna

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Guerra e Pace Laboratorio di Etica 2022 [PDF]

Il Laboratorio di Etica di Vito Mancuso nasce dal bisogno oggi più che mai attuale di comprendere la realtà nella quale viviamo.
Dopo Le Virtù nel 2019, I Maestri Spirituali nel 2020, La Pandemia nel 2021, torna a Bologna negli spazi dell’Auditorium della Fondazione MAST con un ciclo di quattro lezioni che non poteva non essere dedicato al tema che incombe sulle nostre menti, lacera le nostre coscienze e spaventa i nostri cuori: la realtà della guerra e la speranza della pace.

«Credo che mai come a questo riguardo sia appropriato parlare di laboratorio, visto che nessuno, nella misura in cui sia dotato di adeguata conoscenza della realtà e di onestà intellettuale, si ritrova oggi ad avere certezze granitiche su come interpretare la tragedia e ricette sicure su come uscirne. Una cosa però possiamo farla: capire.
Capire come mai il fenomeno guerra accompagna “da sempre” l’avventura umana; capire la lezione su guerra e pace dell’antica saggezza cinese per provare a pensare la realtà con una mentalità così diversa dalla nostra; capire cosa succede all’etica quando si confronta con la geopolitica e l’economia. E poi tirare le fila, non certo con la pretesa di trovare la chiave universale, ma almeno per cercare di mettere un po’ di ordine dentro di noi e ricevere quel severo conforto che proviene dalla luce della conoscenza».
Vito Mancuso


Il laboratorio – organizzato da Mismaonda in collaborazione con Fondazione MAST – è in programma martedì 17 maggio, lunedì 23 e 30 maggio e martedì 7 giugno e si rivolge a quanti sono interessati a capire come mantenere l’etica nell’azione e nel pensiero e ad approfondire l’approccio teologico e filosofico alla contemporaneità.

Ogni incontro si aprirà con un’introduzione filosofica di Vito Mancuso a cui seguirà la relazione dell’ospite della giornata; si concluderà con domande e sottolineature e una riflessione sui temi proposti, secondo il seguente programma:

- martedì 17 maggio ore 18.30
Stefano Bolognini, psicoanalista, membro della Società Psicoanalitica Italiana, Le radici psichiche della guerra e della pace

- lunedì 23 maggio ore 18.30
Amina Crisma, sinologa, insegna Filosofie dell’Asia orientale all’Università di Bologna
Guerra e pace nel pensiero cinese classico

- lunedì 30 maggio ore 18.30
Luigi Manconi, senatore e presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, e l’attore Alessandro Bergonzoni
Cosa preparare per ottenere la pace? La guerra o la pace o tutte e due?

- martedì 7 giugno ore ore 18.30
Vito Mancuso
Sintesi e rilancio

Le iscrizioni sono aperte online al seguente link:   https://bit.ly/laetica_gruerraepace   

Il costo complessivo per assistere ai quattro appuntamenti è di 38,00 euro + diritto di prevendita.

MAST.Auditorium Via Speranza 42, Bologna

Informazioni sui costi e iscrizioni in abbonamento al link:   https://bit.ly/3LGTc5Z –

Iscrizioni alle singole conferenze al link: Vivaticket Laboratorio di Etica [Link]

Mismaonda: info@mismaonda.eu 051343830

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Ricostruire l’humanitas

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Fiore-macerie

Ricostruire l'Humanitas [PDF]

Sono istintivamente d'accordo con il titolo che mi è stato assegnato: ricostruire. Dopo decenni in cui si è inteso decostruire, abbattere, svelare recondite falsità; dopo la volontà di smantellare il lavoro dei secoli precedenti facendo filosofia “con il martello” come recita il sottotitolo del Crepuscolo degli idoli di Nietzsche; dopo un secolo come il ‘900 in cui il pensiero si è prefisso di “combattere il sistema” cioè la dinamica delle forze economiche, sociali, spirituali, culturali il cui concerto si chiama politica; dopo la proclamazione della morte di Dio e l’instaurazione ormai universale della secolarizzazione e non di rado del nichilismo; dopo dimostrazioni analitiche dell'infondatezza della soggettività conscia e del libero arbitrio per cui sembra non avere più senso parlare di libertà, scelta, responsabilità, con la conseguente morte dell’idea di uomo; dopo tutto questo, a cui oggi si aggiungono le immagini di macerie e di morte della guerra ucraina, è quasi naturale, direi fisiologico, avvertire il bisogno del procedimento contrario. Quindi ricostruire. Questo vale per la religione, l’etica, il diritto, la politica, la famiglia, la scuola, l’educazione, la sessualità, il linguaggio: vale per l'identità umana nella sua specificità la cui essenza è sempre più opaca, perché è sempre più difficile capire cosa significhi veramente vivere da essere umano. Persino il corpo in quanto generatore di identità non costituisce più per un numero crescente di persone, soprattutto giovani, un punto di appoggio stabile. È strano: esiste un progresso obiettivo su una serie di indicatori, ma la sensazione più diffusa è la decadenza, la crisi, lo sfilacciamento, la paura. Sorge quindi nella mente il bisogno naturale di appoggiarsi a qualcosa di solido e di affidabile. E per questo intendiamo ricostruire. Ma cosa va ricostruito? …

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Teologie della storia e guerra ucraina

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Pubblicato su La Stampa con il titolo "Tra Dio e il Male"

Due teologie alternative ed entrambe legittime, una per la resistenza e l'altra per la resa al potere politico

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Teologie della storia e guerra ucraina [PDF]

Prendiamo per un attimo tutti sul serio, credenti o non credenti, il dogma della dottrina cristiana: che cioè Dio si sia fatto uomo. Dico “Dio”: la Verità, la Sapienza, la Forza, una forza così forte da essere Onnipotenza e così intelligente da essere Provvidenza. Colui che sa tutto, che vede tutto, che può tutto, che dispone tutto. Ebbene, Dio si fa uomo, entra nel mondo da lui creato e assume un corpo da lui plasmato. In una situazione normale cosa succede a chi è il padrone assoluto di un posto, per esempio di un’azienda, quando si reca nella sua proprietà che dipende da lui in tutto e per tutto? Succede l'accoglienza più trionfale. Non certo rifiuto, persecuzione, condanna a morte e relativa esecuzione. Questo in una situazione normale. Il cristianesimo, annunciando la morte del Figlio di Dio, di cui dichiara che è “Dio vero da Dio vero”, ci fa intendere che noi nella Storia non siamo in una situazione normale. È quello che ribadirà a modo suo l’Amleto di Shakespeare sedici secoli dopo: “La Storia è uscita dai cardini” (“The time is out of joint”). La morte di croce del Figlio di Dio svela che la Storia è guidata da potenze avverse al Bene, san Paolo le denomina “dominatori di questo mondo di tenebra” (Efesini 6,12), l’evangelista Luca fa dire a Satana che tutti i regni del mondo sono suoi e che egli li concede a chi vuole (cfr. Luca 4,6), l’evangelista Giovanni designa Satana “il capo di questo mondo” (Giovanni 12,31). Insomma, non c’era bisogno di attendere Vladimir Putin per capire il volto osceno e strutturalmente malvagio del potere: questa è la sostanza della Storia quale emerge dal Nuovo Testamento. O meglio, da una delle due teologie della Storia che esso presenta …

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Sacramenti e identità sessuale, così si afferma la lezione di Gesù

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immagini.quotidiano.net

Bio e geopolitica [PDF]

In questo momento storico che non è esagerato definire fatale, mentre imperversa la guerra di Putin benedetta dal Patriarca di Mosca dicendo che si tratta di difendere i valori cristiani minacciati da un Occidente caduto in balìa delle parate gay, la diocesi di Torino è pronta ad amministrare il sacramento della Cresima a una persona nata donna e poi diventata uomo. Esiste una relazione tra i due fatti? A mio avviso sì: è la convergenza di geopolitica e biopolitica.
La questione nella sua essenza è la medesima, è quella che divide da un lato l’autodeterminazione nel nome della libertà e della sua irriducibile singolarità, e dall’altro la determinazione imposta dalla biologia o dalla tradizione. Che si tratti di un popolo o di un individuo, di geopolitica o di biopolitica, in entrambi i casi la sostanza è rappresentata dallo scontro tra cultura e natura, tra libertà e obbedienza, tra soggetto e istituzione, e dal decidere quale dei due poli abbia più valore. All’autodeterminazione di un popolo che non accetta più il secolare vassallaggio nei confronti di un altro popolo cui lungo i secoli la geopolitica l’aveva consegnato, corrisponde l’autodeterminazione di un singolo che non accetta l’altrettanto pesante vassallaggio cui la biologia da un lato e il costume sociale dall’altro l’avevano a loro volta consegnato. E nel nome dell’autodeterminazione, ovvero della libertà, un popolo e un singolo, il primo a livello geopolitico, il secondo a livello biopolitico, iniziano la loro marcia di liberazione …

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Marco Vannini Lessico mistico

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«Vannini intende riportare la spiritualità, di cui la mistica è espressione privilegiata, alla sua vera identità, oggi purtroppo assai compromessa».Vito Mancuso

Ventesimo volume

Marco Vannini
Lessico mistico

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Le settanta parole che Marco Vannini ci consegna in questo libro rappresentano altrettante tappe nella conoscenza della mistica e del suo linguaggio. Un viaggio lucido e penetrante che ci conduce nel cuore della dimensione spirituale, in compagnia di grandi personaggi del mondo classico e cristiano, da Platone a Plotino, da Agostino a Eckhart e Giovanni della Croce, fino a figure più vicine come Simone Weil. Nulla a che vedere con l’irrazionale, l’esoterico o il paranormale, piuttosto una risposta al primo e più urgente bisogno dell’uomo: la conoscenza di se stesso.


MARCO VANNINI Compiuti gli studi liceali e universitari a Firenze, si è laureato in Filosofia nel 1969 con una tesi sulla dimensione metafisica e mistica del pensiero di Wittgenstein. Ha insegnato filosofia e storia nei licei di Pistoia e Firenze e successivamente è stato professore di Storia della filosofia antica presso l’Università di Firenze e di Storia della mistica all’Istituto di Scienze religiose di Trento. Dal 1975 al 1977 ha vissuto nel convento agostiniano di Santo Spirito, a Firenze, frequentando lo Studio Teologico Fiorentino, affiliato alla Pontificia Università Gregoriana, e conseguendo nel 1980 il baccalaureato in Teologia. Appassionato viaggiatore per ragioni di studio in Europa e in altri continenti, ha sempre coltivato la ricerca e il confronto con culture e religioni non cristiane. Ha tenuto numerosi seminari e conferenze in università e istituzioni italiane e straniere.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Ernesto Balducci e l’uomo planetario

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Schermata 2022-01-07 alle 18.20.12Un pensatore lo si onora pensando, considerando il suo pensiero come qualcosa di vivo con cui discutere seriamente qui e ora. Il che vale a maggior ragione per Ernesto Balducci, i cui scritti teologici e filosofici sono ricolmi di attualità e talora presentano affermazioni che oggi, a distanza di più di trent’anni, stupiscono per la loro capacità predittiva. Ecco per esempio ciò che scriveva dei paesi ex comunisti nel 1989: “Nel sommovimento dell’Est europeo ci sono segnali preoccupanti di una propensione a rigettare non solo il marxismo ma anche la razionalità illuministica di cui il marxismo è stato lo sviluppo. Sulla soglia dell’era postmoderna rinascono tutte le nostalgie del passato rimaste soffocate ma non estinte durante il trionfo della modernità. Quelle nostalgie potrebbero imprimere all’Europa una spinta regressiva dagli esiti disastrosi” (L’Europa nel 1989, ora in Immagini del futuro, Giunti, p. 136) …

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La pace non è per l’umanità, è possibile solo nell’individuo

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La pace non è per l'umanità, è possibile solo nell'individuo [PDF]

Scrivendo a Freud il 30 luglio 1932 (sei mesi dopo Hitler sarebbe salito al potere) Einstein chiedeva: “C’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra?”. Credo che in questi giorni ce lo stiamo domandando tutti. È stato anche il senso della domanda rivoltami qualche giorno fa in un incontro con le scuole di Casale Monferrato da una studentessa: “Lei crede che la pace totale sia raggiungibile?”. Ho risposto più o meno così: “La pace nella sua pienezza è possibile solo a livello individuale, nell’interiorità della coscienza di alcuni individui speciali; talora si possono anche dare esperienze di vita comunitaria in cui regni sovrana la pace, ma escludo che essa possa diventare la condizione permanente dell’umanità sulla terra”. Collegato online, non ho avuto modo di vedere la reazione della ragazza e forse per questo mi sono poi ritrovato a chiedermi se avevo risposto bene oppure no: ho sbagliato a dirle che la pace universale non può essere storicamente raggiungibile, smorzando forse in lei l’azione a favore di questo ideale? …

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Sotto gli occhi dell’Agnello

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SottoGliOcchidell'AgnaelloLa recensione del prof. Vito Mancuso al libro postumo di Roberto Calasso

“L’uomo secolare non sa cosa pensare”, scrive Calasso all’inizio di Sotto gli occhi dell’agnello, libro postumo, non so se più sorprendente o più incandescente. Non sa pensare rispetto alle molteplici denominazioni elaborate dalle varie religioni per indicare il divino, cioè il senso ultimo del mondo. In realtà però Calasso, riflettendo sull’Apocalisse e sul Polittico di Gand che riprende la figura dell’Agnello mistico, seppe bene cosa pensare e chiunque legge queste sue pagine solenni e severe è indotto a farlo a sua volta.
Apocalisse letteralmente significa “rivelazione”, prima ancora “smascheramento” (il significato base di apokalupto è “denudare”). Qual è lo smascheramento operato dall’Apocalisse? Leggendo gli alti e allusivi pensieri di Calasso si può individuare al riguardo un triplice processo.
Dapprima vi è lo smascheramento della Storia e della sua logica dominatrice, il Potere. Nell’Apocalisse c'è un termine che compare spesso (38 volte ricorda Calasso), theríon, bestia: “Theríon è il Grande Predatore… se riaffiora dalla terra, si torna vicini all'origine – o alla fine”. Nei secoli passati furono in molti a rintracciare il Grande Predatore in questo o quel tiranno e anche oggi qualcuno lo potrebbe identificare con chi comanda al Cremlino. Ma ben più che identificarsi in un uomo, esso simboleggia una logica: theríon cioè rimanda a una teoria, al segreto con cui acquisire e mantenere il potere, segreto che consiste nell’oppressione, fino allo sgozzamento, degli innocenti. Nella violenza …

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Charles De Foucauld Nel deserto con amore

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«È dell’anima che bisogna parlare: è questa la parola che Charles de Foucauld consegna agli uomini d’oggi».Vito Mancuso

Diciannovesimo volume

Charles De Foucauld
Nel deserto con amore

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Tra le figure più significative del radicalismo evangelico, Charles de Foucauld seppe modellare la propria esistenza sull’esempio di Gesù con una fede cristallina e senza compromessi. La sua missione, esercitata soprattutto nelle lontane terre del deserto africano, fu animata dall’ardente amore per la Parola di Dio e dal dono di sé per i fratelli più trascurati. I testi qui raccolti aiutano a ricostruire la vicenda umana e spirituale di questo monaco trappista che fece della sua vita un capolavoro di contemplazione, preghiera e servizio agli ultimi.


CHARLES DE FOUCAULD (1858-1916) Nato in una famiglia di tradizione cristiana, nell’adolescenza si allontanò dalla fede e si diede a una vita dissoluta. Militò nell’esercito francese fino al 1882 e successivamente intraprese una pericolosa esplorazione in Marocco (1883-1884). Rientrato in Francia, guidato dall’abate Huvelin, ritrovò la fede in Dio. Durante un pellegrinaggio in Terra Santa scelse di dedicare la sua vita alla sequela e imitazione di Gesù e nel 1890 entrò nell’ordine trappista, prima a Nostra Signora delle Nevi nell’Ardèche, poi ad Akbès in Siria. Nel 1897 si ritirò a vita solitaria presso le Clarisse di Nazareth, dove scrisse la Regola dei Piccoli fratelli. Nel 1901 venne ordinato sacerdote nella diocesi di Viviers, nel Sud della Francia, per poi recarsi nel deserto algerino del Sahara, prima a Beni-Abbès, povero tra i più poveri, poi nell’Hoggar presso i Tuareg. Qui visse in costante preghiera, lavorando e sostenendo la popolazione locale. La sera del 1° dicembre 1916 fu ucciso da una banda di predoni. È stato beatificato nel 2005 e canonizzato nel 2022.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Sulle armi e la loro necessità

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Sulle armi e la loro necessità [PDF]

Le armi. Cosa pensare delle armi? Sono il male assoluto che incrementa la morte e toglie risorse alle necessità vitali? Sono uno strumento neutro il cui valore dipende dall’uso che se ne fa? Sono tecnologia e persino bellezza? Sono un male necessario? Sono l’espressione della sinistra dialettica che da un lato alimenta il pericolo della distruzione totale ma dall’altro garantisce la sicurezza in questo mondo sempre più armato? Papa Francesco non ha dubbi: “Io mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si sono impegnati a spendere il due per cento del Pil nell’acquisto di armi, come risposta a questo che sta succedendo adesso. La pazzia!”, così il 24 marzo. Tra questi Stati c’è l’Italia, il cui premier Mario Draghi ha dichiarato l’intenzione di rispettare gli impegni presi dal nostro Paese e di far salire la spesa per la difesa al 2 per cento del Pil. È lui il pazzo? E coloro che lo sostengono? Oppure si tratta solo di responsabilità? La risposta dipende da cosa pensiamo di noi, del mondo, del modo di abitarlo e di conseguenza anche delle armi …

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Chiara Lubich La dottrina spirituale

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«Nel segno dell’unità, la spiritualità di Chiara Lubich ha inteso e intende convertire il cristianesimo agli esseri umani».Vito Mancuso

Diciottesimo Volume

Chiara Lubich
La dottrina spirituale

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Animata dalla travolgente esperienza del Vangelo, Chiara Lubich ha incarnato, nei tempi turbolenti della seconda metà del Novecento fino all’inizio del nuovo millennio, il “carisma dell’unità”. La sua aspirazione alla fraternità universale, radicata nella fede in Dio e rivolta ai fratelli, si rivela in questa esposizione organica del suo magistero spirituale. Lettere private, lezioni accademiche, manifesti programmatici, discorsi pubblici e colloqui personali: in ogni parola di una delle più significative personalità della spiritualità contemporanea prende forma l’aspirazione a una “cultura della reciprocità”.


CHIARA LUBICH (1920-2008) Maestra di scuola elementare, nel 1943 entrò nel Terz’ordine francescano, cambiando il proprio nome da Silvia in Chiara e ricevendo la consacrazione laicale. Durante la guerra diede vita al primo focolare (comunità di consacrati) e, con alcune compagne, decise di dedicarsi alle necessità della popolazione nella nativa Trento. Nel 1948 conobbe a Roma l’onorevole Igino Giordani, esponente di rilievo del Partito popolare italiano, che aderì al Movimento dei Focolari ricoprendo ruoli importanti al suo interno. In breve tempo l’opera di Chiara si diffuse in molte città d’Italia nel segno dell’unità e della fraternità universa- le, promuovendo negli anni iniziative rivolte ai consacrati, alle famiglie, alle parrocchie, ai non credenti. Il Movimento si andò poi internazionalizzando, diffondendosi in tutto il mondo con la sua impronta laica ed ecumenica. Chiara Lubich ha ricevuto molti riconoscimenti ufficiali (tra cui il premio Educazione alla pace dell’Unesco nel 1996 e il premio Diritti umani del Consiglio d’Europa nel 1998).
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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La mente innamorata

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La MenteInnamorata
«Sperimentiamo costantemente dentro di noi inquietudine, paura, talora angoscia, e un ribollire di emozioni che obbliga la mente a un duro, continuo lavoro. Eppure ciascuno possiede nel profondo anche la forza esplosiva necessaria per sciogliere il nodo delle assillanti domande che tormentano l'esistenza, e per puntare a quell'ideale che nei secoli è stato chiamato in vari modi: Dio, Tao, Dharma, Spirito Santo, oppure amore, bene, sapienza. In questa nuova tappa del suo percorso filosofico, Vito Mancuso sostiene che l'equilibrio tra l'irrazionalità dell'amore e la pura logica della mente è ancora possibile: per dimostrarlo chiama a raccolta le vite e le esperienze di grandi del presente e del passato – da Dante a Hannah Arendt, da Giordano Bruno a Etty Hillesum – in un ideale pantheon di menti innamorate capaci di conquistare quella grazia che è il frutto più bello di ogni educazione spirituale. A partire dal loro luminoso esempio, Mancuso indica la strada da percorrere per dare ascolto al maestro interiore che ognuno custodisce dentro di sé, e raggiungere uno stato di felicità dell'esistenza puro e allo stesso tempo reale, sognante ma a occhi aperti, che rappresenta il dono maggiore che si possa ricevere dalla vita».

Autore: Vito Mancuso Editore: Garzanti – Collana: Saggi – Anno edizione: 2022 – In commercio dal 24 marzo; Pagine 256; rilegato EAN: 9788811814658

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Pavel Florenskij Non dimenticatemi

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«Il vero nucleo della spiritualità consiste nel tentativo di realizzare l’armonia di fronte alle brutture del mondo».Vito Mancuso

Diciasettesimo Volume

Pavel Aleksandrovič Florenskij
Non dimenticatemi

Lettere dal gulag del grande matematico, filosofo e sacerdote russo

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Le lettere dal gulag di Pavel Florenskij, una delle personalità più significative e sorprendenti della cultura e della spiritualità russa del XX secolo, rappresentano un documento di eccezionale rilevanza esistenziale e teorica. Rinchiuso per anni in uno dei campi più terribili della repressione staliniana, il sacerdote scrisse ai familiari queste pagine che, pur vagliate dalla censura del regime, fanno trapelare il lascito intellettuale e spirituale di uno dei più autentici e radicali testimoni del nostro tempo.


