Prossimi appuntamenti con Vito

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MIRANO (VE) martedì 21 luglio Corte di Villa Belvedere, via Belvedere, 6 ore 21:00

Nell’ambito di “Conversazioni al Belvedere – Dialoghi d’Autore”, Vito Mancuso: «Gesù e Cristo». Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Locandina Conversazioni al Belvedere [PDF]

Locandinna Conversazioni al Belvedere 2026


FANO (PU) sabato 25 luglio, Arena BCC Strada Petruccia 16, ore 21:15

Cultura sotto le stelle, prima edizione 2026; Vito Mancuso: «Il senso della vita al tempo dell’Intelligenza Artificiale».

LiveTicket [Link]

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Magnifica Humanitas

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LA LEZIONE DI SPIRITUALITÀ E LA POLITICA CHE NON DECIDE

Leone Lampedusa

La Lezione di spiritualità di Leone [PDF]

"Magnifica humanitas". Il titolo scelto da papa Leone per la sua prima enciclica dedicata all'intelligenza artificiale contrassegna il medesimo spirito del grande, anzi grandissimo, discorso di ieri a Lampedusa, il più bello di questo giovane pontefice, destinato a mio avviso a far parte dei più bei discorsi di sempre del bimillenario magistero papale.

L'umanità è magnifica "sempre" ed è magnifica "tutta". Non solo l'umanità che costruisce l'intelligenza artificiale, ma anche quella che sfugge dalla miseria. Non solo quella che si preoccupa di mangiare meno per non ingrassare, ma anche quella che si preoccupa di mangiare per non morire. Magnifica humanitas sempre e comunque: nord o sud, bianca o nera, cristiana o musulmana, di altra religione o di nessuna. L'umanità è magnifica anche quando è misera, sporca, ferita; anche quando è contro i tuoi immediati interessi e ti converrebbe respingerla; anche quando di fatto non lo è per nulla, perché maledorante, ostile, aggressiva. Sono discorsi irragionevoli? …

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La scoperta dell’amicizia

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Al centro della nostra esistenza c'è la missione infinita di conoscere noi stessi. Ci si può arrivare confrontandoci con chi ci è talmente vicino da essere un alter ego.
 
 
Questo articolo ha per tema l’amicizia e per svolgerlo inizio da questa domanda: c'è qualcosa di più importante del conoscere se stessi? C'è qualcosa che in questo breve spazio dell’esistenza richiede maggiore attenzione da parte nostra? È una domanda retorica la mia, una domanda cioè la cui risposta è spontanea e persino scontata, e che in questo caso si traduce in un sicuro e immediato no: no, non c'è niente di più importante del conoscere se stessi, operazione alla quale dovremmo consacrare la più grande attenzione. E se non lo facciamo? Montaigne è tagliente come un coltello nel ricordarci le conseguenze: “Nessuno sta male per molto tempo se non per colpa sua” (Saggi, I, 14). Oggi tutti si lamentano e la colpa dei loro mali l’attribuiscono sempre agli altri, siano essi i vicini di casa o il governo nazionale, il coniuge o la comunità europea. Ma la realtà è che la gran parte delle cose che ci affliggono e per le quali ci lamentiamo dipende da noi: non sempre nel senso che noi abbiamo il potere di modificarle, ma sempre nel senso che abbiamo il potere di capire perché ci affliggono e di conseguenza farci affliggere meno, o addirittura per nulla.
 
Ti dà fastidio il rumore del vicino? Gli hai parlato e lui non se ne cura? Ecco che quel suo rumoreggiare si ingigantisce nella tua mente e diventa un’ossessione, per cui anche il minimo rumore ti sembra un uragano, per giunta scatenato apposta contro di te: la nostra mente è molto abile nel perdersi nel labirinto dei propri irrealistici pensieri. Il rumore è rumore, è evidente, e quando è troppo non si vive, non voglio certo giustificare i disturbatori della quiete pubblica che anzi va scrupolosamente salvaguardata dalle autorità perché ne dipende non poco la qualità della nostra vita. Voglio solo dire che c’è modo e modo di reagire al rumore, così come a tutti gli altri fastidi o malanni o minacce. I mali arrivano, non ci possiamo fare nulla, è così dai tempi di Omero e così sempre sarà; dobbiamo lottare per eliminarli, certo, ma nel frattempo possiamo lavorare su noi stessi perché ci affliggano sempre meno. Montaigne infatti aveva ragione: nessuno sta male per molto tempo se non per colpa sua. Proseguiva: “A chi non ha coraggio di sopportare né la morte né la vita, a chi non vuol resistere né fuggire, che cosa gli si può fare?”…

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Una vita in ricerca

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IL CRISTIANESIMO COSÌ COM’È OGGI NON FUNZIONA PIÙ

Intervista di Valentina Paderni al prof. Vito Mancuso su Libertà, quotidiano di Piacenza.

