Prossimi appuntamenti con Vito

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FELETTO UMBERTO Tavagnacco (UD) giovedì 15 ottobre Teatro Immersivo “Paolo Maurensig”, via Mazzini 1 ore 21.00

Nell’ambito delI’ARTIFICIAL INTELLIGENCE FORUM 2026, incontro con Vito Mancuso filosofo e teologo: «ETICA, SOCIETÀ E IL FUTURO CHE SCEGLIAMO».

Ingresso gratuito con iscrizione al link indicato sotto

IA Forum [Link]

Tavagnacco


CAMPOSAMPIERO (PD) venerdì 16 ottobre, Teatro Ferrari ore 20.45 

Il prof. Vito Mancuso presenta e approfondisce il tema «Gesù e Cristo», in dialogo con Giulio Osto, teologo e Direttore dell’I.S. di Scienze Religiose di Padova. Un incontro per interrogarsi sulla figura di Gesù, sul significato di Cristo e sul rapporto tra fede, ricerca e spiritualità. Un’occasione per ascoltare, riflettere e confrontarsi su una delle figure centrali della storia e della spiritualità occidentale. Ingresso libero.

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TORINO SPIRITUALITÀ SABATO 17 OTTOBRE

Ore 17.30 | Real Collegio Carlo Alberto, MONCALIERI

Carignano

LA MISURA DELL’AMORE con VITO MANCUSO filosofo teologo

in collaborazione con Città di Moncalieri

L’amore arriva inatteso: ci sorprende e ci sposta dal nostro asse. Rompe il circolo dell’autosufficienza, ci espone alla presenza dell’altro e apre nella vita una direzione nuova. Ma l’intensità non basta: ciò che accende può anche consumarsi in emozione passeggera, e non ogni desiderio sa diventare fedeltà. Che cosa trasforma allora un’emozione in una forza capace di durare e dare forma all’esistenza? Vito Mancuso interroga l’amore come principio di orientamento della vita: movimento che conduce oltre noi stessi e insegna a riconoscere ciò che vale più di noi, fino a scoprire che il nostro centro non è il punto da cui partiamo, ma quello al quale impariamo a consegnarci. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria

Informazioni e prenotazioni: 011 6401600


TORINO SPIRITUALITÀ DOMENICA 18 OTTOBRE

Ore 10.00 | Teatro Carignano

Torino

«OSSERVATE PIÙ SPESSO LE STELLE» 

PAVEL FLORENSKIJ E L’EREDITÀ DELL’AMORE

con VITO MANCUSO filosofo teologo

«Osservate più spesso le stelle», raccomandava Pavel Florenskij ai figli nel suo testamento spirituale. Non per un’evasione dalla tenebra, ma per un esercizio dello sguardo: alzare gli occhi affinché l’anima non sia sequestrata dai turbamenti o dalla tristezza. Matematico e sacerdote ortodosso, Florenskij affrontò la persecuzione sovietica senza smettere di cercare nella realtà una forma di armonia. Anche le lettere dal gulag conservano la voce di un padre che, pur lontano, accompagna la crescita dei figli, affidando loro una disciplina di bellezza e libertà interiore. Mancuso rilegge nelle sue parole un amore capace di diventare eredità: una forza che attraversa la perdita e continua a orientare la vita. Ingresso € 8


MILANO domenica 18 ottobre Teatro Franco Parenti Foyer | ore 18:00 – 19:00 

Nell’ambito del Festival INCONTRO 2026. Dialoghi: L’utopia di restare umani

con Ferruccio de Bortoli, giornalista e presidente VIDAS, e VitoMancuso filosofo teologo.

Ingresso gratuito con prenotazione al link:

L'Utopia di restare Umani [Link]

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MISANO ADRIATICO venerdì 23 ottobre Cinema Teatro Astra, ore 21:00

«La verità nel tempo della post-verità».Vito Mancuso: “Quanta verità può sopportare un uomo?» Info:biblioteca 0541 618484 – 0541 615520 – www.misano.org – Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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FRATERNITÀ DI ROMENA Via Romena, 1 Pratovecchio Stia (AR)

sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. «Ringraziare desidero… per il divino», Vito Mancuso a Romena.