PAVEL A. FLORENSKIJ (1882-1937) Sacerdote ortodosso, teologo, filosofo e matematico, nel 1904 si laureò all’Università di Mosca in Matematica e Fisica. Si iscrisse poi all’Accademia Teologica di Mosca, dove ebbe modo di approfondire le scienze bibliche, patristiche e ascetiche. Il suo crescente interesse per la cultura religiosa lo portò a compiere la scelta ecclesiale: nel 1910 ottenne la licenza teologica e pochi mesi dopo fu consacrato presbitero ortodosso, adoperandosi nella ricerca di un legame tra filosofia e teologia attraverso la tradizione spirituale ortodossa e il pensiero scientifico contemporaneo. Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917, scelse di non espatriare e subì la repressione del regime sovietico. Arrestato una prima volta nel 1928, venne incluso tra i soggetti socialmente pericolosi e nel 1933 fu nuovamente incarcerato e condannato a dieci anni di lavori forzati, prima a Skovorodino, nell’Estremo Oriente Russo, poi nelle isole Solovki. Nel 1937 venne fucilato nei pressi di Leningrado e seppellito in una fossa comune.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Filosofie della guerra

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La guerra è sempre, la guerra è mai, l’espressione patologica dell’umanità

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Filosofie della guerra [PDF]

Mi torna spesso in mente in questi giorni la risposta di Mordo Nahum a Primo Levi durante il loro ritorno da Auschwitz. Ebreo poliglotta di Salonicco denominato “il greco”, Mordo Nahum era uno di cui Levi afferma che “poche volte nella mia vita, prima e dopo, mi sono sentito incombere sul capo una saggezza così concreta”. Gli aveva spiegato che quando c’è la guerra bisogna pensare prima di tutto a due cose, alle scarpe e al cibo, ed esattamente in quest’ordine, perché senza scarpe non si può andare in giro a cercare cibo. Levi gli obiettò: “Ma la guerra è finita”. Replica del greco: “Guerra è sempre”. Fu prendendo sul serio quelle parole che Levi intitolò il suo libro “La tregua”, a sottolineare precisamente che “guerra è sempre”, quindi non si può dare pace, ma solo, per l’appunto, tregua …

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Arturo Paoli Cent’anni di fraternità

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«L’identità più vera di ognuno di noi si rivela nella capacità di tessere relazioni d’amore e quindi nella fraternità».Vito Mancuso

Sedicesimo Volume

Arturo Paoli
Cent’anni di fraternità

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Le riflessioni di Arturo Paoli qui raccolte sono il testamento spirituale di un instancabile animatore pastorale e grande uomo di fede. La prima parte del volume risale agli anni del riscatto della Chiesa dell’America Latina riguardo i temi scottanti della povertà e dell’ingiustizia sociale: è il periodo dell’adesione di Paoli alla Teologia della liberazione e alla speranza in una realizzazione della giustizia e della pace nella storia. La seconda parte coincide con il compimento del centesimo anno di un uomo che, alla luce della fede e dell’esperienza, annota i suoi pensieri sulla vita interiore, le relazioni, il presente.


ARTURO PAOLI (1912-2015) Teologo e sacerdote, durante la guerra contribuì a ospitare clandestinamente i perseguitati politici e gli scampati ai rastrellamenti nazifascisti, salvando centinaia di cittadini ebrei (per questo ha ricevuto la Medaglia d’oro al merito civile nel 2006 ed è stato annoverato tra i «Giusti tra le Nazioni»). Entrato a far parte della congregazione dei Piccoli Fratelli di Charles de Foucauld, trascorse l’anno di noviziato nel deserto algerino. Inviso alle gerarchie vaticane, svolse la sua missione soprattutto in America Latina dove aderì alla Teologia della liberazione e fu controllato dai militari golpisti che lo consideravano un soggetto pericoloso: fu un attivo fautore di progetti sociali e di promozione umana in Argentina, Venezuela e Brasile (qui nel 1987 fondò l’Associazione Fraternità e alleanza per combattere la povertà e la prostituzione minorile nelle favelas). Negli ultimi anni della sua vita fece ritorno in Italia, nella chiesa di San Martino in Vignale, vicino a Lucca.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Vale di più la vita o la libertà? La guerra costringe a scegliere

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Apocalisse Rivelazione [PDF]

Apocalisse letteralmente significa “rivelazione”. Ci sono momenti nei quali la Storia bussa alla porta della coscienza e impone domande decisive rispondendo alle quali si ha una rivelazione. Sono i momenti “apocalittici”. Io penso che noi ne stiamo vivendo uno e la domanda apocalittica o rivelativa che sento premere dentro di me è la seguente: vale di più la vita o la libertà?
Vita e libertà sono i due valori decisivi per l’esistenza di ognuno di noi: la vita è la nostra dimensione fisica, la libertà è la nostra dimensione morale. Tra di esse dovrebbe sempre esserci armonia perché è chiaro che senza vita non c’è libertà e che senza libertà non c’è vita umana, per questo ognuno di noi aspira a una vita libera. A volte però la Storia non permette questa naturale armonizzazione e impone di scegliere, e in questo caso ognuno deve chiarire a se stesso qual è il valore-guida per lui: se la vita o la libertà. Penso che sia esattamente la medesima alternativa che si pone alla coscienza di fronte alla sofferenza estrema quando il territorio invaso non è l’Ucraina ma il nostro corpo, e l’invasore non è Putin ma una malattia irreversibile e invalidante che trasforma progressivamente la vita reale in una specie di tortura. Che cosa vale di più in quel momento apocalittico sul piano esistenziale: la vita o la libertà? La sacralità della vita fisica o la sacralità della vita libera? …

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Guerra e Pace

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Guerra e Pace [PDF]

Ci sono domande alle quali non si vorrebbe rispondere perché si conosce la complessità della situazione, non riducibile a un sì o a un no. Eppure a volte rispondere è necessario, assumendosi i rischi della coscienza morale in azione. Mi chiedono: “Sei a favore dell’invio di armi in Ucraina?”. Rispondo: Sì, sono a favore; credo occorra ascoltare il loro appello e non lasciarli soli, condivido la posizione dell’Ue e del governo. Ribattono: “Ma allora tu sei a favore della guerra! Appoggiando l'invio di armi, dici sì alla guerra, versi benzina sul fuoco, alimenti la carneficina!”.
L’obiezione proviene soprattutto da chi dichiara di volere la pace più di ogni altra cosa e può avere una duplice argomentazione: o di tipo ideologico in quanto sempre e comunque contrari all’uso delle armi, o di tipo pragmatico in quanto consapevoli che contro la Russia non ci può essere Ucraina che tenga, e che anzi, armandola di più, se ne incrementa la strage. Anch’io però amo la pace, ho speso buona parte della vita a servirla e fondarla eticamente, e non per questo le mie conclusioni sono di lasciare inascoltato l’appello degli ucraini e di non aiutarli militarmente nella loro difesa dall’aggressione russa. Ma ho appena scritto aggressione “russa” e mi si stringe il cuore: è dai tempi del liceo che la mia anima si nutre di Dostoevskij, Tolstoj, Čechov, Pasternak; alla memoria di Vasilij Grossman, ebreo nato in Ucraina e di lingua madre russa, ho dedicato un libro. Quando ho incontrato il pensiero teologico russo con Solov’ëv, Florenskij, Sergej Bulgakov, Berdjaev, i grandi pensatori della sofiologia, è stata per me una folgorazione. E poi, come dimenticare i venti milioni di morti dell’Armata Rossa grazie a cui il nazifascismo è stato sconfitto? Mi ritrovo quindi colmo di perplessità e per sciogliere il nodo cerco di esercitare l’intelligenza spronandola al suo principale lavoro da cui tutto il resto dipende: capire. Ma cosa c’è da capire? …

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Alberto Maggi Chi non muore si rivede

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«Con la sua spiritualità basata sull’allegria e la fiducia Maggi riscopre la più autentica spiritualità evangelica, facendo davvero del cristianesimo una “buona notizia”».Vito Mancuso

Quindicesimo Volume

Alberto Maggi
Chi non muore si rivede

Il mio viaggio di fede e allegria tra il dolore e la vita

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Frutto dell’esperienza personale dell’autore, che racconta la sua permanenza in un reparto di ospedale dopo il ricovero d’urgenza, questo libro è il diario spirituale di quei giorni difficili e intensi. Con l’animo leggero e penetrante che lo contraddistingue, Alberto Maggi rivela in queste pagine il suo straordinario attaccamento alla vita e la sua fede allegra e contagiosa. Ogni suo gesto e riflessione illumina gli inevitabili momenti di debolezza e di sconforto riscoprendo in essi la forza interiore per ricominciare nell’affidamento allo Spirito.


ALBERTO MAGGI Teologo e biblista, è frate dell’Ordine dei Servi di Maria. Ha ricevuto il baccalaureato nella Pontificia Facoltà Teologica Marianum e la licenza in Teologia nella Pontificia Università Gregoriana di Roma. Ha studiato inoltre all’École Biblique et Archéologique française di Gerusalemme. Nel 1995 ha fondato e dirige il Centro studi biblici “G. Vannucci” a Montefano (Macerata), che si occupa dello studio e della divulgazione delle Sacre Scritture attraverso incontri, conferenze, pubblicazioni e trasmissioni. Collabora con numerose riviste, tra cui «Rocca». Grande sostenitore delle riforme del Concilio Vaticano II, ha proposto alcune interpretazioni delle Sacre Scritture talvolta distanti da quelle tradizionali. Ha pubblicato numerosi volumi su temi religiosi e di taglio autobiografico.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Se vuoi la pace, prepara la pace

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Se vuoi la pace prepara la pace [PDF]

“Una giornata di preghiera e digiuno per la pace in Ucraina”: con queste parole Papa Francesco ha invitato “tutti” a un gesto personale di partecipazione e solidarietà. Per i cattolici è logico, visto che oggi è il Mercoledì delle Ceneri quando essi sono già di per sé tenuti “all’astinenza e al digiuno” (canone 1251 del Codice di Diritto Canonico). Ma quale può essere il valore dell’appello per i laici, per i credenti non cattolici e anche per i cattolici “così così” sempre più numerosi?
L’obiezione infatti sorge spontanea. A che serve il digiuno? “Si vis pacem, para bellum”, recita il celebre adagio: “Se vuoi la pace, prepara la guerra”. E se invece voglio la guerra? La risposta è scontata: “Si vis bellum, para bellum”. Ne viene che, in ogni caso, che io voglia la pace o la guerra, devo preparare la guerra, non digiunare e pregare. Penso che si spieghino così i 1981 miliardi di dollari della spesa militare globale del 2020, cifra record in progressivo aumento ovunque nel pianeta, grazie a cui peraltro alcuni Stati, tra cui l’Italia, possono oggi aiutare la resistenza ucraina inviando armamenti. Mi sembra di sentire cantare Antoine quand’ero ragazzo: “Se sei bello, ti tirano le pietre, se sei brutto, ti tirano le pietre”. La guerra, come le pietre, è il nostro inesorabile destino? …

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All’Occidente serve una nuova utopia

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Holodomor. Penso che potremmo cominciare da qui a fronteggiare il senso di impotenza che serpeggia in tutti noi al cospetto del più grande dispiegamento di volontà di potenza in Europa dal 1939 a oggi. Holodomor in ucraino significa “sterminio per fame” e rimanda alla carestia che tra il 1932 e il 1933 causò la morte di un numero imprecisato di contadini ucraini, con stime che vanno da un milione e mezzo a cinque milioni. Si trattava dei cosiddetti “kulaki”, i contadini che, possedendo un terreno di proprietà, si opponevano alla collettivizzazione comunista e che vennero liquidati da Stalin sottraendo loro ogni alimento. Puntualmente ieri Mattia Feltri ricordava il grande scrittore Vasilij Grossman (di famiglia ebraica, madrelingua russo, nato in Ucraina) che ne narra lo sterminio nel romanzo “Tutto scorre…”, opera a cui affiancare il saggio dello storico inglese Robert Conquest “Raccolto di dolore” e il romanzo dell’ucraino Vasyl’ Barka “Il principe giallo”. Il 23 ottobre 2008 il Parlamento europeo ha votato una risoluzione che dichiara Holodomor “crimine contro l’umanità”, come già riconosciuto da Usa e Canada, ma da allora la gran parte dei paesi occidentali, tra cui Germania, Francia e Italia, non hanno formalizzato il riconoscimento. Il motivo non è difficile intuirlo, penso si chiami gas. Perché mettere a rischio i nostri interessi economici per un fatto accaduto quasi un secolo fa? …

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Albert Schweitzer Rispetto per la vita

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«L’oggetto supremo del pensiero e della spiritualità di Albert Schweitzer è stata la vita, nella sua nudità e nella sua universalità». Vito Mancuso

Quattordicesimo  Volume

Albert Schweitzer
Rispetto per la vita

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Questi scritti di Schweitzer, nati nel contesto della minaccia nucleare ed ecologica del secolo scorso, risultano oggi quanto mai profetici. La sua riflessione sull’etica trova nel «rispetto per la vita» la via più completa e pienamente umana per affermare la difesa dell’esistenza – compresa quella animale – la libertà di pensiero e la pace. Prende così forma una proposta filosofica e spirituale che vuole riconciliare l’aspirazione dell’uomo al bene e le leggi etiche che governano la sua esistenza.


ALBERT SCHWEITZER (1875-1965) Di confessione luterana, dopo aver terminato la sua formazione in filosofia (1899) e teologia (libera docenza nel 1902), frequentò la facoltà di Medicina a Parigi specializzandosi in malattie tropicali. Partì poi come missionario per l’Africa equatoriale, fondando un villaggio-ospedale a Lambaréné, nel Gabon occidentale, e dedicandosi alle esigenze, non solo sanitarie, della popolazione locale. Si schierò apertamente contro gli esperimenti atomici e il pericolo di una guerra nucleare. Per il suo impegno umanitario e il profondo rispetto verso ogni forma di vita, venne insignito nel 1952 del Nobel per la Pace, con i proventi del quale fece costruire il “Village de la lumière” per i lebbrosi. Grande appassionato di J.S. Bach, fu anche un apprezzato musicologo e un organista di talento.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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In onore di Carlo Molari, del suo pensiero, della sua vita

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In onore di Carlo Molari, del suo pensiero, della sua vita [PDF]

1. Un teologo convertito
A metà degli anni Ottanta la casa editrice Marietti richiese a dieci teologi italiani una testimonianza sul loro essere teologi in vista di un volume che poi pubblicò con il titolo Essere teologi oggi. Dieci storie. Tra questi teologi vi era Carlo Molari che iniziò il suo intervento così: “Fare teologia non è un mestiere o un semplice servizio reso agli altri, ma è un modo concreto di vivere la fede ecclesiale, è uno stile di vita, e per me, oggi, è componente di identità personale, ragione di tutta la mia storia”.
È bello per me oggi, bello di quella bellezza un po’ solenne che hanno sempre le celebrazioni, tenere un discorso in onore di Carlo Molari, ovvero della sua teologia e della sua vita, perché in lui le due dimensioni, come scrisse egli stesso 32 anni fa, sono venute a coincidere: per lui fare teologia è stata ed è la ragione di tutta la sua storia. Vorrei anzi dire che egli non si è limitato a fare teologia, ma è arrivato a essere teologia; non si è limitato cioè a essere un teologo nel senso di un professionista della dottrina dell’istituzione Chiesa cattolica; ma è arrivato a essere egli stesso teo-logia, cioè “parola o discorso su Dio”, “parola o discorso di Dio”, “logos-legame linguistico con Dio”. Questa identità di fare e di essere teologia è la medesima che si ritrova nelle grandi figure della storia teologica, tra cui menziono un solo nome che è impossibile non fare parlando di Molari, quello di Pierre Teilhard de Chardin …

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Giovanni XXIII, Il giornale dell’anima

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«La pratica spirituale è la colonna sonora dell’esistenza di papa Giovanni XXIII».Vito Mancuso

Tredicesimo Volume

Giovanni XXIII
Il Giornale dell’Anima
Cammino di santità

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Le pagine di questo diario rappresentano una delle testimonianze più vivide della spiritualità contemporanea. Dalla loro lettura emerge la ricchezza dell’esperienza interiore del “papa buono” nella sua piena fedeltà al Vangelo e nell’aspirazione alla santità. Nella selezione tematica di questa raccolta ritroviamo i cardini del cammino terreno del pontefice: la lettura dell’Imitazione di Cristo, l’ispirazione dei santi, il modello dei maestri spirituali, l’esercizio quotidiano delle virtù. Tutto orientato alla cura della coscienza e inondato da una straordinaria umanità e una profonda armonia interiore.


GIOVANNI XXIII (1881-1963) Angelo Giuseppe Roncalli, nato a Sotto il Monte da una famiglia di contadini, entrò nel Seminario di Bergamo a undici anni. Proseguì poi gli studi nel Seminario Romano dell’Apollinare, laureandosi in Sacra Teologia nel 1904. L’anno seguente fu nominato segretario personale del vescovo di Bergamo, Giacomo Radini-Tedesch. Dopo la Grande Guerra fu impegnato in diverse missioni diplomatiche: Visitatore Apostolico in Bulgaria, Delegato Apostolico in Turchia e Grecia, Nunzio Apostolico a Parigi, operando a favore degli ebrei perseguitati dai nazisti. Nominato cardinale e patriarca di Venezia nel 1953, il 28 ottobre 1958 venne eletto papa con il nome di Giovanni XXIII. Il suo pontificato introdusse molte novità, la maggiore delle quali fu la convocazione del Concilio Ecumenico Vaticano II, che inaugurò nel 1962 e di cui però non poté vedere la conclusione a causa di una malattia che lo portò alla morte il 3 giugno 1963.

VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Giordano Bruno I roghi dell’anima

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L'anniversario del padre degli "infiniti mondi" ci offre l'occasione per ripensare la sinergia di tutti i saperi. Il furore della scienza.

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Giordano Bruno, I roghi dell'anima [PDF]

All'inizio del 1599 il cardinale Roberto Bellarmino, allora gesuita e inquisitore, oggi santo e dottore della Chiesa, offrì a Giordano Bruno la possibilità di salvarsi la vita. La condizione? Abiurare otto proposizioni tratte dalle sue opere. Da otto anni nelle carceri dell'Inquisizione, il filosofo in un primo tempo sembrò accettare, poi però rifiutò e venne arso vivo. Il rogo ebbe luogo a Roma in Campo de' Fiori il 17 febbraio 1600. Perché Bruno non abiurò? Diciassette anni prima, descrivendo a una non meglio conosciuta signora Morgana B. il suo pensiero, aveva dichiarato: «Con questa filosofia l'animo mi s'aggrandisse, e me si magnifica l'intelletto». Egli aveva una filosofia che ingrandiva l'animo e magnificava l'intelletto, e quando il pensiero è vero, vero non nel senso di esatto ma nel senso di autentico cioè radicato profondamente nell'esistenza, trasforma la vita. E se egli rifiutò di abiurare, fu perché sopraggiunse in lui la forza della sua filosofia che gli fortificò l'animo e gli magnificò l'intelletto, mettendolo in grado di affrontare la morte con dignità e coraggio, come testimoniano le cronache del tempo …

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Etty Hillesum, Pagine mistiche

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«Etty è stata un balsamo per le ferite fisiche e psichiche di chiunque incontrava. Con i suoi scritti continua a esserlo ancora oggi per questa umanità sfiduciata» Vito Mancuso

Dodicesimo Volume

Etty Hillesum
Pagine mistiche

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Ciò che colpisce nella biografia e nelle pagine di Etty Hillesum è la sua straordinaria capacità di attraversare con consapevole intensità le contraddizioni della vita e conciliarle in una fede e una dedizione agli altri incrollabili. Il suo amore totale per l’esistenza, in tutti i suoi aspetti più semplici e quotidiani, come in quelli più misteriosamente tragici e dolorosi, è la cifra di una spiritualità ricca e feconda, che dalle pagine scelte del Diario e delle Lettere illumina ancora oggi il nostro disorientato presente.

ETTY HILLESUM (1914-1943) Olandese di origini ebraiche, si laureò nel 1939 in Giurisprudenza all’Università di Amsterdam, iscrivendosi poi alla facoltà di Lingue Slave. Nel marzo del 1941 conobbe Julius Spier, un incontro che generò in lei una profonda trasformazione esistenziale e la spinse a scrivere un diario, resoconto degli ultimi due anni della sua vita. Costretta a interrompere gli studi a causa della guerra, trovò impiego come dattilografa presso una sezione del Consiglio Ebraico, ma chiese poi di essere mandata nel luglio del 1942 nel campo di smistamento di Westerbork come assistente sociale dei deportati, condividendo così la sorte del suo popolo. Nel settembre 1943, con i genitori e il fratello Mischa, fu deportata nel campo di sterminio di Auschwitz, dove morì il 30 novembre dello stesso anno.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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I miei cinque dubbi su Papa Francesco

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I miei cinque dubbi su Papa Francesco [PDF]

Passata l’euforia delle immagini e delle frasi così intensamente pronunciate con quell’accento argentino che è tale nel duplice senso del termine (geografico e dal suono limpido), sento la necessità di analizzare con pacatezza alcune affermazioni del Papa nelle risposte alle domande di Fabio Fazio. Avverto infatti dentro di me un doppio sentimento: una parte di me applaude, un’altra rimane perplessa, e cerco di capire perché. La parte che applaude si ritrova completamente sulle affermazioni che riguardano i seguenti argomenti: la guerra come negazione della creazione, la qualifica dei campi libici come lager, il trattamento spesso riservato ai migranti definito “criminale”, la devastazione cui sottoponiamo la Terra, il fatto che si possa guardare qualcuno dall’alto in basso solo se lo si aiuta a rialzarsi, la libertà umana come causa del male, il rifiuto di ogni logica necessaria della sofferenza, la mondanità quale male più grande della Chiesa, la preghiera come coltivazione dello spirito dell’infanzia, la preziosità dell’amicizia, il valore spirituale dell’umorismo …

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Fede, filosofia, mistero

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La chiave di Sophia #5

Intervista a Vito Mancuso di Giacomo Mininni

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La Chiave di Sophia #5[PDF]

La Scolastica ha formato generazioni di teologi ad affidarsi in egual modo a ragione e fede nella loro ricerca, ma negli autori contemporanei si rileva la tendenza a privilegiare la prima e ad abbracciare più una “teosofia”. È possibile in un’era post-illuminista mantenere il paradigma scolastico, o è inevitabile che l’aspetto razionale fagociti quello fideistico?

Partirei con una considerazione di tipo storico alla luce di quello che mi chiedete in riferimento alla scolastica e alla sua promozione dell’armonia tra fede e ragione. Ora, certamente c’è un paradigma scolastico che consiste nell’armonia di fede e ragione: è il paradigma tomista, che in Alberto Magno prima e in Tommaso d’Aquino poi trova la propria consacrazione. Un’armonia tra l’altro non del tutto simmetrica, perché in questa prospettiva si considera la filosofia in funzione servile rispetto alla teologia, si pensi alla famosa espressione Philosophia ancilla theologiae. In ogni caso qui ci muoviamo all’interno di un paradigma di concordanza, di armonia, di fiducia reciproca …

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Il Papa a Che tempo che fa

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Intervista a Vito Mancuso di Domenico Agasso per La Stampa lunedì 7 febbraio 2022

Il Papa a Che Tempo che fa [Link]

«Sull’intervista del Papa in tv, in un contesto popolare inedito per un Pontefice, avevo delle perplessità, e invece mi ha letteralmente conquistato». Lo esclama Vito Mancuso, teologo e filosofo cattolico (peraltro considerato da una gran parte della galassia ecclesiale un «eretico»), dopo avere seguito lo storico colloquio di Fabio Fazio in collegamento con il Pontefice a «Che Tempo Che Fa» ieri sera su Rai 3. Dopo le prime domande e risposte Mancuso temeva che «ci si soffermasse “soltanto” sui temi “orizzontali”, seppure e scottanti e decisivi come migranti, guerra, il Mediterraneo visto come un “cimitero”, sfruttamento del pianeta. Poi il dialogo ha assunto anche una toccante e illuminante dimensione “verticale”».

