La logica della Pasqua

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La logica della Pasqua [PDF]

 

L’altra sera mi trovavo a teatro per un concerto di Giovanni Allevi. Il celebre musicista esordì dicendo che, dopo la sua lunga e complicata malattia, adesso con la sua musica intendeva celebrare la vita e tutti subito l’applaudimmo d’istinto, per quell’affetto che viene spontaneo verso chi non nasconde la sua sofferenza ma neppure intende esibirla, ma al contrario la mette fraternamente al servizio della vita e della gioia degli altri. E in effetti l’altra sera Allevi la vita l’ha celebrata in maniera trascinante e commovente per tutti noi che ascoltavamo. Io penso sia molto importante per un essere umano avere qualcosa da celebrare, e che cosa è più degno di essere celebrato se non appunto la vita? …

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Non ti manchi mai la gioia – Audiolibro

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Grafica social - Mancuso, Non ti manchi mai la gioia

L'audiolibro di Vito Mancuso Non ti manchi mai la gioia è uscito, ed è disponibile sui seguenti store: Audible Apple

A volte la vita ci sembra uno stallo senza via d’uscita, dove la sfiducia e i pensieri negativi diventano trappole invisibili che ci impediscono di camminare verso il futuro. In questo audiolibro letto dalla voce stessa dell’autore, il filosofo e teologo Vito Mancuso ci accompagna in un "breve itinerario di liberazione", un viaggio sonoro pensato per chiunque senta il bisogno di ritrovare una direzione autentica.

Perché ascoltarlo:

  • Smantellare le trappole: Mancuso identifica i "pensieri sbagliati" – come l'egoismo e la paura – che ci chiudono in una prigione interiore e ci spiega come riconoscerli per tornare a respirare.
  • La gioia come traguardo: Non si parla di una felicità passeggera, ma di una letizia profonda che è il segno del successo del nostro "esperimento" di vita.
  • Un percorso a piccoli passi: L'audiolibro non propone soluzioni magiche, ma suggerimenti concreti per generare energia mentale e serenità attraverso la ragione e il cuore.

Ascoltare queste pagine significa lasciarsi guidare da una voce che invita alla speranza e all'amicizia, intesa come ricerca comune della verità. È un augurio che si trasforma in cammino: perché se noi siamo spesso la nostra stessa trappola, siamo anche gli unici in grado di liberarci.

 

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L’intelligenza ci tiene in vita

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«L’Ai, come noi, funziona se ha un cuore. Non è vero che nasciamo tabula rasa.

Siamo sitemi di relazioni e dati». 

L'Intelligenza ci tiene in vita [PDF]

C'è una sola intelligenza ed è quella naturale da cui quella artificiale procede: questa è la tesi alla base del nostro convegno che io faccio mia con convinzione. È quanto l'umanità nei suoi vertici spirituali ha avvertito fin dall’antichità, parlando di tale unica intelligenza ora in termini di Logos, ora di Nous, Sophia, Dharma, Tao, Maat, a seconda delle lingue e delle culture. Vorrei però richiamare la vostra attenzione su questi due punti: 1) Il procedere dell'intelligenza artificiale può diminuire, deviare e alterare l'intelligenza naturale; 2) l'uso dell'intelligenza naturale può essere orientato altruisticamente oppure egoisticamente. Cosa permette di riconoscere i diversi usi dell'intelligenza? La stessa intelligenza, è chiaro, ma salita a un livello superiore. Ed è su questi due punti (pericolo dell’intelligenza artificiale e profondità dell’intelligenza naturale) che voglio soffermarmi …

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La Bibbia, Weil e Arendt

DIO, TRUMP E LA GUERRA DELLE SCRITTURE. COSÌ C’È CHI PIEGA LA BIBBIA AI PROPRI FINI

«Nello stesso libro vengono sostenuti il bene e il male, la luce e le tenebre, l’amore e l’odio».

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Bibbia, Weil, Arendt [PDF]

Qualche giorno fa il segretario alla difesa alias ministro della guerra degli Usa Peter Hegseth ha concluso un discorso ai militari citando l’incipit del salmo 144: “Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra, le mie dita alla battaglia”. Avrebbe potuto citare altri passi dello stesso tipo, visto che la Bibbia ebraica ne abbonda: Per rimanere ai salmi: “Il giusto godrà nel vedere la vendetta, laverà i piedi nel sangue dei suoi nemici” (58,11); “Tu, Signore, Dio degli eserciti, Dio d’Israele, alzati a punire tutte le genti” (59,6); e ancora rivolgendosi a Babilonia: “Beato chi afferrerà i tuoi piccoli e li sfracellerà contro la pietra” (137,9). Persino ai neonati viene augurata la morte, e che tipo di morte.  

