Prossimi appuntamenti con Vito

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CERVIGNANO giovedì 18 dicembre Tetro Pasolini ore 21:00

Vito Mancuso: «La Meraviglia come Motore di Ricerca». Evento conclusivo della rassegna d’Arte Contemporanea 2025 «La Poetica della Meraviglia del Contemporaneo» a cura di Eva Comuzzi e Orietta Masin. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Cervignano


DOLO (VE) sabato 20 dicembre Duomo di San Rocco ore 20:00

Il prof. Vito Mancuso presenta il suo nuovo libro «Gesù e Cristo» (Garzanti). Ingresso libero. Info all’Ufficio Cultura 0415 121970|cultura@comune.dolo.ve.it

Dolo


UDINE domenica 11 gennaio 2026 Teatro Nuovo Giovanni da Udine ore 11:00

Lectio del prof. Vito Mancuso: «I quattro maestri tra oriente ed occidente: Socrate, Buddha, Confucio e Gesù». 

Prevendita biglietti al numero 0432-248418

Udine 23 novembre


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Essere Credenti

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ESSERE CREDENTE SIGNIFICA CERCARE E NON MENTIRE MAI

Il teologo e filosofo Mancuso dialoga con Canfora sulle Beatituidini. «Dio non è morto, è la società che vive un momento di dissoluzione». L’intervista di Francesca Angeleri sul Corriere della Sera Torino del 10.21.2025 di Francesca Angeleri 

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Essere Credenti [PDF]

Ieri era il suo compleanno e ha ricevuto tanti auguri, anche da molti sacerdoti. Certo, non quelli che lo considerano un eretico, «però ce ne sono tanti che mi scrivono e mi dicono di continuare, che il percorso che sto facendo è utile anche per loro. Altri mi considerano un anticristo e intimano di non leggere i miei libri». Teologo laico e filosofo, docente all'Università degli Studi di Udine, Mancuso lacera molte certezze della Chiesa e della fede cattolica, illuminandone altre. È ospite a Torino, sabato al Teatro Gobetti alle 12, del Festival del Classico che comincia oggi come sempre guidato da Luciano Canfora. E sarà proprio Canfora ad affiancarlo nell'appuntamento Le Beatitudini nei Vangeli secondo Luca e Matteo. 

Mancuso, punti fermi non ne abbiamo più. Neppure la Chiesa pare riuscire a esercitare la sua incidenza. Cosa sta succedendo? …

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Perchè Gesù amava i poveri

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Matteo

«È impossibile dare una sola interpretazione del Discorso delle Beatitudini di Gesù. Di certo, la predilezione per gli ultimi era dovuta alla loro capacità di accettare un regno nuovo».

Perchè Gesù amava i poveri [PDF]

Tra le parole più famose e più importanti di Gesù vi sono le beatitudini, di cui però possediamo due versioni differenti e non poco discordanti. Secondo il Vangelo di Matteo infatti esse sono otto e vennero pronunciate da Gesù dopo essere salito “sul monte” all’inizio del celebre “discorso della montagna”; secondo il Vangelo di Luca invece sono quattro e vennero pronunciate “in un luogo pianeggiante”. Come andarono realmente le cose? Non lo sapremo mai. Possiamo però arrivare almeno a stabilire quali furono le parole autentiche di Gesù? …

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Gesù e Cristo sono due figure distinte

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Vito Mancuso: «Così spiego perché Gesù e Cristo sono due figure distinte». Intervista di Valentina Desalvo per Repubblica Bologna 7 dicembre 2025

Intervista Valentina Desalvo [PDF]

Vito Mancuso, docente universitario e fondatore del Laboratorio di Etica al Mast, ha appena pubblicato "Gesù e Cristo" (Garzanti). Un saggio che coinvolge oltre le proprie convinzioni, tenendo insieme l'impianto rigoroso delle ricerche sui testi con riflessioni e argomentazioni affascinanti. 

Per lei è una sorta di "libro della vita"? 

