Critiche

LvkH7v3whf3ulSQnNnHVmH8yW75WtX0eb4yH3ctfvqYSecondo la rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica Vito Mancuso arriva “a negare o perlomeno svuotare di significato circa una dozzina di dogmi della Chiesa cattolica”, finendo così per alimentare la “confusione”. L’autorevole rivista (in un articolo del febbraio 2008 firmato da padre Corrado Marucci [DOC Critica] [PDF Replica]) continua dicendo che la teologia laica di Mancuso parte “da premesse filosoficamente non corrette e trascura i dati biblici” per finire in una sorta di razionalismo. Anche “L’Osservatore Romano” è intervenuto con un articolo altrettanto critico a firma dell’arcivescovo Bruno Forte, già docente di Mancuso durante gli studi per la Licenza [DOC Critica] [PDF Replica].

Molti altri interventi critici sono stati condotti contro Mancuso, in particolare da don Gianni Baget Bozzo [PDF Replica] che ha parlato della teologia mancusiana in termini di “destino gnostico”. A tale proposito occorre segnalare anche un intervento su “Famiglia Cristiana” da parte di Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, che pure ha attribuito al pensiero di Mancuso la qualifica di gnosticismo, provocandone una replica su Repubblica (28 aprile 2009) [PDF], cui è seguita una controreplica di Bianchi su La Stampa (3 maggio 2009).

Anche il presidente dell’Associazione Teologica Italiana, mons. Piero Coda, relatore della tesi di dottorato di Mancuso presso l’Università Lateranense, ha preso le distanze dalle conclusioni e dal metodo di Mancuso, non senza però dichiarare, in un’intervista a “Il Foglio” del 10 ottobre 2007, che L’anima e il suo destino “solleva la questione di come articolare la verità cristiana con le scoperte della scienza e dell’autocoscienza contemporanea”, aggiungendo: “È come se dicesse alla teologia: vai al sodo. E alla cultura: accetta la sfida. Così Mancuso apre un dibattito franco e rigoroso grazie a un libro intelligente e documentato, come del resto tutti quelli che ha scritto”. Più recentemente, in un libro intervista con Saverio Gaeta dal titolo Dio crede in te (Rizzoli 2009), Coda ha accentuato le critiche.

Vicenda Mondadori

  1. 19 Agosto, Massimo Giannini Mondadori salvata dal Fisco, uno scandalo “ad aziendam” nell’interesse del Cavaliere [PDF]

  2. 21 Agosto, Vito Mancuso Io, autore Mondadori e la legge "ad aziendam" [PDF]

  3. 22 Agosto, Arnoldo Mondadori Editore Contro di noi accuse ingiuste, siamo stati corretti [PDF]

  4. 23 Agosto, Vito Mancuso Cara Mondadori, per le leggi il tuo sarto è proprio su misura [PDF]

  5. 23 Agosto, Maurizio Bono Don Gallo: abbandono Segrate. Lucarelli: anch'io provo disagio [PDF]

  6. 24 Agosto, Maurizio Bono Veronesi: si vive anche senza Mondadori. Pennacchi: gli altri non mi volevano [PDF]

  7. 25 Agosto, Michele Serra L'amaca [PDF]

  8. 25 Agosto, Eugenio Scalfari Gli scrittori, i libri e il conflitto d'interesse [PDF]

  9. 27 Agosto, Mancuso: Non sono pentito del caso Mondadori [PDF]

  10. 3 Settembre, Cari amici di Mondadori preferisco la giustizia [PDF]

  11. 4 Settembre, Riccardo Cavallero La Mondadori e l'addio di Mancuso [PDF]

  12. 5 Settembre, Adriano Prosperi La cultura e l'aria di libertà [PDF]

  13. 6 Settembre, Philippe Ridet Comment vivre sans Berlusconi?, Le Monde [Link]

Apprezzamenti

Non sono mancati però esponenti del mondo cattolico che hanno manifestato apprezzamenti per l’opera di Mancuso. Il cardinale Carlo Maria Martini, dopo aver affermato rivolgendosi all’autore di “sentire parecchie discordanze su quanto tu concludi su diversi punti”, continua dicendo che “non  posso negare che tu cerchi sempre di ragionare con rigore, con onestà e con lucidità”, concludendo che “sarà difficile parlare di questi argomenti senza tenere conto di quanto tu ne hai detto con penetrazione coraggiosa” (dalla lettera che figura come prefazione a L’anima e il suo destino, datata Gerusalemme, 5 novembre 2006). E non manca un’annotazione esistenziale: “Vedo che in tutto questo sta portando frutto tutta la tua storia, la tua passione per la ricerca, il tuo cammino di onestà e di verità, tutto il tuo amore per lo studio e il tuo amore per la vita.”

Il teologo Carlo Molari ha concluso una lunga recensione in due articoli per la rivista cattolica “Rocca” con questo giudizio complessivo: “Un modo chiaro ed efficace di annunciare la speranza cristiana” (“Rocca” 7/2008).

Ma è dalla Francia, a seguito dell’edizione francese de L’anima e il suo destino (De l’âme et de son destin, Albin Michel, Paris 2009), che arrivano le parole più sorprendenti. L’autorevole rivista dei domenicani francesi La Vie Spirituelle ha scritto:

“Vito Mancuso ha il coraggio di parlare di ciò che la teologia perlopiù tace a causa del carattere incomprensibile, per noi contemporanei, di certe formule dottrinarie su quelle questioni che sono tuttavia decisive se si vuole salvaguardare il cuore della nostra fede cristiana, cioè la morte e la risurrezione di Cristo e, di conseguenza, la morte e la risurrezione di ciascuno di noi. Il principio di autorità non basta… La sua riflessione è molto ben documentata e, malgrado la profondità delle analisi, resta accessibile a un lettore non specialista… Il teologo italiano pone la dottrina cattolica di fronte alle sue contraddizioni interne (per esempio riguardo al peccato originale e a qualche perno della teologia agostiniana)… Bisognerebbe potergli rispondere, ma per farlo bisognerebbe avere la medesima esigenza di verità intellettuale” (Laurent Lemoine, O.P., in “La Vie Spirituelle”, novembre 2009, p. 571).

Per quanto riguarda il fronte filosofico, ha scritto la filosofa Franca D’Agostini recensendo La vita autentica:

“Abbiamo così un’introduzione perfettamente laica, e più precisamente filosofica, alla vita spirituale, e al suo primato. L’uomo autentico che Mancuso propone è l’uomo filosofico: l’uomo che pensa, discute, rivede continuamente le proprie credenze, in funzione della verità, del bene, della giustizia (e non di ciò che la communis opinio chiama vero, buono, giusto). È un’ipotesi di buona vita che era già presente nei greci, e che la filosofia di ogni epoca ha ricostruito e riproposto, infinitamente, con linguaggi diversi, da Socrate a Hannah Arendt. La ricezione di questa immagine è stata contrastata, prima dalla religione, poi dalla scienza, e oggi è messa a tacere dal clamore confuso di scienza e fede, alle prese con nuovi, irrilevanti conflitti. Il fatto che Mancuso, teologo intelligente e aperto, sia giunto a proporci oggi proprio questa immagine, ci dice che i tempi sono maturi. Nella disgraziata inautenticità dell’Italia, terra di raccomandazioni e corruzione, forse sta preparandosi un ritorno alla buona filosofia, finalmente libera dal minuetto irrilevante delle guerre culturali” (“La Stampa Tuttolibri”, 19 dicembre 2009).

2 pensieri su “Critiche

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