Vito Mancuso sul caso di Dj Fabo

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"Fabiano è morto perché ha voluto morire. La cosa che ci contraddistingue rispetto agli altri viventi è la libertà rispetto al proprio corpo e carattere. E questo è anche uno dei cardini della spiritualità, la libertà. Quindi la morte più umana è la morte liberamente scelta. Quando un essere umano riflette seriamente sulle proprie condizioni e giunge alla scelta consapevole e libera di dire 'me ne vado', questo è un esercizio maturo di libertà e leggittimo da punto di vista spirituale" (Vito Mancuso)


Intervista a Radio Radicale su fine vita e dibattito nella Chiesa

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E' possibile riascoltare l'intervista alla pagina del sito Radio Radicale [Link]

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Ritratti in carcere di Margherita Lazzati

FullSizeRender31 fotografie scattate nel carcere di massima sicurezza di Milano-Opera. 31 ritratti, 27 di persone recluse con pene per lo più di lunga durata o fine pena mai, e 4 di volontari; tutti eseguiti tra l’estate 2016 e l’inizio del 2017.Margherita Lazzati, con l’autorizzazione del Ministero della Giustizia (e grazie al direttore del carcere, Giacinto Siciliano), ha frequentato tutti i sabati per più di cinque anni il laboratorio di scrittura creativa nel carcere e, consenzienti le persone detenute, ha realizzato una vera e propria galleria di ritratti, settimana dopo settimana, mese dopo mese. Ne ha scelti 31, definitivi. Con la stessa modalità quasi chirurgica con cui due anni fa si immergeva nella realtà dell’Istituto Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone e l’anno precedente scandagliava una quotidianità di emarginazione e di umanità “invisibile”, in una Milano illuminata dai fasti di Expo. Entrambi i progetti furono presentati in anteprima, con Galleria l’Affiche, a MIA Photo Fair. Quest’anno, appunto, è la volta di Ritratti in carcere: 31 fotografie in bianco e nero, in due formati, numerate da 1 a 31.

“Ho cercato in tutti i modi di uscire dalla logica del reportage ed entrare nell’idea del ritratto, in una dimensione nella quale luce, spazio, sfondo, tempo, relazioni, appartengono a una realtà così definita e non modificabile. Volevo non raccontare, ma fermare un’apparenza fisica, un aspetto, una figura, una sembianza, un atteggiamento, un portamento, senza retorica e senza l’ambizione di andare oltre o cercare di cogliere l’anima. Potrei dire che forse, quando si lavora stretti, anche questa è una forma di rispetto.” (Margherita Lazzati) 


Galleria l’Affiche via dell’Unione 6 20122 Milano 02.86450124 www.affiche.it

MIA Photo Fair  The Mall, Porta Nuova, Milano 9-13 marzo 2017 Galleria l’Affiche – 42A 

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Il Mediterraneo. Spiritualità, Genti e Religioni

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E' possibile riascoltare la conferenza seguendo il link sotto

Radio Radicale. Il Mediterraneo. Spiritualità, Genti e Religioni – [Link] -

Conferenza con il prof. Vito Mancuso organizzata dal Collegio Circoscrizionale della Toscana del Grande Oriente d’Italia, Firenze martedì 14 febbraio 2017.
Sono intervenuti: Francesco Borgognoni (presidente del Collegio Circoscrizionale della Toscana del GOI), Vito Mancuso (teologo e scrittore), Francesco Colonna (presidente del Consiglio dei Maestri Venerabili delle logge all'Oriente di Firenze), Leonardo Di Cosmo, Mario Sepe, Izzeddin Elzir (presidente dell'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia), Stefano Bisi (gran Maestro del Grande Oriente d'Italia).

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Beati Voi Tutti Santi

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Le santitudini di Vito Mancuso :

"Essere Santi significa essere come Dio,

un riflesso della Divinità.

Dio è Luce, Spirito e Amore dice il Nuovo Testamento

quindi

il Santo è Luce, cioè Intelligenza che conosce,

è Spirito, cioè Libertà Creativa,

ed è Amore, cioè Calore che nutre la Vita.

Vi sono Esseri Umani così.

Sono Cristiani e Non Cristiani,

sono il Frutto più bello del Mondo".

 


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MicroMega Almanacco di Filosofia

Il 2 febbraio MicroMega è in edicola con il nuovo Almanacco di Filosofia

unnamedSiamo o no in una fase di rinascita del Sacro? Si sta compiendo quella che lo studioso francese Gilles Kepel chiamò «La rivincita di Dio»? La lunga marcia della secolarizzazione ha subìto una battuta d’arresto?

L’Almanacco di filosofia con cui MicroMega inaugura il 2017 si apre con un simposio su «gli intellettuali e la religione» che vede la partecipazione di Telmo Pievani, Alain Touraine, Carlo Rovelli, Carlo Augusto Viano, Massimo Cacciari, Simona Argentieri, Nicola Lagioia, Roberto Esposito, Gennaro Sasso, Vito Mancuso, Sergio Givone, Franco Cordero, Fernando Savater.

