Quei padri troppo ansiosi di essere amici dei figli

L’enigma di un genitore. La recensione del prof. Vito Mancuso al nuovo libro di Massimo Recalcati 

Schermata 2017-03-30 alle 22.09.51Essere figli, ovvero l’arte di vivere e di nutrire la vita: è questa la posta in gioco. Infatti ben prima di avere uno o più figli, a tutti si impone il fatto di essere figlio, di essere figlia, vale a dire di ricevere la vita, il corpo e il carattere da “Altro”, come scrive Massimo Recalcati nel suo ultimo libro (“Il segreto del figlio”, Feltrinelli) usando sempre regolarmente la maiuscola. Qual è il senso di questa maiuscola? Nessuna somiglianza con il “totalmente Altro” mediante cui Rudolf Otto o Max Horkheimer alludevano al “Numinoso”, nulla a che fare con Dio. Tuttavia l’uso così reiterato del maiuscolo segnala pur sempre una trascendenza, il desiderio di indicare qualcosa di più grande di noi che ci attraversa e ci fonda nella nostra più intima identità. Vale a dire: la nostra più intima identità non è nostra. È Altro. Ecco il mistero, il segreto dell’essere uomini in quanto tutti inevitabilmente figli. Tutta la parabola della modernità occidentale è stata vissuta all’insegna dell’uscita dalla condizione di figlio su cui il cristianesimo aveva strutturato fino ad allora la coscienza occidentale: Dio come Padre e la Madonna come Madre, con tutta la storia dell’arte a testimone. Si pensi, di contro, alle celebri parole con cui Kant apre lo scritto sull’Illuminismo del 1784: «L’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minore età». Ovvero l’uscita dalla condizione di figlio.L’Occidente non ha più voluto concepire la propria identità all’insegna dell’essere figlio e così la sua maggiore età ha coinciso logicamente con l’abbandono del Padre. Sto parlando della “morte di Dio”, proclamata prima sommessamente da Hegel con il saggio Fede e sapere del 1802, poi trionfalmente da Nietzsche con La gaia scienza del 1882. Il non voler più essere figli ha significato necessariamente la morte di Dio.

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L’attimo libero

Vangelo e Zen, Desio, quaresima 2017; riflessione di padre Luciano Mazzocchi

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foto di Mayumi Sakurai – giardino Vangelo e Zen – 12 marzo 2017

Alcuni ricercatori affermano di aver trovato nelle rocce della baia di Hudson, Canada, un fossile di circa 4 miliardi di anni fa. La vita che ora riversa energie nei nostri occhi che leggono e nelle nostre mani che scrivono, questa vita pulsa nelle vene del pianeta Terra da miliardi di anni, indefessa, consumandosi e rigenerandosi. La conoscenza scientifica in un baleno ha frantumato certezze millenarie, già sacre e indelebili, a cui gli esseri umani avevamo affidato il loro vivere tranquillo. L'uomo, seguendo la sua illusione ottica, si pensava al centro di tutto, meta di tutto, padrone di tutto. Conosceva, ma non si accorgeva che riduceva tutto alla dimensione della sua illusione, ignorando che era illusione. Grazie alla scienza molto più che alle religioni, oggi l'uomo conosce la sua radicale marginalità e insignificanza nell'universo, e sa che nessuna stella delle miliardi di stelle fa alcun conto su di lui. Questa sospensione nell'insignificanza cosmica guida l'uomo a conoscere un grado più puro di libertà. La libertà si fa reale come attimo libero, in cui l'uomo, sospeso nell'insignificanza cosmica, sente tutto l'universo abitare la sua insignificanza, e questa in comunione con tutto l'universo, senza aggiungersi nulla né diminuirsi nulla. L'insignificanza permette all'uomo di sperimentare la purezza del non aver bisogno di significati aggiunti e di ritrovare, nell'abisso insignificante del suo esserci, l'attimo libero. Esserci, figli di Dio, che è perché è. La quaresima è un tempo di cammino verso una goccia più pura di libertà …

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L’amore è tutto oppure no?

“L’amore non è tutto, non basta per fare una famiglia vera, magari con due genitori gay” dicono molte voci cattoliche che mettono al centro la famiglia naturale. Ma non è scritto proprio nei Vangeli che l’amore è tutto, e tutto trasforma, natura compresa? Il commento del prof. Vito Mancuso.

E' possibile ascoltare l'intevista al link La città di Radio 3 [Link]

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Vito Mancuso a #cartabianca

La puntata di #cartabianca del 3 marzo 2017 ha avuto ospiti in studio Donatella TurriVito Mancuso, e in collegamento Sabina Cervoni; tema della trasmissione è stato il fine vita con le testimonianze di chi ha assistito quelle persone che hanno scelto di andare in Svizzera per porre fine alle proprie sofferenze.

E' possibile rivedere la trasmissione al seguente link: RayPlay #cartabianca [Link]

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Vito Mancuso sul caso di Dj Fabo

"Fabiano è morto perché ha voluto morire. La cosa che ci contraddistingue rispetto agli altri viventi è la libertà rispetto al proprio corpo e carattere. E questo è anche uno dei cardini della spiritualità, la libertà. Quindi la morte più umana è la morte liberamente scelta. Quando un essere umano riflette seriamente sulle proprie condizioni e giunge alla scelta consapevole e libera di dire 'me ne vado', questo è un esercizio maturo di libertà e leggittimo da punto di vista spirituale" (Vito Mancuso)


Intervista a Radio Radicale su fine vita e dibattito nella Chiesa

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E' possibile riascoltare l'intervista alla pagina del sito Radio Radicale [Link]

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