Vito Mancuso



“Obbedienza e libertà” a Bookstore

Sabato 28 Aprile 2012 Vito è stato ospite della trasmissione "Bookstore" su La7, e ha presentato il nuovo libro "Obbedienza e libertà Critica e rinnovamento della coscienza cristiana". Rivedi la trasmissione seguendo il link:

 Vito Mancuso a Bookstore 28 Aprile 2012

 

 

 

Il Dio personale del terzo millennio

Un ampio studio dell’Università di Chicago spiega che la fede in Occidente va lentamente ma progressivamente diminuendo; che interessa soprattutto gli anziani e ben poco i giovani; che avanza sempre più in chi crede la figura di un Dio personale e su misura; e infine che la presenza della fede non è comunque trascurabile perché rimane ancora largamente maggioritaria, visto che i credenti sono maggioranza in 22 paesi su 30, e in 7, tra cui gli Usa, sono al di sopra del 50 per cento. Sono dati che confermano tendenze note agli studiosi e che sarebbero diversi se la ricerca non avesse preso in esame solo una parte di mondo, in gran parte occidentale: la presenza del Sud america è ridotta al Cile, quella dell’Asia al Giappone e alle Filippine con la macroscopica assenza di Cina, India e di tutti i paesi delle aree buddista e islamica, mentre l’Africa non esiste nemmeno. Se lo studio avesse considerato l’andamento della fede su scala mondiale, le conclusioni sarebbero non dissimili da quelle di due giornalisti dell’Economist, Micklethwait e Wooldridge, uno cattolico e l’altro ateo, che nel 2009 pubblicarono a New York un volume la cui tesi è già nel titolo: God is Back, Dio è tornato. Non a caso le religioni costituiscono oggi nel mondo un fattore geopolitico di importanza imprescindibile per la lettura del presente, nel bene e purtroppo anche nel male, poiché è innegabile che dalle religioni derivano sia beni sia mali (e per questo spesso è così difficile ragionarne con pacatezza e senza passionalità).

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Lucio Dalla presenta l’audiolibro “La vita autentica”

L'introduzione di Lucio Dalla 

Lucio Dalla racconta in una chiacchierata inedita perché amava questo libro.
“E’ un piccolo, straordinario libro… sì, se avessi un figlio, glielo darei per cercare di diseducarlo dai luoghi comuni e educarlo a trovare l’autenticità”.


Lucio e Vito alla presentazione dell'audiolibro La vita autentica a Roma.


 

Le canzoni di Lucio Dalla preferite da Vito

Vito ricorda Lucio a “Che tempo che fa”

Sabato 03 Marzo, Roberto Vecchioni e Vito hanno ricordato il loro caro amico

Lucio Dalla

alla trasmissione "Che tempo che fa".

Vito Mancuso e Roberto Vecchioni ricordano Lucio Dalla a "Che tempo che fa" (link Rai3)

Vito a Rai Radio 1

Mercoledì 18 aprile, il prof. Vito Mancuso è stato ospite ai microfoni di Rai Radio 1 "Zapping" per parlare del suo nuovo libro "Obbedienza e libertà". Riascolta la trasmissione seguendo il link sotto. L'intervento di Vito nel dibattito è a partire dal minuto 53 della registrazione.

Rai Radio 1 Zapping link

“Lucio cantava la ricerca di Dio”

"Dalla è stato un uomo d'amore e di fede, la sua generosità era straordinaria, ha sempre cercato il senso della vita"

Intervistato da Famiglia Cristiana, dopo esser stato raggiunto in Sicilia dalla triste notizia,

Vito regala un epitaffio dell’amico Lucio Dalla appena scomparso, scolpendo un suo ricordo lucido e chiaro, seppur nella commozione e nella drammaticità del momento.


Lucio Dalla è sempre stato profondamente colpito dalla spiritualità dei testi di Vito Mancuso, a partire da La vita autentica, fino all’ultimo Io e Dio, che aveva letto due volte e riempito di glosse e sottolineature, come aveva mostrato all’autore e amico.

"Ho perso un carissimo amico, con il quale c’era profonda consonanza; sono profondamente toccato, ma parlare di Lucio è il modo migliore per superare questo momento. L’incontro con Lucio è stato un dono meraviglioso, perché sono cresciuto con tante delle sue canzoni e la sua manifestazione di amicizia e di stima nei miei confronti è stata come vincere uno dei più grandi premi letterari della mia vita".

