Guerra e Pace, Laboratorio di Etica 2022

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LABORATORIO DI ETICA di e con VITO MANCUSO: GUERRA E PACE
Un ciclo di quattro lezioni con ospiti dal 17 maggio MAST.Auditorium di Bologna

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Guerra e Pace Laboratorio di Etica 2022 [PDF]

Il Laboratorio di Etica di Vito Mancuso nasce dal bisogno oggi più che mai attuale di comprendere la realtà nella quale viviamo.
Dopo Le Virtù nel 2019, I Maestri Spirituali nel 2020, La Pandemia nel 2021, torna a Bologna negli spazi dell’Auditorium della Fondazione MAST con un ciclo di quattro lezioni che non poteva non essere dedicato al tema che incombe sulle nostre menti, lacera le nostre coscienze e spaventa i nostri cuori: la realtà della guerra e la speranza della pace.

«Credo che mai come a questo riguardo sia appropriato parlare di laboratorio, visto che nessuno, nella misura in cui sia dotato di adeguata conoscenza della realtà e di onestà intellettuale, si ritrova oggi ad avere certezze granitiche su come interpretare la tragedia e ricette sicure su come uscirne. Una cosa però possiamo farla: capire.
Capire come mai il fenomeno guerra accompagna “da sempre” l’avventura umana; capire la lezione su guerra e pace dell’antica saggezza cinese per provare a pensare la realtà con una mentalità così diversa dalla nostra; capire cosa succede all’etica quando si confronta con la geopolitica e l’economia. E poi tirare le fila, non certo con la pretesa di trovare la chiave universale, ma almeno per cercare di mettere un po’ di ordine dentro di noi e ricevere quel severo conforto che proviene dalla luce della conoscenza».
Vito Mancuso


Il laboratorio – organizzato da Mismaonda in collaborazione con Fondazione MAST – è in programma martedì 17 maggio, lunedì 23 e 30 maggio e martedì 7 giugno e si rivolge a quanti sono interessati a capire come mantenere l’etica nell’azione e nel pensiero e ad approfondire l’approccio teologico e filosofico alla contemporaneità.

Ogni incontro si aprirà con un’introduzione filosofica di Vito Mancuso a cui seguirà la relazione dell’ospite della giornata; si concluderà con domande e sottolineature e una riflessione sui temi proposti, secondo il seguente programma:

- martedì 17 maggio ore 18.30
Stefano Bolognini, psicoanalista, membro della Società Psicoanalitica Italiana, Le radici psichiche della guerra e della pace

- lunedì 23 maggio ore 18.30
Amina Crisma, sinologa, insegna Filosofie dell’Asia orientale all’Università di Bologna
Guerra e pace nel pensiero cinese classico

- lunedì 30 maggio ore 18.30
Luigi Manconi, senatore e presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, e l’attore Alessandro Bergonzoni
Cosa preparare per ottenere la pace? La guerra o la pace o tutte e due?

- martedì 7 giugno ore ore 18.30
Vito Mancuso
Sintesi e rilancio

Le iscrizioni sono aperte online al seguente link:   https://bit.ly/laetica_gruerraepace   

Il costo complessivo per assistere ai quattro appuntamenti è di 38,00 euro + diritto di prevendita.

MAST.Auditorium Via Speranza 42, Bologna

Informazioni sui costi e iscrizioni in abbonamento al link:   https://bit.ly/3LGTc5Z –

Iscrizioni alle singole conferenze al link: Vivaticket Laboratorio di Etica [Link]

Mismaonda: info@mismaonda.eu 051343830

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Ricostruire l’humanitas

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Fiore-macerie

Ricostruire l'Humanitas [PDF]

Sono istintivamente d'accordo con il titolo che mi è stato assegnato: ricostruire. Dopo decenni in cui si è inteso decostruire, abbattere, svelare recondite falsità; dopo la volontà di smantellare il lavoro dei secoli precedenti facendo filosofia “con il martello” come recita il sottotitolo del Crepuscolo degli idoli di Nietzsche; dopo un secolo come il ‘900 in cui il pensiero si è prefisso di “combattere il sistema” cioè la dinamica delle forze economiche, sociali, spirituali, culturali il cui concerto si chiama politica; dopo la proclamazione della morte di Dio e l’instaurazione ormai universale della secolarizzazione e non di rado del nichilismo; dopo dimostrazioni analitiche dell'infondatezza della soggettività conscia e del libero arbitrio per cui sembra non avere più senso parlare di libertà, scelta, responsabilità, con la conseguente morte dell’idea di uomo; dopo tutto questo, a cui oggi si aggiungono le immagini di macerie e di morte della guerra ucraina, è quasi naturale, direi fisiologico, avvertire il bisogno del procedimento contrario. Quindi ricostruire. Questo vale per la religione, l’etica, il diritto, la politica, la famiglia, la scuola, l’educazione, la sessualità, il linguaggio: vale per l'identità umana nella sua specificità la cui essenza è sempre più opaca, perché è sempre più difficile capire cosa significhi veramente vivere da essere umano. Persino il corpo in quanto generatore di identità non costituisce più per un numero crescente di persone, soprattutto giovani, un punto di appoggio stabile. È strano: esiste un progresso obiettivo su una serie di indicatori, ma la sensazione più diffusa è la decadenza, la crisi, lo sfilacciamento, la paura. Sorge quindi nella mente il bisogno naturale di appoggiarsi a qualcosa di solido e di affidabile. E per questo intendiamo ricostruire. Ma cosa va ricostruito? …