Un’iniziativa che si configura anche come un omaggio alla Partisan Review, la più autorevole rivista americana di sinistra, ormai chiusa, che nel 1950, con un suo questionario sul ruolo delle religioni (ripreso appunto da MicroMega e aggiornato) interpellò figure del calibro di Hannah Arendt, Robert Graves, Jacques Maritain, W.H. Auden, A.J. Ayer, John Dewey, Allen Tate, Paul Tillich… Le storiche risposte di Arendt, Graves e Maritain vengono riproposte in questo numero. Che – in edicola, in libreria, su iPad e in ebook a partire da giovedì 2 febbraio – offre ai lettori ulteriori analisi e approfondimenti.

Nella seconda sezione dell’Almanacco il filosofo tedesco Axel Honneth, esponente della terza generazione della Scuola di Francoforte, parla con Giorgio Fazio a partire dal suo ultimo libro, L'idea di socialismo. Un sogno necessario, mettendo in luce come nella tradizione del socialismo si possa rinvenire una riflessione ricca di sfumature sulle alternative possibili al capitalismo, che oggi può servire a rimettere in moto la nostra immaginazione istituzionale.

Lo storico britannico Perry Anderson ci guida poi in un viaggio tra gli eredi di Gramsci, in cui analizza come quattro autori (Hall, Laclau, Guha e Arrighi) abbiano rielaborato in modo personale e originale il concetto di egemonia, fornendo un notevole contributo al pensiero politico a partire dagli anni Ottanta.

Chiude l’Almanacco di filosofia il dialogo tra il filosofo tedesco Peter Engelmann e il filosofo francese Alain Badiou, in cui i due interlocutori si interrogano sul rapporto fra filosofia e idea comunista a partire dalla differente esperienza biografica e storica: Badiou ha infatti maturato il suo comunismo di impronta maoista all’interno di una delle roccaforti dell’Occidente liberale e capitalistico, quella francese, mentre Engelmann ha conosciuto dal vivo la traiettoria dei paesi del «socialismo reale», essendo stato condannato al carcere dalla Stasi per motivi politici.

Ad introdurre il numero una “dichiarazione d’intenti” del direttore, Paolo Flores d’Arcais, che, tra le altre cose, annuncia il moltiplicarsi degli almanacchi e dei numeri monografici, nonché il ritorno al vecchio prezzo di 15 euro e alla frequenza degli otto numeri per anno.

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La questione dell’umanesimo

Fondazione Collegio San Carlo, conferenza del prof. Vito Mancuso dal titolo "La questione dell'umanesimo. Le scienze dello spirito e la conoscenza della natura" tenutasi venerdì 15 marzo 2103.

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Entretien avec Nonfiction.fr

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ENTRETIEN – « La doctrine chrétienne ne peut survivre que si elle évolue », avec Vito Mancuso [Link]

(Traduzione in fondo alla pagina a cura di Francesca Panebianco)

Nonfiction : Dans "Le courage d'être libre" vous parcourez une question centrale pour l'Occident aujourd'hui : le rapport entre liberté et volonté. Dans un cadre où toute décision économique, politique ou sociale prend forme loin des hommes communs, la participation peut être une illusion que l'homme s'offre pour se résoudre à sa mise à l'écart de la décision publique. Vous faites donc appel à Hegel et à Florenskji, mais aussi au juge Paolo Borsellino assassiné par la Mafia en 1992 : comment passe-t-on de la volonté d'être libres à la liberté réelle, pratique, ce que vous appelez la « liberté pour ».

Vito Mancuso : Sans sous-estimer les conditionnements dont nous sommes l'objet, je pense que jamais l'homme n'a pu expérimenter mieux que dans notre époque ce qu'on appelle liberté. Pour être clair, par ce terme je veux renvoyer à deux expériences concrètes: la conscience et la créativité, soit la possibilité de nouvelles initiatives. Je suis loin d'admettre que nous jouissons d'une liberté absolue: personne n'en jouit, pas même Dieu, si on entend la liberté en son sens étymologique "délaissée de liens", puisque l'être ne peut se poser qu'en relation et que tout lien est, en effet, dépendance. Je pose plutôt qu'aujourd'hui, nous pouvons parvenir à un degré de conscience de notre condition que l'humanité n'avait jamais atteint auparavant. Et je pose également que, devant nous, nous avons des possibilités concrètes de libération: livres, enseignements, expériences, informations, possibilités de contact et de voyage… Je le répète, je ne peins pas ici le meilleur des mondes possibles, je suis conscient de la crise, de la méfiance qui traversent notre époque. Toutefois, pour le dire avec Kant: “Sapere aude”, “aie le courage de savoir”. Et il faut souligner aussi la deuxième signification latine de ce verbe, sapio (savoir) : "avoir le courage de savoir", c'est aussi "avoir le courage d'avoir une saveur". C'est dans ce sens, je pense, que l'on parvient à la "liberté-pour", c'est-à-dire à la soumission à un idéal plus grand que nous vers lequel marcher, et à la lumière duquel travailler. Cet idéal, c'était pour le juge Paolo Borsellino et ses collègues l'idéal de la Justice. Il y a des forces immenses, aujourd'hui comme à l'époque impériale, qui pèsent sur nous et qui nous conditionnent ; mais de nos jours, nous en sommes plus conscients, nous sommes donc plus libres …

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Vito Mancuso, il dolore innocente

Lugano 7.10.2016 – Il prof. Vito Mancuso interviene nell’ambito del simposio “L’illusione della normalità” simposio interdisciplinare organizzato da Pro Infirmis Ticino e Moesano in collaborazione con L'ideatorio dell'Università della Svizzera italiana –

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