Il coraggio del disarmo

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Andrea Bottai si confronta con il teologo Vito Mancuso su alcuni temi filosofici sollevati dalla campagna Senzatomica, trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari. 25-11-2017 – Sala Conferenze Centro Culturale Pergoli / Falconara Marittima.

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Il bisogno di Pensare a Quante Storie

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Perché viviamo? Quali sono i nostri veri obiettivi? Domande essenziali che spesso preferiamo evitare, ma che si affacciano di continuo nella nostra quotidiana ricerca di senso. Ospite di Corrado Augias in questa puntata di Quante Storie, il teologo e filosofo Vito Mancuso prova a risalire alle origini del bisogno primordiale di interrogarsi e ci spinge a pensare con il cuore, senza altro dogma che la ricerca costante del bene. Nel corso della puntata, viene proposta una nuova tappa del viaggio attraverso l'Italia alla ricerca di storie di resistenza culturale: Andrea Rolli racconta il recupero del Teatro Rossi di Pisa.

Il Bisogno di Pensare a Quante Storie [Link]

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Il bisogno di pensare – Video presentazioni

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Breve presentazione del nuovo saggio «Il bisogno di pensare» Garzanti 2017

Sveva Sagramola intervista il prof. Vito Mancuso sui temi del libro "Il bisogno di pensare" (Garzanti) nel corso della trasmissione televisiva Geo in onda martedì 7 novembre 2017

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La fede è pensare “dicendo sì”

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«Un amen che battezza tutti i giorni». La recensione di Enzo Bianchi per La Stampa

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Se pensate che la filosofia non serva a nulla per la vita quotidiana… se pensate di non aver bisogno di ponderare, discernere, connettere, ringraziare… se pensate di aver sempre ragione senza mai ragionare… O anche più semplicemente, se pensate e basta, allora l'ultimo libro di Vito Mancuso vi sarà utilissimo.

Nel suo recente Il bisogno di pensare, il teologo e filosofo, collaboratore de «La Repubblica», prende per mano il lettore e gli fa usare la testa senza mai separarla dal cuore. Dedicate alla filosofia, queste pagine sono in realtà rivolte a chiunque si lasci interpellare sul senso della vita e sul posto che ciascuno di noi occupa – per minuscolo che sia – nella storia dell'umanità. Del resto non è forse vero che ci paiono degne di fede solo le parole di chi «dice quello che pensa e pensa quello che dice»? .

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Pensare con il cuore. La filosofia diventa per tutti

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Recensione di Romano Montroni – Corriere di Bologna, 28 ottobre 2017

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I ragionamenti limpidi e rigorosi di questo libro fanno venire voglia di rileggerli e commentarli anche a chi, come me, non sarebbe portato alla speculazione filosofica. Mancuso ci porta a riflettere sull'attività di pensare suscitando delle emozioni («pensare con il cuore»), e anche su quello che non ci è familiare e comprensibile. E ci chiama in causa con domande che ci toccano molto da vicino sui nostri sogni e desideri. Il pensiero, spiega, nasce da un bisogno interiore, che non va confuso con la necessità – esterna a noi; inoltre, soltanto l’azione preceduta e guidata dal pensiero è in grado di tendere al bene. (In effetti, se ci guardiamo attorno, l'attività di pensare non è molto diffusa e viene spesso esercitate in maniera superficiale!). Sarete incuriositi dai titoli dei capitoli, che affrontano temi centrali del nostro essere persone, come il rapporto tra mente e cuore con l’importanza di vivere sopra il caos; e poi leggete il libro, anche insieme agli amici, ai figli, leggetelo a voce alta, per capire l'importanza di sfuggire alle semplificazioni della nostra era tecnologica e per imparare a coltivatore il valore di ogni attimo. 

