Sulla Via della Bellezza, Vito Mancuso a San Galgano

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“Cosa siamo?”. La “bellezza” è “una forza diretta al bene comune: essa dilata la nostra energia”: ripensando al nostro rapporto con il pianeta, come umanità stiamo rischiando di fallire, perdendo il nostro “essere sapiens” torniamo ad essere solo “faber e consumens”: “la via della bellezza è la via della salvezza”. Sono le parole conclusive del filosofo Vito Mancuso nella conferenza da lui tenuta il 5 luglio nell'Abbazia di San Galgano a cura delle logge senesi del Grande Oriente d’Italia “Arbia” (138), “Montaperti” (722), “Salomone” (758), “Ormus (1090) e Agostino Fantastici (1472). Le conclusioni sono state del Gran Maestro Stefano Bisi.

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L’etica e la spiritualità: ecco gli antidoti contro le seduzioni della Tecnica

Intervista di Carlo Fusi su “Il dubbio" sabato 8 giugno 2019

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Spiritualità ed etica antidoti alla Tecnica [PDF]

Vito Mancuso, teologo e filosofo, non ha paura delle macchine: «Ho paura degli uomini che usano le macchine». Ma non per questo si sente un passatista …

«Macchè, pensi che mi considerano un eretico».

E quindi, professore, che si fa: mica si possono eliminare le macchine. E tanto meno gli uomini…

«Penso che la tecnologia sia fonte di paura perché le persone avvertono che manca un controllo. Poi però c’è qualcosa di più profondo da analizzare. La tecnologia è la cartina di tornasole di ciò che vogliamo essere. Ci sono elitès, ristretti gruppi di potere, ai quali la tecnica consegna un grande potere o che, all’inverso, se ne servono per accrescere il proprio. E non sappiano quale sia il vero fine di questa concentrazione di potere. Dunque il problema vero dell’umanità è di tipo interiore: l’uso e la finalità di quella energia libera che è dentro di noi, che ci fa essere umani, imprevedibili, non tecnici, creativi, caotici, artisti, indisciplinati o alla ricerca di una disciplina di tipo superiore» …

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Noi siamo il nostro linguaggio, proteggiamolo dalla volgarità

«Etica e spiritualità riguardano ogni essere umano: sono la nostra garanzia di sopravvivenza»; intervista di Elena Nieddu per il Secolo XIX, 30 maggio 2019

Noi siamo il nostro linguaggio [PDF] Intervista a Il Secolo XIX [PDF]


Schermata 2019-05-31 alle 14.39.41Senza etica e senza spiritualità non c’è sopravvivenza». Parola di Vito Mancuso, teologo e giornalista, fra gli ospiti del Festival della Parola, a Chiavari fino a domenica. Oggi alle 18.30 in piazza N.S. dell’Orto, intervistato da Luca Ubaldeschi, direttore di Il Secolo XIX, Mancuso apre la sezione “Il dialogo fondamento di nuova umanità” curata da Goffredo Feretto e Helena Molinari.

Mancuso, la “retta parola” è, per il buddhismo, uno dei raggi del sentiero verso la liberazione. In che modo parlare bene ci rende persone migliori?

«Oggigiorno, noi esseri umani abbiamo pochi punti fermi. Sono venuti meno quelli della religione e delle ideologie politiche. La scienza ci pone soprattutto delle domande, mentre la tecnologia ci offre scenari inquietanti di controllo. Inoltre, continua l’inquinamento progressivo del Pianeta. Uno dei punti fermi è, quindi, la parola, intesa nel senso di “termine”. Le parole non mentono. Possono mentire le frasi, i discorsi composti da frasi, i libri fatti di discorsi, non le parole».

Quale tipo di sicurezza possiamo trovare nel verbo?

