Il bisogno di PENSARE

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VITO MANCUSO - Il bisogno di PENSARE 

dal 19 ottobre in libreria per Garzanti

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Scoprire cosa veramente voglio è essenziale per scoprire chi veramente sono. Dove traete l'energia per camminare in equilibrio sulla fune della vita? La cosa più importante in questa vita è non perdere la propria anima.

«Perché vivete? Quale scopo date al vostro essere qui? Cosa volete da voi stessi?»

In questo nuovo libro Vito Mancuso ingaggia un dialogo serrato con i suoi lettori per risalire alle sorgenti di un bisogno primordiale dell’uomo, di una speciale capacità che ci caratterizza in modo peculiare distinguendoci da tutti gli altri esseri viventi: il nostro bisogno di pensare. È da questa urgenza interiore, strettamente legata al desiderio e al sogno di una vita diversa e migliore, che Vito Mancuso ci sprona a tornare a «pensare con il cuore», senza barriere, preconcetti o tabù, e senza altro dogma che la ricerca costante del Bene. Così, nel movimento ora logico ora caotico delle nostre esistenze, questo libro diventa una guida capace di orientarci in quei momenti in cui siamo chiamati a scegliere se resistere strenuamente oppure arrenderci al flusso della vita. E, nei tempi sempre più indecifrabili che ci troviamo ad affrontare, ci sprona a prestare attenzione al valore infinito di ogni istante, per raggiungere quella desiderata pace interiore, quell’equilibrio tanto atteso di chi ha finalmente trovato un senso al suo essere al mondo.


«L’uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura; ma è una canna pensante… sforziamoci dunque di pensare bene.» Blaise Pascal

«Il fatto che l'uomo, non soltanto pensi, ma possa anche dire a se stesso “Io penso”, fa di lui una persona.» Immanuel Kant

«L’espressione corretta di un pensiero produce sempre un mutamento nell'anima; il pensiero è rafforzato oppure superato. Per i pensieri l'espressione giusta è un’ordalia.» Simone Weil

«Mi angustiano le persone che non pensano, che sono in balìa degli eventi. Vorrei individui pensanti. Questo è l’importante. Soltanto allora si porrà la questione se siano credenti o non credenti.» Carlo Maria Martini

«La differenza rilevante non passa tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensantiNorberto Bobbio

«Gli chiesi perché pensasse che i bianchi fossero tutti pazzi. “Dicono di pensare con la testa”, rispose. “Ma certamente. Tu con che cosa pensi?” Gli chiesi sorpreso. “Noi pensiamo qui”, disse, indicando il cuore.» colloquio tra Carl Gustav Jung e il capo indiano Lago di Montagna

«Coloro che non sono innamorati della bellezza, della giustizia e della sapienza sono incapaci di pensieroHannah Arendt

ISBN 9788811675693 – Collana SAGGI – Casa Editrice GARZANTI 

Aree tematiche – Novità in libreria, Saggi – Dettagli:192 pagine

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Perché è l’amore la più alta forma del pensiero

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L’Io e l’Ego, il Bene e il Male, la cooperazione tra gli uomini e l’odio; anticipiamo un brano del nuovo saggio del teologo Vito Mancuso 

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Analizzando più da vicino il pensiero in quanto vertice del processo cognitivo, occorre dire che vi sono due disposizioni fondamentali del pensare: quella volta alla costruzione, la cosiddetta pars construens, e quella volta alla distruzione, la cosiddetta pars destruens. (…) La dimensione costruttiva del pensiero è rappresentata dal logos che vuole logica e che produce saggezza e sapienza. Il pensiero come logos-logica si esercita mediante verbi quali osservare, ponderare, considerare, riconsiderare, analizzare, riflettere, meditare. A volte il pensiero come logos diviene sorgivo, come ispirato, e in questi rari momenti riproduce la logica della creazione, genera creatività; i verbi che in questo caso lo rappresentano sono intuire, ideare, scoprire, creare. La dimensione distruttiva del pensiero è rappresentata dal caos che vuole scompaginare la logica e che in questo saggio, evocando Erasmo da Rotterdam, io denomino follia, ma che più propriamente si dovrebbe denominare critica. Tale forma di pensiero si esplica mediante verbi quali criticare, disapprovare, investigare, attaccare, contestare, stigmatizzare, stroncare, demolire…

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Prossimi appuntamenti con Vito

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Conegliano (TV) giovedì 19 ottobre Auditorium Dina Orsi, Via L. Einaudi ore 20:30 – Nel 10° Anniversario della Fondazione Sinistra del Piave, Conferenza del prof. Vito Mancuso dal titolo: "La cultura del dono".


