Vito Mancuso al Palazzo Ducale di Genova

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METTI UNA SERA A PARLAR DI DIO IN UNA SALA PIENA 

di Michele Brambilla

Giordano

Gesù e Cristo – Il Secolo XIX [PDF] [PDF1] [PDF2]

La Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale di Genova ieri sera era strapiena: centinaia di persone. Venute non per ascoltare un calciatore, o qualche cantante, o qualche influencer, ma un signore di 62 anni che fa il teologo (laico) e il filosofo e che per un'ora e mezza ha parlato di Gesù e di Cristo, di Dio e di immortalità dell'anima, di sant'Agostino e di san Paolo e di san Pietro, di Wittgenstein e di Hannah Arendt e di Kant e di Heidegger, poi di ontologia divina, di prevalenza dell'ortoprassi sull'ortodossia, di escatologia e soteriologia. Eppure, tutti inchiodati ad ascoltare in un silenzio che in questo caso non è retorico definire religioso …

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Gesù o Cristo? Il dilemma che può rinnovare la fede

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L’appassionata ricerca di Vito Mancuso per un cristianesimo all’altezza dei tempi moderni

Recensione di Marco Vannini filosofo per RSI Cultura

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Recensione Marco Vannini RSI Cultura [Link]

Gesù o Cristo? Il dilemma che può rilanciare la fede [PDF]

«Ma voi chi dite che io sia?», chiede Gesù ai discepoli (Mt, 16, 15) – una domanda, questa, che si pone ancora oggi, in tempi di crisi delle religioni costituite. Per la ricerca storica, quale si è compiuta dall’illuminismo ai nostri giorni, la risposta è comunque che Gesù era un uomo che predicò un messaggio di giustizia, con l’imminente avvento del regno di Dio; fu perciò messo a morte dalle autorità politiche e religiose, timorose di possibili conseguenze sediziose. Appartiene invece soltanto alla fede la costruzione del mito salvifico di Cristo, Figlio di Dio, disceso dal cielo per morire, onde riscattare l’uomo dal peccato originale, salvo poi vincere la morte con la resurrezione. Occorrerebbe dunque chiamare gesuano tutto ciò che concerne l’uomo storico Gesù e il suo insegnamento effettivo, lasciando l’aggettivo cristiano per quella religione che fu in realtà costruita da Paolo, vero fondatore del “cristianesimo”. Questo è il punto di partenza anche del libro di Vito Mancuso, appena edito da Garzanti col titolo «Gesù e Cristo», che, discutendo criticamente la più aggiornata letteratura sull’argomento, conclude che sì: da una parte v’è un Gesù uomo, nato come tutti gli altri, morto contro la sua volontà; dall’altra v’è il Cristo, incarnazione di Dio, nato da una vergine, morto volontariamente per i nostri peccati, secondo la teologia progressivamente costituitasi nei primi tre secoli dell’era appunto “cristiana” …

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Da Gesù a Cristo

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IN GESÙ, MA NON SOLO, IL DIVINO SI È FATTO COME NOI PER FARCI COME LUI

La recensione al libro Gesù e Cristo (Garzanti) di Marco Feruglio mio collaboratore

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Recensione MF Gesù e Cristo [PDF]

Gesù e Cristo (Garzanti editore) é il nuovo libro del prof. Vito Mancuso appena uscito nelle librerie. Questo imponente lavoro, durato anni di ricerca e studio preliminare, è rivolto soprattutto ai perplessi, a chi vuole approfondire, fare luce su molte contraddizioni e incongruenze che i Vangeli canonici contengono, e che da oltre due secoli sono oggetto e approfondimento della ricerca storica-critica. Il libro invece è sconsigliato a chi non è in ricerca ed è sicuro della fede consegnata dalla tradizione, o del proprio ateismo …

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Gesù e Cristo. L’uomo indica la strada, la figura divina propone la salvezza

Il nuovo saggio di Vito Mancuso separa il Gesù della storia dal Cristo della teologia. Il primo ha cercato la sua rivoluzione terrena della morale, il secondo è la speranza celeste per chiunque creda in lui. Dall’armonizzazione dei due nasce un neocristianesimo.