"Ricordo quando, in Balla balla ballerino, come in una poesia, cantava: sotto un cielo di ferro e di gesso, l’uomo riesce ad amare lo stesso, e ama davvero, nessuna certezza, che commozione, che tenerezza. Poeta dell’amore gratuito, in un mondo spesso ingiusto, Lucio amava la vita, senza mai distaccarla dalla complessità e dal dramma dell’esistenza. Era stato colpito dai miei scritti, così come io dai suoi. Ogni conoscenza è riconoscimento, diceva Platone: nel nostro incontro ci siamo riconosciuti con la stessa tensione e lo stesso amore per la vita. L’amicizia che ne è nata ci ha portati a incontrarci spesso, a vivere per un breve periodo insieme, quando io e la mia famiglia siamo stati suoi ospiti, e a coltivare progetti per il futuro".

"Nel suo ultimo disco, una canzone splendida recita: anche se il tempo passa, e tu non sei mai la stessa (vita), la voglia che ho di te non l’ho mai persa e se ogni istante ci cambia, se ogni cosa è diversa, c’è amore e resterà nella mia testa : Lucio è sempre stato uno che amava la vita, e l’ha amata fino all’ultimo istante, colpito da un ottimismo drammatico verso l’esistenza, sapendo riconoscere o invocare, anche di fronte ad un dolore, la fede in Dio. Ricordo il suo entusiasmo infantile, questo senso della meraviglia; la sua volontà di essere un po’ indisciplinato, non tanto per il puro gusto di essere originale quanto per rivendicare una libertà tutta sua, una libertà verso la vita. Ricordo la sua generosità immensa, fattosi vicino a tantissime persone, senza platealità ma nel silenzio; se veramente nella nostra vita saremo pesati sull’amore, ecco, Lucio è stato un uomo di amore. E, da ultimo ma su tutto, è stato un uomo di fede, fede vissuta come ricerca mai interrotta;  A Bologna abbiamo presentato insieme il suo ultimo disco, e ricordo la sua voce che ribadiva la bellezza e l’importanza della fede, della ricerca spirituale di Dio. Lucio è stato un cantore della ricerca appassionata di Dio, un ottimista del senso della vita, e non si è mai stancato di anelare a trovarlo".


 

Questo è Amore

Dalla-Mancuso. Presentazione "Questo è Amore" Bologna 10.11.11 Link

Per presentare il nuovo cd di Lucio Dalla faccio quello che so fare, cioè costruire pensiero, articolare riflessioni filosofiche e teologiche, e inizio col chiedermi perché gli esseri umano facciano musica. Perché da un essere biologicamente determinato è nata l’esigenza, è sorto il desiderio, di fare qualcosa di così poco biologico e di così poco determinato come la musica? Per rispondere alla domanda è utile sapere da dove viene il termine “musica” e perché l’arte del suono si chiami proprio così, musica, in moltissime lingue del mondo (persino in basco, finlandese, turco, filippino, swahili).

Viedo della conferenza alla Feltrinelli di Bologna su Youtube

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Ana-teismo di Richard Kearney

In libreria per la collana "Campo dei fiori" Marzo 2012

Prefazione di Gianni Vattimo 

 

La scomparsa del vecchio Dio non ha forse spianato la via a un nuovo modo di cercare, amare e pensare la divinità? La sospensione delle certezze dogmatiche non ha forse dischiuso la possibilità per un rinnovato stupore religioso? 

Situati sul crinale tra teismo e ateismo, abbiamo ora l'opportunità di rispondere in modo più libero alle cose che non possiamo capire. 

Il filosofo irlandese Richard Kearney chiama questa condizione ana-teismo, o ritorno a Dio dopo Dio – un momento di ignoranza creativa che significa una rottura con le certezze precedenti e ci invita a forgiare nuovi significati a partire dalle sapienze più antiche.

La religiosità ritrovata nella sospensione degli assoluti, sia teistici sia ateistici, si caratterizza come apertura allo straniero nella scommessa tra ospitalità e ostilità verso l'altro.

Ana-teismo conia un nuovo dominio concettuale per la spiritualità del terzo millennio: accettare che non possiamo mai essere sicuri circa Dio è l'unico modo per riscoprire una sacralità nascosta nella vita di ogni giorno e meravigliarsi della divinità del quotidiano.

Come scrive Vattimo nella sua introduzione: "L'anateismo non è solo, in definitiva, il momento di sospensione e di vuoto destinato a trovare "di nuovo" una fede "piena", più o meno affine alle fedi tradizionali, ma un atteggiamento che deve accompagnare ogni fede ritrovata".

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Vito a “Leggere per non dimenticare”

Firenze 14 Marzo 2012 Biblioteca delle Oblate (comunale centrale)