Prossimi appuntamenti con Vito

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ASPARETTO DI CEREA (VR) venerdì 13 febbraio Teatro di Asparetto via Manzoni 1, ore 20.45

Conferenza del prof. Vito Mancuso: ”Destinazione Speranza”; informazioni: Piazza Manzoni –  Asparetto di Cerea (VR) Associazione Teatro Aperto – Teatro di Asparetto tel 346 5252052 – info@teatroaperto.it www.teatroapero.it

13 febbraio


ROMA sabato 14 febbraio, Libreria Spazio Sette via dei Barbieri 7, ore 18:30

Il prof. Vito Mancuso presenta il libro «Gesù e Cristo» (Garzanti).

[Eventbrite Link]

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BRESCIA mercoledì 18 febbraio Diretta Live Streaming con gli studenti delle scuole superiori, ore 11:00 -

Seconda tappa di un progetto dedicato al tema della Intelligenza Artificiale. Il prof. Vito Mancuso risponderà in diretta alle domande formulate degli studenti.


TAVARNELLE VAL DI PESA (FI) sabato 21 febbraio Biblioteca Comunale Ernesto Balducci Piazza Matteotti, 4 ore 17:00

Il prof. Vito Mancuso presenta il libro «Gesù e Cristo». Dialoga con l’autore Don Alfredo Iacopozzi Direttore dell’ufficio Cultura della Diocesi di Firenze. Posti limitati. È richiesta la prenotazione a: cultura@barberinotavarnelle.it

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FIRENZE domenica 22 febbraio Libraccio Via de' Cerretani, 16r ore 11:00 

Marco Vannini presenta il libro «Esercitarsi a morire Mistica e filosofia». Dialoga con l’autore il prof. Vito Mancuso.

Esercitarsi a Morire


MILANO lunedì 23 febbraio Teatro Carcano, Corso di Porta Romana 63, ore 20:30

presentazione del saggio "Gesù e Cristo". Info e biglietti: 

[Teatro Carcano Link]

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GALLARATE (VA) martedì 24 febbraio Teatro delle Arti, Via Don Minzoni 5 – ore 21:00

Nell’ambito del Festival Filosofarti 2026 Lectio Magistralis del prof. Vito Mancuso: «Costruire comunità e valori». Prenotazioni dall’1 febbraio al sito: www.filosofarti.it

Filosofarti 2026

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Ribellarsi all’algoritmo

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Nel nuovo libro di Riccardo Luna una riflessione non manichea sulla natura dell’intelligenza artificiale. Non bisogna permettere che sia guidata a soli fini economici ma guidarla per diventare migliori.

Ribellarsi all'algoritmo [PDF]

Fino a una decina di anni fa molti politici e politologi nel mondo ritenevano che la prossima grande innovazione per l’incremento della democrazia sarebbe stata la tecnologia, e persino Papa Francesco giunse nel 2014 a definire internet “un dono di Dio”. Oggi, invece, non pochi sospettano che la tecnologia sia un pericolo per la democrazia e che questo dono di Dio sia in realtà molto simile al mitico vaso di Pandora escogitato dall’invidia di Zeus: quello scoperchiando il quale tutti i mali del mondo si diffusero sull’umanità. Sì, davvero “qualcosa è andato storto”, come Riccardo Luna, tra i più autorevoli giornalisti in materia di tecnologia, intitola il suo libro sui social network e l’intelligenza artificiale. Leggendolo si apprende come internet si era sviluppato ai suoi inizi con l’ambizione di rappresentare “la prima arma di costruzione di massa”, una rete capillare di computer che avrebbe favorito l’abbattimento delle barriere unificando l’umanità; e come oggi invece, a più di mezzo secolo da allora, il bilancio sia dolorosamente diverso, con la tecnologia dei social e dell’intelligenza artificiale ormai sempre più configurata come la più grande arma di seduzione di massa. Di fatto quello stesso strumento che nel 2008 aveva portato Barack Obama alla Casa Bianca (primo giovanissimo presidente nero: sembrava davvero che il mondo potesse cambiare, tanto che gli assegnarono il Nobel per la Pace quasi ancora prima di cominciare il mandato) oggi vi fa regnare un tipo così imbarazzante e volgare come Donald Trump e fa del non meno imbarazzante e volgare Elon Musk l’uomo più ricco e più potente del mondo. Sì, davvero, qualcosa è andato storto…