Recensione al libro di Vittorio Coletti già professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università di Genova e accademico della Crusca.

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Recensione Coletti Gesù e Cristo [PDF]

È uscito il nuovo (e forse il più importante) libro del teologo Vito Mancuso, Gesù e Cristo (Garzanti): un’opera corposa (770 pagine), di grande probità metodologica, di solida cultura specialistica e notevole audacia teoretica, sistematica nella forma come una summa medievale e libera nel contenuto come deve essere un moderno saggio laico. La tesi, o meglio il risultato del libro è già espresso dal titolo, che collega Gesù e Cristo non con il verbo (è) ma con la congiunzione (e). Per Mancuso, infatti, testi neotestamentari alla mano, scrutinati passo passo, il Gesù storico e il Cristo-Dio della religione sono sì riferiti alla stessa persona, ma non perché questa possedesse due “nature” in una, ma perché la prima è quella originaria, finita tragicamente in croce, del figlio di Maria, nato a Nazareth, con i suoi quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle (come risulta dai vangeli), e la seconda è quella aggiunta dall’immediata reinterpretazione della crocifissione come espiazione dei peccati e inizio della salvezza del Figlio unico del Padre celeste, nato a Betlemme (e anche questo risulta dai vangeli) …

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Rhegium Julii, il premio che sa seminare cultura

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A Reggio Calabria la cerimonia dell'edizione n. 57: riconoscimenti a Mancuso, Palminteri, Gabbanelli-Ravizza e Pontiggia. Tutti i vincitori, come d'abitudine, sono coinvolti sul territorio, incontrano gli studenti, lasciano traccia del loro passaggio.

di Ugo Cundari, il Mattino  9.11.2025 

Premio Rhegium Julii [PDF]

Il teologo Vito Mancuso, tra i più seguiti filosofi contemporanei, considerato da molti una guida spirituale, autore di studi innovativi in campi che vanno dall’hegelismo, alla fede, al destino dell'anima, è il vincitore del Premio Rhegium Julii. La cerimonia si è tenuta l'altra sera, 7 novembre 2025, al teatro Cilea di Reggio Calabria in presenza della giuria del premio della quale è presidente il direttore de «Il Mattino» Roberto Napoletano, con Corrado Calabrò presidente onorario.

Nella motivazione del riconoscimento si legge: «In un'epoca segnata da conflitti ideologici e da una diffusa crisi di senso, Mancuso ha offerto una teologia che non divide ma unisce, che non si chiude nel dogma ma si apre al dialogo costruttivo tra fedi, culture e visioni del mondo. Per la chiarezza del suo linguaggio, la coerenza della sua ricerca e l'umanesimo spirituale che permea la sua opera, il suo pensiero si configura come punto di riferimento imprescindibile per chiunque cerchi una sintesi tra ragione e fede, tra sapere e vita». Infine, viene riconosciuta a Mancuso una straordinaria capacità di elevare il discorso teologico a servizio dell'uomo e della comunità globale, rafforzando i legami tra cultura, spiritualità e responsabilità civile …

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Nel nome del padre

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La figura storica di Gesù, e quella religiosa di Cristo vanno esaminate separatamente ma costituiscono due dimensioni comunicanti che si ritrovano in ognuno di noi.

Nel nome del padre [PDF]

Gesù nacque a Nazaret; Cristo a Betlemme. Gesù aveva un padre terreno; Cristo era il Figlio unigenito del Padre celeste. Gesù aveva quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle; Cristo era figlio unico. Gesù ebbe come maestro Giovanni il Battista; Cristo era cugino del Battista e non aveva bisogno di nessun maestro. Gesù non si capisce senza il Battista; Cristo non si capisce senza Pietro e senza Paolo …

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Gesù è Cristo? Dico no. Gesù o Cristo? Neanche.