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Il dono del silenzio

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«Il silenzio non corrisponde al mutismo esteriore; è piuttosto definibile come quiete interiore, che dipende dalla capacità di controllare i pensieri». Vito Mancuso

Undicesimo Volume

Thich Nhat Hanh
Il dono del silenzio

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Le parole dei saggi hanno il potere di risvegliare in noi la voce interiore della Verità che spesso è soffocata dal flusso confuso e ininterrotto delle emozioni e dei pensieri. È proprio questo l’effetto degli insegnamenti che Thich Nhat Hanh dispensa in questo volume: il suo richiamo al silenzio esteriore e interiore attraverso il digiuno dal rumore è la strada maestra per giungere a quell’isola del sé fatta di piena consapevolezza e profonda attenzione. Una condizione spirituale che l’uomo di ogni tempo e luogo può trasformare in atto compassionevole per gli altri.

THICH NHAT HANH Monaco buddhista vietnamita, poeta e attivista per la pace, prese i voti nel 1942 secondo la tradizione del buddhismo zen vietnamita. Profondo innovatore della tradizione buddhista, ne calò gli insegnamenti nella vita quotidiana, a partire dal sostegno concreto dato alle popolazioni rurali del Vietnam devastato dalla guerra. Negli anni Sessanta studiò all’Università di Princeton, negli Stati Uniti, dove conobbe Martin Luther King, che nel 1967 propose la sua candidatura − non accettata − al Nobel per la Pace. Esiliato dal suo Paese a causa del suo attivismo pacifista, si stabilì in Francia. Qui, nella regione della Dordogna, fondò nel 1982 la comunità monastica buddhista di Plum Village. I suoi insegnamenti, ispirati alla riconciliazione e alla non-violenza, animano anche altri monasteri, da lui fondati in tutto il mondo, e numerosi Centri di pratica. Ha fondato due Istituti di Buddhismo Applicato, quello europeo in Germania (EIAB) e quello asiatico a Hong Kong (AIAB).

VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Turoldo, trent’anni dalla scomparsa

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«Beati coloro che hanno fame e sete di opposizione». Il testamento dell'ultimo profeta.

Il 6 febbraio di 30 anni fa scompariva una delle figure più carismatiche della Chiesa moderna, sempre dalla parte degli ultimi («meglio perdenti che perduti» diceva). L'ostracismo delle gerarchie ecclesiastiche e l'omaggio di Martini: «Abbiamo sbagliato».

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Turoldo, trent'anni dalla scomparsa 04.02.22 [PDF]

Sul Corriere della Sera del 1951 Dino Buzzati pubblicò un vivace ritratto di Turoldo, allora giovane frate di 35 anni che, dopo gli studi teologici, si era laureato in filosofia ed era diventato famoso in tutta Milano per la predicazione in Duomo. Ecco le sue parole: «Padre David è friulano, giovane, alto, magro, longilineo, biondo, tiene i capelli piuttosto lunghi tirati indietro, porta l'ampia tonaca di frate servo di Maria con eleganza naturale e scrive poesie […]. In borghese potrebbe sembrare un violinista, uno scienziato nordico, un maestro di sci. Se la Chiesa fosse una forza armata, padre David sarebbe paracadutista o pilota dei mezzi d'assalto. Ci sono molti bravi medici, ma i medici innamorati del loro mestiere sono relativamente pochi: così per i preti e i frati. E David Turoldo è appunto un entusiasta. Questa è la cosa straordinaria che fa più impressione di lui, oltre alla schiettezza straordinaria; e probabilmente non dipende tanto dalla giovinezza, dal temperamento e dall'educazione, quanto dal fatto che lui ci crede con una fede senza scampo».
La fede senza scampo di Turoldo era contrassegnata da i due libri che teneva sempre sulla sua scrivania: la Bibbia e le Lettere dei condannati a morte della Resistenza. Non fu un caso quindi, una quarantina d'anni dopo l'articolo di Buzzati, che, dovendo dare un titolo all'autobiografia scaturita da una lunga intervista rilasciata a un'italianista di New York, egli propose il seguente binomio: Vocazione e Resistenza. Il primo concetto esprime verticalità, il secondo orizzontalità, ovvero la lunghezza e la larghezza, due delle tre dimensioni dello spazio. La terza dimensione è la profondità, e nel caso di Turoldo la profondità fu la poesia. Vocazione, resistenza e poesia sono quindi i tre concetti che definiscono al meglio chi fu David Maria Turoldo …

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L’uomo planetario

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«Il servizio integrale al pianeta e agli esseri umani è il cuore dell’insegnamento di padre Balducci e il compito più urgente dell’autentica ricerca spirituale ».
Vito Mancuso

Decimo Volume

ERNESTO BALDUCCI
L’uomo planetario

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Nel testamento spirituale di una delle figure più significative della Chiesa italiana del secondo Novecento, si manifesta il frutto di un’approfondita riflessione, laica e non-violenta, sui grandi quesiti etici relativi all’uomo e alla Terra. Come risposta alle quanto mai attuali fragilità del mondo vivente, padre Balducci propone la dimensione “planetaria”, l’unica capace a suo avviso di generare un nuovo modello di uomo che vada oltre le fratture identitarie e sia in grado di reggere le sfide del nuovo millennio in nome dell’adesione a una Verità più grande che sovrasta le singole appartenenze.

ERNESTO BALDUCCI (1922-1992) Religioso, scrittore e intellettuale, fu uno dei protagonisti della cultura cattolica in Italia nel periodo del Concilio Vaticano II (1962-65). Nato in un piccolo paese toscano sul monte Amiata, luogo fondamentale per la sua formazione umana e religiosa, venne ordinato sacerdote nel 1944 nell’ordine degli Scolopi ed ebbe modo di collaborare a Firenze con Giorgio La Pira, che lo introdusse alle tematiche sociali e politiche. Si impegnò nella formazione dei giovani e nel 1958 fondò la rivista «Testimonianze» per una fede fondata sul valore dell’esperienza concreta. Osteggiato dalle autorità ecclesiastiche per le sue posizioni, subì anche un processo per aver difeso l’obiezione di coscienza. Deluso dal mancato rinnovamento del mondo ecclesiale cattolico, dalla metà degli anni ’70 promosse numerose iniziative culturali a sostegno della pace e dell’ecologia.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Thich Nhat Hahn

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Dopo il Dalai Lama era il monaco buddhista più famoso al mondo. Maestro zen, attivista sul fronte dei diritti umani durante la guerra del Vietnam e la successiva tragedia dei boat people, perseguitato ed esiliato dal regime comunista vietnamita per oltre trent’anni, poeta, romanziere, autore di centinaia di libri tradotti in moltissime lingue, curatore di classici buddhisti dal cinese, sanscrito e pali, esperto giardiniere… “un sorprendente insieme di doti e di interessi”, ebbe a scrivere di lui Martin Luther King. Un maestro tibetano aggiunse: “Scrive con la voce del Buddha”, e io credo sia una sensazione condivisa da milioni di lettori nel mondo, perché è impossibile leggere una sua pagina senza avvertire quella peculiare morbidezza del sentimento, analoga alla dolcezza interiore di cui parla Agostino nelle Confessioni e che l’inno liturgico Veni Sanctus Spiritus invoca dicendo Flecte quod est rigidum, “intenerisci ciò che è rigido”. Già i titoli di alcuni suoi libri ne danno un’idea: “Essere pace”, “Fare pace con se stessi ovvero guarire le ferite dell’infanzia”, “Spegni il fuoco della rabbia”, “L’energia della preghiera”, “Il miracolo della presenza mentale”, “Discorsi ai bambini e al bambino interiore” …
 

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La via della bellezza

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«La bellezza della natura e del mondo e della vita è, a mio avviso, il messaggio più efficace, più evidente, più pervasivo, più persuasivo». Vito Mancuso
Nono Volume

VITO MANCUSO
La via della bellezza

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In questo appassionante itinerario nel mistero della bellezza, Vito Mancuso ci conduce attraverso le sue manifestazioni esteriori e interiori verso la verità più profonda dell’uomo. Scopriamo così un’idea di bellezza fatta di armonia, eleganza e grazia che non si palesa solamente nel mondo sensibile ma si irradia anche nella dimensione interiore dello spirito. Custodire la bellezza è per l’uomo la via di una salvezza capace di dare alla vita pienezza di senso e valore. E questo testo è un invito a scorgerla, contemplarla, trasmetterla.

VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine. È autore di numerosi saggi che hanno suscitato notevole attenzione da parte del pubblico su argomenti quali il dolore, la natura di Dio, l’anima, la vita eterna, il pensiero, la libertà, le virtù cardinali, la paura. In Germania è uscita una monografia su di lui: Essentials of Catholic Radicalism. An Introduction to the Lay Theology of Vito Mancuso, Frankfurt am Main 2011. Il suo pensiero può essere complessivamente definito come filosofia della relazione.

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L’attesa della verità

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«Lei sentiva che la sua missione consisteva nella testimonianza di un amore universale quale condizione indispensabile per avere a che fare con Dio». Vito Mancuso

Ottavo Volume

SIMONE WEIL
L’attesa della verità

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La lettura di queste pagine di Simone Weil ha un sapore quanto mai attuale. Nate nel pieno del disagio sociale e politico del secolo scorso, le sue parole risuonano anche oggi con una forza intatta per richiamare l’uomo contemporaneo a ritrovare sé stesso. Un cammino laico che non richiede il rispetto di abitudini liturgiche o dogmi religiosi, ma reclama una disposizione di spietata libertà interiore. Coraggiosa, eccessiva, provocatoria, inquieta: la personalità della Weil, che ha conosciuto le profondità dell’animo umano, è capace ancora oggi di parlarci di ciò che, solo, ha valore.

SIMONE WEIL (1909-1943) Filosofa, mistica e scrittrice di origini ebraiche, dopo la laurea in filosofia insegnò nei licei della provincia parigina, avvicinandosi ai movimenti dell’estrema sinistra e al sindacalismo rivoluzionario. Schierata a favore degli operai e animata da un profondo desiderio di rinnovamento sociale, nel 1934 decise di prestare servizio in alcune fabbriche metallurgiche. Nel 1936 si arruolò nelle file delle brigate rivoluzionarie nella guerra civile spagnola. Dopo la tragica e sconfortante esperienza bellica, si aprì per lei un periodo di intensa ricerca spirituale: si avvicinò al cristianesimo e trasse ispirazione dalla lettura della Bhagavadgītā. Durante il secondo conflitto mondiale, emigrò a New York e Londra, supportando gli ambienti della Resistenza francese. Provata nel fisico, morì di tubercolosi nel sanatorio di Ashford, in Inghilterra.

VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Il mio credo, il mio pensiero

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«Se si dovesse dare vita a un libro sacro del nostro tempo, una specie di nuova Bibbia dell’umanità, molte pagine di questo volume ne farebbero parte».Vito Mancuso

Settimo Volume

GANDHI
Il mio credo, il mio pensiero

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Le parole di Gandhi, profeta della non-violenza e maestro della fede, raggiungono con la loro intensa purezza le vette della spiritualità. Al centro del suo pensiero stanno la necessità della convivenza pacifica, il senso del sacro che pervade ogni aspetto dell’esistenza, la tolleranza verso ogni forma di vita, la strenua lotta in difesa dei diritti di tutti gli uomini. Ispirati dalla sua “voce interiore”, questi scritti del Mahatma si presentano come un riferimento saldo e sicuro per il mondo contemporaneo alla ricerca inquieta di un approdo spirituale.

GANDHI (1869-1948) Mohandas Karamchand Gandhi, detto Mahatma, “Grande Anima”, si laureò in Giurisprudenza a Londra per poi trasferirsi in Sudafrica, dove esercitò la professione di avvocato. Qui, di fronte alle discriminazioni razziali verso gli indiani, elaborò una forma di lotta basata sulla non-violenza (satyagraha, “fermezza nella verità”). Tornato in India nel 1915, diventò leader del Partito del Congresso, guidando la protesta contro il governo britannico, sempre secondo lo stile non-violento di disobbedienza civile. Più volte arrestato e rilasciato dalle autorità britanniche, nel 1930 organizzò la “marcia del sale”, una protesta pacifica per chiedere l’abolizione della tassa sul sale, considerata ingiusta. Il buon esito di questa e di altre iniziative portò al successo del movimento di liberazione: sotto la sua guida, nel 1947 l’India proclamò l’indipendenza dal Regno Unito. Nel clima di tensione creato dalle divergenze tra indù e musulmani, il 30 gennaio 1948 Gandhi venne assassinato da un fanatico indù.

VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Un cuore infinito

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«In Madre Teresa l’usuale frattura tra azione e contemplazione era completamente inesistente».Vito Mancuso

Sesto Volume

MADRE TERESA
Un cuore infinito

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Rapita dall’amore di Dio e bruciata dalla sua fiamma, la tenace suora albanese, che ha lasciato una traccia indelebile nell’umanità per le sue instancabili opere di carità, ci appare anche come un’eccezionale maestra di spiritualità. È infatti con la preghiera e la contemplazione del mistero divino che Madre Teresa ha potuto alimentare il suo straordinario apostolato tra i poveri. I vividi frammenti pubblicati in questo volume trasmettono la potenza della sua luce interiore e la sua incrollabile fede nel “Dio delle piccole cose”.

MADRE TERESA (1910-1997) Al secolo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, è Santa Teresa di Calcutta per la Chiesa cattolica. Come aspirante nelle Suore di Loreto, nel 1929 venne inviata in India a Darjeeling, alle pendici dell’Himalaya. Nel 1937 prese i voti perpetui e divenne Madre Teresa. Dopo essere venuta in contatto con forme di povertà estrema a Calcutta, nel 1948 chiese e ottenne l’autorizzazione del Vaticano per lasciare l’insegnamento al Saint Mary High School e andare a vivere nella periferia della metropoli, dove raccolse attorno a sé un gruppo di volontari per l’assistenza agli ultimi, tra cui i paria e i lebbrosi. Con questa missione, fondò nel 1950 la congregazione delle Missionarie della Carità, che si diffuse con case di accoglienza e cura anche negli altri continenti. Nel 1979 le venne assegnato il Premio Nobel per la pace. È stata proclamata santa da papa Francesco nel 2016.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Resistenza e resa

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«La natura libera l’uomo dall’inautenticità di un’esistenza solo spirituale e lo rende più puro e felice.
Dio lo si incontra nel mondo, tra gli esseri umani». Vito Mancuso

Quinto Volume

DIETRICH BONHOEFFER
Resistenza e resa
Lettere e scritti dal carcere

05 Resistenza e resa

Questa raccolta di lettere e altri testi, scritti in carcere da Bonhoeffer dal 1943 al 1945, rappresenta uno dei vertici della teologia e della spiritualità contemporanea. Dai documenti emerge una nuova idea di fede e di cristianesimo, ricavata attraverso l’impegno sul campo e il confronto con la realtà oppressiva del regime nazista. “Non intendo la fede che fugge dal mondo, ma quella che resiste nel mondo”: Bonhoeffer non conosce altro modo di vivere se non coniugando la fede nel Dio di Gesù Cristo con una piena fedeltà alla natura, alla terra e alla vita.
DIETRICH BONHOEFFER (1906-1945) Pastore evangelico e teologo tedesco, nel 1930 ottenne l’abilitazione all’insegnamento della teologia e fu alla guida del seminario per giovani pastori di Finkenwalde. Si oppose fin dall’inizio al neonato regime nazista e prese le distanze dalla Chiesa evangelica ufficiale aderendo alla Chiesa confessante. In seguito alla chiusura del seminario imposta dai nazisti e alla crescente politica liberticida del regime, nel 1939 si trasferì in America, ma fece ritorno a Berlino allo scoppio della guerra per essere vicino al destino del suo popolo. Entrato a far parte della resistenza tedesca, fu arrestato nel 1943 e, con l’accusa di cospirazione contro Hitler, fu giustiziato nel campo di concentramento di Flossenbürg per ordine del Führer in persona.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Ripartire dalla Cura

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Lettera di Natale 2021[PDF]

Lettera di Natale 2021

Care amiche e cari amici, il saluto più cordiale. Cerchiamo di mantenere fede alle relazioni vissute in questi anni, anche tramite la Lettera in prossimità del Natale, con i contributi di riflessione di amiche e amici come già avvenuto lo scorso anno.

1 L’esigenza di ripartire

Viviamo un tempo complesso e difficile. La pandemia ha segnato e continua a incidere nelle nostre vite, nelle relazioni, nella visione del mondo, negli atteggiamenti e nelle scelte quotidiane, a livello personale, sociale, culturale, politico, legislativo ed ecclesiale. L’esperienza della paura e dell’incertezza ci riguarda; le diversità di pensieri e atteggiamenti ci interrogano. Condividiamo le fatiche, i dolori e insieme l’esigenza profonda di accoglienza, fiducia, incoraggiamento e sostegno reciproci.
Spesso si sperimenta in modo accentuato che la percezione dell’identità personale, comunitaria, sociale non dipende dall’incontro, dal dialogo e dal confronto, dalla gestione dell’eventuale conflitto, ma dall’avversione e dall’inimicizia nei confronti dell’altro e delle sue diversità.
Siamo legati a una visione culturale conflittuale, che usa «il meccanismo di esasperare, esacerbare e polarizzare. Con varie modalità si nega ad altri il diritto di esistere e di pensare, e a tale scopo si ricorre alla strategia di ridicolizzarli, di insinuare sospetti su di loro, di accerchiarli. Non si accoglie la loro parte di verità, i loro valori, e in questo modo la società si impoverisce e si riduce alla prepotenza del più forte» (papa Francesco, Fratelli Tutti, 15).

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Perchè pregare, come pregare

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«L’ascolto è l’unico atteggiamento che l’essere umano è legittimato ad assumere al cospetto dell’affermazione che attraversa tutta la Scrittura, cioè “Dio parla”».Vito Mancuso

Maestri dello Spirito – Quarto Volume

ENZO BIANCHI
Perché pregare, come pregare

04 Perchè pregare, come pregare

Di fronte alla stanchezza e all’ambiguità spirituale del mondo contemporaneo, le parole di Enzo Bianchi invitano a riprendere il cammino della preghiera, via privilegiata per un’esperienza autentica e penetrante della conoscenza di Dio. Preghiera come dono, cioè risposta all’iniziativa dello Spirito, ma anche come “arte” da apprendere ed esercitare non per riprodurre vuoti formulari o liturgie, ma per plasmare la propria quotidianità sulla Parola del Maestro.

ENZO BIANCHI Monaco e scrittore, ha fondato la Comunità monastica di Bose (in provincia di Biella), di cui è stato priore fino al gennaio 2017. Tra le principali figure contemporanee del dialogo ecumenico, nel 2014 è stato nominato da papa Francesco Consultore del Pontificio Consiglio per la pro- mozione dell’unità dei cristiani. Nel 2021 ha lasciato la comunità di Bose per ritirarsi a Torino. È autore di numerosi scritti sulla spiritualità cristiana e sul rapporto della Chiesa con il mondo contemporaneo. Nel 1983 ha fondato la casa editrice Edizioni Qiqajon che pubblica testi di spiritualità biblica, patristica, liturgica e monastica.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Ciò che credo

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«Küng rappresenta la teologia come dedizione alla verità e alla sua ricerca: non la verità come dogma, ma come energia che unisce». Vito Mancuso

Maestri dello Spirito – Terzo Volume

HANS KÜNG
Ciò che credo

03 Ciò che credo

“Non ho mai detto, scritto, annunciato nulla di diverso da quello che credo”: queste parole di Hans Küng gettano luce sulla sua onestà intellettuale e la sua profondità spirituale. Lontano tanto dall’assolutismo dottrinale quanto dal nichilismo filosofico, il più critico dei teologi cattolici racconta il suo instancabile impegno per una teologia e una spiritualità che, di fronte alle questioni fondamentali dell’oggi, aspiri alla piena realizzazione dell’uomo e si liberi dai vincoli del dogma.

HANS KÜNG (1928-2021) Teologo e sacerdote cattolico, è stato studioso di storia delle religioni e docente di Teologia all’Università di Tubinga. Ha partecipato al Concilio Vaticano II come “esperto” in materia teologica. Per le sue posizioni critiche verso la Chiesa (ha negato per esempio l’autorità papale), che ne hanno fatto uno dei teologi più controversi del pensiero cattolico contemporaneo, nel 1979 è stato costretto dal Vaticano a sospendere ufficialmente l’insegnamento della teologia cattolica. Ha sostenuto attivamente l’ecumenismo e la cooperazione tra le religioni.

VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.