Se però Hegseth fosse stato il responsabile di un ipotetico ministero della pace avrebbe lo stesso potuto citare la Bibbia, perché essa presenta anche pagine proto-pacifiste che fanno fiorire il seme dell'utopia. Per esempio: “Dio farà cessare le guerre sino ai confini della terra, romperà gli archi e spezzerà le lance, brucerà nel fuoco gli scudi” (salmo 46,10) …

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Officine di Spiritualità 2026

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officine di spiritualità 2026

Siamo lieti di comunicarvi che anche quest’anno si terrà, dal 17 al 19 aprile 2026 sull’isola di San Servolo a Venezia, l’evento «Officine di Spiritualità».

Programma Officine Spiritualità_2026 [PDF]

IL TEMA DELL’EDIZIONE 2026

Una pietra focaia non brilla, non emana luce propria, è dura, opaca, spesso anonima. Eppure, se colpita, sprigiona scintille. Non è il fuoco, ma è la possibilità del fuoco.

La quarta edizione delle Officine di Spiritualità di San Servolo, intitolata Pietre focaie, nasce da questa immagine, e da una domanda che attraversa il nostro tempo stanco: che cosa è ancora capace di accendere la nostra vita intellettuale e spirituale? Che cosa produce in noi attrito, calore, inizio? Che cosa infiamma la nostra passione? Immersi in un flusso continuo di esperienze e informazioni, constatiamo che se molto raggiunge gli occhi, poco è ciò che accende lo spirito. Che se molto scorre sulla pelle, poco resta nel cuore. La pietra focaia, invece, implica un gesto di radicale contatto: essere colpita. Perché senza l’urto non c’è scintilla, e senza un po’ di rischio non c’è fuoco. Pensare, credere, interrogare, contemplare… non sono attività neutrali: chiedono frizione, resistenza, disponibilità a lasciarsi scalfire.

Le Officine 2026 saranno dunque un invito a interrogarsi sulle proprie pietre focaie, sul fuoco che custodiscono, sull’attrito necessario perché la scintilla si accenda. Tre giorni di riflessioni, voci ed esperienze che non mirano a interpretare il mondo, ma a farne ardere il senso, lasciando in dote una calda e feconda inquietudine.

Gli ospiti saranno: Vito Mancuso, filosofo teologo – Edwige Pezzulli, astrofisica – Neva Papachristou, insegnante di Dharma e meditazione – Pietro Del Soldà, filosofo e conduttore radiofonico – Claudio Widmann, psicoanalista – Armando Buonaiuto, curatore di eventi culturali.

Iscrizioni a partire dal 3 marzo 2026, sul sito:

https://servizimetropolitani.ve.it/it/  

dove troverete il link al modulo per partecipare.


IL CALENDARIO DELLE GIORNATE

Venerdì 17 aprile

- Dalle ore 15.00 | Accoglienza sull’isola di San Servolo

- Ore 17.00 – 17.30 | Sala Teatro | Saluti d’apertura e inizio delle Officine, con SIMONE

CASON, Amministratore Unico di San Servolo srl, MASSIMILIANO BRAGHIN, Infinityhub SpA

Benefit, ARMANDO BUONAIUTO, curatore Officine

- Ore 17.30 – 19.00 | Sala Teatro | «Come luce da scintilla che scocca». La filosofia e l’impatto

con il mondo, incontro con PIETRO DEL SOLDÀ

- Ore 19.30 – 21.00 | Cena

- Ore 21.30 – 22.00 | Palazzina Grecale sala E | Meditazione di consapevolezza (Vipassanā),

pratica con NEVA PAPACHRISTOU

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Video intervista per Strada Regina RSI

Vito Mancuso: GESÙ E CRISTO

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[Vito Mancuso – Gesù e Cristo Strada Regina RSI link]

Un tema centrale della fede cristiana e della cultura occidentale: la figura di Gesù e il modo in cui la Chiesa racconta Cristo. Vito Mancuso, filosofo e teologo, nel suo nuovo libro propone una lettura e alcune riflessioni personali sul rapporto tra Gesù della storia e il Cristo della fede. È un contributo al dibattito, un invito a pensare, a discernere e a dialogare: nella consapevolezza che la verità cristiana non teme le domande quando sono poste con onestà e rispetto.