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C'è chi lo osteggia e chi ne capisce la profondità di pensiero. È un personaggio divisivo ma di immensa cultura teologica. Così don Umberto Ciullo, parroco di Roveleto descrive il primo ospite della rassegna "Voci dal castello". Si tratta del professor Vito Mancuso: un professionista stimato da tanti, scomodo per tanti altri. Ha pubblicato oltre 30 saggi (almeno uno all'anno), è volto noto in tv, è desiderato in numerosi festival e ha una 'platea' social importante (in oltre 92mila lo seguono su Facebook, in oltre 35mila lo seguono su Instagram). Mancuso è ricercatissimo. Tanto che don Umberto ammette: L'ho rincorso per tre anni. Ora ci siamo, si è creata l'occasione per accoglierlo al castello di Cade, stasera, venerdì, alle 21. 

Professore, cos'è una vita in ricerca? 

Ricercare vuol dire studiare, confrontarsi, tenere aperta la mente alle diverse tradizioni spirituali. Collegherei la ricerca all'inquietudine e alla contraddizione, al fatto che nella vita umana ci sono una serie di circostanze, persone, cose, eventi che danno gioia e altre che fanno l'operazione contraria. E dall'esporsi senza ideologie di sorta a questa contraddittorietà dell'esistenza che nasce l'inquietudine della ricerca. Mi viene in mente la frase di Pascal "Tu non mi cercheresti, se non mi avessi già trovato". Se c’è una ricerca è perché c'è la speranza effettiva, che qualche volta diventa anche esperienza, di una pienezza di vita…

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Agli antipodi di Martini

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Il teologo: «Ha incarnato la Chiesa più conservatrice, coerente fino alla fine. Sul caso Welby prese una decisione terribile». Intervista di Francesco Bei a Vito Mancuso pubblicata su Repubblica del 18 giugno 2026. 

Agli Antipodi di Martini [PDF]

Il teologo Vito Mancuso individua in Camillo Ruini il campione di quella parte della Chiesa più conservatrice che ha cercato in tutti i modi di frenare le potenzialità del Concilio Vaticano II. Un uomo di destra, non solo nella politica italiana ma anche sul lato ecclesiale, contrapposto all'ala progressista che si riconosceva nell'arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini. 

Camillo Ruini era un conservatore in politica, sostenitore dei governi Berlusconi, amico di Salvini e, da ultimo, ammiratore di Meloni. E dal punto di vista teologico? 

«Perfettamente in linea con le considerazioni di taglio politico. Del resto era un uomo intelligente, razionale, amava l'ordine, la linearità. Un uomo così non avrebbe potuto avere due registri diversi. E quindi la linea della conservazione politica rispecchiava perfettamente quella della conservazione ecclesiale» …

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Il cardinal Ruini

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Camillo Ruini

Il cardinal Ruini [PDF]

Articolo di Giovanni Colombo, già responsabile dei giovani di Azione Cattolica della Diocesi di Milano e consigliere comunale di Milano.

Ha lasciato questa terra di terra e sassi colui che è stato il capo della Chiesa italiana per più di trent’anni. Eminence, come lo chiamava scherzosamente la Littizzetto, dal 1991, per 16 anni, ha guidato la Conferenza Episcopale italiana. Ma già dal 1986, da segretario, ha comandato. E la sua influenza sì è stesa pure sui dieci anni di presidenza del suo successore, il fido cardinal Bagnasco…

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Cosa può fare il Silenzio

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Cosa Può Fare il Silenzio

 

Prefazione al libro di Gabriele Goria  Cosa Può fare il Silenzio – [PDF]

 

Cosa puo fare il silenzio – copertina

 

 

