Intervista di Silvia Nucini

NON TI MANCHI MAI LA GIOIA

è un augurio e il titolo del nuovo saggio di Vito Mancuso. Ma come si può ottenere questa gioia? Non grazie alla fortuna, né al caso – sostiene il teologo intervistato in questa puntata – quanto piuttosto al lavoro che ognuno di noi deve fare, liberandosi lungo il percorso dalla sfiducia e dalla tentazione di mettersi al centro di tutto.

Non ti manchi mai la gioia – Intervista [Link]

Voce ai libri

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Il silenzio interiore come antidoto al culto dell’io

Dialogo con Vito Mancuso 

intervista di Marco Bevilacqua, Rocca 1 gennaio 2024

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Intervista a Vito Mancuso Rocca  [PDF]

Silenzio Interiore antidoto culto dell'Io [PDF]

Il 57° Rapporto sulla situazione sociale del Paese diffuso a dicembre dal Censis interpreta i più significativi fenomeni socio-economici in atto nel Paese. Quella del 2023 è una fotografia per molti versi impietosa di un’Italia che sembra invecchiata, rassegnata, piegata dalle avversità e da un clima generale stagnante: giusto il tempo di lasciarsi alle spalle il Covid, anche se non completamente debellato, e ora gli italiani sono angosciati dalla crisi della sanità, dai femminicidi, da un potere d’acquisto sempre più inadeguato all’inflazione, dal baratro dei conti pubblici, da una politica incapace di dialogo e di visione. Per non parlare della pena e del senso di impotenza di fronte alle guerre in Ucraina e nella striscia di Gaza, che continuano a mietere migliaia di vittime. 

A soffrire di più di questa opaca fase di ripiegamento sono le giovani generazioni, quelle più sensibili anche al degrado dell’ecosistema, altra grande fonte di preoccupazione. Cominciamo da qui il nostro dialogo con Vito Mancuso, teologo e lucido osservatore dei fenomeni sociali del Paese. 

Professore, lei recentemente ha scritto su La Stampa che il Censis racconta di giovani che, rinunciando all’idea di poter cambiare il mondo, stanno perdendo la speranza a causa della mancanza di orientamento. 

Il bisogno fondamentale dell’essere umano è qualcosa che riguarda la mente, più che il sentimento, che pure è importante ma a un livello meno essenziale. Sto parlando di valori, di punti di riferimento etici. La rassegnazione dei giovani di cui parla il Rapporto è causata dall’assenza dai nostri orizzonti di un’idea forte, della stella luminosa che illumini il cammino. Un’assenza imputabile alla secolarizzazione, alla crisi dei valori religiosi e delle ideologie, malattia di cui soffre tutta la società, ma in particolare la sua parte più ingenua, più fragile, e cioè i giovani. Già nel 1802 Hegel parlava della morte di Dio …

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Sull’intelligenza artificiale

 La tecnologia prende il sopravvento per il potere seduttivo che ha sui giovani. Fra genitori e figli sembra più facile parlarsi con lo smartphone che di persona.

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Intelligenza Artificiale [PDF]

 

Parlando di intelligenza artificiale (IA) parliamo di una cosa molto lontana e molto vicina. Molto lontana, perché a decidere a suo riguardo sono pochissimi. Quanti saranno nel mondo? Otto? Ottanta? Non credo molti di più, tanto immenso è il potere tecnologico ed economico per poterlo fare. Molto vicina, perché essa ci riguarda tutti direttamente, nessuno escluso degli otto miliardi che siamo. Questa sproporzione tra un vertice piccolissimo e una base immensa è uno degli elementi più peculiari e più preoccupanti della materia detta IA …

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I giovani senza orientamento

Il Censis descrive una generazione di esuli che non lottano più perché sentono di non poter cambiare nulla, ma la speranza non può morire: togliamo un po’ di denaro ai plurimilionari del mondo del divertimento e diamolo agli insegnanti e a tutti gli educatori. 

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Giovani senza orientamento [PDF]

 

“All You Need is Love”, “Tutto ciò di cui hai bisogno è l’amore”, cantavano i Beatles affermando il primato dell'amore nell'esistenza umana. Dicevano bene ma non del tutto a mio avviso, perché in realtà ciò di cui tutti noi abbiamo veramente bisogno è l’orientamento. “All You Need is Orientation”: la vita è un viaggio in regioni sconosciute e richiede costantemente una bussola. L'amore naturalmente lo è, è una forma di orientamento tra le più forti ed efficaci perché concerne sia la mente sia il cuore, sia la ragione sia i sentimenti, ma lo è veramente quando è “vero”. Altrimenti può essere una trappola, persino una dannazione, come quotidianamente insegnano i numerosi femminicidi e suicidi e tragedie di ogni tipo a esso connesse. Per questo la più preziosa risorsa per un essere umano è l'orientamento, e una società è tanto più forte quanto più ha e conferisce orientamento. Proprio l'orientamento però è ciò che manca alla nostra società quale viene fotografata dal nuovo rapporto del Censis ..

