Pregare

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«Ciò che più manca al nostro tempo è proprio ”lo spirito di preghiera”, il saper fare silenzio, il mettersi in ascolto, il lodare gratuitamente per entrare in relazione con il mistero profondo della vita». Vito Mancuso

Maestri dello Spirito – Secondo Volume

Davide Maria Turoldo
Pregare

02 Pregare

L’invito, sensibile ed energico, di un gigante della spiritualità contemporanea a riscoprire la propria ricchezza interiore; un richiamo alla pienezza spirituale capace di accogliere la verità della realtà umana. Turoldo, con il suo entusiasmo contagioso e al di là di ogni specifico credo, non ci lascia fredde formule ma “preghiere” fatte di parole vive, interpreti dell’ineffabile che abita in noi.

DAVID MARIA TUROLDO (1916-1992) Sacerdote, teologo e poeta, dopo l’ordinazione nel 1940, fu assegnato al convento di Santa Maria dei Servi in San Carlo al Corso, a Milano, e durante l’occupazione nazista della città collaborò con la resistenza antifascista. Assieme al confratello Camillo de Piaz diede vita al centro culturale Corsia dei Servi. Ispiratore di un profondo cambiamento religioso e civile, è stato spesso osteggiato dalle autorità ecclesiastiche per le sue idee troppo liberali. Nel 1964 si stabilì a Sant’Egidio in Fontanella (BG) dove aprì la Casa di Emmaus per l’ospitalità e l’accoglienza. È stato autore di numerosi saggi, opere di prosa, di teatro e soprattutto di poesia.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Maestri dello Spirito

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IL CAMMINO DELL’ESSERE UMANO VERSO UNA VITA AUTENTICA
 
Le grandi voci della spiritualità contemporanea, in una collana a cura di Vito Mancuso per il Corriere Della Sera. Una raccolta di testi delle grandi figure profetiche del nostro tempo selezionati da Vito Mancuso, teologo e saggista tra i più apprezzati. Dai riferimenti della religione cristiana come Carlo Maria Martini, Davide Maria Turoldo, Madre Teresa di Calcutta, fino alle voci più originali come Ernesto Balducci, Etty Hillesum, Albert Schweitzer: un invito a riscoprire l’essere umano nella sua dimensione più autentica, attraverso una spiritualità fondata sui valori etici di verità, bene, giustizia. Ogni volume si apre con una introduzione del curatore che guida alla lettura e comprensione dei testi.

«Se viene meno la libertà e la sua consapevolezza, sfiorisce il senso stesso dell’esperienza spirituale e rimane solo una religione impoverita». Vito Mancuso

Primo Volume in edicola da martedì 30 novembre 2021

Carlo Maria Martini – Georg Sporschill
Conversazioni notturne a Gerusalemme
Sul rischio della fede

01 Conversazioni notturne a Gerusalemme
Il testamento spirituale di una delle più grandi voci profetiche del nostro tempo: Carlo Maria Martini, nel dialogo notturno con il gesuita Georg Sporschill, affronta i temi fondamentali della fede, del Male, della presenza della Chiesa nel mondo moderno. Animati da un’incessante ricerca di senso e dalla profonda fiducia nella libertà di pensiero, i due religiosi guidano la loro riflessione sulle tracce di un’autentica e piena esperienza spirituale.

CARLO MARIA MARTINI  (1927-2012) Gesuita, biblista di fama internazionale, è stato arcivescovo della Diocesi di Milano dal 1980 al 2002, cardinale dal 1983 e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee dal 1986 al 1993. Negli ultimi anni di vita, si è ritirato a Gerusalemme per proseguire la preghiera e gli studi biblici.

GEORG SPORSCHILL Gesuita, laureato in psicologia e pedagogia, è impegnato attivamente in campo sociale. È fondatore di associazioni di sostegno agli ultimi: Concordia, per i bambini di strada e minori abbandonati in Europa orientale, e Elijah, per le popolazioni rom in Romania.

VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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La vita è sacra solo se libera

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SU ETICA E DIRITTI LA CHIESA NON BRILLA. LA VITA È SACRA, MA SOLO SE È LIBERA

Intervista a Vito Mancuso di Domenico Agasso sul tema del suicidio assitito. La Stampa 25 novembre 2021

Intervista a La Stampa [PDF]

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«La morte è inevitabile, ma la si può affrontare da persona consapevole anche in condizioni fisicamente drammatiche»
«Se Mario chiede il suicidio non è perché vuole morire ma perché vuole vivere anche la sua morte»
«Per i credenti il punto di riferimento deve essere la coscienza il luogo in cui lo spirito di Dio parla all’uomo»

Vito Mancuso

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La fede & noi

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Gianfranco Ravasi: «Non c’è più il grande ateismo, né la grande profezia. Il colore che domina è il grigio» dialogo/intervista con Vito Mancuso per 7 settimanale del Corriere della Sera