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Intervista al Mattino di Napoli

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CHIAMATEMI ERETICO DIVIDO GESÙ DA CRISTO

Napoli

Intervista Mattino 3.2.26 [PDF] 3.2.26.[PDF]

Doppio appuntamento con il teologo filosofo Vito Mancuso a Napoli all’Università Federico II (venerdì 6 ore 15:00), e all’Archivio di Stato (sabato 7 ore 10:30). La sfida all’ortodossia: «Distinguo tra le due figure sottraendomi alle concezioni dogmatiche e sottolineandone i legami». Intervista di Ugo Cundari per il Mattino di Napoli, martedì 3 febbraio 2026.

Qualche secolo fa avrebbe corso il rischio di fare la fine di Giordano Bruno, per fortuna i tempi sono cambiati ma Vito Mancuso, brianzolo del 1962, a lungo docente di Teologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, più di un attacco per quello che ha detto, e per le idee altrui diffuse, l'ha subito. Nel suo ultimo best seller, «Gesù e Cristo» Garzanti, separa le due figure e ne racconta le differenze. Mancuso sarà venerdì alle 15 al dipartimento di Scienze politiche della Federico II in via Rodinò per parlare dei più importanti maestri spirituali di tutti i tempi, e sabato alle 10.30 all'Archivio di Stato in piazzetta del Grande archivio per presentare il libro insieme a Ottavio Di Grazia.

Mancuso, secondo la rivista dei gesuiti «La Civiltà Cattolica» lei «nega o perlomeno svuota di significato una dozzina di dogmi della Chiesa cattolica»: sarà mai un teologo eretico? …

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Il Negativo e le sue forme

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Mancuso, Nori e il Male: «Se siamo capaci di indignarci significa che siamo sensibili ai valori».

di Eugenio Alzetta, La Repubblica Bologna 27 gennaio 2026

Al Mast, per il Laboratorio di etica, l’incontro fra il teologo e lo scrittore: «A farmi soffrire non è quello che possono fare a me, ma quello che posso fare io agli altri».

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Mancuso Nori e il Male [PDF]

BOLOGNA – Che cos’è il Negativo? Che cos’è il Male? Come si manifestano e quali sono le nostre reazioni? Su queste domande si è sviluppato l’incontro tra il teologo Vito Mancuso e lo scrittore Paolo Nori nel primo appuntamento dell’ottava edizione del Laboratorio di etica. Un evento ideato dallo stesso Mancuso, promosso da Mismaonda e ospitato dall’Auditorium della Fondazione Mast di Bologna di fronte a una platea di oltre trecento persone …

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Gesù e Cristo, la fede da adulti

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GeC4

«Il cristianesimo fatica a trasmettere una riflessione teologica matura. Dal saggio di Mancuso sul rapporto tra spiritualità e vita, un confronto a Tricase tra l’autore e il vescovo Angiuli». Articolo di Luigi Lochi su Il QuotidianodiPuglia.it, venerdì 23 gennaio 2026

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È difficile oggi trovare momenti e luoghi in cui affrontare criticamente un discorso sulla fede. Tradizionalmente il sapere teologico con i suoi linguaggi, almeno in Italia, è stato appannaggio soprattutto del clero e della sua gerarchia. Ai fedeli laici, nella migliore delle ipotesi è stata riservata una grammatica minima, fatta di formule e dogmi …

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Una nuova Riforma Tedesca

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Georg Bätzing

In Germania i cattolici vorrebbero creare un organismo inedito, la «Conferenza Sinodale». Un tentativo di democratizzare la Chiesa, già bloccato però dai papi Francesco e Leone

Una nuova Riforma Tedesca [PDF]