«Quella di cui hanno bisogno i viventi per sentirsi veri. Confucio parla di “rettificare i nomi”, ovvero fare in modo che le parole tocchino in modo diretto le sostanze. Questo è un lavoro spirituale che non riguarda soltanto la religione, bensì ogni essere umano» …

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È l’ecologia la grande idea per ridare speranze ai giovani

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«Dobbiamo avere più coraggio – come genitori, operatori, insegnanti, educatori – per affrontare in maniera positiva il conflitto, per affermare i valori educativi, senza sottrarci alle situazioni più difficili». È quanto affermato da Dario Ianes, co-fondatore di Erickson e direttore scientifico del convegno "Supereroi fragili. Adolescenti oggi tra disagi e opportunità" che si è tenuto a Rimini – 800 partecipanti e 50 relatori – il 10 e 11 maggio. Tanti gli esperti che hanno parlato di affettività e sessualità, disturbi alimentari, disimpegno e attivismo, bullismo, dipendenze. Temi anche dell’intervento del teologo Vito Mancuso che approfondiamo nell’intervista qui sotto.

Intervista al prof. Vito Mancuso di Luciano Moia su Noi Famiglia & Vita di Avvenire

Intervista [PDF] Noi Famiglia e Vita pag.18-19 [PDF]


La natura, i giovani, l’idea "madre" da riscoprire, il coraggio di papa Francesco nel proporre la strada dell’ecologia integrale. Di fronte al dissesto del mondo giovanile, il teologo Vito Mancuso ritiene che la strada per rinnovare le speranze sia proprio il rapporto tra natura e spiritualità. Il grande progetto oltre la crisi dei valori.

Hikikomori, disturbi del comportamento, bullismo e cyberbullismo, comportamenti a rischio… dove abbiamo sbagliato noi adulti?

«Forse, prima di chiederci dove abbiamo sbagliato, bisognerebbe chiederci cos’ è l’educazione. E credo che l’educazione funzioni quando alle spalle ha una grande idea che genera una visione d’insieme. Una grande teoria, così come ce ne sono state durante la storia, dalla repubblica di Platone al progetto cristiano che per secoli ha costruito una civiltà, una societas cristiana, così come l’idea dello Stato-nazione tra ’600 e ’800. Era una grande idea che dava forza all’educazione nel mondo occidentale. Unificava e dava prospettive. Poi, tramontata la grande idea dello stato nazionale con la rivoluzione francese, è arrivata la grande idea della giustizia sociale. Ma anche questa idea è tramontata. E oggi siamo privi di una grande idea. Un’assenza che i giovani percepiscono. Non riescono a comprenderla, ma sentono che non c’è un orizzonte che raccoglie le loro energie ideali. I più forti seguono il flusso naturale che parla di impegno nello studio e nel lavoro, magari accontentandosi di "mezzi ideali". I più deboli vanno in crisi e finiscono per accrescere la lista di coloro che manifestano disturbi, bullismo, devianze, marginalità e così via…».

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Note Anti Ego

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Intervista al prof. Vito Mancuso di Marina Toffetti pubblicata su Classic Voice n°240, maggio 2019 Note anti Ego [PDF]

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La musica è logos e relazione. Ma anche un sacramento che ci cambia: totale attenzione all’oggetto che si ascolta e dimenticanza di sé. Lo spiega Vito Mancuso mettendola al centro del suo ultimo libro.

«Non è la prima volta che la musica irrompe negli scritti del teologo Vito Mancuso: in "Io e Dio" si era affacciata insieme ad altre “forme mediante cui giunge a espressione la dimensione spirituale”, e nel suo ultimo libro (La via della bellezza, Milano, Garzanti) si è guadagnata un intero capitolo in cui è qualificata come la bellezza più misteriosa. Se dunque “la bellezza è la via della salvezza”, la musica è una via privilegiata? Lo abbiamo chiesto direttamente all’autore».

Lei ha scritto: “Io credo che la musica rappresenti una percezione altissima dell'essere, e che in essa si esprima forse nel modo più intenso che cosa significa e cosa comporti vivere da essere umani”. Perché?

«Perché ciò che si contrassegna più intimamente, più ancora che la ragione, è il sentimento. La filosofia ti fa capire il sentimento, ma arriva dopo; prima arriva l'arte a farti vibrare, sentire, esperire, e chi scende più in profondità fra tutte le arti per me è proprio la musica. Quando ascolto Bach, che da sempre è il mio autore, io talora percepisco come una rivelazione originaria della vita, del suo ritmo, del suo sapore dolce e amaro, della sua allegria e della sua tristezza» …

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