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Intervista a Ravasi [PDF]

Avevo pensato che a causa delle mie idee poco ortodosse il cardinale non avrebbe accettato di essere intervistato da me, ma mi sbagliavo. Così dopo averlo avuto come professore di Antico Testamento e di Greco biblico nel seminario di Milano, e dopo averlo incontrato più volte presso la Biblioteca Ambrosiana di cui era Prefetto, ora lo rivedo qui in Vaticano dove da 15 anni presiede il Pontificio Consiglio per la Cultura. L’occasione è l’uscita del suo nuovo libro nella collana Scienza e idee di Raffaello Cortina: Biografia di Gesù. Secondo i Vangeli. Entra con un radioso sorriso e io noto con gioia che il tempo è stato benevolo con lui. Rievochiamo un po’ il passato e le conoscenze comuni, anche il linguaggio rispecchia che le cose non sono cambiate perché lui mi da del tu e io del Lei (mi dice di passare al tu, ma io non ci riesco). Poi mi introduce in una grande sala per l’intervista e io, rivolgendomi al ministro del Vaticano per la cultura, inizio proprio da qui.

Eminenza, secondo lei che cultura aveva Gesù? Alcuni studiosi sostengono che era analfabeta, altri colto e plurilingue. Lei che ne pensa?

«Questa è una delle domande più interessanti, che di solito non viene fatta. Dapprima occorre dire che il contesto culturale in cui egli viveva non supponeva la scrittura e infatti non si dice mai che egli scrive, se non una volta, per terra, nella polvere. Si sa però che legge. Aveva ricevuto la prima formazione nella modestissima scuola della sinagoga di Nazaret, la sua lingua era l’aramaico, conosceva l’ebraico classico, ma non è possibile dire che egli conoscesse il greco, di cui forse sapeva solo qualche parola. Dal materiale storicamente riconducibile a lui non riusciamo a verificare le sue conoscenze concrete. La mia convinzione è che egli fosse una figura simile a spugna, uno di quelli che riescono a filtrare e a comprendere percorsi diversi, un uomo molto sensibile alle atmosfere e per questo capace di conoscere con precisione le tipologie fondamentali del suo mondo, entrando però anche in polemica con esse, il che dimostra che era non solo recettivo ma anche creativo. Anzi, io direi che proprio questa era la sua grandezza» …

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Cultura e Scienza

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Marco Malvaldi, Vito Mancuso, Guido Tonelli

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«Cosa ha a che fare Henri Poincaré, matematico e fisico francese, con lo scrittore e poeta americano Edgar Allan Poe? Quali sono i possibili modelli che regolano il rapporto tra scienza e fede? Con quale arroganza noi Sapiens abbiamo chiamato Cosmo la meraviglia che ci circonda? In un percorso a tre tappe dal particolare all'universale, il libro ripropone le tre lectio dell'ottava edizione del Festival del Giornalismo culturale nel dialogo tra lo scrittore Marco Malvaldi, il filosofo e teologo laico Vito Mancuso e il fisico Guido Tonelli. Tre prestigiose voci per una lettura agile e affascinante. Il saggio è il terzo numero della nuova collana #fgcult – informazione culturale dedicata a comunicazione e cultura, la cui peculiarità è quella di porsi come strumento d'indagine integrativo e complementare al Festival del giornalismo culturale».

Dettagli. Autori: Marco Malvaldi, Vito Mancuso, Guido Tonelli – Editore: Aras Edizioni Collana: #fgcult. Informazione culturale. Anno edizione: 2021 – In commercio dal: 7 ottobre 2021 Pagine: 94 p., Brossura EAN: 9791280074232

Cultura e Scienza IBS [Link]

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Vito Mancuso – Il coraç e la pôre

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Traduzione in friulano de "Il Coraggio e la Paura" a cura di Giuseppe Agostinis prossimamente nelle librerie del Friuli. Presentazione del testo giovedì 4 novembre al Centro di Accoglienza Balducci di Zugliano (UD).
«Uno dei motivi di questa traduzione è che non ho trovato testi scritti in friulano che parlassero di filosofia e teologia, per cui con questo lavoro ho voluto dimostrare ai friulani che con la nostra lingua possiamo trattare anche argomenti alti, come filosofia, teologia e spiritualità, sull’esempio di quelli contenuti in questo testo». Giuseppe Agostinis
 
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Vito alle Xgiornate di Brescia

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«Il senso della vita si trova lavorando per essere felici»
Intervista di Lara Minelli per Bresciaoggi.it martedì 21 settembre 2021

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Intervista Xgiornate Bresciaoggi.it [PDF]  Recensione Xgiornate Brescia 2021 [PDF]