L’attuale braccio di ferro tra il Vaticano e la Chiesa tedesca va ben al di là di una disputa ecclesiastica perché simboleggia e rappresenta lo scontro di due epoche storiche e, più profondamente ancora, di due potenze che si contendono l’ultima parola all’interno della coscienza umana: il primato dell’Oggetto e della sua tradizione (tipico dell’epoca premoderna) contro il primato del Soggetto e delle sue esigenze (tipico della modernità) …

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Mancuso e Gesù oggi

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Dio è più della fede e di ogni religione. Parla a tutta l’umanità

Vito Mancuso al Bper Forum presenta il libro Gesù e Cristo. Intervista di Laura Solieri per la Gazzetta di Modena 18 gennaio 2026

Bper Forum [PDF]

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In questo nuovo saggio, Mancuso affronta il cuore della tradizione occidentale con il suo consueto approccio libero e rigoroso, proponendo una distinzione fondamentale tra la figura storica di Gesù il carpentiere di Nazaret, l'uomo della parola e dell'etica e il Cristo della fede, elaborato nei secoli dalla dogmatica ecclesiastica. Mancuso non si limita a districare la Storia (Gesù) dall'Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall'essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi. Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell'unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro …

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Riflettere sul Negativo

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Vito Mancuso dal 26 gennaio al Mast con il nuovo laboratorio. «È un tema scelto dal pubblico stesso». Intervista di Petro di Domenico su il Corriere della Sera 10.01.2026

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Il confronto con le tante facce che può assumere il Negativo è al centro della nuova edizione del Laboratorio di Etica ideato nel 2019 da Vito Mancuso, al via all'Auditorium Mast lunedì 26 gennaio alle 18,30. Un ciclo di 4 incontri con biglietti disponibili online da oggi su Vivaticket. Per Il Negativo e le sue forme il filosofo riproporrà la formula consueta per ogni lezione. Con una sua introduzione iniziale, relazioni degli ospiti scelti quest'anno, Paolo Nori, Giovanni Allevi e Roberta De Monticelli, e un dialogo finale. 

Mancuso, perché la Negatività? 

Alla fine dell'edizione precedente avevo proposto alle 400 persone del pubblico tre temi: il cibo inteso anche come nutrimento psichico, il Positivo con le varie forme di felicità e gioia e il Negativo. La maggioranza ha votato per quest'ultimo …

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Laboratorio di Etica 2026

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LABORATORIO DI ETICA di e con Vito Mancuso Ottava edizione

«IL NEGATIVO e le sue forme»

Aggiornamento LaboratorioDiEtica26_Locandina

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Apertura biglietteria su Vivaticket a partire da sabato 10 gennaio ore 10:00

Laboratorio di Etica 2026 Vivaticket [Link]

- Lunedì 26 gennaio ore 18:30 Vito Mancuso incontra Paolo Nori scrittore.

- Lunedì 02 febbraio ore 18:30 Vito Mancuso incontra Giovanni Allevi compositore direttore d'orchestra.

- Lunedì 09 febbraio ore 18:30 Vito Mancuso incontra Roberta De Monticelli professoressa, filosofa.

- Lunedì 16 febbraio ore 18:30 Conclusioni Vito Mancuso filosofo teologo

La rassegna di incontri si terrà al MAST.Auditorium, Via Speranza 42, Bologna

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Gesù e Cristo, recensione di Adriano Virgili

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Giordano

Il paradosso di Mancuso: un Gesù contemporaneo o un ritorno all’Ottocento?

L’orizzonte ermeneutico della rifondazione mancusiana.

Recensione al libro Gesù e Cristo di Adriano Virgili [Link]


 

Replica del prof. Vito Mancuso alla recensione di Adriano Virgili su “Gesù e Cristo”

Replica a Virgili [PDF]

1. 

Della lunga e articolata recensione critica del prof. Adriano Virgili al mio recente volume (pubblicata sul suo blog il 10 dicembre 2025) constato anzitutto che non c'è quasi nessuna osservazione critica dal punto di vista storico: il che, visto che il recensore è uno storico, penso sia la cosa più importante, anche alla luce del fatto che l’oggetto principale del mio lavoro è anzitutto la storia di Gesù.

2. 