«Ci lavoro da anni, scrivevo e mi interrompevo. In questo libro ho fatto i conti con il cristianesimo, quindi con le radici dell'Occidente, perché per la mia generazione vale ancora quel che diceva Benedetto Croce, "Non possiamo non dirci cristiani". È stato anche un modo di fare i conti con me stesso, cercando di ridare linfa e verità alle radici ma senza estirparle per trapiantare nuove piante» …

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Tagadà La7

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Giovedì 4 dicembre il prof. Vito Mancuso è stato ospite della conduttrice Tiziana Panella, ed è stato intervistato sui temi del nuovo libro «Gesù e Cristo» (Garzanti). È possibile rivedere la trasmissione al link indicato.

Tagadà Focus [Link]

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Quante Storie

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Mercoledì 26 novembre il prof. Vito Mancuso è stato ospite di Giorgio Zanchini nella trasmissione «Quante Storie» su Rai3 per presentare il suo nuovo libro «Gesù e Cristo»(Garzanti). È possibile rivedere la trasmissione al link indicato sotto. Buona visione!

Quante Storie Rai3 [Link]

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Gesù e Cristo

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Gesù e Cristo

VITO MANCUSO – GESÙ E CRISTO

in libreria per Garzanti editore da martedì 11 novembre 2025

Gesù nacque a Nazaret, Cristo a Betlemme. Gesù aveva un padre terrestre, Cristo era il Figlio Unigenito del Padre celeste. Gesù aveva quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle, Cristo era figlio unico. Gesù denunciava le ingiustizie, Cristo toglieva il peccato del mondo. Gesù morì gridando la sua disperazione, Cristo la sua vittoria. Se nessuno di noi ha incontrato Gesù, tutti noi abbiamo però incontrato Cristo. Chi fu dunque Gesù, e chi Cristo? E di chi parliamo quando ci riferiamo a Gesù-Cristo? Se già in precedenza Vito Mancuso aveva indagato il ruolo di Gesù come maestro di vita spirituale, accanto ad altri tre grandi maestri dell’umanità – Socrate, Buddha e Confucio –, ora in quest’opera capitale e innovativa raccoglie le ricerche e le riflessioni di una vita, dimostrando come la fede cristiana sia il frutto di una tradizione che, a partire da fatti documentati, si è a poco a poco arricchita di nuovi significati e di nuovi simboli. Mancuso non si limita tuttavia a districare la Storia (Gesù) dall’Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall’essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi. Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell’unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro.

ISBN: 8811016444 – Casa Editrice: Garzanti – Pagine: 768 – Data di uscita: 11-11-2025

Il Libraio.it [Link]

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Per dire addio

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«La fine delle gemelle Kessler e quella della Vanoni sono state diverse: una “culturale”, l’altra naturale. In Italia serve una legge che permetta di scegliere sugli ultimi giorni».

Per dire addio [PDF]

Οgni giorno leggiamo della morte di qualcuno: é la logica della notizia, e la morte fa sempre notizia. Però ci sono alcune morti che ci toccano più di altre perché riguardano persone che hanno accompagnato a lungo il nostro cammino, il loro volto e la loro voce ci erano noti dall’infanzia, e ora che non ci sono più anche una parte di noi se ne va: la loro morte ci riguarda nel senso forte del termine "ri-guardare", cioè guardare con attenzione, quasi scrutare. La fine delle gemelle Kessler e di Ornella Vanoni appartengono a questa categoria.

Si è trattato però di due morti del tutto diverse: la prima programmata, la seconda arrivata all'improvviso, la prima decisa, la seconda subita. Si può dire che la morte di Ornella Vanoni è stata naturale, nel senso che lei se ne è andata quando la natura, o il destino, o Dio, hanno voluto. La morte di Alice e di Ellen Kessler, invece, è stata del tutto diversa e per questo richiede un altro aggettivo: non più naturale bensì culturale. Sì, si è trattato di una morte culturale …

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La Torre di Babele

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Lunedì 24 novembre il prof. Vito Mancuso è stato ospite di Corrado Augias nella sua trasmissione «La Torre di Babele» in onda su La7. La prima parte della trasmissione ha visto protagonista il Cardinale Matteo Zuppi, mentre alcuni dei temi del nuovo libro «Gesù e Cristo» sono stati presentati e discussi nella seconda parte, a partire al minuto 52 circa. È possibile rivedere la trasmissione al link indicato sotto. Buona visione.
 