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Teologie della storia e guerra ucraina

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Pubblicato su La Stampa con il titolo "Tra Dio e il Male"

Due teologie alternative ed entrambe legittime, una per la resistenza e l'altra per la resa al potere politico

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Teologie della storia e guerra ucraina [PDF]

Prendiamo per un attimo tutti sul serio, credenti o non credenti, il dogma della dottrina cristiana: che cioè Dio si sia fatto uomo. Dico “Dio”: la Verità, la Sapienza, la Forza, una forza così forte da essere Onnipotenza e così intelligente da essere Provvidenza. Colui che sa tutto, che vede tutto, che può tutto, che dispone tutto. Ebbene, Dio si fa uomo, entra nel mondo da lui creato e assume un corpo da lui plasmato. In una situazione normale cosa succede a chi è il padrone assoluto di un posto, per esempio di un’azienda, quando si reca nella sua proprietà che dipende da lui in tutto e per tutto? Succede l'accoglienza più trionfale. Non certo rifiuto, persecuzione, condanna a morte e relativa esecuzione. Questo in una situazione normale. Il cristianesimo, annunciando la morte del Figlio di Dio, di cui dichiara che è “Dio vero da Dio vero”, ci fa intendere che noi nella Storia non siamo in una situazione normale. È quello che ribadirà a modo suo l’Amleto di Shakespeare sedici secoli dopo: “La Storia è uscita dai cardini” (“The time is out of joint”). La morte di croce del Figlio di Dio svela che la Storia è guidata da potenze avverse al Bene, san Paolo le denomina “dominatori di questo mondo di tenebra” (Efesini 6,12), l’evangelista Luca fa dire a Satana che tutti i regni del mondo sono suoi e che egli li concede a chi vuole (cfr. Luca 4,6), l’evangelista Giovanni designa Satana “il capo di questo mondo” (Giovanni 12,31). Insomma, non c’era bisogno di attendere Vladimir Putin per capire il volto osceno e strutturalmente malvagio del potere: questa è la sostanza della Storia quale emerge dal Nuovo Testamento. O meglio, da una delle due teologie della Storia che esso presenta …

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Sacramenti e identità sessuale, così si afferma la lezione di Gesù

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immagini.quotidiano.net

Bio e geopolitica [PDF]

In questo momento storico che non è esagerato definire fatale, mentre imperversa la guerra di Putin benedetta dal Patriarca di Mosca dicendo che si tratta di difendere i valori cristiani minacciati da un Occidente caduto in balìa delle parate gay, la diocesi di Torino è pronta ad amministrare il sacramento della Cresima a una persona nata donna e poi diventata uomo. Esiste una relazione tra i due fatti? A mio avviso sì: è la convergenza di geopolitica e biopolitica.
La questione nella sua essenza è la medesima, è quella che divide da un lato l’autodeterminazione nel nome della libertà e della sua irriducibile singolarità, e dall’altro la determinazione imposta dalla biologia o dalla tradizione. Che si tratti di un popolo o di un individuo, di geopolitica o di biopolitica, in entrambi i casi la sostanza è rappresentata dallo scontro tra cultura e natura, tra libertà e obbedienza, tra soggetto e istituzione, e dal decidere quale dei due poli abbia più valore. All’autodeterminazione di un popolo che non accetta più il secolare vassallaggio nei confronti di un altro popolo cui lungo i secoli la geopolitica l’aveva consegnato, corrisponde l’autodeterminazione di un singolo che non accetta l’altrettanto pesante vassallaggio cui la biologia da un lato e il costume sociale dall’altro l’avevano a loro volta consegnato. E nel nome dell’autodeterminazione, ovvero della libertà, un popolo e un singolo, il primo a livello geopolitico, il secondo a livello biopolitico, iniziano la loro marcia di liberazione …