Ho scritto “quasi” perché un appunto critico dal punto di vista storico in realtà c’è e consiste nel fatto che, secondo il prof. Virgili, io sostengo che il concetto di peccato originale sia “estraneo all’ebraismo palestinese”, giudizio ribadito nella risposta a un interlocutore dicendo di me: “Accolla l’idea del mondo come dominato dal peccato a Paolo” (dalla pagina facebook “Kairòs. Storia del cristianesimo” consultata il 14/12/25). La verità però è esattamente il contrario, visto che al punto 2 del paragrafo 152 del mio libro si legge:

“Paolo non fu il primo a concepire il peccato come una potenza maligna che a seguito di un primordiale tragico evento gettò la sua ombra nera sull’umanità tutta […] L’idea si ritrova già negli scritti della letteratura giudaica di taglio apocalittico […] in particolare in tre opere di tale letteratura: nel Libro di Enoc, precisamente nella sezione intitolata Libro dei vigilanti risalente al III secolo a.C., quindi decisamente anteriore a Paolo, e poi nella Apocalisse siriaca di Baruc e nel Quarto libro di Ezra, entrambe della fine del I secolo d.C. e quindi posteriori a Paolo e coeve dei più tardi scritti neotestamentari” …

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Perchè Gesù amava i poveri

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Matteo

«È impossibile dare una sola interpretazione del Discorso delle Beatitudini di Gesù. Di certo, la predilezione per gli ultimi era dovuta alla loro capacità di accettare un regno nuovo».

Perchè Gesù amava i poveri [PDF]

Tra le parole più famose e più importanti di Gesù vi sono le beatitudini, di cui però possediamo due versioni differenti e non poco discordanti. Secondo il Vangelo di Matteo infatti esse sono otto e vennero pronunciate da Gesù dopo essere salito “sul monte” all’inizio del celebre “discorso della montagna”; secondo il Vangelo di Luca invece sono quattro e vennero pronunciate “in un luogo pianeggiante”. Come andarono realmente le cose? Non lo sapremo mai. Possiamo però arrivare almeno a stabilire quali furono le parole autentiche di Gesù? …

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Gesù e Cristo sono due figure distinte

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Vito Mancuso: «Così spiego perché Gesù e Cristo sono due figure distinte». Intervista di Valentina Desalvo per Repubblica Bologna 7 dicembre 2025

Intervista Valentina Desalvo [PDF]

Vito Mancuso, docente universitario e fondatore del Laboratorio di Etica al Mast, ha appena pubblicato "Gesù e Cristo" (Garzanti). Un saggio che coinvolge oltre le proprie convinzioni, tenendo insieme l'impianto rigoroso delle ricerche sui testi con riflessioni e argomentazioni affascinanti. 

Per lei è una sorta di "libro della vita"? 

«Ci lavoro da anni, scrivevo e mi interrompevo. In questo libro ho fatto i conti con il cristianesimo, quindi con le radici dell'Occidente, perché per la mia generazione vale ancora quel che diceva Benedetto Croce, "Non possiamo non dirci cristiani". È stato anche un modo di fare i conti con me stesso, cercando di ridare linfa e verità alle radici ma senza estirparle per trapiantare nuove piante» …

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Gesù e Cristo

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Gesù e Cristo

VITO MANCUSO – GESÙ E CRISTO

in libreria per Garzanti editore da martedì 11 novembre 2025

Gesù nacque a Nazaret, Cristo a Betlemme. Gesù aveva un padre terrestre, Cristo era il Figlio Unigenito del Padre celeste. Gesù aveva quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle, Cristo era figlio unico. Gesù denunciava le ingiustizie, Cristo toglieva il peccato del mondo. Gesù morì gridando la sua disperazione, Cristo la sua vittoria. Se nessuno di noi ha incontrato Gesù, tutti noi abbiamo però incontrato Cristo. Chi fu dunque Gesù, e chi Cristo? E di chi parliamo quando ci riferiamo a Gesù-Cristo? Se già in precedenza Vito Mancuso aveva indagato il ruolo di Gesù come maestro di vita spirituale, accanto ad altri tre grandi maestri dell’umanità – Socrate, Buddha e Confucio –, ora in quest’opera capitale e innovativa raccoglie le ricerche e le riflessioni di una vita, dimostrando come la fede cristiana sia il frutto di una tradizione che, a partire da fatti documentati, si è a poco a poco arricchita di nuovi significati e di nuovi simboli. Mancuso non si limita tuttavia a districare la Storia (Gesù) dall’Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall’essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi. Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell’unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro.