La sua ponderosa opera teologica presenta quattro caratteristiche salienti: 1) penetrazione teoretica: oltre che teologo, egli è stato anche filosofo, come già Agostino, Tommaso d’Aquino, Cusano, e nel Novecento Paul Tillich e Raimon Panikkar; il saggio più alto al riguardo è il monumentale studio del 1970 sul pensiero teologico di Hegel intitolato Incarnazione di Dio; 2) visione sistematica: nelle sue opere principali rivive il genere delle summae medievali, con quella organizzazione della materia didatticamente chiara e gerarchicamente configurata, particolarmente preziosa oggi, quando abbondano le analisi ma scarseggiano le visioni d’insieme; 3) forma espositiva: Küng è stato un saggista di successo a livello mondiale grazie al suo stile mai ermetico ma sempre attento al lettore, perfettamente corrispondente alla sua innata gentilezza e amabilità; 4) onestà intellettuale: Karl Barth un giorno gli scrisse «Mi piace considerarla in tutto il suo modo di agire un israelita in quo dolus non est», chiaro riferimento alle parole di Gesù su Natanaele definito «un israelita in cui non c’è falsità».
Le quattro caratteristiche richiamate (teoresi, sistematicità, chiarezza, onestà) hanno permesso a Küng di affrontare con successo non solo i temi tradizionali del lavoro teologico ma anche ambiti di frontiera quali l’etica mondiale, l’economia, le altre religioni, la scienza, la poesia e la letteratura, la musica. La vastità degli studi e la scrittura limpida hanno fatto di lui non solo un eminente teologo, ma anche uno degli intellettuali più ascoltati a livello mondiale; unico caso, a quanto mi risulta, tra i teologi del Novecento.
La Chiesa si era accorta presto delle doti straordinarie di Hans Küng: dopo gli studi a Roma e a Parigi l’aveva nominato a soli 32 anni professore e ordinario presso la facoltà di Teologia cattolica di Tubinga, il centro più importante della teologia tedesca e quindi, a quel tempo, del mondo. Era il 1960 e due anni dopo si apriva il Vaticano II, dove Küng venne chiamato come consulente teologico, il più giovane partecipante all’assise conciliare. Che cosa portò allora Giovanni Paolo II il 18 dicembre 1979 a revocargli la qualifica di teologo cattolico? La risposta suona paradossale: la volontà di Küng di essere veramente cattolico. L’aggettivo greco katholikós significa «universale» e a questo Küng mirò da sempre: a unire il più possibile gli esseri umani. Egli non volle più essere cattolico-romano, bensì più genuinamente cattolico-universale, cioè uomo tra gli uomini, a servizio del bene del mondo.
Ma cosa vide di problematico in questo immenso lavoro il Magistero cattolico? La risposta è semplice: la libertà. La libertà con cui Küng procedeva era avvertita come una minaccia alla stabilità dell’istituzione. La questione si fece rovente con il libro Infallibile? Una domanda (1970) in cui Küng criticava senza mezzi termini il dogma dell’infallibilità pontificia. Si aggiunsero altri motivi di dissenso, tra cui la funzione della gerarchia ecclesiastica, i criteri delle nomine episcopali, il ruolo della donna, la sessualità, l’eutanasia, il celibato sacerdotale, la libertà della ricerca teologica, fino a quando Giovanni Paolo II prese il provvedimento già richiamato sopra.

Il nuovo volume. Vita, fede e battaglie dell’innovatore svizzero.
Esce martedì 14 dicembre 2021 in edicola con il «Corriere della Sera» e con la rivista «Oggi» il libro di Hans Küng Ciò che credo, al prezzo di e 7,90 più il prezzo del quotidiano o del settimanale. Si tratta della terza uscita della collana «Maestri dello Spirito», curata dal teologo Vito Mancuso, che offre una rassegna di autori appartenenti a diverse tradizioni, ma uniti dal primato attribuito ai valori fondamentali della coscienza umana. Di grande rilievo è senza dubbio a tal proposito la figura di Küng, nato nel 1928 a Sursee, nel cantone svizzero di Lucerna. Ordinato sacerdote a Roma nel 1954, divenne nel 1960, a soli 32 anni, titolare di una cattedra presso la facoltà di Teologia cattolica all’Università di Tubinga in Germania, dove fondò l’Istituto per la ricerca ecumenica. Tra il 1962 e il 1965 Küng partecipò ai lavori del Concilio Vaticano II, durante i quali si distinse per le sue posizioni innovative. Del 1970 è il suo libro Infallibile? Un domanda, edito in Italia da Anteo, che lo mise in cattiva luce presso la gerarchia ecclesiastica perché criticava il dogma dell’infallibilità pontificia. Nel 1979 venne revocata a Küng l’autorizzazione a insegnare Teologia cattolica, ma l’interessato proseguì il suo lavoro di studio e divulgazione con notevole successo. Küng è scomparso nel corso del 2021 a Tubinga il 6 aprile.

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Pregare

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«Ciò che più manca al nostro tempo è proprio ”lo spirito di preghiera”, il saper fare silenzio, il mettersi in ascolto, il lodare gratuitamente per entrare in relazione con il mistero profondo della vita». Vito Mancuso

Maestri dello Spirito – Secondo Volume

Davide Maria Turoldo
Pregare

02 Pregare

L’invito, sensibile ed energico, di un gigante della spiritualità contemporanea a riscoprire la propria ricchezza interiore; un richiamo alla pienezza spirituale capace di accogliere la verità della realtà umana. Turoldo, con il suo entusiasmo contagioso e al di là di ogni specifico credo, non ci lascia fredde formule ma “preghiere” fatte di parole vive, interpreti dell’ineffabile che abita in noi.

DAVID MARIA TUROLDO (1916-1992) Sacerdote, teologo e poeta, dopo l’ordinazione nel 1940, fu assegnato al convento di Santa Maria dei Servi in San Carlo al Corso, a Milano, e durante l’occupazione nazista della città collaborò con la resistenza antifascista. Assieme al confratello Camillo de Piaz diede vita al centro culturale Corsia dei Servi. Ispiratore di un profondo cambiamento religioso e civile, è stato spesso osteggiato dalle autorità ecclesiastiche per le sue idee troppo liberali. Nel 1964 si stabilì a Sant’Egidio in Fontanella (BG) dove aprì la Casa di Emmaus per l’ospitalità e l’accoglienza. È stato autore di numerosi saggi, opere di prosa, di teatro e soprattutto di poesia.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Maestri dello Spirito

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IL CAMMINO DELL’ESSERE UMANO VERSO UNA VITA AUTENTICA
 
Le grandi voci della spiritualità contemporanea, in una collana a cura di Vito Mancuso per il Corriere Della Sera. Una raccolta di testi delle grandi figure profetiche del nostro tempo selezionati da Vito Mancuso, teologo e saggista tra i più apprezzati. Dai riferimenti della religione cristiana come Carlo Maria Martini, Davide Maria Turoldo, Madre Teresa di Calcutta, fino alle voci più originali come Ernesto Balducci, Etty Hillesum, Albert Schweitzer: un invito a riscoprire l’essere umano nella sua dimensione più autentica, attraverso una spiritualità fondata sui valori etici di verità, bene, giustizia. Ogni volume si apre con una introduzione del curatore che guida alla lettura e comprensione dei testi.

«Se viene meno la libertà e la sua consapevolezza, sfiorisce il senso stesso dell’esperienza spirituale e rimane solo una religione impoverita». Vito Mancuso

Primo Volume in edicola da martedì 30 novembre 2021

Carlo Maria Martini – Georg Sporschill
Conversazioni notturne a Gerusalemme
Sul rischio della fede

01 Conversazioni notturne a Gerusalemme
Il testamento spirituale di una delle più grandi voci profetiche del nostro tempo: Carlo Maria Martini, nel dialogo notturno con il gesuita Georg Sporschill, affronta i temi fondamentali della fede, del Male, della presenza della Chiesa nel mondo moderno. Animati da un’incessante ricerca di senso e dalla profonda fiducia nella libertà di pensiero, i due religiosi guidano la loro riflessione sulle tracce di un’autentica e piena esperienza spirituale.

CARLO MARIA MARTINI  (1927-2012) Gesuita, biblista di fama internazionale, è stato arcivescovo della Diocesi di Milano dal 1980 al 2002, cardinale dal 1983 e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee dal 1986 al 1993. Negli ultimi anni di vita, si è ritirato a Gerusalemme per proseguire la preghiera e gli studi biblici.

GEORG SPORSCHILL Gesuita, laureato in psicologia e pedagogia, è impegnato attivamente in campo sociale. È fondatore di associazioni di sostegno agli ultimi: Concordia, per i bambini di strada e minori abbandonati in Europa orientale, e Elijah, per le popolazioni rom in Romania.

VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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La vita è sacra solo se libera

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SU ETICA E DIRITTI LA CHIESA NON BRILLA. LA VITA È SACRA, MA SOLO SE È LIBERA

Intervista a Vito Mancuso di Domenico Agasso sul tema del suicidio assitito. La Stampa 25 novembre 2021

Intervista a La Stampa [PDF]

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«La morte è inevitabile, ma la si può affrontare da persona consapevole anche in condizioni fisicamente drammatiche»
«Se Mario chiede il suicidio non è perché vuole morire ma perché vuole vivere anche la sua morte»
«Per i credenti il punto di riferimento deve essere la coscienza il luogo in cui lo spirito di Dio parla all’uomo»

Vito Mancuso

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La fede & noi

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Gianfranco Ravasi: «Non c’è più il grande ateismo, né la grande profezia. Il colore che domina è il grigio» dialogo/intervista con Vito Mancuso per 7 settimanale del Corriere della Sera

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Intervista a Ravasi [PDF]

Avevo pensato che a causa delle mie idee poco ortodosse il cardinale non avrebbe accettato di essere intervistato da me, ma mi sbagliavo. Così dopo averlo avuto come professore di Antico Testamento e di Greco biblico nel seminario di Milano, e dopo averlo incontrato più volte presso la Biblioteca Ambrosiana di cui era Prefetto, ora lo rivedo qui in Vaticano dove da 15 anni presiede il Pontificio Consiglio per la Cultura. L’occasione è l’uscita del suo nuovo libro nella collana Scienza e idee di Raffaello Cortina: Biografia di Gesù. Secondo i Vangeli. Entra con un radioso sorriso e io noto con gioia che il tempo è stato benevolo con lui. Rievochiamo un po’ il passato e le conoscenze comuni, anche il linguaggio rispecchia che le cose non sono cambiate perché lui mi da del tu e io del Lei (mi dice di passare al tu, ma io non ci riesco). Poi mi introduce in una grande sala per l’intervista e io, rivolgendomi al ministro del Vaticano per la cultura, inizio proprio da qui.

Eminenza, secondo lei che cultura aveva Gesù? Alcuni studiosi sostengono che era analfabeta, altri colto e plurilingue. Lei che ne pensa?

«Questa è una delle domande più interessanti, che di solito non viene fatta. Dapprima occorre dire che il contesto culturale in cui egli viveva non supponeva la scrittura e infatti non si dice mai che egli scrive, se non una volta, per terra, nella polvere. Si sa però che legge. Aveva ricevuto la prima formazione nella modestissima scuola della sinagoga di Nazaret, la sua lingua era l’aramaico, conosceva l’ebraico classico, ma non è possibile dire che egli conoscesse il greco, di cui forse sapeva solo qualche parola. Dal materiale storicamente riconducibile a lui non riusciamo a verificare le sue conoscenze concrete. La mia convinzione è che egli fosse una figura simile a spugna, uno di quelli che riescono a filtrare e a comprendere percorsi diversi, un uomo molto sensibile alle atmosfere e per questo capace di conoscere con precisione le tipologie fondamentali del suo mondo, entrando però anche in polemica con esse, il che dimostra che era non solo recettivo ma anche creativo. Anzi, io direi che proprio questa era la sua grandezza» …

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Cultura e Scienza

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Marco Malvaldi, Vito Mancuso, Guido Tonelli

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«Cosa ha a che fare Henri Poincaré, matematico e fisico francese, con lo scrittore e poeta americano Edgar Allan Poe? Quali sono i possibili modelli che regolano il rapporto tra scienza e fede? Con quale arroganza noi Sapiens abbiamo chiamato Cosmo la meraviglia che ci circonda? In un percorso a tre tappe dal particolare all'universale, il libro ripropone le tre lectio dell'ottava edizione del Festival del Giornalismo culturale nel dialogo tra lo scrittore Marco Malvaldi, il filosofo e teologo laico Vito Mancuso e il fisico Guido Tonelli. Tre prestigiose voci per una lettura agile e affascinante. Il saggio è il terzo numero della nuova collana #fgcult – informazione culturale dedicata a comunicazione e cultura, la cui peculiarità è quella di porsi come strumento d'indagine integrativo e complementare al Festival del giornalismo culturale».

Dettagli. Autori: Marco Malvaldi, Vito Mancuso, Guido Tonelli – Editore: Aras Edizioni Collana: #fgcult. Informazione culturale. Anno edizione: 2021 – In commercio dal: 7 ottobre 2021 Pagine: 94 p., Brossura EAN: 9791280074232

Cultura e Scienza IBS [Link]

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Vito Mancuso – Il coraç e la pôre

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Traduzione in friulano de "Il Coraggio e la Paura" a cura di Giuseppe Agostinis prossimamente nelle librerie del Friuli. Presentazione del testo giovedì 4 novembre al Centro di Accoglienza Balducci di Zugliano (UD).
«Uno dei motivi di questa traduzione è che non ho trovato testi scritti in friulano che parlassero di filosofia e teologia, per cui con questo lavoro ho voluto dimostrare ai friulani che con la nostra lingua possiamo trattare anche argomenti alti, come filosofia, teologia e spiritualità, sull’esempio di quelli contenuti in questo testo». Giuseppe Agostinis
 
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Vito alle Xgiornate di Brescia

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«Il senso della vita si trova lavorando per essere felici»
Intervista di Lara Minelli per Bresciaoggi.it martedì 21 settembre 2021

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Intervista Xgiornate Bresciaoggi.it [PDF]  Recensione Xgiornate Brescia 2021 [PDF]

Dall’origine della parola al senso della vita. Profonde riflessioni per riscoprire il proprio senso. Indaga Vito Mancuso, celebre teologo, filosofo e accademico. I suoi scritti sono tradotti in più lingue. Il suo pensiero è spesso al centro di discussioni per le posizioni non sempre allineate con le istituzioni ecclesiastiche. La coerenza anima le sue pubblicazioni come i suoi interventi. È stato ospite del festival le XGiornate, per incontrare nuovamente il pubblico bresciano …

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Il Dante laico un eretico in Paradiso

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Collocò i papi all’inferno, separò teologia e politica e le sue opere furono bandite

Schermata 2017-05-29 alle 14.07.13Il centro matematico della “Commedia” è una terzina in cui si celebra la libertà in quanto possibilità di libera decisione: «Se così fosse, in voi fora distrutto / libero arbitrio, e non fora giustizia / per ben letizia, e per male aver lutto» (“Purg.” XVI, 70-72). L’intera opera in realtà ruota attorno al concetto di libero arbitrio, come spiega Dante stesso presentando il suo lavoro: «L’uomo, meritando o demeritando nell’esercizio del suo libero arbitrio, è soggetto al giusto premio o alla giusta pena» (“Epistola a Cangrande”, 8). È per questo che si dà commedia, cioè movimento, trama, creatività, mentre in sua assenza si avrebbe tragedia, come Edipo destinato a uccidere il padre e a giacere con la madre, oppure farsa, mero caos, assenza totale di struttura. Uno dei versi più belli è quello con cui Virgilio, accomiatandosi da Dante, gli conferisce la corona e la mitria attestando che ormai egli è re e papa di se stesso: «Per ch’io te sovra te corono e mitrio» (Purg. XXVII, 142). Appare qui l’altissimo senso della libertà della coscienza personale coltivato da Dante, confermato da quanto scrive al signore di Verona: «Coloro che hanno vigore d’intelletto e di ragione sono dotati di una sorta di divina libertà e non sono rigidamente legati a nessuna consuetudine; e ciò non fa meraviglia, perché non essi sono diretti dalle leggi, ma piuttosto le leggi da loro» (Epistola a Cangrande, 2). Tale primato della coscienza ha ben poco a che fare con lo stereotipo del medioevo oscurantista e non a caso si ritroverà nell’umanesimo con la Oratio pro hominis dignitate di Pico della Mirandola del 1486, e nella modernità con lo scritto di Kant del 1784 Risposta alla domanda: Che cos’è l’illuminismo? …

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L’Io esiste solo in quanto frutto delle sue relazioni

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Intervista a Vito Mancuso di Gianfranco Brevetto per EXagere

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Io esiste solo in quanto frutto delle sue relazioni – Intervista a Vito Mancuso [PDF]

Intervista a Vito Mancuso – EXagere [Link]

La lettura degli scritti di Vito Mancuso è sempre un’esperienza di arricchimento, di riflessione. Nel suo saggio, La vita autentica, l’autore tocca e sollecita sensibilità spesso dimenticate e soffocate da una quotidianità che ci rende irriconoscibili. Ringraziamo il professor Mancuso per aver, amabilmente, accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

– Il suo saggio pone questioni centrali per l’uomo, ad iniziare dalla libertà. L’uomo autentico, per lei, è l’uomo libero, libero da se stesso e che vive per la giustizia e il bene. Ma, nella vita di tutti i giorni, come facciamo a distinguere l’autentico dal falso?

– Occorre precisare, in primo luogo, che questi giudizi vanno riferiti a se stessi. Nel Vangelo, considerato anche come fonte di sapienza di vita, Gesù ci dice, nel discorso della montagna, di non giudicare e, nel Vangelo di Luca, ci chiede: perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?

Bisogna stare molto attenti ad attribuire alle persone un giudizio così pesante come quello d’inautenticità, non possiamo giudicare l’intimo di una persona. Mentre possiamo farlo per le sue azioni, le sue parole, ma bisogna essere molto cauti nel dire a qualcuno: sei falso!

Seguendo le due citazioni evangeliche, vediamo ora cosa accade rispetto all’autenticità di se stessi. In proposito, mi viene in mente la parola armonia. Essa è, al contempo, il risultato dell’accordo con sé e con gli altri che compongono i vari sistemi di cui facciamo parte, la famiglia, l’azienda, la classe, il condominio. L’armonia con sé è anche la base su cui si costruisce l’armonia con gli altri. Essa è il criterio, oggettivo e soggettivo al contempo, sul quale misurare l’autenticità della propria vita. Ma presuppone equilibrio. Non possiamo raggiungere l’armonia con gli altri a scapito di quella con noi stessi, se ci si dedica completamente agli altri, ma dentro si è infelici, scontenti, insoddisfatti, ci si trova di fronte ad una vita non ancora giunta all’autenticità. Allo stesso modo quando si raggiunge una presunta armonia di se stessi ma si producono disarmonie e conflitti con gli altri, parimenti siamo di fronte a qualcosa d’imperfetto …

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Il volo filosofico

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Un volo filosofico per scoprire la voce dell’emozione vitale
testo per Letterature Festival Internazionale di Roma giovedì 22 luglio 2021

«Immaginate di guardare il nostro pianeta dall’alto e di contemplare tutto quello che vi succede. Immaginate di essere celesti, stellari, iperurani. E chiedetevi se, potendo scegliere, partecipereste oppure no al lungo viaggio denominato vita che state facendo qui sulla Terra. Oppure se preferireste rimanere lassù, al riparo dal sangue della storia».

Il senso della vita [PDF] Mancuso Domani 21 luglio '21[PDF]

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Immaginate di guardare il nostro pianeta dall’alto e di contemplare tutto quello che vi succede. Apprestatevi cioè a compiere l’esperimento mentale denominato “volo filosofico”, un esercizio molto praticato dagli antichi tra cui Lucrezio e Cicerone, ripreso nel medioevo da Dante, nel rinascimento da Giordano Bruno, e la cui più popolare rappresentazione è Volare, la canzone italiana probabilmente più famosa nel mondo.

La natura delle cose
Partiamo da Lucrezio. All’inizio del terzo libro del suo poema sulla natura, nella parte che contiene la lode incondizionata di Epicuro, egli si rivolge all’antico filosofo greco e scrive che grazie al suo pensiero ora giunge a vedere l’autentica natura delle cose, la rerum natura, una visione veritiera grazie alla quale «fuggono via i terrori dell’animo, le mura del mondo si disserrano, vedo le cose svolgersi attraverso tutto il vuoto», così che subito dopo, appoggiata alla potenza del pensiero, la sua mente prende il volo: «La terra non mi impedisce che si discerna tutto quanto si svolge sotto i miei piedi, laggiù, attraverso il vuoto»; e il suo cuore inizia a palpitare di un sentimento nuovo: «Per queste cose mi prende allora un certo divino piacere e un brivido» (Tito Lucrezio Caro, De rerum natura, libro III, versi 16-17 e 26-29) …

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Il coraggio della responsabilità

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Nel bene e nel male umani perché liberi
In cerca del senso pieno della nostra esistenza, oltre i due contrapposti dogmatismi, razionalista e fideista

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Il coraggio della responsabilità [PDF] La Stampa[PDF]

In questo tempo lattiginoso che non capiamo più, e che per questo chiamiamo postmoderno nominando solo ciò che esso ha cessato di essere, siamo alle prese con problemi immensi e per la gran parte inediti, che si assommano a quelli cronici che da sempre angustiano l’umanità. Problemi di etica individuale, come quelli di bioetica sull’inizio e la fine della vita, sull’identità di genere e la relativa omofobia. Problemi di etica ambientale, come il cambiamento climatico e la distruzione antropica di interi ecosistemi. Problemi di etica sociale, come le sempre più enormi sperequazioni economiche. Problemi educativi, dati dalla mancanza di una visione condivisa sull’essere umano che porta le nostre scuole a dispensare solo istruzione e nessuna educazione e formazione, le quali, invece, sono proprio ciò di cui i ragazzi hanno più bisogno. Problemi geopolitici che si presentano in ogni strada delle nostre città dove assistiamo all’incontro e spesso allo scontro tra le diverse civiltà, senza minimamente intravedere quale futuro ci aspetta …

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Intervista a la nazione.it

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Dopo il covid, quanta umanità è rimasta in noi? Istruire non basta più: serve educare a restare uomini, a non trasformarci in meri consumatori
Intervista al prof. Vito Mancuso di Domenico Guarino, 2 luglio 2021

la Nazione.it [Link] Intervista [PDF]

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Il teologo Vito Mancuso: "Della pandemia mi hanno colpito dedizione e solidarietà di infermieri e medici". "Oggi passiamo il tempo a fare quello che gli altri vogliono che noi facciamo: vorrei rivoluzionare la scuola dalle basi". "Le religioni pensano di essere la mèta, non lo strumento. Ma qualcosa cambia, come dimostra il dialogo in corso"

Come usciremo da questa pandemia? Quale umanità verrà fuori da questo periodo così denso, e straordinario? A 19 mesi dall’irrompere del covid nelle nostre vite, queste domande sono più attuali che mai. Ne abbiamo parlato con il professor Vito Mancuso, teologo e docente di storia delle dottrine teologiche.

Quello che stiamo vivendo è un periodo particolarmente fecondo e ci mette di fronte a domande di straordinaria importanza che hanno a che fare con la dimensione stessa dell’uomo: la vita, la morte, l’universo. Secondo lei cosa ci sta insegnando?

“Come sempre ci sta insegnando quello che vogliamo imparare. Nel senso che può anche non insegnarci niente e consegnarci alla stupidità, come spesso vediamo accadere intorno a noi, e talora anche dentro di noi. Al contempo ci può insegnare il raccoglimento la riflessione (flettersi dentro appunto), e porsi le domande cui lei accennava. E’ soprattutto nei momenti di crisi che nasce il pensiero. Che non è solo accademia, ma diventa ricerca di significato e quindi di salvezza, di speranza. La crisi può configurare un pensiero di questo tipo se lo vogliamo, se ce lo permettiamo”.

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Qualcosa di perfettamente diritto

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Associazione Nazionale Magistrati 18 giugno 2021, evento: "Beati i Giusti. In ricordo di Rosario Livatino". Per ricordare un grande uomo, per riflettere in modo costruttivo sulla professione di magistrato. Nell'Aula Magna della Corte di Cassazione a Roma l'evento in ricordo del magistrato Livatino. L'intervento del prof. Vito Mancuso inizia a 2:01 del timer.