Dall’origine della parola al senso della vita. Profonde riflessioni per riscoprire il proprio senso. Indaga Vito Mancuso, celebre teologo, filosofo e accademico. I suoi scritti sono tradotti in più lingue. Il suo pensiero è spesso al centro di discussioni per le posizioni non sempre allineate con le istituzioni ecclesiastiche. La coerenza anima le sue pubblicazioni come i suoi interventi. È stato ospite del festival le XGiornate, per incontrare nuovamente il pubblico bresciano …

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Il Dante laico un eretico in Paradiso

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Collocò i papi all’inferno, separò teologia e politica e le sue opere furono bandite

Schermata 2017-05-29 alle 14.07.13Il centro matematico della “Commedia” è una terzina in cui si celebra la libertà in quanto possibilità di libera decisione: «Se così fosse, in voi fora distrutto / libero arbitrio, e non fora giustizia / per ben letizia, e per male aver lutto» (“Purg.” XVI, 70-72). L’intera opera in realtà ruota attorno al concetto di libero arbitrio, come spiega Dante stesso presentando il suo lavoro: «L’uomo, meritando o demeritando nell’esercizio del suo libero arbitrio, è soggetto al giusto premio o alla giusta pena» (“Epistola a Cangrande”, 8). È per questo che si dà commedia, cioè movimento, trama, creatività, mentre in sua assenza si avrebbe tragedia, come Edipo destinato a uccidere il padre e a giacere con la madre, oppure farsa, mero caos, assenza totale di struttura. Uno dei versi più belli è quello con cui Virgilio, accomiatandosi da Dante, gli conferisce la corona e la mitria attestando che ormai egli è re e papa di se stesso: «Per ch’io te sovra te corono e mitrio» (Purg. XXVII, 142). Appare qui l’altissimo senso della libertà della coscienza personale coltivato da Dante, confermato da quanto scrive al signore di Verona: «Coloro che hanno vigore d’intelletto e di ragione sono dotati di una sorta di divina libertà e non sono rigidamente legati a nessuna consuetudine; e ciò non fa meraviglia, perché non essi sono diretti dalle leggi, ma piuttosto le leggi da loro» (Epistola a Cangrande, 2). Tale primato della coscienza ha ben poco a che fare con lo stereotipo del medioevo oscurantista e non a caso si ritroverà nell’umanesimo con la Oratio pro hominis dignitate di Pico della Mirandola del 1486, e nella modernità con lo scritto di Kant del 1784 Risposta alla domanda: Che cos’è l’illuminismo? …

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L’Io esiste solo in quanto frutto delle sue relazioni

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Intervista a Vito Mancuso di Gianfranco Brevetto per EXagere

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Io esiste solo in quanto frutto delle sue relazioni – Intervista a Vito Mancuso [PDF]

Intervista a Vito Mancuso – EXagere [Link]

La lettura degli scritti di Vito Mancuso è sempre un’esperienza di arricchimento, di riflessione. Nel suo saggio, La vita autentica, l’autore tocca e sollecita sensibilità spesso dimenticate e soffocate da una quotidianità che ci rende irriconoscibili. Ringraziamo il professor Mancuso per aver, amabilmente, accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

– Il suo saggio pone questioni centrali per l’uomo, ad iniziare dalla libertà. L’uomo autentico, per lei, è l’uomo libero, libero da se stesso e che vive per la giustizia e il bene. Ma, nella vita di tutti i giorni, come facciamo a distinguere l’autentico dal falso?

– Occorre precisare, in primo luogo, che questi giudizi vanno riferiti a se stessi. Nel Vangelo, considerato anche come fonte di sapienza di vita, Gesù ci dice, nel discorso della montagna, di non giudicare e, nel Vangelo di Luca, ci chiede: perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?

Bisogna stare molto attenti ad attribuire alle persone un giudizio così pesante come quello d’inautenticità, non possiamo giudicare l’intimo di una persona. Mentre possiamo farlo per le sue azioni, le sue parole, ma bisogna essere molto cauti nel dire a qualcuno: sei falso!

Seguendo le due citazioni evangeliche, vediamo ora cosa accade rispetto all’autenticità di se stessi. In proposito, mi viene in mente la parola armonia. Essa è, al contempo, il risultato dell’accordo con sé e con gli altri che compongono i vari sistemi di cui facciamo parte, la famiglia, l’azienda, la classe, il condominio. L’armonia con sé è anche la base su cui si costruisce l’armonia con gli altri. Essa è il criterio, oggettivo e soggettivo al contempo, sul quale misurare l’autenticità della propria vita. Ma presuppone equilibrio. Non possiamo raggiungere l’armonia con gli altri a scapito di quella con noi stessi, se ci si dedica completamente agli altri, ma dentro si è infelici, scontenti, insoddisfatti, ci si trova di fronte ad una vita non ancora giunta all’autenticità. Allo stesso modo quando si raggiunge una presunta armonia di se stessi ma si producono disarmonie e conflitti con gli altri, parimenti siamo di fronte a qualcosa d’imperfetto …

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