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Il vero problema non è il patriarcato ma il culto della forza di cui siamo schiavi

In primo piano

In piazza gli slogan contro l’uomo al centro della società, ma la radice del male è la venerazione del potere. Quella che aveva Margaret Thatcher e non Gandhi. A uomini e donne dico: l’unica liberazione è la cultura. 

Il vero problema non è il patriarcato [PDF]

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L’altra sera, invitato da mia figlia, ho partecipato con lei e il suo ragazzo alla manifestazione contro la violenza sulle donne organizzata a Bologna da “Non Una di Meno”. C’erano diverse migliaia di persone, per lo più giovani, in maggioranza donne, ma anche noi uomini non eravamo pochi, ho persino intravisto alcuni signori definibili, come me, “di una certa età”. Cartelli, fischietti, alcune trombe, qualche pentola e relativi cucchiai, insomma le solite cose usate da sempre nelle manifestazioni per fare baccano e farsi notare. Di nuovo, per lo meno per me, c’erano le chiavi di casa, agitate da molte ragazze per simboleggiare con il loro tintinnio che neppure in casa si sentono sicure. Le agitava anche mia figlia, però con l’altro braccio si stringeva a me, quindi quel suo gesto non mi preoccupava. Al di sopra ovviamente svettavano gli slogan, gridati con forza e passione dalle giovani donne. Il più ripetuto era il seguente: “Lo stupratore / non è malato, / è figlio sano / del patriarcato” …

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Liberiamoci dal dio dell’ego

Da tempo ci siamo rifugiati nel culto di noi stessi e ci siamo trasformati nei nostri peggiori nemici. Ogni passione diventa una galera perché la cerchiamo al di fuori della spiritualità, ma lì sta la vera gioia. Estratto dal nuovo saggio del prof. Vito Mancuso pubblicato su la Stampa del 14 novembre 2023.

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Mancuso - Non ti manchi mai la gioia. Breve itinerario di liberazione

Non esiste epoca, stagione o anche solo momento dell’avventura umana che, risvegliandosi alla consapevolezza e all’onestà intellettuale (la forma più preziosa di onestà, da cui procedono tutte le altre), non abbia provato l’amara esperienza di essere in trappola. Le mitologie, le religioni, le filosofie ne danno ampia attestazione. Gli ambiti vitali, proprio perché danno vita e risultano indispensabili, legano a sé e quindi intrappolano. Nello stesso momento in cui ti danno vita, ti tolgono libertà. Tu non ne puoi fare a meno, e loro ti imprigionano dentro di sé. Possiamo vivere senza l’amore? La risposta ovviamente è no, ma l’innamoramento e l’amore sono non di rado un assillo, un travaglio, un incubo da cui non si riesce a liberarsi. Lo mostrano Ovidio con Corinna, e tutta la letteratura universale che attesta l’assonanza, esistenziale oltre che linguistica, del binomio amore-dolore. Shakespeare fa parlare così Romeo rivolto a se stesso mentre sente divampare l’amore per Giulietta: «Torna indietro, o inanimata argilla del mio corpo, e ritrova il tuo centro». La centratura più entusiasmante ma al contempo il decentramento più indebolente, la gioia più intima ma al contempo la sofferenza più penetrante, la generosità senza confini ma al contempo un astio altrettanto illimitato, provengono proprio da quel sentimento incontrastabile che chiamiamo amore. Possiamo vivere senza la famiglia, o quella d’origine, o quella che ci siamo formata, o quella che vorremmo formarci, sia pure talora in forma diversa da quella tradizionale? No, c’è una tensione insopprimibile verso la vita insieme ad altri esseri umani …

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La quarta età della memoria

Ogni fase della vita è caratterizzata da una attività e per Bobbio nella vecchiaia è decisivo ricordare. Coltivare lo stupore di fronte alla capacità della mente di rimembrare è il modo migliore per stare al mondo.

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La quarta età della memoria [PDF]

“Equilibrio termodinamico”, così Erwin Schrödinger, fisico, premio Nobel e uno dei padri della meccanica quantistica, definisce, nelle sue lezioni sulla vita, la morte. Ne consegue che la vita è disequilibrio termodinamico, e che il vivere consiste in una questione di passaggio di calore, sia fisico sia emotivo, il quale tanto più passa quanto meno regnano stasi e uniformità. Schrödinger parla anche di “entropia negativa”, affermando che è esattamente ciò di cui la vita si nutre. Tutto infatti tende verso lo stato caotico detto entropia che è assenza di struttura e di ordine (l’entropia massima è la morte), ma vivere significa contrastare questa tendenza al disordine introducendo dentro di sé entropia negativa, ovvero ordine. Scrive: “Ciò di cui si nutre un organismo è l’entropia negativa”. Ne viene un curioso paradosso: morire è un disordinato equilibrio, vivere è un’ordinata assenza di equilibrio. Vivere cioè, per riprendere la nota metafora, è come andare in bicicletta: perdere l’equilibrio con la pedalata destra per riprenderlo subito dopo con la pedalata sinistra, mentre il voler stare perennemente in equilibrio significherebbe cadere …

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Confini da superare

Dal valico di Rafah all’Ungheria le frontiere vengono chiuse da barriere che dividono i sommersi dai salvati. Il compito non è abbatterle ma renderle permeabili garantendo la diversità e la protezione. 