Info e iscrizioni da lunedì 31 agosto al numero 353 4638501 dalle 13.00 alle 16.00 (esclusi martedì-mercoledì-domenica), o tramite modulo online

[Fraternità di Romena Link]

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FORLÌ giovedì 29 ottobre, Auditorium San Giacomo, Piazza Guido da Montefeltro ore 20.30

Nel XXIII anniversario dalla morte di Annalena Tonelli il Comitato per la lotta contro la fame nel mondo organizza l’incontro con il prof. Vito Mancuso: «Pellegrini verso l’assoluto». Ingresso libero fino esaurimento posti. Con il patrocino del Comune di Forlì.

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Papa Leone e l’Occidente in cerca di un’identità sociale

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Papa Leone e l’Occidente in cerca di un'identità sociale [PDF]

«Pecore senza pastore»: così Gesù ai suoi tempi definiva le folle, e così oggi ci ritroviamo a essere noi, europei, occidentali, in questo tempo confuso e impaurito della postmodernità, da qualcuno già ridefinito della post umanità. La cosiddetta “morte di Dio” proclamata da Nietzsche e poi posta a fondamento della gran parte delle espressioni del pensiero novecentesco (politica, psicanalisi, arte, economia…) ha rappresentato la morte del pastore, ovvero di quella realtà capace di aggregare le libertà e i sentimenti degli esseri umani rendendoli concretamente soci gli uni degli altri, e quindi tali da formare veramente una società (l’originale latino societas non a caso viene da socius). Oggi, senza più pastore, privi di una realtà universalmente riconosciuta come più importante di noi e quindi tale da renderci soci aggregandoci tra noi (il verbo aggregare viene da gregge), ci ritroviamo dis-gregati, senza gregge, non più soci tra noi ma dis-sociati, stranieri gli uni degli altri …

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La libertà e il lato oscuro dell’uomo

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DOVE SI NASCONDE IL MISTERO DEL MALE

Intervista di Marco Tedoldi per il Giornale di Brescia domenica 20 settembre 2026

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Il male ci inquieta, sentiamo che non dovrebbe esserci. Eppure c’è. Attraversa la natura, la storia e soprattutto la libertà umana, fino a porre una delle domande più antiche del pensiero: perché l’uomo, pur sapendo riconoscere il bene, sceglie il male? È il territorio che Vito Mancuso, filosofo e teologo, esplorerà martedì 22 settembre alle 21 all’auditorium San Barnaba di Brescia, ospite del festival LeXGiornate con la lectio magistralis «Il male e il suo mistero».

Professor Mancuso, Emanuele Severino sosteneva che la stessa filosofia nasca dal «thauma», inteso come stupore angosciato di fronte al dolore e alla morte. Anche secondo lei l’esperienza del male è alla radice della ricerca filosofica?

«Sì, ma accanto alla domanda sul male c’è una condizione ancora più originaria: l’amore per la "sophia", cioè per la sapienza, per il bene, per la giustizia, per una razionalità compiuta. È proprio questa esigenza di compimento a rendere possibile l’emergere del male come problema. Se non avessimo dentro di noi un’attesa di bene, ciò che accade sarebbe semplicemente cronaca, un evento tra gli altri. È invece alla luce di questa attesa che qualcosa ci appare come ciò che non dovrebbe esserci e che tuttavia c’è. Il male viene percepito come tale perché l’essere umano porta con sé l’esigenza, direi la convinzione intima, di essere fatto per il bene e per la giustizia. È questa frattura tra ciò che dovrebbe essere e ciò che invece accade a generare la domanda filosofica» …

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La replica alle recensioni di Antonio Staglianò

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La replica del prof. Vito Mancuso alle recensioni di Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, al libro Gesù e Cristo (Garzanti 2025) dal titolo "L'ateologia di Mancuso"  (Link alle recensioni riportate in fondo a questa pagina)

Replica a Staglianò PDF

Replica a Staglianò Settimananews [Link]

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A proposito di Gesù, di Cristo e della mia teologia 