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Intervista a Periscritto

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L’ospite di questo episodio è Vito Mancuso che è teologo, filosofo e l’autore del libro “A proposito del senso della vita” Garzanti Editore. La filosofia di Vito Mancuso è un’àncora preziosa in questi tempi difficili: rinnovando in noi il desiderio di antiche riflessioni, ci indica la strada per risalire alle radici profonde della nostra coscienza, e ci insegna come il senso e la direzione della nostra vita su questa terra vadano ricostruiti a piccoli passi, giorno dopo giorno, nella consapevolezza di trovarci al cospetto di qualcosa di più importante di noi stessi. Solo così sapremo entrare in armonia con la logica che determina il nostro cammino e amare quella semplicità naturale dentro di noi che è il vero segreto per una vita degna, una vita che vale la pena vivere, una vita autentica.

Intervista di Marzia Tomasin

Periscritto – Intervista a Vito Mancuso [Link]

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Alla ricerca del senso perduto

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Ha ancora importanza interrogarsi sul significato della vita? Vito Mancuso in cento pagine elenca i motivi per cui a quella domanda non è possibile sottrarsi. E nel corpo c’è la risposta, nel corpo e nella sinergia con il mondo.
recensione/intervista di Daniela Monti per 7 Corriere della Sera

Alla ricerca del senso perduto [PDF]Corriere della Sera [PDF]

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No, non siamo diventati migliori, perché trovare un senso e una direzione nella vita richiede il coraggio di agire e di rischiare, la fatica di fare domande esistenziali (per definizione prive di risposta immediata), non basta stare chiusi in casa e applaudire dai balconi. Diventare migliori significa mettersi in viaggio, navigare in mare aperto esponendosi al dubbio e anche al naufragio, dice Vito Mancuso nel suo "A proposito del senso della vita", un piccolo libro che sta avendo molto successo. «Il senso della vita è una costruzione» scrive «una nostra costruzione, non è ancora finita e che non lo sarà mai». È fatica, assunzione di responsabilità. Il senso della vita è sinergia: tutto è aggregazione, interazione, fin dai tempi de "L'anima e il suo destino" Mancuso è il filosofo/teologo della relazione intesa come principio costitutivo dell'essere (contro la supremazia della sostanza aristotelica, che sta alla base della cultura occidentale). «Siamo sempre in relazione, anche quando siamo soli. Hannah Arendt diceva che la vera ragione che la spingeva a non fare del male agli altri era che poi avrebbe dovuto convivere con una delinquente dentro di sé, quindi esiste proprio una dimensione intrinsecamente relazionale a partire da quella fra noi e noi» …

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A proposito del senso della vita – recensione UltimaVoce.it

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di Giulia Della Michelina, 17 Maggio 2021 – UltimaVoce.it

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APSV recensione Giulia della Michelina [PDF]Ultimavoce.it [Link]

Ha ancora senso interrogarsi sul significato della vita? Dopo millenni in cui la filosofia non è riuscita a dare una risposta unanime e l’unica certezza a cui possiamo appellarci sembra la fredda oggettività della scienza? Vito Mancuso in A proposito del senso della vita (Garzanti 2021) ci spiega perché ne vale ancora la pena. Con un linguaggio di straordinaria chiarezza e argomentazioni altrettanto rigorose, Mancuso ci accompagna passo per passo alla riscoperta della cura di sé e degli altri, perché non esiste senso al di fuori della relazione.

Le domande esistenziali appaiono così anacronistiche e fuori posto in un mondo ormai dominato dalla logica dell’apparenza e del consumo. Ma la pandemia ha fatto riemergere l’antico malessere che affligge gli esseri umani e che Mancuso identifica con la mancanza di identità. Viviamo in una condizione “dissociata”, sia da noi stessi che dagli altri. E questa vaghezza porta spesso alla costruzione fittizia di un’identità oppositiva, creando conflitti e nemici. Secondo il filosofo, abbiamo perso un’idea e una direzione collettiva, disperdendoci e isolandoci sempre di più. Se il senso della comunità è venuto meno, le grandi ideologie si sono sbriciolate e perfino “Dio è morto”, non dobbiamo tuttavia abbandonarci al regno dell’assurdo e del non-senso. C’è ancora qualcosa che può fare luce attorno a noi.
È la natura a costruire il punto di appoggio aggrappandoci al quale possiamo sviluppare un’identità basata sull’armonia e non sulla contrapposizione e sull’odio …

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Dialogo intorno al senso della vita

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Sappiamo cosa vogliamo avere, ma non sappiamo più chi vogliamo essere. Partendo dal materialismo che domina la nostra epoca,Vito Mancuso, ospite di Quante Storie, esplora il significato più profondo dell'esistenza umana e spiega perché il senso della nostra vita non può essere disgiunto dalla considerazione per gli altri e dalla consapevolezza di essere parte di un progetto più grande di noi.

Quante Storie 6.5.2021 [Link]

Quante Storie

 

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A Proposito del Senso della Vita

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«Essere semplici, di quella semplicità naturale che sorge dal nostro interno, e che è il segreto della vera bellezza».

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Sappiamo alla perfezione cosa vogliamo avere – ricchezza, piacere, potere – ma non sappiamo più chi vogliamo essere. Nella grave crisi in cui siamo immersi, necessitiamo continuamente di avversari per definire le nostre identità, e spesso ci scopriamo nemici addirittura di noi stessi, in una sorta di permanente guerra interiore. La filosofia di Vito Mancuso è un’àncora preziosa in questi tempi difficili: rinnovando in noi il desiderio di antiche riflessioni, ci indica la strada per risalire alle radici profonde della nostra coscienza, e ci insegna come il senso e la direzione della nostra vita su questa Terra vadano ricostruiti a piccoli passi, giorno dopo giorno, nella consapevolezza di trovarci al cospetto di qualcosa di più importante di noi stessi. Solo così sapremo entrare in armonia con la logica che determina il nostro cammino e amare quella semplicità naturale dentro di noi che è il vero segreto per una vita degna, una vita che vale la pena vivere, una vita autentica.

Titolo: «A proposito del senso della vita»; ISBN 9788811000778; Autore Vito Mancuso; Casa Editrice Garzanti; Aree tematiche Saggi; Dettagli: 112 pagine, Cartonato. In libreria dal 5 maggio 2021.

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Un Manifesto per la nuova Scuola

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Il Manifesto per la nuova Scuola è un documento elaborato da un gruppo di insegnanti di tutta Italia, che è stato sottoscritto da moltissimi docenti anche universitari e da intellettuali come Alessandro Barbero, Mauro Biani, Chiara Frugoni, Carlo Ginzburg, Domenico Iannacone, Vito Mancuso, Dacia Maraini, Tomaso Montanari, Roberto Piumini, Filippomaria Pontani, Adriano Prosperi, Massimo Recalcati, Salvatore Settis, Gustavo Zagrebelsky.
Si tratta di una proposta organica di rilancio della scuola su base culturale, che tenga insieme le dimensioni tra loro interconnesse dell’istruzione, della relazione e della crescita umana dei giovanissimi, che restituisca centralità alla funzione dei docenti, che liberi il processo educativo da burocrazia e “distrattori” di ogni tipo, che riporti al centro della scuola l’ora di lezione, strumento di trasmissione e condivisione di conoscenza e passione culturale, per contrastare la diffusione a macchia d’olio dell’analfabetismo tra le nuove generazioni, acuita da vent’anni di disastrose riforme e dal lungo periodo di sospensione dell’attività didattica in classe.

Manifesto per la nuova Scuola [PDF]

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In memoria di Hans Küng

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Il filosofo cattolico, tra i più influenti del nostro tempo, era un uomo libero che criticava la Chiesa e promuoveva il dialogo tra le religioni

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Hans Kung Rep [PDF]  In memoria di Hans Kung PDF]

La Chiesa si accorse presto delle doti straordinarie di Hans Küng, morto a Tubinga a 93 anni: dopo gli studi a Roma e a Parigi lo nominò a soli 32 anni professore ordinario presso la Facoltà di teologia cattolica di Tubinga, il centro più importante della teologia tedesca e quindi a quel tempo del mondo. Era il 1960 e due anni dopo si apriva il Vaticano II dove Küng venne chiamato come consulente teologico, il più giovane partecipante all’assise conciliare. Che cosa portò allora questo teologo e sacerdote che aveva davanti a sé possibilità di carriera non minori di quelle di Joseph Ratzinger (di un anno maggiore, ma chiamato a Tubinga per la docenza proprio da Küng), a criticare sempre più spesso la Chiesa tanto da indurre nel 1979 Giovanni Paolo II a revocargli la qualifica di teologo cattolico? La risposta suona paradossale: la volontà di essere veramente cattolico. L’aggettivo greco katholikós significa infatti “universale” e a questo Küng mirò da sempre: a unire il più possibile gli esseri umani. Egli non volle essere cattolico-romano, ma più genuinamente cattolico-universale, cioè uomo tra gli uomini, a servizio del bene del mondo, lungo il medesimo sentiero percorso da cattolici quali Ernesto Balducci, Raimon Panikkar, Leonardo Boff, Carlo Maria Martini. Operante in paesi a forte presenza protestante come la nativa Svizzera e la Germania, Küng volle anzitutto contribuire all’unità tra cattolici e protestanti e in questa prospettiva elaborò la tesi di dottorato sulla dottrina della giustificazione in Karl Barth mostrandone la coincidenza con la più genuina teologia cattolica e ricevendone una lettera entusiasta dello stesso Barth e la prestigiosa nomina cattolica già menzionata. Diede vita poi a una speciale disciplina teologica, la teologia ecumenica, che insegnò per oltre 20 anni, fondando a Tubinga l’Istituto per la ricerca ecumenica.

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Pavel Florenskij vittima di un revisionismo infondato

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«Su una pagina facebook molto seguita che porta il nome del noto storico Alessandro Barbero (ma che con lui non c’entra nulla, come confermatomi per email dallo stesso Barbero) è apparso il 10 marzo scorso un post su Pavel Florenskij con accuse di antisemitismo e di simpatie nazifasciste. Contattato da una lettrice di questa pagina rimasta esterrefatta per tali pesantissime accuse, ho preso subito contatto con i curatori delle opere di Florenskij che conosco da oltre vent’anni. Uno di loro, il professor Lubomir Žak dell’Università Lateranense di Roma, tra i maggiori esperti a livello internazionale di Florenskij, ha scritto la seguente replica, sottoscritta da altri autorevoli studiosi».

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A proposito delle accuse di antisemitismo rivolte a Pavel Florenskij

1. L’antefatto
In un clima culturale come l’attuale, caratterizzato da un furore revisionistico che tende a mettere in discussione a tutti i livelli la credibilità di figure di rilievo del nostro passato, non desta molto stupore il fatto che a essere vittima di questa campagna sia ora Pavel Florenskij, vittima già nella sua vita delle cosiddette “purghe staliniane” quando, nel 1937, venne giustiziato da un plotone d’esecuzione nei pressi dell’allora Leningrado. L’accusa allora era stata di aver fondato un partito per la rinascita della Russia, che gli organi inquirenti del tempo definirono “un’organizzazione controrivoluzionaria nazionalfascista” e che ovviamente era, come scrive Adriano Dell’Asta, «una colossale montatura» (L’anonima fine del detenuto n. 368, in L’Osservatore Romano, 2 settembre 2009). E ora di cosa lo si accusa?

2. La tesi dello slavista Michael Hagemeister

Il tentativo di delegittimare Florenskij, minandone la dirittura morale e la coerenza del pensiero, cui si assiste in questi giorni non è nuovo. Il primo colpo venne sferrato nel 2000, nel corso di un Convegno internazionale organizzato dall’università di Potsdam sul tema “Pavel Florenskij – tradizione e modernità”. In quell’occasione uno studioso tedesco, Michael Hagemeister, nella sua relazione, regolarmente pubblicata negli Atti, parlò di uno sviscerato “odio” del pensatore russo per gli ebrei. Ecco alcuni passi di quell’intervento: «L’odio rabbioso di Florenskij per gli ebrei, che raggiunge il livello della febbre del pogrom, fa appello a idee arcaiche dell’antigiudaismo tradizionale di stampo cristiano: il giudaismo come “sinagoga di Satana”, “nido dell’Anticristo” e “nemico della razza umana”». E ancora: «Allo stesso tempo Florenskij era assolutamente “moderno”, poiché usava l’arsenale dell’antisemitismo razzista con implicazioni sessuali, quando metteva in guardia davanti alla virulenza del sangue ebreo e alla minaccia dell’imbastardimento dei non ebrei fatto con inganno» (M. Hagemeister, Wiederverzauberung der Welt: Pavel Florenskijs Neues Mittelalter, traducibile con “Reincantesimo del mondo: il Medioevo di Pavel Florenskij” e probabilmente concepito in contrapposizione a come Max Weber denominava l’opera della modernità, cioè Entzauberung der Welt, “Disincanto del mondo”, p. 40). Nella nota 71 Hagemeister chiama Florenskij: sostenitore «del razzismo biologico-materialista» (p. 40).
Anche l’autore di questo articolo era stato invitato al Convegno in qualità di relatore, assieme alla prof.ssa Nina Kauchtschischwili (nota studiosa di slavistica di origine georgiana), unici arrivati dall’Italia. Poté perciò ascoltare con le sue orecchie la relazione tenuta da Hagemeister e assistere alla successiva burrascosa discussione. Tutti gli studiosi presenti (russi, americani, tedeschi…) criticarono la relazione dello slavista tedesco per l’evidente strumentalizzazione delle fonti e i gravi errori interpretativi messi in atto. Lo difese a spada tratta solo Natalia Boneckaja, il che però non sorprese nessuno, visti i permanenti attacchi della studiosa russa alle “stranezze” della persona e della teologia di Florenskij (accusato persino di esoterismo e gnosticismo), formulate dal pulpito della difesa apologetica della “vera dottrina” della Chiesa ortodossa. Ma occorre notare che già a Potsdam, dopo la discussione seguita alla relazione di Hagemeister, nessuno più si occupò di queste accuse destituite di fondamento …

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Pandemia: Rec dialoga con il teologo Vito Mancuso

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Appuntamento in diretta sulla pagina Facebook  [REC Talk – Link]  mercoledì 17 marzo alle 18.30 con lo studioso che ha pubblicamente attaccato il vescovo Massimo Camisasca per l’affermazione: “Dio si serve del male per la nostra conversione”.

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REGGIO EMILIA – Le parole del vescovo Massimo Camisasca, secondo il quale “Dio si serve del male per la nostra conversione”, hanno fatto discutere e avviato un dibattito sugli effetti dell’emergenza sanitaria che ha coinvolto molte persone. Reggio Emilia in Comune ha deciso di organizzare un momento di riflessione sul tema del male con uno studioso che ha criticato le parole del vescovo. Si tratta del teologo Vito Mancuso. Il dialogo avverrà sulla pagina Facebook di Rec – mercoledì 17 marzo – alle 18.30. Sarà possibile interagire in diretta, ponendo domande agli ospiti tramite i commenti.

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Perché la Chiesa accetterà la “teoria del gender”

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Schermata 2015-04-20 alle 16.16.31Nonostante le dure parole delle gerarchie cattoliche, Papa compreso, un giorno la Chiesa arriverà ad accettare la sostanza di ciò che essa definisce “teoria del gender” e che oggi tanto combatte. Qual è l’autentica posta in gioco di tale supposta teoria? E perché la Chiesa giungerà ad accettarne la sostanza? Occorre anzitutto chiarire che la teoria del gender, nei termini in cui ne parla la Chiesa cattolica, è una costruzione polemica che nella realtà non esiste. Nell’udienza del 15 aprile papa Francesco ha dichiarato: «Io mi domando se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione». Secondo queste parole, che riprendono quanto dichiarato da altri esponenti delle gerarchie cattoliche, vi sarebbe un’ideologia detta appunto teoria del gender che «mira a cancellare la differenza sessuale». Ma esiste veramente qualcosa del genere? Chi mai intende proporre tale “rimozione della differenza”? …

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I Quattro Maestri e la strada per la vera libertà

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Intervista a l'UnioneSarda.it del 7 febbraio 2021

Intervista a Unione Sarda [Link]

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Socrate, l'educatore. Buddha, il medico. Confucio, il politico. Gesù, il profeta. Sono questi i protagonisti del nuovo libro del teologo Vito Mancuso I quattro maestri (Garzanti, 2020, pp. 496, anche e-book). Quattro maestri che nel loro insieme prefigurano un vero e proprio itinerario grazie al quale ognuno di noi può individuare il maestro più importante, il quinto maestro, quello che alberga dentro di noi, nel profondo della nostra interiorità. Vito Mancuso, infatti, partendo dalle antiche tradizioni spirituali e filosofiche dell’umanità, individua nel pensiero di queste quattro figure gli insegnamenti ancora validi e preziosi per noi, uomini e donne di oggi. La loro parola diventa così una guida decisiva per percorrere con maggiore consapevolezza i sentieri della nostra esistenza, convivere con il caos che ogni giorno sperimentiamo, e tracciare una strada nuova verso l’autentica pace interiore.

Chiediamo allora, per cominciare, a Vito Mancuso quali elementi accomunano figure all’apparenza tanto lontane come Buddha, Confucio, Socrate e Gesù:

«A mio parere sono accomunati da quella che chiamiamo 'ricerca spirituale', che consiste nel comprendere a chi consegnare la nostra libertà, quell’energia libera che possiamo chiamare coscienza morale, anima, mente. I miei quattro maestri sono quindi dei ricercatori, che hanno trovato cose diverse ma che erano accomunati anche dal metodo di ricerca. Un metodo basato sulla libertà. Tutti e quattro erano maestri liberi rispetto alle loro tradizioni. Erano persone che dicevano la verità anche se era scomoda e andava contro il conformismo. Erano quindi maestri liberi e capaci di liberare la mente di chi li ascoltava e li seguiva. E i loro seguaci avevano un tratto in comune: non erano sottoposti, ma discepoli, erano persone invitate ad accogliere la parola del maestro, farla propria e diventare come il maestro stesso. Gesù chiama i suoi discepoli 'amici' e l'amicizia contempla l'uguaglianza. Buddha paragonava il suo insegnamento a una zattera. Deve aiutare ad attraversare il fiume ma una volta arrivati a riva i discepoli non devono caricarsela sulle spalle ma camminare liberi. Esempi simili potremmo farli per Confucio e Socrate… tutti maestri liberi che miravano a generare libertà nei loro discepoli» …

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Etty Hillesum Huis

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Il video descrive il nuovo centro culturale presso la casa natale di Etty Hillesum a Middelburg, dove anche l'EHOC (Etty Hillesum Research Centre) si trasferirà a breve. Sostieni la campagna crowdfunding per restaurare gli spazi e farne un luogo di dialogo interdisciplinare dedicato  a Etty, al link :

Etty-Hillesum-huis [Link]

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I Quattro Maestri a Uomini e Profeti

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"CHE COS'È UN MAESTRO. I QUATTRO CARDINI DELLA SPIRITUALITÁ"CON VITO MANCUSO


Domenica 27 dicembre 2020 quarta puntata: GESÙ

Schermata 2020-12-28 alle 20.26.45Ultimo incontro del ciclo " Che cos'è un maestro.I quattro cardini della spiritualità" ideato e condotto dal teologo Vito Mancuso  sulle figure di quattro maestri della spiritualità mondiale: Socrate l'educatore, Buddha il medico, Confucio il politico, Gesu' il profeta. L'intento dell'autore é quello di ripercorrere l'azione di questi Maestri con l'obiettivo di acquisire conoscenze e motivazioni al fine di diventare sempre piu' consapevoli della nostra esistenza risvegliando in tal modo la nostra coscienza morale. L'ultima puntata é dedicata a Gesù. Letture di Giuseppe Cederna.

I Quattro Maestri – Gesù [Link]


Domenica 20 dicembre 2020 terza puntata: CONFUCIO

Schermata 2020-12-20 alle 13.40.54Terza  puntata del ciclo" Che cos'è un maestro. I quattro cardini della spiritualità" con il teologo Vito Mancuso sulle figure di quattro Maestri della spiritualità mondiale: Socrate l'educatore, Buddha il medico, Confucio il politico, Gesù il profeta. L'intento dell'autore é quello di ripercorrere l'azione di questi Maestri con l'obiettivo di acquisire conoscenze e motivazioni al fine di diventare sempre più consapevoli della nostra esistenza risvegliando in tal modo la nostra coscienza morale. Letture di Giuseppe Cederna.

I Quattro Maestri – Confucio [Link]

 


Domenica 13 dicembre 2020 seconda puntata: BUDDHA

1607703426998_51RiWHt6eL._AC_SY450_Seconda puntata del ciclo" Che cos'è un maestro. I quattro cardini della spiritualità" con il teologo Vito Mancuso sulle figure di quattro maestri della spiritualità mondiale: Socrate l'educatore, Buddha il medico, Confucio il politico, Gesù il profeta. L'intento dell'autore é quello di ripercorrere l'azione di questi Maestri con l'obiettivo di acquisire conoscenze e motivazioni al fine di diventare sempre più consapevoli della nostra esistenza risvegliando in tal modo la nostra coscienza morale. Il secondo incontro é dedicato a Buddha. Letture di Giuseppe Cederna.

I Quattro Maestri – Buddha [Link]


Domenica 6 dicembre 2020 prima puntata:  SOCRATE

SocratePrima puntata del ciclo" Che cos'è un maestro. I quattro cardini della spiritualità" con il teologo Vito Mancuso sulle figure di quattro maestri della spiritualità mondiale:  Socrate l'educatore, Buddha il medico, Confucio il politico, Gesù il profeta. L'intento dell'autore é quello di ripercorrere l'azione di questi Maestri con l'obiettivo di acquisire conoscenze e motivazioni al fine di diventare sempre più consapevoli della nostra esistenza risvegliando in tal modo la nostra coscienza morale. Il primo incontro é dedicato a Socrate. Letture di Giuseppe Cederna.