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L’etica oltre alla scienza

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L'essere umano ha sempre giocato a fare Dio ma oltre alla scienza c'è bisogno dell'etica. Di fronte ai progressi della biotecnologia serve una governance mondiale per la salvaguardia dell’umanità

L'etica oltre alla scienza [PDF]

«Giocano a fare Dio», diciamo spaventati riferendoci a coloro che intendono riprogettare l'essere umano tramite tecnologie sempre più pervasive, applicate questa volta non più su macchine e computer ma su gli stessi corpi umani. In realtà l'umanità ha sempre cercato di fare Dio, non a caso ci siamo dichiarati suoi figli, proclamati "a sua immagine e somiglianza", quindi cosa c'è da stupirsi se ora proseguiamo nell'impresa di emulare il Padre celeste? Da sempre i figli desiderano essere come il padre, anzi persino più forti di lui. E poi scusate, che male c'è nel cercare di prevenire le svariate migliaia di malattie genetiche che minacciano il formarsi degli esseri umani nel seno materno, in quei momenti in cui Dio Padre (sempre per stare alla metafora del giocare a fare Dio) si distrae un po' e invece del corretto numero di cromosomi ne lascia posizionare uno in più o uno in meno, generando irreversibili malformazioni nei bambini che nascono e un dolore abissale nei genitori? …

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Vito Mancuso al Palazzo Ducale di Genova

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METTI UNA SERA A PARLAR DI DIO IN UNA SALA PIENA 

di Michele Brambilla

Giordano

Gesù e Cristo – Il Secolo XIX [PDF] [PDF1] [PDF2]

La Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale di Genova ieri sera era strapiena: centinaia di persone. Venute non per ascoltare un calciatore, o qualche cantante, o qualche influencer, ma un signore di 62 anni che fa il teologo (laico) e il filosofo e che per un'ora e mezza ha parlato di Gesù e di Cristo, di Dio e di immortalità dell'anima, di sant'Agostino e di san Paolo e di san Pietro, di Wittgenstein e di Hannah Arendt e di Kant e di Heidegger, poi di ontologia divina, di prevalenza dell'ortoprassi sull'ortodossia, di escatologia e soteriologia. Eppure, tutti inchiodati ad ascoltare in un silenzio che in questo caso non è retorico definire religioso …

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Gesù o Cristo? Il dilemma che può rinnovare la fede

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L’appassionata ricerca di Vito Mancuso per un cristianesimo all’altezza dei tempi moderni

Recensione di Marco Vannini filosofo per RSI Cultura

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Recensione Marco Vannini RSI Cultura [Link]

Gesù o Cristo? Il dilemma che può rilanciare la fede [PDF]

«Ma voi chi dite che io sia?», chiede Gesù ai discepoli (Mt, 16, 15) – una domanda, questa, che si pone ancora oggi, in tempi di crisi delle religioni costituite. Per la ricerca storica, quale si è compiuta dall’illuminismo ai nostri giorni, la risposta è comunque che Gesù era un uomo che predicò un messaggio di giustizia, con l’imminente avvento del regno di Dio; fu perciò messo a morte dalle autorità politiche e religiose, timorose di possibili conseguenze sediziose. Appartiene invece soltanto alla fede la costruzione del mito salvifico di Cristo, Figlio di Dio, disceso dal cielo per morire, onde riscattare l’uomo dal peccato originale, salvo poi vincere la morte con la resurrezione. Occorrerebbe dunque chiamare gesuano tutto ciò che concerne l’uomo storico Gesù e il suo insegnamento effettivo, lasciando l’aggettivo cristiano per quella religione che fu in realtà costruita da Paolo, vero fondatore del “cristianesimo”. Questo è il punto di partenza anche del libro di Vito Mancuso, appena edito da Garzanti col titolo «Gesù e Cristo», che, discutendo criticamente la più aggiornata letteratura sull’argomento, conclude che sì: da una parte v’è un Gesù uomo, nato come tutti gli altri, morto contro la sua volontà; dall’altra v’è il Cristo, incarnazione di Dio, nato da una vergine, morto volontariamente per i nostri peccati, secondo la teologia progressivamente costituitasi nei primi tre secoli dell’era appunto “cristiana” …

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Da Gesù a Cristo

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IN GESÙ, MA NON SOLO, IL DIVINO SI È FATTO COME NOI PER FARCI COME LUI