1. Ateologia?

Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, ha dedicato diversi articoli al mio libro Gesù e Cristo (Garzanti, novembre 2025) e io lo ringrazio dell’attenzione perché credo che i problemi sollevati meritino una discussione approfondita. Purtroppo però l’estensione quantitativa non corrisponde alla profondità qualitativa, perché nell’argomentare regna l’approssimazione e in alcuni punti, come mostrerò, anche qualcosa di peggio. A cominciare dal titolo generale degli interventi: “L’ateologia di Mancuso”. Cosa significa, precisamente, “ateologia”? … 

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Turchia Orientale, l’Alba della Civiltà

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30 GIUGNO – 09 LUGLIO 2027 – VIAGGIO GUIDATO DA VITO MANCUSO – TOUR DI 10 GIORNI

Nemrut

Descrizione

«La Turchia orientale copre la parte settentrionale della Mesopotamia, una terra, segnata dal corso dei fiumi Tigri ed Eufrate, che custodisce le radici più antiche della storia umana. In questo viaggio attraverseremo le tracce lasciate dall’umanità, esplorando i primi insediamenti storici che segnano (come potremo vedere a Gobekli Tepe) “l’alba della civiltà”. Toccheremo Şanliurfa, conosciuta anche come la città di Abramo, venerata dalle tre grandi religioni monoteiste. Raggiungeremo Diyarbakir, circondata da maestose mura, arricchita da antiche chiese e moschee; e Mardin, una città incastonata nelle rocce, dove si può ancora udire l’antico aramaico. Il nostro viaggio ci condurrà anche alle due “montagne sacre”: il monte Nemrut, che ospita sulla sua cima il Santuario di Antioco I di Commagene; e l’Ararat ai cui piedi sorge Ani, la citta dalle “mille e una chiesa”, capitale medievale della Grande Armenia. Attraverso questi luoghi straordinari, faremo un viaggio a ritroso nel tempo, per recuperare le radici della nostra – per citare l’ultimo documento di Papa Leone XIV – “magnifica humanitas” o dell’ “umano nell’uomo” (Vasilij Grossman) che soprattutto oggi rischiano di essere dimenticate e tradite da una cultura che ha fatto della potenza tecnico-economica un idolo a cui sottomettere e sacrificare tutto». Vito Mancuso

ISCRIZIONI AL LINK :

GeaWay Tour Operator – L'Alba della Civiltà Turchia 2027 [Link]

 

PROGRAMMA DI VIAGGIO

1° Giorno 30 giugno: MILANO – ANKARA

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Milano Malpensa, disbrigo delle formalità doganali e partenza con volo non diretto (via Istanbul) per Ankara. Arrivo, incontro con la guida locale e giro panoramico della capitale turca. Proseguimento per l’hotel, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento …

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Chi vive per il Bene e la Giustizia entra in Dio qui e ora

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Intervista di Daniele Madau PDF

 

Intervista a Vito Mancuso di Daniele Madau [Link]

 

Nella fascetta che accompagna e racchiude il suo ultimo saggio, c’è scritto: ‘Un grande maestro dei nostri tempi’, perché in questo periodo di postverità e decostruzione, ha saputo incarnare il nuovo desiderio di senso, il senso della vita, il bene e il male, la libertà, la speranza, il rapporto tra ragione e fede. E’ un piacere, allora, dialogare con Vito Mancuso, in Sardegna per tre appuntamenti, promossi dal ‘Club di Jane Austen Sardegna’, tra Tortolì, Sant’Antioco e Cagliari, per portare dentro tre rassegne diverse le domande che attraversano da anni il suo lavoro filosofico e teologico. Studioso tra i più conosciuti nel dibattito culturale italiano, Mancuso ha costruito la propria ricerca nel confronto tra pensiero filosofico, tradizione religiosa, coscienza individuale e conoscenza scientifica. Nei suoi libri e negli incontri pubblici porta fuori dagli ambiti specialistici temi che appartengono alla teologia e alla filosofia ma finiscono inevitabilmente per bussare alla vita quotidiana …

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Le conferenze in Sardegna

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LA RIVOLUZIONE E LA SPERANZA. GESÙ E CRISTO OLTRE LA FEDE

A tu per tu con il teologo laico, filosofo e studioso Vito Mancuso 

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In tour con il suo libro “Gesù e Cristo” edito da Garzanti, Vito Mancuso – teologo e filosofo, una tra le voci più autorevoli del panorama italiano – ieri sera è stato a Tortolì, oggi a Sant’Antioco e domenica sarà Cagliari. Gli eventi, curati dal Club di Jane Austen Sardegna, sono liberi e gratuiti.