I Quattro Maestri – Socrate [Link]


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I Quattro Maestri, intervista a Vito Mancuso

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ABBIAMO BISOGNO DI MAESTRI PER RICOSTRUIRE LA NOSTRA ANIMA

a cura di Sara Ricotta Voza, per la Stampa tuttolibri

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I Quattro Maestri – Intervista [PDF]

Lo incontriamo in una bella libreria del centro di Bologna dove, forse perché città dotta e grassa da secoli, sembra ancora più normale trovare libri e cibo nello stesso posto. Lui guarda i cestini dei clienti riempiti di romanzi, fumetti, saggi, pane e vino e commenta che in fondo è tutto nutrimento, per il corpo e per la mente. Vito Mancuso è teologo e docente, molto amato e abbastanza contestato, tanto che nel suo sito personale, dopo biografia e pensiero, ha una sezione critiche. Lo accusano di creare confusione, di finire nel razionalismo e nello gnosticismo. Ha fatto parte del mondo cattolico, è stato sacerdote, poi dispensato e ora – in questo libro – si definisce «post cristiano».
Di tutto dibatte nei suoi tanti libri – alcuni sono bestsellers da 100.000 copie – dalla tesi di dottorato (summa cum laude) Hegel teologo, all'Anima e il suo destino in cui dichiara di non accettare alcuni dogmi della dottrina cattolica; da Il dolore innocente sull’handicap e Dio, a Il bisogno di pensare sulla filosofia. Ora con questo nuovo testo di oltre 500 pagine invita a conoscere i quattro maestri SoBuCoGe, ovvero Socrate, Buddha, Confucio e Gesù: l’educatore, il medico, il politico, il profeta. Di questi non propone sequela né imitatio, ma una conoscenza che possa rendere il lettore autonomo e risvegliare in lui il quinto maestro, cioè la coscienza.
C'è poi un altro maestro, senza un capitolo a sé ma presentissimo, ed è Vasilij Grossman, l'autore russo di Vita e destino a cui dedica il libro e di cui sembra andare a cercare negli altri maestri tracce della sua intuizione, ovvero la ricerca dell’«umano nell’uomo».
La scommessa finale – del libro e del nostro tempo – è che i giorni di Nietzsche (secondo Mancuso il cattivo maestro più influente oggi) diventino i giorni di SoBuCoGe. Doveva essere il titolo del libro, meno male che ha cambiato idea …

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I Quattro Maestri

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IquattroMaestri

«I quattro maestri nel loro insieme prefigurano un itinerario. La meta è il maestro più importante: il maestro interiore, il quinto maestro».

Socrate, l’educatore. Buddha, il medico. Confucio, il politico. Gesù, il profeta.

Risalendo alle antiche tradizioni spirituali e filosofiche dell’umanità, Vito Mancuso individua nel pensiero di queste quattro figure gli insegnamenti ancora validi e preziosi per noi, uomini e donne di oggi. La loro parola diventa così una guida decisiva per percorrere con maggiore consapevolezza gli impervi sentieri della nostra esistenza, convivere con il caos che ogni giorno sperimentiamo, e tracciare una strada nuova verso l’autentica pace interiore. Perché interrogando questi quattro grandi con sapienza e curiosità, e avvicinando a noi il loro profondo messaggio, saremo in grado di risvegliare il maestro da cui non possiamo prescindere: la nostra coscienza, il quinto maestro. Per diventare così consapevoli che la forza per definire le nostre vite è dentro di noi, e che possiamo essere noi stessi i creatori della nostra felicità.

Editore: Garzanti, Collana: Saggi, Pagine: 496. Anno edizione: 2020. In libreria da giovedì 05 novembre 2020 – EAN: 2000000043401

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Il Coraggio e la Paura

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Vito Mancuso Il Coraggio e la Paura, in libreria per Garzanti da giovedì 25 giugno 2020

Il Coraggio e la Paura

Il coraggio è l'antidoto della paura, ed è con il coraggio che riusciremo a essere migliori.

"La conoscenza di sé passa attraverso la conoscenza delle proprie paure. Scopri che paure hai e scoprirai chi sei”.

La paura è l’emozione che più di altre sta segnando in profondità questi giorni: ci toglie il respiro, ci costringe sulla difensiva e al contempo ci rende istintivamente più aggressivi. Ma avere paura, suggerisce Vito Mancuso, non è sempre un’esperienza totalmente negativa, e nelle situazioni estreme sa far emergere con più chiarezza la verità su noi stessi: è solo infatti quando realizziamo di essere incatenati che possiamo intraprendere il percorso verso l’autentica libertà. Riscoprendo la secolare saggezza che accomuna la grande spiritualità orientale, la filosofia classica e gli insegnamenti della tradizione cristiana, Mancuso dimostra che il contatto con il pericolo può farci comprendere chi siamo: una mente impaurita, senza dubbio, ma in potenza anche un cuore che supera il timore, ed è capace di conoscere e poi sconfiggere con il coraggio i pericoli della realtà. Noi siamo paura, ma possiamo diventare coraggio e riuscire così a essere migliori.


Informazioni bibliografiche sul libro: Il Coraggio e la Paura; Autore: Vito Mancuso; Editore: Garzanti; Collana: Saggi. Data di Pubblicazione: giovedì 11 Giugno ‘2020 – Genere: etica ISBN-10: 8811816475 ISBN-13:  9788811816478

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Quante Storie – Il Coraggio e la Paura

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La paura, sentimento dominante di questi ultimi mesi, riesce nello stesso tempo a metterci sulla difensiva e a farci diventare aggressivi. Ma per il teologo Vito Mancuso, ospite di Quante Storie, la paura può anche aiutarci a far emergere la verità su noi stessi e a scoprire il nesso profondo che lega il coraggio alla conquista della libertà. Una proposta per uscire dal timore del contagio attraverso una nuova saggezza, capace di coniugare spiritualità orientale, filosofia classica e insegnamenti della tradizione cristiana. È possibile rivedere la trasmissione seguendo il link sotto:

Vito Mancuso – Il Coraggio e la Paura RaiPlay [Link]

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Così fragili, non siamo superiori alla natura

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A causa del virus ha perso anche lui un parente che viveva nella sua Brianza, ma invita a non disperare.
intervista di Dario Crippa per il Giorno

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È considerato uno nei teologi e dei filosofi più originali, profondi e fuori dagli schemi. Nato e cresciuto in Brianza, già docente universitario e autore di decine di libri, Vito Mancuso può aiutare a interpretare una delle più grandi crisi dal Dopoguerra.

Dal punto di vista di un filosofo e un teologo, quanto sta accadendo può insegnare qualcosa all’uomo?

«Ferma restando la pietà per le sofferenze e le tante tragedie che si sta trascinando dietro questa pandemia – io stesso ho perso di recente una cugina in Brianza – non so se tutto questo può essere un momento di grande insegnamento oppure no, dipende da come le persone decidono di reagire. Perché se per molti quanto sta accadendo è un spunto di riflessione, altri sono più recalcitranti e a loro non insegnerà nulla» …

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Stiamo già cambiando

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Vito Mancuso ad Huffpost: «Una nuova spiritualità sta nascendo» – «Chi chiede di aprire le Chiese fa parte di quel genere di uomini che hanno sempre usato Dio per i loro traffici terreni».

Intervista di Nicola Mirenzi per Huffpost 12 aprile 2020

Huffingtonpost [Link]

Vito Huffpost

Dal punto di vista spirituale: “Questa può essere la più autentica di tutte le Pasque che abbiamo celebrato fin qui, anche se non potremo andare a messa, né uscire di casa”. La ragione, secondo Vito Mancuso, teologo e scrittore, è inscritta nella parola: “Pasqua è un termine di origine ebraica. Gli studi più accreditati concordano nel dire che significhi ‘saltare’, dal gesto che l’angelo del Signore compì quando – in Egitto – passò davanti alle case degli ebrei, segnate dal sangue dell’agnello: le saltò, risparmiando la vita ai loro primogeniti. Oggi, la passione che sta vivendo il mondo ci passa dentro, ci attraversa, ci segna a fondo. E segnandoci, ci insegna che la vita è un nodo che intreccia due funi: una che è fatta di piacere, gioia, felicità; l’altra di dolore, disperazione e malessere. È una dialettica che hanno ben chiara tutte le religioni del mondo, e tutte le grandi filosofie. Stavolta, però, il salto dobbiamo farlo noi, scegliendo quale di queste due parti che compongono la vita vogliamo privilegiare”.

Autore di libri che sono riusciti a porre interrogativi religiosi al grande pubblico, Mancuso rifiuta molte delle metafore usate in queste settimane per descrivere la condizione in cui ci troviamo: “Non siamo né in guerra, né siamo rinchiusi in una cella come i detenuti”. Non nega che ci sono persone che si possono sentire prigioniere nello spazio angusto del proprio appartamento. Ritiene che anche così si può essere liberi: “La libertà non è uno stato definito: è un processo. Fino a poche settimane fa, potevamo fare quello che volevamo. Andare in giro, al cinema, a cena, a casa di amici. Eppure eravamo pieni di costrizioni, di imperativi, di cui nemmeno ci rendevamo conto”.

A cosa si riferisce?

Al fatto che gli esseri umani sono condizionati dal proprio corpo (è sano o malato?) dalla sociologia (sono ricchi o poveri?) dalla geografia (vengono dal nord o dal sud del pianeta?) e da tantissime altre cose. Anche prima di adesso, eravamo chiusi nella casa del nostro io, nella casa della nostra cultura, nella casa della nostra identità, nella casa delle nostre paure …

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Pandemia, dalla crisi al rilancio della coscienza morale

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Che cosa ci ha portato in questa situazione? E dove ci porterà in futuro? In questo piccolo video, registrato per la trasmissione Atlantide (La7), il prof. Vito Mancuso riflette su cause e conseguenze della pandemia; dopo averne individuato quattro, (tutte vere e false al contempo), e aver rifiutato l’ipotesi di una sola all’origine dell'epidemia, conclude che è solo la riscoperta di una rinnovata coscienza morale, a livello individuale e collettivo, la prospettiva in grado di riformulare e garantire un futuro migliore per gli esseri umani ed il pianeta.

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I giorni del congiuntivo – Video

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5 aprile, domenica delle Palme 2020 – Nel mezzo della quarantena causata dall'emergenza coronavirus, il prof. Vito Mancuso legge un suo articolo pubblicato qualche giorno prima su Repubblica; I giorni del congiuntivo.

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I giorni del congiuntivo

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Il pensiero e la preghiera

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I milioni di persone davanti alla tv per il Papa e per il rosario segnalano un bisogno di pregare che forse si riteneva superato. Ma cosa significa pregare? Nel 1916 Wittgenstein si trovava sul fronte orientale della Prima guerra mondiale mentre si scatenava il più grande attacco nemico, la cosiddetta Offensiva Brusilov. In mezzo a perdite altissime la sua azione ebbe un certo rilievo, visto che il 1° giugno venne promosso caporale e il 4 decorato. Pochi giorni dopo, l’11, colui che diventerà uno dei più grandi logici e filosofi del Novecento, annotava: “Il senso della vita, cioè il senso del mondo, possiamo chiamarlo Dio… Pregare è pensare al senso della vita”. Nelle trincee del fronte, tra il sangue e la sporcizia, Wittgenstein pregava pensando al senso della vita …

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ANDRÁ TUTTO BENE gli scrittori al tempo della quarantena

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UN GRANDE PROGETTO DI SOLIDARIETÀ E CREATIVITÀ FIRMATO DA 25 SCRITTORI

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Andrà tutto bene Garzanti [Link]

25 racconti, 25 sguardi su questi giorni sospesi, per raccontare, interrogarsi e capire

Milano, 3 aprile 2020 – Andrà tutto bene è un progetto editoriale nato dall’iniziativa deI Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) che ha invitato alcuni scrittori delle sue case editrici a raccontare il difficile periodo che stiamo vivendo. Ne è nato un ebook ANDRÀ TUTTO BENE – Gli scrittori al tempo della quarantena (pubblicato da Garzanti) i cui proventi verranno interamente devoluti all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

C’è chi ha voluto parlare delle sue giornate, delle routine consolidate, delle novità che strappano un sorriso. Di convivenze forzate, come di distanze dalle persone care che sembrano insormontabili. C’è chi racconta di vicini sconosciuti che non lo sono più e del lavoro che cambia nei suoi strumenti ma non nella sua sostanza. Altri affidano le riflessioni su questi strani giorni alla voce dei personaggi amatissimi che hanno creato. Un filo sottile di ottimismo e di speranza attraversa tutti questi racconti con la consapevolezza che, alla fine di questo periodo, la solidarietà sarà il valore che porteremo con noi.

“Sono orgoglioso di questo progetto, accolto con entusiasmo da tutte le case editrici del gruppo, dai suoi collaboratori e dai suoi autori” – dichiara Stefano Mauri, Presidente del Gruppo editoriale Mauri Spagnol. “Sappiamo che è un periodo duro, che questa situazione ci imporrà sacrifici economici, ma siamo anche convinti che la creatività non si ferma per decreto. Da qui l’idea di impegnarsi a descrivere un momento così speciale nella storia del nostro Paese e del mondo per aiutare concretamente l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – epicentro di questo inferno – al quale andranno tutti i ricavi, non solo degli autori, ma anche dell’editore e di molti distributori e negozi online. Speriamo che con questo piccolo gesto, comprando o regalando l'ebook, i lettori rendano un grande contributo a chi più soffre. È un auspicio e un augurio.”

Gli autori che hanno partecipato al progetto: Ritanna Armeni, Stefania Auci, Barbara Bellomo, Gianni Biondillo, Caterina Bonvicini, Federica Bosco, Marco Buticchi, Cristina Caboni, Donato Carrisi, Anna Dalton, Giuseppe Festa, Antonella Frontani, Enrico Galiano, Alessia Gazzola, Elisabetta Gnone, Massimo Gramellini, Jhumpa Lahiri, Florence Noiville, Clara Sánchez, Giada Sundas, Silvia Truzzi, Ilaria Tuti, Hans Tuzzi, Marco Vichi, Andrea Vitali.

L’ebook Andrà tutto bene (in preorder in tutti gli store online da oggi) sarà in vendita dal 9 aprile al prezzo di 9,99 euro.

Per informazioni: ufficiostampagems@maurispagnol.it

Gli autori [PDF]

Comunicato Stampa [PDF]

Nota dell'editore Stefano Mauri [PDF]


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Stando a casa, riscopriamo le cose che contano

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Trasmissione televisiva Porta a Porta

Intervista al prof. Vito Mancuso di Romina Vinci, 29 Marzo 2020

Spazio50 – [Link]

Limitazione degli spostamenti,  radicale cambiamento dello stile di vita quotidiano, gestione degli spazi domestici, organizzazione del tempo libero… Cosa stiamo imparando dalla condizione in cui siamo costretti a vivere in questo periodo in cui siamo tutti impegnati a contenere il contagio da Coronavirus? Come sta cambiando la nostra percezione della realtà? Lo abbiamo chiesto a Vito Mancuso, teologo e filosofo, uno dei massimi pensatori contemporanei con cui abbiamo cercato di rileggere i valori che si stanno mettendo in campo alla luce di quanto accade oggi.

l Vescovo di Milano in diretta streaming dalle guglie del Duomo  riceve migliaia di visualizzazioni. Su WhatsApp si organizzano  gruppi di preghiera e rosari collettivi. In alcuni paesi i parroci hanno esposto la statua del Santo Protettore come segno di speranza. Professor Mancuso, si può dire che, una grande fetta dell’Italia, in questi giorni stia riscoprendo la fede?

Non lo so se si tratti di una grande fetta o meno, il discorso è che, in questi giorni, tutti abbiamo bisogno di attingere alle nostre sorgenti di forza morale, per generare coraggio. I credenti, le persone che si richiamano alla visione cristiana del mondo, o anche ad altre spiri-tualità, trovano la loro sorgente interiore nella fede. Per questo non mi stupisco che ci siano persone che sentano l’esigenza di ascoltare parole di conforto spirituale, come quelle del vescovo di Milano. Allo stesso modo, non mi stupisce l’uso improprio di questo bisogno di spiritualità …

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Appello ai lettori della casa editrice Pentàgora

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Ci permettiamo di contattarvi per chiedervi un aiuto, qualora lo riteniate possibile.

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Come potete immaginare questo blocco forzato sta causando delle difficoltà inimmaginabili alla attività delle piccole case editoriali. Senza l’apporto della vendita libraria la nostra esistenza di piccoli editori è messa a dura prova. Stiamo fortemente temendo per il nostro futuro, essendo molto piccoli, e questo rattrista molto; rattrista non tanto per gli aspetti economici che certamente sono importanti, ma per il valore del progetto che abbiamo costruito in questi anni. Se avete avuto modo di vedere le nostre pubblicazioni, la qualità degli scritti dei nostri autori,  pensare che tutto questo patrimonio possa andare perduto, che libri di valore non vengano più pubblicati, ci sta facendo perdere il sonno da settimane.
Da febbraio c’è stato un crollo totale delle vendite e a questo stiamo cercando di reagire con tutti i mezzi, pochi, a nostra disposizione. Molti amici, collaboratori, autori e semplici amanti della buona letteratura si stanno mobilitando per spingere le vendite sul nostro sito in modo da garantire un minimo di continuità e riaccendere un po’ di speranza.
Abbiamo creato un coupon di offerta per il quale come editori regaliamo le spese di spedizione con piego di libro raccomandando un acquisto minimo di due. In tanti stanno rispondendo ma purtroppo non sono ancora abbastanza, per questo ci siamo permessi di disturbarvi con questo appello, per chiedervi se fosse possibile aiutarci a divulgare attraverso i vostri contatti questa piccola, ma per noi importantissima, promozione.

Vi alleghiamo dei link che stiamo diffondendo su Instagram e Facebook dove si presenta la promozione. Qualora lo riteniate opportuno potete divulgarli via mail, diffonderli sui social o in qualsiasi altro modo.

Grazie a tutti per l’attenzione, un caro saluto.

Massimo Angelini, Alessio Delfino, e tutti gli amici che fanno vivere Pentàgora.

Pentàgora Edizioni [Link]

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Pentàgora Edizioni Pagina Istagram [Link]

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Custodire il bene comune può salvarci dalla pandemia?

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Il teologo e filosofo Vito Mancuso risponde alle nostre domande sul significato della parola del momento e ci offre un “vaccino” per l’anima.

Intervista di Rosy Matrangolo per Crescita Personale 20.3.2020

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Sappiamo tutto sul coronavirus: come e quando si è originata l’epidemia, con che tempi si espande, come si manifesta e come limitare il suo propagarsi. Abbiamo familiarizzato con gli andamenti statistici e le cifre di quest’emergenza sanitaria. Ma Covid-19 è solo l’ultima delle calamità che da sempre spaventano l’anima: la paura morde gli uomini e quando non incute rispetto, minaccia terrore. Ne abbiamo parlato con Vito Mancuso, teologo e filosofo già docente all’Università degli Studi di Padova e all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, oggi scrittore di successo.

Siamo abituati a pensare a calamità ed epidemie come espressioni di una volontà superiore. Perché?

Fin dall'antichità gli esseri umani hanno avuto consapevolezza di essere al cospetto di potenze più grandi delle loro forze e questo è il motivo che ha portato i popoli di tutti i tempi a parlare di divinità cui compete la responsabilità di quello che sfugge al controllo dell'uomo, nel bene e nel male. Nella tradizione classica le malattie o i venti contrari che non facevano partire le navi erano considerate avversità originate dagli dei secondo diverse letture: erano castighi inviati dall’alto, ma potevano anche essere considerati come segnali, avvertimenti per gli uomini. Nel libro “Il dolore innocente. L’handicap, la natura e Dio” ho sondato le spiegazioni delle diverse dottrine di fronte alle malattie genetiche, “epidemie” nate nel ventre materno: Cicerone ricordava come questi infanti venissero chiamati mostri proprio perché in loro era mostrato quale fosse il volere divino.
Il Cristianesimo non si distingue dall’ipotesi classica: anche qui le epidemie erano viste come punizioni, segnali, o ancora come prove per rafforzare o purificare la fede. Nel ’53 Don Gnocchi scrisse “La pedagogia del dolore innocente” a rimarcare l’aspetto dell’insegnamento che dalla calamità si può trarre.  Questo aspetto è presente nelle religioni semitiche e abramitiche. Ho letto, proprio a riguardo del Coronavirus, di un Imam iraniano che avrebbe giustificato come questo virus si sia diffuso in Cina perché Paese che discrimina la religione musulmana e pare che adesso proprio questo Imam sia stato colpito dalla stessa malattia. La mente ha bisogno di trovare una spiegazione. In questi giorni mi sono imbattuto in teorie secondo cui questa pandemia sarebbe frutto della ribellione della Terra contro l'imperversare dell'antropocentrismo, contro gli esseri umani che sono troppi, vivono male e inquinano. E’ una versione riveduta della teoria del castigo da parte della “religione” dei nostri giorni: in questo caso la potenza più grande che infligge il castigo è Gaia, la Terra. Ed ecco che si è ottenuta una spiegazione …

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Andare oltre la paura

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La paura è l’emozione negativa che sorge d’istinto dentro di noi a seguito delle informazioni di pericolo captate dalla mente. Essa genera in chi la prova tre possibili reazioni: 1) la difesa e la conseguente aggressività; 2) la fuga; 3) l’immobilizzarsi come pietrificati. Questo è quello che pensiamo noi della paura, ma per gli antichi essa era molto di più: era un dio o era mandata da Dio, e per questo occorreva averne rispetto, riverenza, «timore e tremore» ammoniva Paolo di Tarso. Si legge nell’Iliade: «Ares massacratore marcia alla guerra, e lo segue suo figlio, Phobos intrepido e forte, che incute paura persino al guerriero più impavido» (XIII, 298-300). Phobos, da cui fobìa, è la personificazione della nostra paura, del nostro terrore. In un’iscrizione votiva di Selinunte del V secolo a.C. egli è posto subito dopo Zeus e prima di tutti gli altri dèi, mentre nella bellicosa Sparta vi era persino un tempio per il dio della paura …

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Riscoprire la virtù

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L'urgenza di educarsi ed educare a essere migliori

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Intervista a Vito Mancuso DIDA 4-2020 [PDF]

Nel suo ultimo libro, La forza di essere migliori, Vito Mancuso va a riscoprire le quattro virtù cardinali nelle nostre radici culturali classiche e cristiane, offrendo una nuova prospettiva di senso per la nostra vita. «Viviamo secondo un modello di sviluppo che adora gli oggetti, non la lettura, la cultura, la partecipazione sociale e politica. Consumiamo, inquiniamo, ma così devastiamo noi stessi e il nostro pianeta. Essere migliori è diventato quindi un’urgenza, e il lavoro etico e spirituale una necessità non rimandabile». Lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione che ne ha fatto presso la sede Erickson per esplorare alcune delle tantissime riflessioni ed emozioni che il suo libro suscita.

A ottobre è uscito il suo nuovo libro La forza di essere migliori. Qual è il senso del libro e perché ha sentito la necessità di scriverlo ora?