Assisi venerdì 20 ottobre Teatro Metastasio, piazzetta Verdi, ore 21:00; all'interno del ciclo "Cammino e destinazione" organizzato dal  Sacro Convento di Assisi e Oicos riflessioni, nell'ambito del Cortile di Francesco, conferenza del prof. Vito Mancuso dal titolo: «Orientarsi nel pensiero»


Padova sabato 21 ottobre Museo della Medicina ore 11:00; Nell'ambito dell' evento "AD ALTA VOCE" – Conferenza del prof. Vito Mancuso dal titolo: “Ossessione del corpo, tabù dell’anima” assieme a Marino Niola e Giulio Giorello.


Palermo lunedì 23 ottobre  Auditorium SS. Salvatore, ore 16:30 - Settimana di Studi Danteschi 2017 XXI edizione 23-27 ottobre – La mente innamorata – Conferenza del prof. Vito Mancuso dal titolo "La mente innamorata". Introduce Leoluca Orlando. Michela Sacco Messineo ricorda Vittorio Sermonti – Programma XXI Edizione 2017

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Udine giovedì 26 ottobre Università degli studi di Udine, Scuola Superiore / Aula T9 Palazzo Garzolini – di Toppo Wassermann (via Gemona 92, Udine) ore 18:00 Festival Mimesis. Sulla libertà: Vito Mancuso (teologo) / Franco Fabbro (neuroscienziato, Univ. di Udine). “Per essere liberi, ci vuole coraggio. Guardando al mondo e agli esseri umani, quello che appare è uno sterminato palcoscenico su cui tutti si esibiscono indossando le diverse maschere imposte dall’esistenza, ma ognuno di noi, soprattutto in quei momenti in cui è solo con se stesso, sperimenta anche l’acuta sensazione di essere qualcosa di assolutamente differente e separato da tutto il resto, qualcosa di unico”. Modera e introduce Angelo Vianello (biologo, Univ. di Udine)


Bologna sabato 28 ottobre alle ore 17.30 Biblioteca dell’Archiginnasio-Sala Stabat Mater, Piazza Galvani, 1. Incontro con il prof. Vito Mancuso per la presentazione del suo nuovo libro IL BISOGNO DI PENSARE (Garzanti). Ne parla con l’autore Stefano Bolognini.Modera Giovanni Egidio. Letture a cura della Scuola di teatro di Bologna Galante Garrone. Presentazione Il bisogno di pensare [PDF] 28 ottobre 2017 Archiginnasio [PDF]

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Rimini sabato 29 ottobre Museo della Città – Sala del Giudizio, ore 17.00 – ingresso libero e gratuito. Biblioterapia. Come curarsi (o ammalarsi) coi libri 2017. REALTÀ… e mondi possibili. Vito Mancuso: Lectio humana, lectio divinaRealtà e mondi possibili [PDF]
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Cagliari sabato 4 novembre Hotel Margherita, Viale Regina Margherita 44. “La Cura e la Responsabilità. La dialettica tra libertà, limite e responsabilità nel lavoro psicoterapeutico: confronto con l’Analisi Transazionale Socio-cognitiva (ATSC)”.Conferenza del prof. Vito Mancuso sul concetto di CURA e di RESPONSABILITA’ (la conferenza sarà rivolta ad alunni ed ex allievi, psicologi e psichiatri). Conferenza Cagliari [PDF]


San Servolo – Venezia venerdì 10 novembre ore 17:30 Sede della società San Servolo srl, della Venice International University e del Collegio Internazionale di Ca’ Foscari.Per raggiungere San Servolo: linea 20 Actv da San Zaccaria MVE. Conferenza del prof. Vito Mancuso dal titolo "Arte come spiritualità e spiritualità come arte” Dicono dell'arte [PDF]


Cagliari domenica 3 dicembre ore 19:00 Festival letterario LEI -  lettura, emozioni, intelligenza. Conferenza del prof. Vito Mancuso: "La felicità dello spirito libero"

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Un gesto da rispettare fatto da chi ama la vita

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«Lo Stato garantisca diritti per tutti». Intervista a Vito Mancuso di Andrea D’Orazio per il GIORNALE DI SICILIA

Loris-Bertocco«Provo rispetto e ammirazione verso chi ha scritto quella lettera, soprattutto per il peso che viene dato all’amore, ma anche perché, nella denuncia di una situazione insostenibile, non c'è alcun risentimento.» Vito Mancuso, teologo, filosofo, autore di numerosi saggi – l'ultimo, «Il bisogno di pensare» Garzanti tra poco in libreria – prima di entrare nel dibattito sull'eutanasia riacceso dal testamento di Loris Bertocco, preferisce concentrarsi sulle parole con cui l’attivista veneto spiega le ragioni di una scelta. «Parole bellissime e al tempo stesso amare, di un uomo che avrebbe voluto continuare a vivere se avesse avuto i mezzi per farlo».

Qual è il passaggio che l'ha colpita di più?