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Intervista al prof. Vito Mancuso di Marco Ventura per il Corriere della Sera, domenica 9 novembre 2025

Intervista al Corriere della Sera [PDF]

Sessantadue anni, genitori siciliani, nato e cresciuto in Brianza, bolognese adottivo, Vito Mancuso è da anni un autore di riferimento per chi cerca riflessioni teologiche e filosofiche alternative tanto al cristianesimo ufficiale quanto all'ateismo militante. Il suo nuovo libro, in uscita l'11 novembre, sviluppa i presupposti contenuti nelle tante opere precedenti, scardina consolidate elaborazioni religiose e laiche sulla coppia cui è dedicato il titolo Gesù e Cristo (Garzanti) e suggerisce una nuova lettura, tesa a creare tra i due "un'armonia a prevalenza Cristo". "La Lettura" raggiunge telefonicamente l'autore – che domenica 16 novembre chiuderà BookCity al Teatro Parenti con lo scrittore Javier Cercas – all'aeroporto di Istanbul, mentre rientra da un viaggio in Turchia. 

Dunque, quale rapporto tra Gesù e Cristo? 

Ci sono due ipotesi, due grandi tendenze. Per la prima, quella dei secoli del cristianesimo vincente e imperante, Gesù è Cristo. Non c'e nessuna distinzione. Tutto quello che è del personaggio storico è del Figlio di Dio e viceversa. Poi, con la nascita della coscienza storica, la ricerca storica ha opposto i due: Gesù o Cristo …

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Sul Vuoto

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Sul Vuoto [PDF]

Il primo istintivo orizzonte dentro cui la mente comincia a pensare non è quello cognitivo con le categorie di vero e di falso; non è neppure quello etico-giuridico con le categorie di giusto e di ingiusto; è piuttosto l’orizzonte naturale con le categorie di buono e di cattivo, il medesimo che applichiamo davanti a un cibo o a un odore. Noi, prima di essere una mente che pensa e ragiona, siamo un corpo che vuole vivere, siamo vita che desidera sussistere e che per questo ha nell’istinto di conservazione la propria logica primaria …

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Intervista a Gariwo MAG

LA DEMOCRAZIA NASCE DA DENTRO: SERVE UN LAVORO INTERIORE PER TORNARE AL DIALOGO

Bianca Senatore conversa con il teologo Vito Mancuso

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I temi di cui abbiamo discusso con il teologo, filosofo e scrittore Vito Mancuso saranno al centro del prossimo GariwoNetwork, l’appuntamento annuale di tutta la rete del Giardini dei Giusti. Ci vediamo a Milano dal 27 al 29 novembre. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale e la caduta del Muro di Berlino sta accadendo, nel mondo, qualcosa di inaspettato per chi ha creduto che i valori della democrazia, del dialogo, della pace e della nonviolenza fossero garantiti. Invece, le nuove immagini delle autocrazie del XXI secolo, che perseguitano e mettono a tacere ogni voce differente, così come il clima di odio e di contrapposizione che si percepisce sulla scena pubblica, ci fanno capire come si sta perdendo il gusto e il richiamo ai fondamenti della democrazia. Si apre così la carta della Democrazia che Gabriele Nissim presenterà al prossimo GariwoNetwork. Proprio su questa carta, sulla democrazia, la sua crisi e gli strumenti per ricostruirla, abbiamo deciso di avviare una discussione e un dialogo con varie personalità. Oggi ne parliamo con il teologo, filosofo e scrittore Vito Mancuso.
 

Sembra che la gente abbia perso il gusto del dialogo. Ama contrapporsi, come se ognuno fosse portatore della verità assoluta. Secondo lei come possiamo ricostruire la dimensione del dialogo?