Il libro nasce in un momento di sconforto vissuto camminando per la mia città, Bologna. Un senso di sconforto rispetto alla società civile, all’Italia in particolare. Ho sentito l’urgenza di fare qualcosa e intervenire. In prima battuta, ho considerato l’idea di impegnarmi nel volontariato, ma ragionando ho capito che potevo offrire qualcosa di più peculiare. Allora ho organizzato, a titolo del tutto volontario, un laboratorio di etica a cui le persone potevano iscriversi pagando una cifra irrisoria. Inizialmente pensavo che avrebbe partecipato al massimo un centinaio di persone, poi invece siamo arrivati a quasi 400, e abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni perché il numero di persone continuava ad aumentare. Dalle lezioni di questo laboratorio ha preso corpo questo libro, incentrato sulle virtù cardinali perché sono forze che riguardano ogni essere umano in quanto tale, che voglia essere giusto con se stesso e con gli altri.

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Febbraio – marzo 2020, Laboratorio di Etica al Mast di Bologna

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TORNA IL LABORATORIO DI ETICA DI VITO MANCUSO,
QUATTRO APPUNTAMENTI PER LEGGERE LA CONTEMPORANEITÀ

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Dopo il successo della prima edizione dedicata alle virtù cardinali, il Laboratorio di Etica di Vito Mancuso torna a Bologna negli spazi dell’Auditorium della Fondazione MAST con un ciclo di quattro lezioni per approfondire il ruolo di Socrate, Buddha, Confucio e Gesù, i Grandi Maestri all’origine delle diverse tradizioni etiche e spirituali dell’umanità.

Ogni incontro si aprirà con una introduzione filosofica di Mancuso, cui seguirà l’interpretazione e il commento di Armando Buonaiuto, uno dei protagonisti del pensiero contemporaneo e curatore della rassegna culturale “Torino Spiritualità”. I due si confronteranno sulla figura presa in esame per poi aprire il dibattito al pubblico, che potrà così approfondirne ogni aspetto.

Il laboratorio, curato e promosso da Elastica, prenderà il via il 3 febbraio per quattro lunedì, dalle ore 18.00 alle 20.00, con cadenza quindicinale (3 e 17 febbraio, 2 e 16 marzo 2020 dalle ore 18.00 alle 20.00).

Ospitato dalla Fondazione MAST – Manifattura di arti, sperimentazione e tecnologia, e si rivolge a tutti coloro che intendono approfondire l’approccio teologico e filosofico alla contemporaneità: professionisti che cercano un senso etico nel proprio lavoro, insegnanti, educatori, studenti verso un grado di specializzazione, cittadini consapevoli e partecipativi.

MAST.Auditorium Via Speranza 42, Bologna. Per ulteriori informazioni:

www.elastica.eu

Per iscrizioni:

Iscrizioni Laboratorio di Etica 2020 [Link]

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La sfida è essere migliori e non i migliori

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Il teologo e filosofo offre una visione ampia, diffusa, ecologica della mente, intesa come quella ragione che guida tutti i viventi e ne regola l’esistenza.

Articolo di Lucia De Ioanna su Repubblica Parma del 13 dicembre 2019

"So che si può vivere non esistendo,
emersi da una quinta, da un fondale".

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A partire da questi versi di Montale, Vito Mancuso, teologo e filosofo, ospite al Palazzo del Governatore per presentare la sua ultima opera, La forza di essere migliori (Garzanti), in un incontro promosso dalle biblioteche del Comune di Parma e l'assessorato alla Cultura nell’ambito della rassegna A Natale, un libro…, introduce la differenza radicale tra lasciarsi vivere, seguendo catene necessarie ed affezionandosi a quelle catene, ed esistere, assumendo su di sé il rischio della libertà …

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La forza di Essere Migliori

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«La qualità della nostra vita interiore, il valore di ciò che siamo dipendono da noi e illuminano il nostro destino».

Viviamo secondo un modello di sviluppo che adora gli oggetti, non la lettura, la cultura, la partecipazione sociale e politica. Consumiamo, inquiniamo, ma così devastiamo noi stessi e il nostro pianeta. Essere migliori è diventato quindi un’urgenza, e il lavoro etico e spirituale una necessità non rimandabile. Ma come far na­scere, in noi, il desiderio di praticare il bene? Dove trovare una motivazio­ne che sappia liberarci dalle catene dell’effimero/della società, una forza motrice che dia impulso al nostro costante bisogno di guarigione e al nostro infinito desiderio di bellezza? Riscoprendo le nostre radici che affondano nella cultura classica e nella tradizione cristiana Vito Mancuso ci accompagna in viaggio lungo il sentiero delle quattro virtù cardinali, e offre una nuova prospettiva di senso per le nostre vite in balìa dei tumultuosi venti dell’esistenza. Perché solo colui che non cerca più di vincere e di prevalere, ma recupera il senso profondo dell’essere forte, saggio e temperante, può infine essere giusto, e fiorire in armonia con il mondo.

Vito Mancuso «LA FORZA DI ESSERE MIGLIORI» Garzanti Editore, Collana: Saggi, Anno edizione: 2019, in commercio da lunedì 14 ottobre; Pagine: 368 p., Rilegato EAN: 9788811675730 – ISBN 978-88-11-67573-0

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Essere migliori si deve, si può

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grazie a quell’energia interiore che chiamiamo coscienza
Intervista al prof. Vito Mancuso di Patrizia Danzè per la Gazzetta del Sud mercoledì 27 novembre 2019

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Intervista a Vito Mancuso [PDF] Gazzetta del Sud Vito Mancuso 27 novembre 2019

Sente l’urgenza della questione antropologica, avverte il forte malessere sul tema “uomo”, sulla disaffezione che ci contagia, il professor Vito Mancuso, teologo e filosofo, perciò nel suo ultimo libro “La forza di essere migliori” (Garzanti), che segue a “Il coraggio di essere liberi”, “Il bisogno di pensare” e “La via della bellezza” (tutti Garzanti), dopo libertà, pensiero, bellezza, riflette sulle virtù. Se la vita etica – scrive nel capitolo dedicato alla coscienza – è un laboratorio e se avere una teoria è la prima condizione per compiere un esperimento, a partire dalla teoria con la quale sostiene il primato del bene e quindi della necessità che vi sia un soggetto capace di bene, analizza, come uno sperimentatore, cosa sia la coscienza, per giungere a sostenere la possibilità della coscienza morale e dell’azione responsabile. Ecco, la responsabilità, una virtù tra quelle analizzate da Mancuso – che domani incontrerà il pubblico messinese al Salone delle Bandiere, alle 17.30, su iniziativa della Piccola Comunità Nuovi Orizonti (che promuove il ciclo di seminari “I lunedì della parola” assieme al Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina, al Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, all’associazione Mons. Oscar Romero, alla Chiesa Valdese di Messina, al Segretariato per le Attività Ecumeniche e al Movimento Eucaristico Giovanile di Messina), di cui sentiamo l’urgenza per la stessa nostra sopravvivenza sul pianeta. E come diventare responsabili? Acquisendo la forza di essere migliori, praticando il bene, assumendo un comportamento etico, perché «l’etica è paragonabile a un ponte tra il singolo e il mondo, e il suo compito è anzitutto la costruzione di tale ponte».

Professore, essere migliori, diventare migliori è diventata un’urgenza per la nostra sopravvivenza sul pianeta. Ma come si acquisisce la forza di esserlo?

«La mia convinzione è che il primo passo è comprendere che dobbiamo diventare migliori, e comprenderlo non è per nulla scontato. Bisogna capire di essere in difetto o nella colpa o nel peccato, comunque si voglia dire, questo il primo passo; non puntare sempre e solo il dito fuori di noi, indignandoci per la famiglia, per la scuola, per la politica, per la finanza, per l’ambiente. Bisogna rientrare in sé per farlo. E la coscienza morale consiste proprio in un fatto cognitivo: una volta compiuto questo passo, è da qui che bisogna attingere motivazione, energia, trovare il carburante per alimentare questa pompa. Quindi due sono i passaggi: il primo è la guarigione. Quando si capisce che si sta male, quello è l’inizio per voler guarire. Essere migliori significa voler guarire, non essere prigionieri del male, non essere cattivi. Le parole rivelano molto e il nostro “cattivo” che deriva dal latino “captivus” ci dice molto sul fatto che il male ci imprigiona, il bene ci fa sentire migliori. Il secondo passaggio, strettamente legato al primo, è la bellezza, il fatto estetico che diventa fondamento del fatto etico».

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Vito Mancuso spiega la forza di Essere Migliori

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Il teologo alla Libreria Erickson di Trento per presentare il suo nuovo libro.

«Dovrebbe esistere un’igiene della dimensione interiore, dovremmo “ripulirci” ogni giorno». Intervista di  Fausta Slanzi su il Trentino 20 novembre 2019

Vito Mancuso intervista 20.11.2019 [PDF] Intervista 20 novembre [PDF]

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«Nasce da una presa di consapevolezza della gravità della situazione etica, psichica, civica e politica nella quale l’Occidente in generale e l’Italia sono sprofondati e la mia convinzione è che non meritiamo questa condizione. L’essere umano ha la capacità di essere migliore di lavorare, di migliorarsi, quando questo avviene effettivamente è in grado di cambiare le cose fuori di lui e dentro di lui. Quindi l’insieme di queste due cose e una situazione di vero e proprio pericolo che la coscienza morale sta correndo assieme alla consapevolezza che la coscienza morale esiste ed è in grado di migliorare, hanno prodotto questo libro», così Vito Mancuso che oggi, 20 novembre, alle 18 sarà a Trento alla Libreria Erickson per presentare “La forza di essere migliori” edito da Garzanti.

Che cos’è per Vito Mancuso la coscienza morale?

È la terza produzione di una centrale di elaborazioni di informazioni che esiste dentro di noi. Abbiamo, rispetto a noi stessi e rispetto all’ambiente tre decisive esperienze mentali: la prima è la cognizione (cosa abbiamo, dove siamo, dove andiamo, di cosa abbiamo bisogno, quali sono gli amici, i nemici, le occasioni propizie e quali quelle da cui fuggire), questo primo elemento della coscienza come elaborazione dell’informazione la condividiamo con tutti i viventi (le elaborano gli animali, le piante, alla loro maniera, ogni essere vivente elabora informazioni sennò non potrebbe vivere). Poi esiste il secondo momento della coscienza che è l’autocoscienza: quando ci scopriamo come un io con un carattere, personalità, sentimenti, affetti e ci scopriamo come irriducibili rispetto all’ambiente, come soli e non vuol dire necessariamente isolati unici, irriducibili. Ciascuno sente di essere un io e per quanto legato agli altri capisce anche che questi legami non sono tali da esaurire completamente la sua esperienza del mondo e questa è l’autocoscienza. Poi c’è un terzo momento nel quale capiamo che le nostre azioni hanno una qualità relazionale variabile che può essere una qualità buona, una qualità cattiva. Noi capiamo quando siamo trattati bene e quando siamo trattati male, quando trattiamo male gli altri e quando li trattiamo bene. Capiamo quando siamo oggetto di un’ingiustizia o quando, al contrario, siamo trattati con giustizia. Questa cosa si chiama coscienza morale.

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Un viaggio lungo il sentiero delle quattro virtù cardinali

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La forza di Essere Migliori

un libro che, attraverso la riscoperta delle nostre radici, accompagna il lettore in un viaggio lungo il sentiero delle quattro virtù cardinali offrendo una nuova prospettiva di senso.
Recensione di Angela Pes per Green Planet News

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«Viviamo secondo un modello di sviluppo che adora le cose; non la coltivazione dell’intelligenza, non la lettura, non la cultura, non la partecipazione politica consapevole e competente, ma le cose, gli oggetti, i beni di consumo. I nostri ragazzi sono orientati d’istinto dal clima culturale che respirano a pensarsi in funzione degli oggetti che hanno e non dei pensieri che pensano. Siamo sempre più consumatori, sempre meno esseri pensanti. E quindi consumiamo il nostro pianeta. Lo spolpiamo. Lo inquiniamo. Lo devastiamo. Ne compromettiamo gli equilibri che reggono gli ecosistemi. Per quanto ancora?»

Quanto può essere difficile agire in modo giusto? E quanto può essere realizzabile la giustizia oggi? Dal libro si evince quell’urgenza di un ritorno alla dimensione etica e a quelle domande che forse, troppo spesso negli ultimi tempi, sono state trascurate a favore di qualcosa di diverso, qualcosa che nella nostra società ha assunto una maggiore importanza. Un ritorno a partire dalla riscoperta delle quattro virtù cardinali che come scrive lo stesso Mancuso, sembrano ormai esser state dimenticate, nell’oblio.
Perché allora ripensarle? come potrebbero essere concretamente realizzabili in una società che sempre di più si spinge unicamente verso il consumo, il proprio interesse e l’essere i migliori, prevaricando sugli altri senza pensare, invece, a migliorare sé stessi. Migliorarsi come persone e non rispetto agli altri. Potrebbe essere la soluzione che cerchiamo? Questi i temi e i problemi affrontati da Mancuso nel suo ultimo libro …

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La salute integrale

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Il nostro primo dovere consiste nello stare bene. Non nel fare, ma nello stare. Se viene meno l’adempimento di questo primo dovere, non si giunge a un’armonia con se stessi e tutto quello che consegue, per quanto esteriormente impeccabile, sarà inevitabilmente macchiato da invidie, superbie, paure e quindi tale da generare malessere. Star bene però non è per nulla facile, in pochi ci riescono, i più non stanno bene, per rendersene conto basta guardare. Il motivo di questa difficoltà risiede nel fatto che il concetto di salute umana è molto articolato, così come lo è la costituzione umana. Un essere umano è corpo, psiche e spirito (intendendo con spirito la condizione della libertà) e quindi la sua salute si esprimerà sempre a un triplice livello come salute del corpo, della psiche e dello spirito. Stare bene implica perciò la coltivazione di questa visione di salute integrale.

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Piergiorgio Odifreddi e Vito Mancuso, dialogo sull’infinito

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Padova; nell'ambito del festival SOLIDARIA 2019, il 26 settembre si è svolto l'incontro "Dialogo sull’Infinito: tra teologia e matematica” con Vito Mancuso – teologo, e Piergiorgio Odifreddi – matematico, e la moderazione di Giovanni Realdi – insegnante.

A 200 anni dalla scrittura de L’Infinito di Leopardi ci sembrava importante confrontarci su cosa possa significare oggi porre lo sguardo verso quell’ultimo orizzonte che il “guardo esclude”. Che ci si affidi ad una prospettiva teologica o ad una istanza profondamente laica, propria delle “scienze esatte”, è possibile indugiare sulla realtà andando oltre le apparenze del quotidiano; un’occasione per guardare in modo diverso ciò che ci circonda. Il video è stato realizzato dai ragazzi dell'Istituto Valle di Padova.

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Betlemme

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Quel luogo tra mito e storia che ha segnato l’Occidente

È controverso che vi sia nato Gesù, ma i vangeli di Matteo e Luca, sia pure in date diverse, ne attestano l’evento. Ma quale significato attribuirgli oggi?

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Trovandomi a Betlemme la notte del 25 dicembre di 2018 anni fa con una telecamera, potrei registrare qualcosa? Me lo chiedo perché la peculiarità che il cristianesimo si attribuisce rispetto alle altre religioni è la storicità. Mentre la Torah e il Corano esistevano prima della storia, e nella storia semplicemente si manifestano, le sacre scritture cristiane nascono come registrazione di un evento storico senza il quale non sarebbero sorte. Per l’ebraismo e l’islam il messaggio (Torah e Corano) è più importante del messaggero storico (Mosè e Maometto); per il cristianesimo, invece, il messaggero storico (Gesù) è più importante del messaggio (Vangelo). Anzi si può dire che il messaggio cristiano consiste nel messaggero stesso, nella peculiare identità di quest’ultimo, un’identità – ecco il punto – che si viene a costituire nella storia e come! storia. L’essenza del cristianesimo consiste nell’incontro storico tra l’eternità di Dio (il Verbo, il Logos) e la carne dell’uomo, un incontro così concreto da generare una persona precisa (Gesù) e da avvenire in un punto altrettanto preciso del tempo (anno zero) e dello spazio (Betlemme) … 

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Convegno Alta Formazione in Psicosintesi 2019

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Firenze domenica 2 giugno, 5° Convegno Nazionale di Counselling in Psicosintesi – Counselling: TRA DESIDERIO ED ATTUAZINE BUONE PRATICHE NEL MODELLO PSICOSOMATICO. Con la partecipazione di Piero Ferrucci psicoterapeuta e filosofo, e Vito Mancuso.

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Sulla Via della Bellezza, Vito Mancuso a San Galgano

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“Cosa siamo?”. La “bellezza” è “una forza diretta al bene comune: essa dilata la nostra energia”: ripensando al nostro rapporto con il pianeta, come umanità stiamo rischiando di fallire, perdendo il nostro “essere sapiens” torniamo ad essere solo “faber e consumens”: “la via della bellezza è la via della salvezza”. Sono le parole conclusive del filosofo Vito Mancuso nella conferenza da lui tenuta il 5 luglio nell'Abbazia di San Galgano a cura delle logge senesi del Grande Oriente d’Italia “Arbia” (138), “Montaperti” (722), “Salomone” (758), “Ormus (1090) e Agostino Fantastici (1472). Le conclusioni sono state del Gran Maestro Stefano Bisi.

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Note Anti Ego

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Intervista al prof. Vito Mancuso di Marina Toffetti pubblicata su Classic Voice n°240, maggio 2019 Note anti Ego [PDF]

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La musica è logos e relazione. Ma anche un sacramento che ci cambia: totale attenzione all’oggetto che si ascolta e dimenticanza di sé. Lo spiega Vito Mancuso mettendola al centro del suo ultimo libro.

«Non è la prima volta che la musica irrompe negli scritti del teologo Vito Mancuso: in "Io e Dio" si era affacciata insieme ad altre “forme mediante cui giunge a espressione la dimensione spirituale”, e nel suo ultimo libro (La via della bellezza, Milano, Garzanti) si è guadagnata un intero capitolo in cui è qualificata come la bellezza più misteriosa. Se dunque “la bellezza è la via della salvezza”, la musica è una via privilegiata? Lo abbiamo chiesto direttamente all’autore».

Lei ha scritto: “Io credo che la musica rappresenti una percezione altissima dell'essere, e che in essa si esprima forse nel modo più intenso che cosa significa e cosa comporti vivere da essere umani”. Perché?

«Perché ciò che si contrassegna più intimamente, più ancora che la ragione, è il sentimento. La filosofia ti fa capire il sentimento, ma arriva dopo; prima arriva l'arte a farti vibrare, sentire, esperire, e chi scende più in profondità fra tutte le arti per me è proprio la musica. Quando ascolto Bach, che da sempre è il mio autore, io talora percepisco come una rivelazione originaria della vita, del suo ritmo, del suo sapore dolce e amaro, della sua allegria e della sua tristezza» …

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L’odio, una stupida patologia

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Un sindaco dalla politica aperta e solidale viene accoltellato a morte nella città di Solidarnosc. Un terrorista criminale arriva in Italia e molti digrignano i denti che se solo potessero lo azzannerebbero fino a sbranarlo. Nelle curve degli stadi si sprecano inni razzisti e antisemiti. Alcuni ragazzi prendono un cane e gli fanno esplodere un petardo nella bocca. Sono solo alcuni esempi recenti di una passione distruttiva e assassina che pervade la nostra storia: Caino uccide Abele, Romolo uccide Remo, Eteocle e Polinice si uccidono a vicenda, Socrate viene ucciso dai democratici, Gesù viene ucciso dai teocratici e dagli imperiali, a Cicerone i sicari di Antonio mozzano le mani e la testa, e poi? Poi guerre a non finire, pulsioni ataviche di vendetta, esecuzioni capitali che radunano folle urlanti di piacere sadico, e non apro nemmeno il capitolo della storia del ’900 perché tutti sappiamo già quanto sangue e quanto odio contiene.

L’odio, appunto …

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Intervista a Il Secolo XIX

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«Il nostro compito è togliere violenza per combattere la malattia dell’odio».

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Intervista al prof. Vito Mancuso di Elena Nieddu per IL SECOLO XIX, 11 gennaio 2019

Intervista a il Secolo XIX 11.01.2019 [PDF]

Saremo salvati da un giardino, nel fondo del nostro cuore, curato così come insegnava Etty Hillesum, intellettuale olandese ebrea uccisa ad Auschwitz nel 1943: «Più pace c'è in noi, più pace ci sarà nel nostro mondo turbolento». È questo il primo passo verso un mondo senza odio, malattia curabile, al centro dell'incontro che il teologo Vito Mancuso terrà sabato 12 gennaio 2019 alle 18.45 al festival della criminologia, a Palazzo Ducale. Odio che si esplicita, in chi lo provoca, anche in uno sguardo curvo, deformato, sul mondo.

Professor Mancuso, il tema dello sguardo, degli occhi, ricorre spesso nelle religioni, dal cristianesimo al buddhismo. Perché è così importante?

Lo sguardo retto vede che il conflitto, psicologico, economico, storico, sportivo, inerisce strutturalmente al mondo. Vede il conflitto e sa vivere all'interno di un contesto in cui esistono armonia e disarmonia, concordia e discordia. Viceversa, lo sguardo deformato, immaturo, tipico dell'odio, trasforma i conflitti strutturali in inimicizie profonde che generano la patologia dell'odio…

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La Bellezza a Uomini e Profeti

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Quattro appuntamenti con Vito Mancuso a Rai Radio3

Schermata 2018-12-09 alle 14.14.56Che cos’è la bellezza e qual è il suo messaggio ? Inizia un percorso snodato in quattro incontri con il teologo e filosofo Vito Mancuso :  La bellezza è innanzitutto una via da percorrere per la coltivazione della vita spirituale, la condizione per una vita in cui l’umanità si dispieghi a pieno, una vita nuova, innovativa, eticamente sensibile, creativa, ispirata e ispiratrice, passa attraverso la cura della bellezza in ogni aspetto della nostra vita.

Riascolta le trasmissioni ai seguenti Link: 

Uomini e Profeti – «La Bellezza» Prima puntata 9.12.18 [Link]

Uomini e Profeti – «La Bellezza» Seconda puntata 16.12.18 [Link]

  Uomini e Profeti – «La bellezza» Terza Puntata 23.12.18 [Link]

Umoni e Profeti – «La Bellezza Quarta 30.12.18 [Link]

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La Bellezza come via della Salvezza

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Recensione di Carlo Molari a «La via della Bellezza»

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Recensione di Carlo Molari [PDF]

Nel mese di ottobre dell’anno che sta per terminare Vito Mancuso ha pubblicato un nuovo, prezioso libro «La via della bellezza» (Garzanti, Milano). Settantaquattro riflessioni sulla bellezza sono distribuite in dodici capitoli. Segue una appendice con l’analisi linguistica di diciasette termini relativi alla bellezza, disposti in ordine alfabetico e una ricca bibliografia.