Pensare con il Cuore [PDF]

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Intervista a il Fatto Quotidiano

A cura di Fabrizio D'Esposito, 20 ottobre 2017 – Intervista a il Fatto Quotidiano [PDF]

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Se l’uomo smette di pensare – e gli indizi ci sono tutti, perché il pensiero è altra cosa rispetto alla banale opinione da talk show, il pensiero è concetto, visione – il caos prevale sul logos, cioè l'armonia relazionale “il principio costitutivo del reale”. A quel punto è la fine professor Mancuso …

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La cura dell’anima rende migliore la nostra esistenza

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La difesa del pianeta, le risorse, i diritti umani

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Intervista a cura di Nicolò Menniti – Ippolito

Schermata 2017-10-20 alle 11.37.53Vito Mancuso in questi anni ha contribuito in modo decisivo alla rinascita della teologia, disciplina che sembrava ormai destinata esclusivamente alle aule dei seminari. Prima di tutto ha portato la teologia al grande pubblico con i suoi libri, i suoi articoli, le sue conferenze; secondariamente l’ha fatta uscire dal dibattito dogmatico rendendola qualcosa di vivo, che riguarda le singole persone.

Domani (21 ottobre) alle ore 11.00 al museo della storia della medicina di Padova in via San Francesco per la rassegna “Ad alta voce” (Futura – Parole per pensare il domani), Mancuso sarà protagonista di un dibattito con Giulio Giorello e Marino Niola intitolato “Cura del corpo cura dell’anima. Quale futuro?”.

 

Negli ultimi anni c'è una grande attenzione alla cura: è solo una moda culturale oppure c'è qualcosa di sostanziale in questo interesse?

 

«Non c'è nulla che se portato all'esasperazione non diventi moda. Tuttavia la disposizione della mente verso la cura è costituiva dell'essere umano. Noi siamo qui per prendersi cura. Don Milani contrapponeva il suo “I care” al “me ne frego” del fascismo. Come essere umani abbiamo delle responsabilità, che vuol dire capacità di dare risposte alle domande che la vita ci pone. Essere responsabili è avere cura. Semmai il pericolo è quello di non avere un'apertura sufficiente in questo prendersi cura. Non ci prendiamo abbastanza cura delle nostre città, dell'istruzione, della nostra formazione interiore, se ci concentriamo esclusivamente sulla cura esteriore, sulla eleganza, sulla nostra presenza fisica, che pure non sono così sbagliate. È chiaro anche che noi veniamo da un passato di grande impegno sociale e questo ripiegarsi sulla cura interiore e intimista può sembrare eccessivo» …

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Perché è l’amore la più alta forma del pensiero

L’Io e l’Ego, il Bene e il Male, la cooperazione tra gli uomini e l’odio; anticipiamo un brano del nuovo saggio del teologo Vito Mancuso 

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Analizzando più da vicino il pensiero in quanto vertice del processo cognitivo, occorre dire che vi sono due disposizioni fondamentali del pensare: quella volta alla costruzione, la cosiddetta pars construens, e quella volta alla distruzione, la cosiddetta pars destruens. (…) La dimensione costruttiva del pensiero è rappresentata dal logos che vuole logica e che produce saggezza e sapienza. Il pensiero come logos-logica si esercita mediante verbi quali osservare, ponderare, considerare, riconsiderare, analizzare, riflettere, meditare. A volte il pensiero come logos diviene sorgivo, come ispirato, e in questi rari momenti riproduce la logica della creazione, genera creatività; i verbi che in questo caso lo rappresentano sono intuire, ideare, scoprire, creare. La dimensione distruttiva del pensiero è rappresentata dal caos che vuole scompaginare la logica e che in questo saggio, evocando Erasmo da Rotterdam, io denomino follia, ma che più propriamente si dovrebbe denominare critica. Tale forma di pensiero si esplica mediante verbi quali criticare, disapprovare, investigare, attaccare, contestare, stigmatizzare, stroncare, demolire…

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Vedete sono uno di voi

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Cinema Lumière di Bologna; l'arcivescovo Matteo Maria Zuppi e il teologo filosofo Vito Mancuso, al termine della proiezione del film documentario di Ermanno Olmi sulla figura del Cardinale Carlo Maria Martini "Vedete sono uno di voi", esprimono "a caldo" le loro impressioni sul documentario e ricordano con emozione la figura del grande uomo e religioso scomparso nel 2012.

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