Anzitutto capendo. Il primo fondamentale compito della mente, di fronte a ogni situazione è discernere e andare a individuare le radici dei fenomeni. Prima di capire come ricostruire il dialogo, quindi, dobbiamo comprendere cosa ha causato questo stato di cose. E la mia risposta è la paura. Non paura di una cosa specifica, di un evento particolare, ma di qualcosa di più profondo: quel timore indistinto che si prova di fronte al futuro ignoto. Per me è questo ciò che contrassegna la psiche contemporanea: uno spaesamento, un'incertezza, un vuoto di prospettive positive. Insomma, uno spavento, siamo tutti profondamente terrorizzati. E penso che proprio questo generi un'ansia persistente. È come avvertire una specie di basso persistente, come il basso continuo della musica di Bach. Ecco, qui ci sono questi tamburi che continuamente battono dentro di noi e sono tamburi di guerra, che ci fanno risuonare dentro il vuoto, il nulla …

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Il premio Rhegium Julii 2025 al prof. Vito Mancuso

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Avvenire di Calabria [Link]

Al prof. Vito Mancuso, filosofo teologo, il PREMIO INTERNAZIONALE RHEGIUM JULII 2025. Un riconoscimento della sua capacità di elevare il discorso teologico a servizio dell’essere umano e della comunità globale, rafforzando i legami tra cultura, spiritualità e responsabilità civile.

La consegna dei Premi Rhegium Julii del 2025 coinciderà con la chiusura delle iniziative annuali. E si terrà venerdì 7 novembre prossimo, presso Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria alla presenza di autorità di Governo nazionali, regionali e locali e della RAI.

LE MOTIVAZIONI DEL PREMIO

Il Premio internazionale al Prof. Vito Mancuso – si legge nella motivazione della giuria presieduta dal giornalista Roberto Napoletano – è stato conferito per il suo straordinario contributo al pensiero teologico contemporaneo.
Figura eminente nel panorama filosofico-teologico europeo, il prof. Mancuso ha saputo coniugare la profondità della riflessione speculativa con l’urgenza etica e spirituale della nostra epoca. La sua opera si caratterizza per una costante tensione tra fedeltà alla tradizione e coraggiosa apertura al dialogo interdisciplinare. Mostrando come la teologia possa e debba misurarsi con le grandi questioni poste dalla scienza, dalla filosofia e dalla società civile.

Attraverso una produzione editoriale di altissimo livello, tradotta in numerose lingue e accolta con riconoscimento dalla comunità accademica internazionale, egli ha saputo proporre un pensiero rigoroso e insieme accessibile. Capace di parlare tanto alle aule universitarie quanto al vasto pubblico dei lettori. La sua riflessione si distingue per la centralità attribuita alla coscienza, alla libertà e alla responsabilità etica. Restituendo alla dimensione religiosa un valore universale e inclusivo.

TEOLOGIA CHE NON DIVIDE MA UNISCE

In un’epoca segnata da conflitti ideologici e da una diffusa crisi di senso, il prof. Mancuso ha offerto una teologia che non divide ma unisce, che non si chiude nel dogma ma si apre al dialogo costruttivo tra fedi, culture e visioni del mondo. Per la chiarezza del suo linguaggio, la coerenza della sua ricerca e l’umanesimo spirituale che permea la sua opera, il suo pensiero si configura come punto di riferimento imprescindibile per chiunque cerchi una sintesi tra ragione e fede, tra sapere e vita.

Il Premio viene pertanto conferito al prof. Vito Mancuso quale riconoscimento della sua capacità di elevare il discorso teologico a servizio dell’uomo e della comunità globale, rafforzando i legami tra cultura, spiritualità e responsabilità civile.

Il teologo prof. Vito Mancuso giungerà a Reggio Calabria dopo ben 5 Premi Nobel e altre recenti personalità come Adonis, Tahar Ben Jelloun, Josephine Von Zitzewitz, Luis Alberto De Cuenca, Andrea Riccardi.

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