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Marco Vannini Lessico mistico

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«Vannini intende riportare la spiritualità, di cui la mistica è espressione privilegiata, alla sua vera identità, oggi purtroppo assai compromessa».Vito Mancuso

Ventesimo volume

Marco Vannini
Lessico mistico

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Le settanta parole che Marco Vannini ci consegna in questo libro rappresentano altrettante tappe nella conoscenza della mistica e del suo linguaggio. Un viaggio lucido e penetrante che ci conduce nel cuore della dimensione spirituale, in compagnia di grandi personaggi del mondo classico e cristiano, da Platone a Plotino, da Agostino a Eckhart e Giovanni della Croce, fino a figure più vicine come Simone Weil. Nulla a che vedere con l’irrazionale, l’esoterico o il paranormale, piuttosto una risposta al primo e più urgente bisogno dell’uomo: la conoscenza di se stesso.


MARCO VANNINI Compiuti gli studi liceali e universitari a Firenze, si è laureato in Filosofia nel 1969 con una tesi sulla dimensione metafisica e mistica del pensiero di Wittgenstein. Ha insegnato filosofia e storia nei licei di Pistoia e Firenze e successivamente è stato professore di Storia della filosofia antica presso l’Università di Firenze e di Storia della mistica all’Istituto di Scienze religiose di Trento. Dal 1975 al 1977 ha vissuto nel convento agostiniano di Santo Spirito, a Firenze, frequentando lo Studio Teologico Fiorentino, affiliato alla Pontificia Università Gregoriana, e conseguendo nel 1980 il baccalaureato in Teologia. Appassionato viaggiatore per ragioni di studio in Europa e in altri continenti, ha sempre coltivato la ricerca e il confronto con culture e religioni non cristiane. Ha tenuto numerosi seminari e conferenze in università e istituzioni italiane e straniere.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Ernesto Balducci e l’uomo planetario

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Schermata 2022-01-07 alle 18.20.12Un pensatore lo si onora pensando, considerando il suo pensiero come qualcosa di vivo con cui discutere seriamente qui e ora. Il che vale a maggior ragione per Ernesto Balducci, i cui scritti teologici e filosofici sono ricolmi di attualità e talora presentano affermazioni che oggi, a distanza di più di trent’anni, stupiscono per la loro capacità predittiva. Ecco per esempio ciò che scriveva dei paesi ex comunisti nel 1989: “Nel sommovimento dell’Est europeo ci sono segnali preoccupanti di una propensione a rigettare non solo il marxismo ma anche la razionalità illuministica di cui il marxismo è stato lo sviluppo. Sulla soglia dell’era postmoderna rinascono tutte le nostalgie del passato rimaste soffocate ma non estinte durante il trionfo della modernità. Quelle nostalgie potrebbero imprimere all’Europa una spinta regressiva dagli esiti disastrosi” (L’Europa nel 1989, ora in Immagini del futuro, Giunti, p. 136) …

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La pace non è per l’umanità, è possibile solo nell’individuo

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monaco

La pace non è per l'umanità, è possibile solo nell'individuo [PDF]

Scrivendo a Freud il 30 luglio 1932 (sei mesi dopo Hitler sarebbe salito al potere) Einstein chiedeva: “C’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra?”. Credo che in questi giorni ce lo stiamo domandando tutti. È stato anche il senso della domanda rivoltami qualche giorno fa in un incontro con le scuole di Casale Monferrato da una studentessa: “Lei crede che la pace totale sia raggiungibile?”. Ho risposto più o meno così: “La pace nella sua pienezza è possibile solo a livello individuale, nell’interiorità della coscienza di alcuni individui speciali; talora si possono anche dare esperienze di vita comunitaria in cui regni sovrana la pace, ma escludo che essa possa diventare la condizione permanente dell’umanità sulla terra”. Collegato online, non ho avuto modo di vedere la reazione della ragazza e forse per questo mi sono poi ritrovato a chiedermi se avevo risposto bene oppure no: ho sbagliato a dirle che la pace universale non può essere storicamente raggiungibile, smorzando forse in lei l’azione a favore di questo ideale? …

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Sotto gli occhi dell’Agnello

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SottoGliOcchidell'AgnaelloLa recensione del prof. Vito Mancuso al libro postumo di Roberto Calasso