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Confini [PDF]

Agli inizi degli anni Settanta John Lennon cantava “Imagine”, e quanto ci invitava a immaginare con la sua splendida canzone era che non vi fossero più paesi (“Imagine there’s no countries”) e che tutti gli esseri umani condividessero l’intero mondo (“Imagine all the people sharing all the world”). L’abbattimento di ogni confine, quindi. Chissà quante altre volte, prima e dopo di lui, la libera immaginazione degli esseri umani ha sognato l’abbattimento delle barriere territoriali auspicando un super trattato di Schengen a livello planetario. Eppure oggi le cose vanno decisamente nella direzione opposta. Ben nove paesi europei, tra cui l’Italia per il confine con la Slovenia, hanno ristabilito la chiusura delle frontiere sospendendo chissà fino a quando la libera circolazione sancita da Schengen, del quale temo sia più realistica la futura abolizione che non la piena applicazione. Altri paesi in questi anni hanno costruito a protezione dei loro confini muri e recinzioni di filo spinato alte diversi metri: oggi nel mondo ne esistono almeno una sessantina, tra cui i muri costruiti da Israele in Cisgiordania, il muro tra Stati Uniti e Messico, le recinzioni di cui Orban ha circondato l’Ungheria. Gli unici continenti che ne sono privi sono, per motivi facilmente comprensibili, l’Oceania e l’Antartide. Ma c’è un confine che in questi giorni è più di ogni altro il simbolo della maledizione e della benedizione rappresentata dalle frontiere, per il destino di vita e di morte di chissà quante migliaia di persone che esso rappresenta: il valico di Rafah …

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Lavorare al tempio interiore

Intervista di Alan Conti per BznNews24.it, 4 novembre 2023

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Bznews24.it [Link]

Un viaggio dentro se stessi. Dall’origine della vita sino alle più intime convinzioni passando per quei parallelismi che uniscono le religioni e le spiritualità. Questa mattina Vito Mancuso ha preso per mano un pubblico folto all’Eurac per portarlo a guardarsi dentro. All’edificazione del proprio tempio interiore. Un evento organizzato dal Grande Oriente d’Italia. 

Quando si lavora al tempio interiore? 

“Qui e ora. Adesso. Ogni momento è quello possibile per la costruzione di un tempio interiore. Per elevarsi. Uno dei grandi pericoli da cui dobbiamo proteggersi è l’appiattimento della nostra multidimensionalità” 

Lavorare alla costruzione interna è l’antidoto? 

“Sì, fare questo significa custodire la nostra natura che è elevata. A più dimensioni. Questo progresso, però, è qui e ora. Si costruisce nel momento” …

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Neanche Francesco riesce a fare le riforme

Intervista di Giovanni Panettiere per il Quotidiano Nazionale, 29 Ottobre 2023

Schermata 2023-10-31 alle 22.31.30Città del Vaticano, 29 ottobre 2023 – "Neanche con papa Francesco nella Chiesa riescono a passare le riforme sul ruolo delle donne, la contraccezione, le nozze dei preti, tutte ormai improcrastinabili, se si vuole evitare di perdere il treno della storia e il contatto con gli uomini del nostro tempo. Nonostante le promesse dei primi anni di pontificato, permane una situazione di stallo, dettata da una certa paura e ambivalenza anche da parte dello stesso Pontefice che, per esempio, rispondendo ai dubbi dei cardinali tradizionalisti, legittima un approfondimento teologico sul nodo del sacerdozio femminile e poi, in un recente libro, rispondendo col cuore alle domande degli autori, boccia del tutto l’ipotesi delle donne-prete". Guarda oltre la prima parte del Sinodo, che si chiude oggi con la messa presieduta dal Papa, il teologo Vito Mancuso. Oltre un documento di sintesi dei lavori che in sostanza lascia ancora aperte le questioni più spinose. E quello del pensatore di scuola martiniana è uno sguardo più incline al realismo e al pessimismo che alla fiducia.

Il Sinodo non propugna né il diaconato femminile, né l’ordinazione di uomini sposati: che ne pensa?

"Va bene che l’organismo è consultivo, visto che le decisioni definitive spettano al Papa, ma qui si trattava di avanzare solo delle proposte. L’impressione è che in quasi un mese di congregazioni generali e circoli minori si sia parlato di tutto per non cambiare nulla".

Diciamo che era il primo tempo, il Sinodo si concluderà con l’assemblea del prossimo anno…

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