Il libro è dedicato “al mio paese, l’Italia, sede di tanta bellezza, perché ne ritrovi la via”. Ha quindi un intento non solo speculativo ma anche pratico, non solo estetico, ma anche etico e formativo. Termina infatti con un elenco di Pratiche per camminare sulla via della bellezza e con il monito a “ricordarsi sempre che via della bellezza è la via della salvezza” (p. 173). Un invito che suppone almeno tre convinzioni: la prima che l’Italia (o il mondo del nostro tempo) abbia smarrito la via della salvezza, la seconda che sia possibile ritrovarla per riprendere il cammino e, infine, che la cultura possa dare un notevole contributo al raggiungimento di questo traguardo …

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La via della Bellezza

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«La via della bellezza» è la via della salvezza; in libreria per Garzanti editore 

La via della bellezza

Perché ci viene spontaneo raccogliere sulla spiaggia del mare le conchiglie e i sassolini più belli? Perché rimaniamo incantati davanti a un volto umano o a un dipinto, o avvertiamo un’inesprimibile dolcezza interiore ascoltando musica, o ci soffermiamo con gli occhi spalancati a contemplare un tramonto? Perché, in altre parole, ricerchiamo quella rivelazione, quell’epifania che definiamo bellezza? Vito Mancuso affronta in questo nuovo affascinante libro un mistero che è tipico dell’uomo, e ne interpreta le profondità per farne la bussola capace di orientare il cammino verso la verità. Superando l’aspetto esteriore dei nostri corpi per approfondire il senso dell’interiorità della nostra anima fatta di armonia e fascino, eleganza e grazia, questa riflessione diventa un’avventura alla ricerca delle sorgenti della bellezza in grado di indicarci quali pratiche concrete possiamo mettere in atto per rendere quotidiano il nostro rapporto con essa: solo in questo modo infatti potremo superare ogni indifferenza e tornare, o addirittura iniziare, a gioire al cospetto di quelle opere e di quegli eventi capaci di stringerci il cuore. Perché ricercare e custodire la bellezza è la via privilegiata per onorare il compito che attende la nostra vita.

La via della bellezza – ISBN9788811675716 Autore Vito Mancuso Collana SAGGI, Casa Editrice GARZANTI, 208 pagine, Cartonato Prezzo di questa edizione cartacea 16,00€

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Il digitale? Questione di libertà

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Intervista a Vito Mancuso di Stefania Villa per Altroconsumo, dicembre 2018

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«Il distacco è ciò che ci permette di restare umani» Vito Mancuso

Intervista a Altroconsumo [PDF]

Intelligenza artificiale, big data, privacy: lei collega tutto ciò alla libertà dell’uomo. Perché?

«Io penso che la peculiarità degli uomini consista in quell’energia indisciplinata, potenzialmente creativa e distruttiva, che è la libertà. Tre elementi la rendono matura: la consapevolezza, cioè il sapere della mente; la creatività, cioè l’azione; la responsabilità, cioè la capacità operativa dell’uomo che tiene conto dei sistemi di cui fa parte, introducendo energia positiva. La tecnologia sarà tanto più da valutare positivamente quanto più promuoverà consapevolezza, creatività e responsabilità» …

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Ombre e Luci, Calendario Poetico 2019

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del Laboratorio di lettura e scrittura creativa della Casa di Recusione Opera 

Locandina calendario 2019_sormani

Lunedì 3 dicembre dalle 18 alle 19.30 Biblioteca Sormani, Sala del Grechetto, via Francesco Sforza, 7 – Milano. Ingresso libero fino a esaurimento posti; presentazione del Calendario Poetico 2019 del Laboratorio di lettura e scrittura creativa nella Casa di reclusione di Milano-Opera

Locandina Calendario 2019_Sormani[PDF] – Comunicato Stampa [PDF]

 Il Calendario Poetico 2019 è dedicato alle ombre e alle luci: luci e ombre che disegnano e incorniciano le nostre viste, riprese dalla camera sapiente di Margherita Lazzati. Luci e ombre che intersecano le anime e i versi proposti dal Laboratorio, che gridano la sofferenza e cantano la speranza delle vite recluse. E ci invitano a riconoscere le ombre e le luci dentro di noi. Ombre e luci richiamate nella presentazione di Simonetta Agnello Hornby.

Il Laboratorio è stato fondato, oltre vent’anni or sono, da Silvana Ceruti, che ancora settimanalmente lo anima, affiancata da Alberto Figliolia. Insieme a loro, amici-collaboratori e occasionali ospiti condividono con le persone detenute momenti di espressione, riflessione e amicizia. Scopo fondamentale di questo Laboratorio è infatti “fare un pezzo di strada insieme” fra persone “dentro” e persone “fuori”, scoprire sentimenti propri e altrui e linguaggi per esprimerli.

Sono sinora apparse, per volontà dell’amico editore Gerardo Mastrullo, in un’apposita collana de «La Vita Felice» svariate antologie di versi, l’ultima delle quali, Nacqui ortica selvatica, costituita di poesie-preghiera; oltre ad alcune sillogi personali, e a una quindicina di calendari intesi a favorire il dialogo tra parole e immagini, grazie alle fotografie di anno in anno donate da Margherita Lazzati.

Il Laboratorio è oggi anche Associazione culturale senza scopo di lucro, di cui sono soci onorari: Simonetta Agnello Hornby, George Hornby, Erminia Dell’Oro, Vito Mancuso, così come lo era il Professor Umberto Veronesi.

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Il senso della bellezza

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Zugliano (UD) Centro di Accoglienza "Ernesto Balducci", martedì 23 ottobre 2018; nell'ambito del Festival Mimesis, prima presentazione del nuovo libro del prof. Vito Mancuso "La via della bellezza" assieme a Pierluigi Di Piazza.

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Non vivo per me, ma per la generazione che verrà

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«Non vivo per me, ma per la generazione che verrà» Vincent van Gogh

                     

Una riflessione di Stefano Dell'Antonio (Carabiniere per la tutela forestale) [PDF]

 

foto di Pierluigi Orler

 

 

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Forse anche gli alberi caduti in questi giorni nei boschi delle Dolomiti pensavano alle prossime generazioni. Forse pensavano solo ad adagiarsi, senza rovinare a terra e provocare il caos. Nel loro tempo, nella loro dignità, guardandoli bene e ascoltandoli bene, si avverte una sottile, rassegnata fragilità. – «Non è così che doveva finire» – sembra dicano tra la nebbia, – «non è così che vogliamo ricordarli» – diciamo noi -.

Passando in questi giorni, solleviamo lo sguardo e la vista si perde, non vede ma, l’essenziale è invisibile agli occhi e allora sentiamo e guardiamo col cuore. Guardiamo una parte di noi che non c’è più, sentiamo i respiri di quei burattini giganti dai fili tagliati, sentiamo un vuoto attorno e dentro che non vuole andare via, rimane qui, lì, con noi, con tutti noi esseri viventi, credenti e  pensanti.

Già, è in questi frangenti che dall’altra parte della nostra luna fa capolino una strana spiritualità nascosta, un sentire naturale e ancestrale che profuma di resina e frasca, di caccia, fuoco, grotta, coraggio e paura.

Con questi alberi cade e se ne va una parte di quella fiducia che a volte chiamiamo sicurezza, altre volte luogo, altre ancora NOI.

Era lì e sarà ancora lì, tra gli alberi, nel bosco, che cercheremo e troveremo le nostre radici, se vorremo capire l’anima che ci abita, ci sorride e ci unisce al mondo nel cuore dell’Esistenza. Sarà lì che torneremo a crescere e a vivere.

Per noi e per la generazione che verrà.

Stefano Dell’Antonio, 5 novembre 2018

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Vito Mancuso e La via della Bellezza

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Vito Mancuso e La via della bellezza come via della salvezza,

una sfida per il pensiero che si interroga sul destino dell'uomo contemporaneo, di Rossana Rolando.

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Vito Mancuso e La via della Bellezza [PDF] – Persona e Comunità [Link]

Nella presentazione del suo ultimo libro “La via della bellezza, presso il Centro Balducci, Vito Mancuso riprende un racconto di Kafka. In esso si narra la storia di un vecchio imperatore, ormai prossimo alla morte, che intende mandare un messaggio ai suoi sudditi, a tutti e a ciascuno: al più lontano, al più anonimo, al più misero. Chiama un suo servitore e gli affida questo compito, facendosi ripetere le parole appena sussurrate, tanto è importante quello che vuole comunicare. Il messaggero si mette in viaggio, ma incontra mille ostacoli all’interno dello stesso palazzo imperiale, senza poterne uscire e senza quindi mai arrivare ai destinatari. Questi ultimi però attendono alla loro finestra sognando e pensando che infine qualcuno dovrà giungere …

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Indagine sulla Bellezza

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UN’INDAGINE SULLA BELLEZZA DALLA NOTTE DEI TEMPI AI GIORNI NOSTRI

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Bello, bellezza, un sostantivo ed un aggettivo che oggi appaiono quasi inflazionati, ma la riflessione intorno ad essi è da sempre al centro della speculazione dell’uomo. Cosa è bello e quali sono i canoni della bellezza? Vito Mancuso, in un libro che consigliamo tra le strenne di Natale, ci offre un excursus sul tema puntuale e gustoso, approfondito e sintetico al tempo stesso. Nonostante le differenze di epoche, culture, religioni, la bellezza resta un mistero che non ci esime dall’indagarlo. Subito dopo Dio, essa rimane l’oggetto d’indagine più affascinante ed imprescindibile, collegandosi al Creatore stesso come sua impronta indelebile. Mancuso ci presenta una riflessione che diventa un’avventura alla ricerca delle sorgenti della bellezza, per poter riconoscere la bellezza stessa in tutte le sue più svariate epifanie, per gustarla appieno, per farne un nutrimento dell’anima e del pensiero. Convince molto anche la tripartizione che Mancuso fa dei tre grandi campi di indagine sulla bellezza: la natura, l’essere umano, l’arte. Di grande sintesi appaiono i capitoli di approfondimento sull’arte contemporanea e sulla musica. L’indice è già indicativo di un approccio al libro che incanterà il lettore, tenendolo attaccato al libro dalla prima all’ultima pagina, come se si trattasse di un romanzo. In realtà è come se lo fosse, perché Mancuso ci offre una sorta di biografia della bellezza per spunti tematici. La bellezza e il dolore: il sublime e la bellezza interiore: temi che trovano spazio esauriente e compendioso nel volume. In appendice il filosofo declina in maniera comprensibile la terminologia sottesa al campo di indagine della bellezza stessa: armonia, arte, bellezza, caos, cosmo-natura, eleganza, estetica, fascino, forma, gloria, grazia, gusto, meraviglia, proporzione, splendore, stile, sublime.  Sulla via della bellezza, Mancuso traccia un percorso che va oltre la pura dissertazione estetica per diventare una sorta di storia poetica del sentimento del bello. Dopo aver letto questo libro si guarderà il mondo con occhi diversi, pronti a cogliere ogni impercettibile espressione estetica.

Recensione pubblicata in www.12mesi.it, venerdì 14 dicembre 2018

12mesi.it [Link]

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Fuoco e cenere, la crisi della Chiesa.

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Documentario di Guido Ferrari e Patrik Soergel

Il documentario affronta il tema della crisi della Chiesa dovuta alla mancanza di risposta ai bisogni di ricerca interiore, di autonomia. Intervengono il cappuccino Andrea Schnöller, il teologo Vito Mancuso, il lama tibetano Tenzin Wangyal Rinpoche, il filosofo della scienza Ervin Laszlo.

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L’avversario – Torino Spiritualità 2018

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TORINO SPIRITUALITÀ Carignano domenica 30 settembre
VITO MANCUSO – L’AVVERSARIO

Da dove viene l’Avversario, colui che per definizione si contrappone e dice di no? Come ha potuto avere origine e come può ancora oggi sussistere questo inquietante personaggio, se è vero che l’unica divinità ha creato tutte le cose come buone? È forse Dio il responsabile del Diavolo? O forse occorre distinguere la diabolicità come fenomeno che l’essere umano scopre dentro di sé, e talora purtroppo realizza, dal Diavolo in quanto ente personale, che della diabolicità è solo una personificazione? La lezione di Vito Mancuso percorre origine, esistenza e significato di un nesso che rappresenta al meglio, per l’immaginario occidentale, il mysterium iniquitatische che è di fronte e dentro di noi.

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A Vito Mancuso la Laurea Magistrale Honoris Causa in Giurisprudenza

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Il 13 giugno 2018 l’Università della Calabria ha conferito al prof. Vito Mancuso la Laurea Magistrale Honoris Causa in Giurisprudenza.

 

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La cerimonia ha avuto gli interventi introduttivi dei professori Gino Mirocle Crisci Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, e Franco Ernesto Rubino Direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche; la LAUDATIO con l’intervento del prof. Enrico Caterini Coordinatore del Consiglio del Corso di Studio Magistrale a Ciclo Unico in Giurisprudenza; infine la LECTIO MAGISTRALIS del dott. Vito Mancuso “Sulla giustizia e sulla natura del mondo”.

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A Vito Mancuso il “New Renaissance Award 2018″

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Il premio verrà assegnato nel corso del Festival del Nuovo Rinascimento 2018 che si terrà a Lucca in Villa Bottini venerdì 1 giugno ore 19:30

Programma Festival del Nuovo Rinascimento 2018 [PDF]

Motivazioni:

Si desidera assegnare il “New Renaissance Award 2018” a Vito Mancuso per essere grandissimo esempio per tutti di dedizione a ciò che oggi più che mai dobbiamo riscoprire: l’arte di pensare; Vito Mancuso riesce in un intento che mostra il frutto dei veri grandi pensatori, vale a dire quello di risultare semplici e comprensibili a tutti stimolando la riflessione sui temi fondamentali proposti; Vito Mancuso non manifesta solo passione per la teologia, la filosofia, la cultura e più in generale il sapere; a nostro modo di vedere Vito Mancuso mostra con costanza il suo amore per l’essere umano e compie ogni sforzo per comunicare valori e comprensioni elevate e profondissime a tutti sia tramite i suoi libri che attraverso le sue presentazioni e conferenze. Saremmo pertanto onoratissimi di poter consegnare il New Renaissance Award 2018 a Vito Mancuso che porta al pubblico, sensibilizzandolo, valori molto cari al Nuovo Rinascimento quali a titolo esemplificativo la Bellezza, la Verità, il Senso della Meraviglia contenuti nel Manifesto del Nuovo Rinascimento di Davide Foschi. 

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Vito Mancuso – Hegel Teologo

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NUOVA EDIZIONE DA GIOVEDì 29 MARZO IN LIBRERIA PER GARZANTI

Mancuso-Hegel Teologo

La Chiesa ha sempre negato a Hegel il riconoscimento dell’ortodossia, considerando il suo pensiero incompatibile con l’integrità cristiana. Con questo libro ormai imprescindibile, apparso una prima volta nel 1996 e riproposto ora in una nuova edizione, Vito Mancuso si accosta alla filosofia hegeliana mostrandone la profonda intenzionalità teologica e facendo giustizia di equivoci e fraintendimenti. E giunge anzi a mostrare come proprio dal cristianesimo Hegel abbia fatto scaturire la sua visione della storia, del suo senso e della sua finalità.

«Un’interpretazione originalissima, un Hegel inedito, non soltanto ripensato, ma che – meraviglia! – viene raccontato e per questo diviene finalmente leggibile.» Elmar Salmann

«Un lavoro avvincente… nuovo e originale per quanto riguarda il significato complessivo del pensiero hegeliano… in un linguaggio vivo, attuale, non di rado fascinoso.» Piero Coda

«Una ricerca tanto rigorosa, quanto partecipe della “verità” teologica di Hegel… La rivisitazione della teologia hegeliana fatta da Mancuso costituisce un apporto di grande rilievo.»Virgilio Melchiorre

Vito Mancuso – Hegel Teologo scheda [PDF]

Vito Mancuso Hegel Teologo Prefazione [PDF]

 ISBN9788811601944 – Collana ELEFANTI SAGGI – Casa Editrice GARZANTI Aree tematiche Saggi, Tascabili 448 pagine 17,00€

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Il bisogno di Pensare a Quante Storie

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Perché viviamo? Quali sono i nostri veri obiettivi? Domande essenziali che spesso preferiamo evitare, ma che si affacciano di continuo nella nostra quotidiana ricerca di senso. Ospite di Corrado Augias in questa puntata di Quante Storie, il teologo e filosofo Vito Mancuso prova a risalire alle origini del bisogno primordiale di interrogarsi e ci spinge a pensare con il cuore, senza altro dogma che la ricerca costante del bene. Nel corso della puntata, viene proposta una nuova tappa del viaggio attraverso l'Italia alla ricerca di storie di resistenza culturale: Andrea Rolli racconta il recupero del Teatro Rossi di Pisa.

Il Bisogno di Pensare a Quante Storie [Link]

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Il bisogno di pensare – Video presentazioni

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Breve presentazione del nuovo saggio «Il bisogno di pensare» Garzanti 2017

Sveva Sagramola intervista il prof. Vito Mancuso sui temi del libro "Il bisogno di pensare" (Garzanti) nel corso della trasmissione televisiva Geo in onda martedì 7 novembre 2017

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La fede è pensare “dicendo sì”

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«Un amen che battezza tutti i giorni». La recensione di Enzo Bianchi per La Stampa

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Se pensate che la filosofia non serva a nulla per la vita quotidiana… se pensate di non aver bisogno di ponderare, discernere, connettere, ringraziare… se pensate di aver sempre ragione senza mai ragionare… O anche più semplicemente, se pensate e basta, allora l'ultimo libro di Vito Mancuso vi sarà utilissimo.

Nel suo recente Il bisogno di pensare, il teologo e filosofo, collaboratore de «La Repubblica», prende per mano il lettore e gli fa usare la testa senza mai separarla dal cuore. Dedicate alla filosofia, queste pagine sono in realtà rivolte a chiunque si lasci interpellare sul senso della vita e sul posto che ciascuno di noi occupa – per minuscolo che sia – nella storia dell'umanità. Del resto non è forse vero che ci paiono degne di fede solo le parole di chi «dice quello che pensa e pensa quello che dice»? .

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Pensare con il cuore. La filosofia diventa per tutti

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Recensione di Romano Montroni – Corriere di Bologna, 28 ottobre 2017

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I ragionamenti limpidi e rigorosi di questo libro fanno venire voglia di rileggerli e commentarli anche a chi, come me, non sarebbe portato alla speculazione filosofica. Mancuso ci porta a riflettere sull'attività di pensare suscitando delle emozioni («pensare con il cuore»), e anche su quello che non ci è familiare e comprensibile. E ci chiama in causa con domande che ci toccano molto da vicino sui nostri sogni e desideri. Il pensiero, spiega, nasce da un bisogno interiore, che non va confuso con la necessità – esterna a noi; inoltre, soltanto l’azione preceduta e guidata dal pensiero è in grado di tendere al bene. (In effetti, se ci guardiamo attorno, l'attività di pensare non è molto diffusa e viene spesso esercitate in maniera superficiale!). Sarete incuriositi dai titoli dei capitoli, che affrontano temi centrali del nostro essere persone, come il rapporto tra mente e cuore con l’importanza di vivere sopra il caos; e poi leggete il libro, anche insieme agli amici, ai figli, leggetelo a voce alta, per capire l'importanza di sfuggire alle semplificazioni della nostra era tecnologica e per imparare a coltivatore il valore di ogni attimo. 

Pensare con il Cuore [PDF]

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La cura dell’anima rende migliore la nostra esistenza

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La difesa del pianeta, le risorse, i diritti umani

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Intervista a cura di Nicolò Menniti – Ippolito

Schermata 2017-10-20 alle 11.37.53Vito Mancuso in questi anni ha contribuito in modo decisivo alla rinascita della teologia, disciplina che sembrava ormai destinata esclusivamente alle aule dei seminari. Prima di tutto ha portato la teologia al grande pubblico con i suoi libri, i suoi articoli, le sue conferenze; secondariamente l’ha fatta uscire dal dibattito dogmatico rendendola qualcosa di vivo, che riguarda le singole persone.

Domani (21 ottobre) alle ore 11.00 al museo della storia della medicina di Padova in via San Francesco per la rassegna “Ad alta voce” (Futura – Parole per pensare il domani), Mancuso sarà protagonista di un dibattito con Giulio Giorello e Marino Niola intitolato “Cura del corpo cura dell’anima. Quale futuro?”.

Negli ultimi anni c'è una grande attenzione alla cura: è solo una moda culturale oppure c'è qualcosa di sostanziale in questo interesse?

«Non c'è nulla che se portato all'esasperazione non diventi moda. Tuttavia la disposizione della mente verso la cura è costituiva dell'essere umano. Noi siamo qui per prendersi cura. Don Milani contrapponeva il suo “I care” al “me ne frego” del fascismo. Come essere umani abbiamo delle responsabilità, che vuol dire capacità di dare risposte alle domande che la vita ci pone. Essere responsabili è avere cura. Semmai il pericolo è quello di non avere un'apertura sufficiente in questo prendersi cura. Non ci prendiamo abbastanza cura delle nostre città, dell'istruzione, della nostra formazione interiore, se ci concentriamo esclusivamente sulla cura esteriore, sulla eleganza, sulla nostra presenza fisica, che pure non sono così sbagliate. È chiaro anche che noi veniamo da un passato di grande impegno sociale e questo ripiegarsi sulla cura interiore e intimista può sembrare eccessivo» …

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I grandi libri dello spirito – La vita segreta di Gesù

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LA VITA SEGRETA DI GESU' scelta di testi dai Vangeli Apocrifi a cura di Vito Mancuso

mancuso_vita-segretaDopo la morte di Gesù, la Chiesa mise ordine nella rigogliosa fioritura di narrazioni sulla vita e gli insegnamenti del Messia, eleggendo a Vangeli di riferimento quelli di Matteo, Marco, Luca, Giovanni. Ritenuti misteriosi o esoterici, in contrasto con l’ortodossia, i Vangeli apocrifi, cioè «da nascondere», sono stati e continuano a essere poco considerati dalla teologia ufficiale. Eppure sono moltissimi gli elementi in essi contenuti che la tradizione cristiana ha fatto propri nel corso dei secoli. Vito Mancuso sceglie e presenta i più importanti apocrifi che tratteggiano la vita di Gesù: in pagine di grande bellezza che hanno ispirato la fede e la devozione di intere generazioni, il lettore scoprirà un Gesù diverso, a volte più vicino alla nostra esperienza quotidiana, ma a volte anche più misteriosamente lontano.

Vito Mancuso è un teologo laico. Per Garzanti ha pubblicato: Io e Dio. Una guida dei perplessi (2011), Il principio passione (2013), Io amo. Piccola filosofia dell’amore (2014), Questa vita (2015), Dio e il suo destino (2015), Il coraggio di essere liberi (2016).

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