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Liberaci dall’odio (Adversus Murgia)

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Nel nuovo libro di Michela Murgia questo sentimento “è un atto relazionale come amare, gestire la paura e la curiosità”, ma esso è anche patologia che porta all’ossessione e a interiorizzare il male che si vorrebbe combattere.

Liberaci dall'odio [PDF]

Che l’odio sia un elemento costitutivo della storia e quindi anche della nostra psiche (di quell’abisso magmatico che ognuno porta dentro di sé e che si può trasformare in un gorgo abissale) non c’è bisogno di dimostrare. Ci pensa la cronaca quotidiana a farlo e lo attestano i libri di storia, da Romolo che uccide Remo ai genocidi del Novecento. La domanda piuttosto è un’altra e riguarda il ruolo che l’odio deve giocare nella nostra interiorità: è un sentimento congenito e naturale che va coltivato? Oppure è qualcosa di non congenito e di non naturale che va estirpato? Chiarirlo è importante, perché se l’odio è naturale esso incrementa la salute (fisica e psichica), mentre se non lo è, la danneggia. Michela Murgia non aveva dubbi: “L’odio è un atto relazionale, proprio come amare, gestire la paura e la curiosità” e per questo auspicava “un rapporto consapevolmente maturo con l’odio, tipico di quelle rare persone che attribuiscono all’odio uno statuto di normalità e lo riconoscono in se stesse”. La scrittrice sarda continua con una considerazione decisiva: “L’organizzazione dell’odio diviene preziosa e necessaria solo quando si coniuga con la piena assunzione di responsabilità personale dell’odio”. Piena assunzione di responsabilità personale: il che significa che l’odio deve passare dallo stato di sentimento istintivo (che talora può sorgere quando l’indignazione travalica) a scelta razionale, lucida, consapevole, pienamente voluta. Ne viene così per Murgia che l’odio, “se viene riconosciuto e disciplinato attraverso l’intelligenza, non è un difetto; è una virtù, luminosissima”…

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Ribellarsi all’algoritmo

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Nel nuovo libro di Riccardo Luna una riflessione non manichea sulla natura dell’intelligenza artificiale. Non bisogna permettere che sia guidata a soli fini economici ma guidarla per diventare migliori.

Ribellarsi all'algoritmo [PDF]

Fino a una decina di anni fa molti politici e politologi nel mondo ritenevano che la prossima grande innovazione per l’incremento della democrazia sarebbe stata la tecnologia, e persino Papa Francesco giunse nel 2014 a definire internet “un dono di Dio”. Oggi, invece, non pochi sospettano che la tecnologia sia un pericolo per la democrazia e che questo dono di Dio sia in realtà molto simile al mitico vaso di Pandora escogitato dall’invidia di Zeus: quello scoperchiando il quale tutti i mali del mondo si diffusero sull’umanità. Sì, davvero “qualcosa è andato storto”, come Riccardo Luna, tra i più autorevoli giornalisti in materia di tecnologia, intitola il suo libro sui social network e l’intelligenza artificiale. Leggendolo si apprende come internet si era sviluppato ai suoi inizi con l’ambizione di rappresentare “la prima arma di costruzione di massa”, una rete capillare di computer che avrebbe favorito l’abbattimento delle barriere unificando l’umanità; e come oggi invece, a più di mezzo secolo da allora, il bilancio sia dolorosamente diverso, con la tecnologia dei social e dell’intelligenza artificiale ormai sempre più configurata come la più grande arma di seduzione di massa. Di fatto quello stesso strumento che nel 2008 aveva portato Barack Obama alla Casa Bianca (primo giovanissimo presidente nero: sembrava davvero che il mondo potesse cambiare, tanto che gli assegnarono il Nobel per la Pace quasi ancora prima di cominciare il mandato) oggi vi fa regnare un tipo così imbarazzante e volgare come Donald Trump e fa del non meno imbarazzante e volgare Elon Musk l’uomo più ricco e più potente del mondo. Sì, davvero, qualcosa è andato storto…

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