La recensione al libro Gesù e Cristo (Garzanti) di Marco Feruglio mio collaboratore

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Recensione MF Gesù e Cristo [PDF]

Gesù e Cristo (Garzanti editore) é il nuovo libro del prof. Vito Mancuso appena uscito nelle librerie. Questo imponente lavoro, durato anni di ricerca e studio preliminare, è rivolto soprattutto ai perplessi, a chi vuole approfondire, fare luce su molte contraddizioni e incongruenze che i Vangeli canonici contengono, e che da oltre due secoli sono oggetto e approfondimento della ricerca storica-critica. Il libro invece è sconsigliato a chi non è in ricerca ed è sicuro della fede consegnata dalla tradizione, o del proprio ateismo …

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Torniamo ad obbedire alla voce della coscienza

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Intervista al prof. Vito Mancuso di Laura Solieri per La Gazzetta di Modena 15 marzo 2025

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Modena [PDF] [PDF]

Domenica 16 marzo 2025 il Bper Forum di Modena ospita Vito Mancuso, teologo, scrittore ed editorialista de La Stampa, che presenta il suo ultimo libro "Destinazione Speranza" (Garzanti). In un presente dominato da terribili conflitti, disastri ambientali e inquietudini diffuse, guardare al futuro. con ottimismo sembra un'impresa sempre più ardua: ripiegandosi su se stesso, l'uomo sta a poco a poco perdendo la speranza in un domani migliore. Viene dunque da chiedersi: Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?». Cercando di rispondere a queste tre fondamentali domande, formulate per la prima volta dal filosofo Immanuel Kant, Mancuso guida i lettori alla ricerca del significato più profondo e autentico della nostra vita. Togliendo alla ragione ogni pretesa di possedere un sapere su Dio e sull'avvenire, "Destinazione Speranza” rifonda il senso della nostra esistenza su un presupposto inedito e dirompente: la libertà di obbedire. Se saremo in grado di essere noi stessi in relazione con gli altri, di resistere all'egoismo favorendo la solidarietà, di ridare valore alla dimensione morale al fine di agire con responsabilità, allora non tutto sarà perduto: solo così, infatti, potremo definirci donne e uomini davvero liberi e guardare con speranza, ragionevole e fondata, al futuro che ci attende …

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Il metodo Kant

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Il nuovo libro del filosofo teologo dedicato alle domande di Kant sul significato profondo dell’esistenza umana. Solo la cultura ci aiuta ad arricchire la nostra interiorità.

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Il metodo Kant

Per ognuno di noi la vita ha una direzione orizzontale e una direzione verticale. La direzione orizzontale riguarda la natura e la storia dentro le quali ci ritroviamo inseriti e che ci trasportano in avanti come un interminabile tapis roulant. La direzione verticale riguarda noi stessi nella nostra singolarità, dal giorno in cui siamo nati fino al giorno in cui moriremo scomparendo dal tapis roulant della natura e della storia che in nostra assenza continuerà a scorrere imperterrito esattamente come aveva fatto prima del nostro arrivo. 

Le domande, a questo punto, sono due. La prima: che senso ha il continuo scorrere in avanti dell’interminabile tapis roulant della natura e della storia? C’è un fine che lo guida, uno scopo, una tensione verso una meta, o è solo un meccanismo insensato, un gioco beffardo con qualche risata e qualche guizzo di intelligenza, ma il cui unico vero risultato complessivo è solo un mare di lacrime e di sangue? …

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Destinazione Speranza

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VITO MANCUSO – DESTINAZIONE SPERANZA 

in libreria per Garzanti editore il 15 ottobre 2024

Mancuso - Destinazione speranza

Vito Mancuso Destinazione Speranza [PDF]

In un presente dominato da terribili conflitti, disastri ambientali e inquietudini diffuse, guardare al futuro con ottimismo sembra un’impresa sempre più ardua: ripiegandosi su se stesso, l’uomo sta a poco a poco perdendo la speranza in un domani migliore. Viene dunque da chiedersi: «Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?». Cercando di rispondere a queste tre fondamentali domande, formulate per la prima volta dal filosofo Immanuel Kant, Vito Mancuso ci guida alla ricerca del significato più profondo e autentico della nostra vita. Togliendo alla ragione ogni pretesa di possedere un sapere su Dio e sull’avvenire, Destinazione Speranza rifonda il senso della nostra esistenza su un presupposto inedito e dirompente: la libertà di obbedire. Se saremo in grado di essere noi stessi in relazione con gli altri, di resistere all’egoismo favorendo la solidarietà, di ridare valore alla dimensione morale al fine di agire con responsabilità, allora non tutto sarà perduto: solo così, infatti, potremo definirci donne e uomini davvero liberi e guardare con speranza, ragionevole e fondata, al futuro che ci attende.