ISBN: 8811016444 – Casa Editrice: Garzanti – Pagine: 768 – Data di uscita: 11-11-2025

Il Libraio.it [Link]

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Torniamo ad obbedire alla voce della coscienza

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Intervista al prof. Vito Mancuso di Laura Solieri per La Gazzetta di Modena 15 marzo 2025

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Modena [PDF] [PDF]

Domenica 16 marzo 2025 il Bper Forum di Modena ospita Vito Mancuso, teologo, scrittore ed editorialista de La Stampa, che presenta il suo ultimo libro "Destinazione Speranza" (Garzanti). In un presente dominato da terribili conflitti, disastri ambientali e inquietudini diffuse, guardare al futuro. con ottimismo sembra un'impresa sempre più ardua: ripiegandosi su se stesso, l'uomo sta a poco a poco perdendo la speranza in un domani migliore. Viene dunque da chiedersi: Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?». Cercando di rispondere a queste tre fondamentali domande, formulate per la prima volta dal filosofo Immanuel Kant, Mancuso guida i lettori alla ricerca del significato più profondo e autentico della nostra vita. Togliendo alla ragione ogni pretesa di possedere un sapere su Dio e sull'avvenire, "Destinazione Speranza” rifonda il senso della nostra esistenza su un presupposto inedito e dirompente: la libertà di obbedire. Se saremo in grado di essere noi stessi in relazione con gli altri, di resistere all'egoismo favorendo la solidarietà, di ridare valore alla dimensione morale al fine di agire con responsabilità, allora non tutto sarà perduto: solo così, infatti, potremo definirci donne e uomini davvero liberi e guardare con speranza, ragionevole e fondata, al futuro che ci attende …

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Il metodo Kant

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Il nuovo libro del filosofo teologo dedicato alle domande di Kant sul significato profondo dell’esistenza umana. Solo la cultura ci aiuta ad arricchire la nostra interiorità.

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Il metodo Kant

Per ognuno di noi la vita ha una direzione orizzontale e una direzione verticale. La direzione orizzontale riguarda la natura e la storia dentro le quali ci ritroviamo inseriti e che ci trasportano in avanti come un interminabile tapis roulant. La direzione verticale riguarda noi stessi nella nostra singolarità, dal giorno in cui siamo nati fino al giorno in cui moriremo scomparendo dal tapis roulant della natura e della storia che in nostra assenza continuerà a scorrere imperterrito esattamente come aveva fatto prima del nostro arrivo. 

Le domande, a questo punto, sono due. La prima: che senso ha il continuo scorrere in avanti dell’interminabile tapis roulant della natura e della storia? C’è un fine che lo guida, uno scopo, una tensione verso una meta, o è solo un meccanismo insensato, un gioco beffardo con qualche risata e qualche guizzo di intelligenza, ma il cui unico vero risultato complessivo è solo un mare di lacrime e di sangue? …

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Destinazione Speranza

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VITO MANCUSO – DESTINAZIONE SPERANZA 

in libreria per Garzanti editore il 15 ottobre 2024

Mancuso - Destinazione speranza

Vito Mancuso Destinazione Speranza [PDF]

In un presente dominato da terribili conflitti, disastri ambientali e inquietudini diffuse, guardare al futuro con ottimismo sembra un’impresa sempre più ardua: ripiegandosi su se stesso, l’uomo sta a poco a poco perdendo la speranza in un domani migliore. Viene dunque da chiedersi: «Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?». Cercando di rispondere a queste tre fondamentali domande, formulate per la prima volta dal filosofo Immanuel Kant, Vito Mancuso ci guida alla ricerca del significato più profondo e autentico della nostra vita. Togliendo alla ragione ogni pretesa di possedere un sapere su Dio e sull’avvenire, Destinazione Speranza rifonda il senso della nostra esistenza su un presupposto inedito e dirompente: la libertà di obbedire. Se saremo in grado di essere noi stessi in relazione con gli altri, di resistere all’egoismo favorendo la solidarietà, di ridare valore alla dimensione morale al fine di agire con responsabilità, allora non tutto sarà perduto: solo così, infatti, potremo definirci donne e uomini davvero liberi e guardare con speranza, ragionevole e fondata, al futuro che ci attende.