“L’uomo secolare non sa cosa pensare”, scrive Calasso all’inizio di Sotto gli occhi dell’agnello, libro postumo, non so se più sorprendente o più incandescente. Non sa pensare rispetto alle molteplici denominazioni elaborate dalle varie religioni per indicare il divino, cioè il senso ultimo del mondo. In realtà però Calasso, riflettendo sull’Apocalisse e sul Polittico di Gand che riprende la figura dell’Agnello mistico, seppe bene cosa pensare e chiunque legge queste sue pagine solenni e severe è indotto a farlo a sua volta.
Apocalisse letteralmente significa “rivelazione”, prima ancora “smascheramento” (il significato base di apokalupto è “denudare”). Qual è lo smascheramento operato dall’Apocalisse? Leggendo gli alti e allusivi pensieri di Calasso si può individuare al riguardo un triplice processo.
Dapprima vi è lo smascheramento della Storia e della sua logica dominatrice, il Potere. Nell’Apocalisse c'è un termine che compare spesso (38 volte ricorda Calasso), theríon, bestia: “Theríon è il Grande Predatore… se riaffiora dalla terra, si torna vicini all'origine – o alla fine”. Nei secoli passati furono in molti a rintracciare il Grande Predatore in questo o quel tiranno e anche oggi qualcuno lo potrebbe identificare con chi comanda al Cremlino. Ma ben più che identificarsi in un uomo, esso simboleggia una logica: theríon cioè rimanda a una teoria, al segreto con cui acquisire e mantenere il potere, segreto che consiste nell’oppressione, fino allo sgozzamento, degli innocenti. Nella violenza …

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Charles De Foucauld Nel deserto con amore

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«È dell’anima che bisogna parlare: è questa la parola che Charles de Foucauld consegna agli uomini d’oggi».Vito Mancuso

Diciannovesimo volume

Charles De Foucauld
Nel deserto con amore

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Tra le figure più significative del radicalismo evangelico, Charles de Foucauld seppe modellare la propria esistenza sull’esempio di Gesù con una fede cristallina e senza compromessi. La sua missione, esercitata soprattutto nelle lontane terre del deserto africano, fu animata dall’ardente amore per la Parola di Dio e dal dono di sé per i fratelli più trascurati. I testi qui raccolti aiutano a ricostruire la vicenda umana e spirituale di questo monaco trappista che fece della sua vita un capolavoro di contemplazione, preghiera e servizio agli ultimi.


CHARLES DE FOUCAULD (1858-1916) Nato in una famiglia di tradizione cristiana, nell’adolescenza si allontanò dalla fede e si diede a una vita dissoluta. Militò nell’esercito francese fino al 1882 e successivamente intraprese una pericolosa esplorazione in Marocco (1883-1884). Rientrato in Francia, guidato dall’abate Huvelin, ritrovò la fede in Dio. Durante un pellegrinaggio in Terra Santa scelse di dedicare la sua vita alla sequela e imitazione di Gesù e nel 1890 entrò nell’ordine trappista, prima a Nostra Signora delle Nevi nell’Ardèche, poi ad Akbès in Siria. Nel 1897 si ritirò a vita solitaria presso le Clarisse di Nazareth, dove scrisse la Regola dei Piccoli fratelli. Nel 1901 venne ordinato sacerdote nella diocesi di Viviers, nel Sud della Francia, per poi recarsi nel deserto algerino del Sahara, prima a Beni-Abbès, povero tra i più poveri, poi nell’Hoggar presso i Tuareg. Qui visse in costante preghiera, lavorando e sostenendo la popolazione locale. La sera del 1° dicembre 1916 fu ucciso da una banda di predoni. È stato beatificato nel 2005 e canonizzato nel 2022.
VITO MANCUSO Teologo e saggista, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011 e di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università degli Studi di Padova dal 2013 al 2014. Attualmente insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

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Sulle armi e la loro necessità

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Sulle armi e la loro necessità [PDF]

Le armi. Cosa pensare delle armi? Sono il male assoluto che incrementa la morte e toglie risorse alle necessità vitali? Sono uno strumento neutro il cui valore dipende dall’uso che se ne fa? Sono tecnologia e persino bellezza? Sono un male necessario? Sono l’espressione della sinistra dialettica che da un lato alimenta il pericolo della distruzione totale ma dall’altro garantisce la sicurezza in questo mondo sempre più armato? Papa Francesco non ha dubbi: “Io mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si sono impegnati a spendere il due per cento del Pil nell’acquisto di armi, come risposta a questo che sta succedendo adesso. La pazzia!”, così il 24 marzo. Tra questi Stati c’è l’Italia, il cui premier Mario Draghi ha dichiarato l’intenzione di rispettare gli impegni presi dal nostro Paese e di far salire la spesa per la difesa al 2 per cento del Pil. È lui il pazzo? E coloro che lo sostengono? Oppure si tratta solo di responsabilità? La risposta dipende da cosa pensiamo di noi, del mondo, del modo di abitarlo e di conseguenza anche delle armi …

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