«Lì dove l'autore scrive: “Porto con me l’amore che ho ricevuto”. È una frase che rimanda alla visione della morte intesa come viaggio, un archetipo che ritroviamo in tutte le grandi culture, pure in quella cristiana. La parola amore ricorre anche quando Bertocco giustifica la decisione di ricorrere al suicidio assistito, spiegandoci che è proprio perché ama la vita che ha scelto di rinunciare ad essa. Un concetto che ci fa capire come la dimensione spirituale dell'esistenza sia superiore a quella biologica, e che in nome dello spirito un uomo possa anche rinunciare alla vita fisica quando questa è così malandata da rendere impossibile la vita morale.»

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Il Papa accusato di eresia. RSI Intervista radiofonica a Vito Mancuso

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Intervista radiofonica a Vito Mancuso – 27.09.17 mp3

Diverse decine di teologi, sacerdoti e professori cattolici tradizionalisti hanno accusato Papa Francesco di eresia. Gli hanno inviato una lettera – ora disponibile anche online – di 25 pagine e firmata da 62 persone, dove il Santo Padre è rimproverato di diffondere posizioni eretiche sul matrimonio, la vita morale e le regole della Chiesa. Entriamo nel merito della questione con Vito Mancuso teologo filosofo e saggista intervistato da Lina Simoneschi Finocchiaro.

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Dalla Bibbia a Nietzsche la vera felicità è nell’infanzia

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Così dottrine spirituali diversissime tra loro concordano sulla necessità di diventare grandi restando bambini

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Platone nel “Timeo” riferisce di un sacerdote egizio molto anziano che si rivolge a Solone dicendo: «Voi greci siete sempre fanciulli, un greco che sia vecchio non c’è!», intendendo sottolineare la gioventù spirituale di coloro che noi (ironia della sorte) chiamiamo “antichi greci”. Ma non c’è solo la possibilità di essere spiritualmente giovani, vi è anche quella, non meno coinvolgente, di essere spiritualmente bambini. All’infanzia spirituale è dedicato uno dei testi più belli della Bibbia ebraica, il salmo 131: «Signore, non si esalta il mio cuore / né i miei occhi guardano in alto; / non vado cercando cose grandi / né meraviglie più alte di me. / Io resto quieto e sereno: / come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, / come un bimbo svezzato è in me l’anima mia»…

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Noi siamo e non siamo il nostro corpo

Intervista a cura di Gianfranco Brevetto per la rivista EXàgère – Exagere [Link] – Noi siamo e non siamo il nostro corpo – Intervista a Vito Mancuso [PDF]

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– Professore, lei ha dedicato una delle sue opere più apprezzate all’anima. Pur essendo un concetto usato di frequente, il suo vero senso spesso sembra sfuggire. Ci può aiutare a precisarlo? In che relazione è con il corpo?

– Io penso che si possa facilmente riassumere in poche righe. L’anima è uguale alla vita, lo spirito è uguale alla libertà. Prima ancora c’è il corpo e, in una condizione di possibilità, direi corpo uguale struttura. Detto questo, occorre chiarire queste apparentemente semplici eguaglianze. Nel caso di corpo uguale struttura, noi diciamo di qualunque oggetto che è un corpo. La poltrona sulla quale ora sono seduto e tutto ciò che vedo sono corpi fisici; gli enti, per presentarsi al mondo, sono dotati di un corpo materiale, questa è un’evidenza. Il termine anima è sorto nella gran parte delle tradizioni per designare i corpi che si muovono da sé in quanto dotati di vita. In questo senso anima uguale vita, si ha, infatti, nel vivente una disposizione dell’energia tale da far si che il totale dell’energia che costituisce il corpo non sia racchiusa integralmente nel corpo fisico. Esiste un’eccedenza di energia libera, un surplus di energia libera. A partire dal primo organismo vegetale, dai primi organismi animali e salendo in tutte le forma di vita più complesse, noi abbiamo che l’energia totale è maggiore a quella che è propria della massa corporea. E questo fa sì che il corpo sia animato…

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Tettamanzi innovando superò la tradizione e se stesso

Vito Mancuso ricorda l'ex arcivescovo di Milano morto all'età di 83 anni: «Una vita dalla parte dei più deboli e delle minoranze».Intervista di Laura Carcano

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«L'arcivescovo emerito Dionigi Tettamanzi seppe superare se stesso andando oltre l'approccio di conservazione che per anni nel suo impegno nella Chiesa aveva incarnato su temi come il matrimonio, la sessualità e la bioetica». È Vito Mancuso, teologo, a ricordare così l'ex arcivescovo di Milano, nato in Brianza, che si è spento all'età di 83 anni, dopo essersi posto dalle parte dei più deboli e delle minoranze, con gesti dal forte valore simbolico come la visita di Natale nel carcere milanese di San Vittore e la coraggiosa proposta di una moschea in ogni quartiere della città …

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