 ISBN: 8811010624 – Casa Editrice: Garzanti – Pagine: 288 – Data di uscita: 15-10-2024 – Edizione cartacea 18,00€

Garzanti [Link]  Feltrinelli IBS [Link]  Il Libraio [Link]

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Capisco Martina il corpo tortura

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Secondo il teologo, la donna triestina di 49 anni, tetraplegica, ha ragione. Ha denunciato l'azienda sanitaria dopo i no al suicidio medicalmente assistito.

Intervista di Valeria Pace a Vito Mancuso 

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Capisco Martina Il corpo tortura [PDF]

Rispettare la sacralità della vita, compito che ogni persona di retta coscienza deve sentire come proprio, significa rispettare la sacralità della libertà, che è il luogo dove il vivere si manifesta nel modo più intenso. Il filosofo e teologo Vito Mancuso non ha dubbi, è d'accordo con Martina Oppelli, l'architetta triestina di 49 anni resa tetraplegica dalla sclerosi multipla che chiede di poter accedere al suicidio medicalmente assistito, e dopo i ripetuti dinieghi ha scelto di denunciare l'azienda sanitaria (Asugi) per tortura … 

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La nazionalità non fa i cittadini. I popoli nascono dalla cultura.

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Nessuno Stato può "fare" esseri umani affermando la propria ideologia. Solo i regimi autoritari hanno sostenuto la coincidenza tra Stato e nazione

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Nazionalità [PDF]

 

“Fatta l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”, si dice che dichiarò Massimo D’Azeglio all’indomani della proclamazione dello Stato unitario nel 1861. Da allora il processo del “fare” gli italiani non è mai terminato e giustamente la politica in questi giorni sta discutendo sulla sorgente che conferisce a un essere umano lo stato giuridico di cittadino italiano. Il tema è urgente, anzi improcrastinabile, sia perché direttamente riguarda molte persone che vivono in Italia che non sono cittadini italiani e lo vorrebbero essere, sia perché indirettamente riguarda tutti gli attuali cittadini italiani in quanto chiarificatore (in questi tempi così confusi) della loro identità. Cosa significa essere cittadini italiani? In che modo “si fanno” gli italiani? Per essere un cittadino italiano è necessario essere di nazionalità italiana? Qual è il rapporto tra cittadinanza e nazionalità?

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Il vero problema non è il patriarcato ma il culto della forza di cui siamo schiavi

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In piazza gli slogan contro l’uomo al centro della società, ma la radice del male è la venerazione del potere. Quella che aveva Margaret Thatcher e non Gandhi. A uomini e donne dico: l’unica liberazione è la cultura. 

Il vero problema non è il patriarcato [PDF]

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L’altra sera, invitato da mia figlia, ho partecipato con lei e il suo ragazzo alla manifestazione contro la violenza sulle donne organizzata a Bologna da “Non Una di Meno”. C’erano diverse migliaia di persone, per lo più giovani, in maggioranza donne, ma anche noi uomini non eravamo pochi, ho persino intravisto alcuni signori definibili, come me, “di una certa età”. Cartelli, fischietti, alcune trombe, qualche pentola e relativi cucchiai, insomma le solite cose usate da sempre nelle manifestazioni per fare baccano e farsi notare. Di nuovo, per lo meno per me, c’erano le chiavi di casa, agitate da molte ragazze per simboleggiare con il loro tintinnio che neppure in casa si sentono sicure. Le agitava anche mia figlia, però con l’altro braccio si stringeva a me, quindi quel suo gesto non mi preoccupava. Al di sopra ovviamente svettavano gli slogan, gridati con forza e passione dalle giovani donne. Il più ripetuto era il seguente: “Lo stupratore / non è malato, / è figlio sano / del patriarcato” …

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