Sono sul treno che da La Spezia mi sta portando a Parma dove spero di arrivare in tempo per la coincidenza per Bologna che mi riporterà a casa. Ho appena concluso la lettura del dattiloscritto di Gabriele Goria di cui qualche mese fa ho accettato al buio di scrivere una prefazione. A proposito di buio, in questo momento il treno è in una galleria e la voce dell’altoparlante sta ricordando le istruzioni sui biglietti elettronici e altri dettagli informativi che si ripetono metodicamente e che avrò sentito già tre o quattro volte dalla partenza, ma è una bella giornata di sole e più che il buio delle gallerie, da cui peraltro in questo momento siamo già usciti, sono le immagini dei colli e dei torrenti, e della natura ormai quasi primaverile con i suoi primi fiori, a incidersi nei miei occhi …

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Dio non preferisce un solo popolo

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A proposito della vicenda Israele e Palestina. Un libro su Gesù e Cristo: «Il primo un profeta apocalittico, l’altro riletto dai discepoli».

Intervista al prof. Vito Mancuso di Piero Erle su il Giornale di Vicenza del 11.6.2026

Dio non preferisce un solo popolo [PDF]

“Gesù nacque a Nazaret, Cristo a Betlemme”. “Gesù aveva quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle. Cristo era figlio unico”. È uno schiaffo alle certezze dei credenti cristiani, la nuova mastodontica opera Gesù e Cristo, edizioni Garzanti, che il teologo laico e filosofo Vito Mancuso ha presentato giovedì 11 giugno 2026 al Castello degli Ezzelini a Bassano, primo giorno della rassegna “Resistere”.

Prof. Mancuso, la questione fondamentale è quella che il titolo riassume nella “e” che differenzia Gesù da Cristo. Ma chi era allora Gesù?

Gesù era la figura storica, reale, di un ebreo di 2 mila anni fa che si può ricostruire dalla lettura critica del Nuovo Testamento e delle fonti coeve. A mio avviso, ne emerge che era un profeta escatologico e apocalittico: attendeva la rivelazione finale del Regno di Dio con la trasformazione completa della storia, un momento di giudizio per tutta l’umanità che lui attendeva molto presto …

Il Cristo è invece ben altro?

Certo. Innanzitutto non è un nome personale ma un titolo come “re”, che definisce l’importanza storica del soggetto di cui si parla. È “l’unto”, che è esattamente il Messia atteso da Israele. Ma per questo vanno divisi: Gesù non era il Messia atteso, un re vittorioso che avrebbe stabilito l’indipendenza di Israele. Il cristianesimo invece lo intende come “l’agnello di Dio”, predestinato a dare la sua vita sulla croce. Io presento un’altra visione …

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Il divino è un mistero tradito dalle religioni

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Il filosofo-teologo cita il cardinale Martini e Lucio Dalla per spiegare che “l’invenzione di Dio” è in realtà la scoperta di una realtà dentro di noi

Articolo di Piero Erle su Il Giornale di Vicenza dell'11.06. 2026

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«Non puoi rendere Dio cattolico». Cita per due volte un famoso cardinale cattolico, Carlo Maria Martini che gli è stato amico, il filosofo teologo Vito Mancuso. È di fronte a un teatro Olimpico gremito che non si perde una parola della sua lezione-recitazione: si prende il palco da maestro, arrivando in scena con un impermeabile che si toglie davanti a tutti e iniziando a camminare avanti e indietro, quasi sempre senza ricorrere ai suoi fogli, incarnando di fronte alla scena di Tebe i famosi filosofi paripatetici dell’Antica Grecia. «Dio è al di là dei limiti, delle definizioni che stabiliamo e di cui nella vita abbiamo bisogno, ma non dobbiamo confonderle con Dio, il cui cuore è sempre più vasto. Egli non si lascia addomesticare»…

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La ferita e il mondo

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Che cosa fare del male che mi accade? Ritiro di riflessione e meditazione

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Badia di Passignano (FI) Centro di Spiritualità San Giovanni Gualberto agosto 2026

Turno I: da domenica 23 a martedì 25, oppure Turno II: da giovedì 27 a sabato 29

con Gabriele Goria, Vito Mancuso. Programma curato da Armando Buonaiuto.

La Ferita e il Mondo [PDF]

La Ferita del Mondo

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