Professore, il titolo del suo libro è di per sé significativo: “Gesù e Cristo”.

«C’è una congiunzione che non è verbo, e che da un lato separa e distingue e dall’altro però come dice già la parola congiunzione, congiunge, o meglio in questo caso ricon-giunge. Quindi si tratta di fare tesoro di tutta la tradizione esegetica e storiografica della modernità, di tutto il grande lavoro cominciato nel 1778 quando vengono pubblicati i frammenti di Reimarus e che continua ai nostri giorni, teso a far emergere il vero volto del Gesù terreno: un Gesù ebreo, decisamente diverso dal Cristo e dalla dogmatica cristiana» …

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IA Perchè serve un governo globale

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Qualcuno ancora ricorda la memorabile scena dell’Apprendista stregone nel film “Fantasia” di Walt Disney? È stata la prima immagine affacciatasi alla mia mente dopo aver letto le dichiarazioni di Bill Gates secondo cui l’IA va oggi trattata non più come uno strumento tecnologico ma come “una forza della natura che l’uomo ha scatenato”. Ho subito rivisto Topolino apprendista stregone che, a seguito delle misteriose forze evocate, era caduto nel panico di fronte alla foresta impazzita di scope che, da pacifici strumenti, si erano trasformate in minacciosi guerrieri. Ora Topolino siamo noi …

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L’eclissi del cielo, l’eclissi dell’uomo

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L'eclissi del cielo, l'eclissi dell'uomo [PDF]

Ieri tutti abbiamo alzato gli occhi al cielo per vedere il disco nero della Luna sovrapporsi a quello luminoso del Sole ed eclissarlo. Un'ora, poi tutto è finito: i raggi non hanno più trovato ostacoli e oggi il Sole splende esattamente come prima, indifferente all'emozione di chi ha viaggiato, fotografato, filmato e postato il grande fenomeno celeste. 

Eclissi di Dio è il titolo di un libro che il filosofo Martin Buber pubblicò nel 1952. La metafora è potente perché contiene una differenza essenziale rispetto alla celebre affermazione di Nietzsche sulla "morte di Dio". Ciò che muore non è più; ciò che si eclissa invece continua a esistere, anche se non più visibile per un po'. Noi torneremo a rivedere il Dio al momento eclissato, nascosto dal disco nero non della Luna ma della Storia? Oppure non più, perché Dio non è temporaneamente eclissato bensì definitivamente morto? …

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Sì alla Pace di Agostino e Kant, ma non disarmata

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Sì alla Pace di Agostino e Kant, ma non disarmata [PDF]

Molte dure reazioni sono seguite al mio articolo della settimana scorsa sul Papa e la pace e alcune mi hanno attribuito tesi che non sostengo come quella di giustificare la guerra. Per questo desidero chiarire il punto essenziale con questa frase in cui mi rispecchio totalmente: «Una guerra di aggressione è intrinsecamente immorale. Nel tragico caso in cui essa si scateni, i responsabili di uno Stato aggredito hanno il diritto e il dovere di organizzare la difesa, anche usando la forza delle armi». È il n. 500 del “Compendio della dottrina sociale della Chiesa” a cura del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Lo stesso sostengono il Catechismo (artt. 2265 e 2310) e soprattutto la tradizione della teologia morale, da Agostino a Tommaso fino al Vaticano II, secondo cui le Forze armate, quando difendono la libertà e la sicurezza dei popoli, «concorrono al mantenimento della pace». Per la dottrina quindi chi esercita il mestiere delle armi con retto dovere concorre alla pace, perché la pace va “mantenuta”. Come? …

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