 ISBN: 8811010624 – Casa Editrice: Garzanti – Pagine: 288 – Data di uscita: 15-10-2024 – Edizione cartacea 18,00€

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Capisco Martina il corpo tortura

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Secondo il teologo, la donna triestina di 49 anni, tetraplegica, ha ragione. Ha denunciato l'azienda sanitaria dopo i no al suicidio medicalmente assistito.

Intervista di Valeria Pace a Vito Mancuso 

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Capisco Martina Il corpo tortura [PDF]

Rispettare la sacralità della vita, compito che ogni persona di retta coscienza deve sentire come proprio, significa rispettare la sacralità della libertà, che è il luogo dove il vivere si manifesta nel modo più intenso. Il filosofo e teologo Vito Mancuso non ha dubbi, è d'accordo con Martina Oppelli, l'architetta triestina di 49 anni resa tetraplegica dalla sclerosi multipla che chiede di poter accedere al suicidio medicalmente assistito, e dopo i ripetuti dinieghi ha scelto di denunciare l'azienda sanitaria (Asugi) per tortura … 

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La nazionalità non fa i cittadini. I popoli nascono dalla cultura.

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Nessuno Stato può "fare" esseri umani affermando la propria ideologia. Solo i regimi autoritari hanno sostenuto la coincidenza tra Stato e nazione

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Nazionalità [PDF]

 

“Fatta l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”, si dice che dichiarò Massimo D’Azeglio all’indomani della proclamazione dello Stato unitario nel 1861. Da allora il processo del “fare” gli italiani non è mai terminato e giustamente la politica in questi giorni sta discutendo sulla sorgente che conferisce a un essere umano lo stato giuridico di cittadino italiano. Il tema è urgente, anzi improcrastinabile, sia perché direttamente riguarda molte persone che vivono in Italia che non sono cittadini italiani e lo vorrebbero essere, sia perché indirettamente riguarda tutti gli attuali cittadini italiani in quanto chiarificatore (in questi tempi così confusi) della loro identità. Cosa significa essere cittadini italiani? In che modo “si fanno” gli italiani? Per essere un cittadino italiano è necessario essere di nazionalità italiana? Qual è il rapporto tra cittadinanza e nazionalità?

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Il vero problema non è il patriarcato ma il culto della forza di cui siamo schiavi

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In piazza gli slogan contro l’uomo al centro della società, ma la radice del male è la venerazione del potere. Quella che aveva Margaret Thatcher e non Gandhi. A uomini e donne dico: l’unica liberazione è la cultura. 

Il vero problema non è il patriarcato [PDF]

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L’altra sera, invitato da mia figlia, ho partecipato con lei e il suo ragazzo alla manifestazione contro la violenza sulle donne organizzata a Bologna da “Non Una di Meno”. C’erano diverse migliaia di persone, per lo più giovani, in maggioranza donne, ma anche noi uomini non eravamo pochi, ho persino intravisto alcuni signori definibili, come me, “di una certa età”. Cartelli, fischietti, alcune trombe, qualche pentola e relativi cucchiai, insomma le solite cose usate da sempre nelle manifestazioni per fare baccano e farsi notare. Di nuovo, per lo meno per me, c’erano le chiavi di casa, agitate da molte ragazze per simboleggiare con il loro tintinnio che neppure in casa si sentono sicure. Le agitava anche mia figlia, però con l’altro braccio si stringeva a me, quindi quel suo gesto non mi preoccupava. Al di sopra ovviamente svettavano gli slogan, gridati con forza e passione dalle giovani donne. Il più ripetuto era il seguente: “Lo stupratore / non è malato, / è figlio sano / del patriarcato” …

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