Libri con altri autori

dioecesareDio e Cesare Storia ed evoluzione del rapporto tra religioni e politica a cura di Gabriele Palasciano con il contributo di Vito Mancuso. Baldini & Castoldi editore ottobre 2016. Una serie di conversazioni su politica, religioni e mondo che, nella loro diversità e varietà, presentano la politica come un prisma con diverse facce illuminate da una sola luce. La speranza è che si possa cogliere l'unità dell'insieme e lasciare che questa luce si irradi. Il contesto nel quale ciò può compiersi è quello del dialogo, di cui avvertiamo tutti un bisogno radicale per uscire dalla conflittualità incontenibile che deriva dal non saper vivere la differenza, dal non sapere o dal non saper orientarsi. 

 


Schermata 2015-09-12 alle 21.37.29Martini e noi di Marco Vergottini con il contributo di Vito Mancuso Piemme editore settembre 2015

«Quale immagine si conserverà di me? Non pretendo che si conservi un ricordo particolare. Mi basta essere stato uno dei tanti che hanno servito il Signore, la Chiesa e l’umanità».

Così rispondeva Carlo Maria Martini, sollecitato dalla domanda di un giornalista. E in questo straordinario caleidoscopio di oltre cento ritratti non è soltanto l’immagine pubblica ed esteriore a essere evocata, quanto il ricordo più intimo e privato di coloro che hanno conosciuto e apprezzato uno degli uomini di fede più amati del cattolicesimo e più ascoltati dal mondo laico. Le firme autorevoli, che chiosano i racconti intensi e toccanti di questa raccolta, portano alla luce un tratto del carattere, un insegnamento sapienziale, un episodio emblematico, offrendo uno schizzo inedito di uno dei più grandi protagonisti del Novecento italiano.


Schermata 2015-07-25 alle 21.07.26La bellezza la legge e Dio Guido Rispoli Vito Mancuso, Casa editrice Il Margine aprile 2015

Un giudice e un teologo si confrontano a viso aperto in un dialogo serrato sul tema della giustizia: quella umana, quella divina. C'è una bellezza della legge? Quale è il rapporto tra etica, estetica e politica? Il procuratore Guido Rispoli, l'uomo che indaga il male commesso dagli uomini e Vito Mancuso, l'uomo che scardina le certezze cattoliche su Dio. L'uomo, la legge e il perdono. Tra Socrate e l'avvocato Ambrosoli, due voci si interrogano sulla questione più antica e più contemporanea: come arginare il male del mondo? Come fare giustizia? Il libro "La bellezza, la legge e Dio", con una prefazione di Renzo Caramaschi, inaugura una nuova collana della casa editrice "il Margine" di Trento dal titolo "Dialoghi della pace" e nasce da un'idea del Centro per la pace del Comune di Bolzano, che ha ospitato i dialoghi che formano la collana.


Schermata 2014-12-03 alle 15.09.30Preghiere dal carcere di Opera a cura di Silvana Ceruti, prefazione di Vito Mancuso. (Fondazione culturale Ambrosianeum 2014)

Il verbo fondamentale, per la preghiera come per ogni altra attività umana, è essere: essere preghiera. Non si tratta di dire le preghiere, si tratta di essere preghiera, di essere cioè con la vita concreta (anche quando essa per un periodo venga trascorsa dietro le sbarre di un carcere) una richiesta di aiuto e di perdono, e insieme una parola di ringraziamento e di lode. Le molteplici preghiere degli uomini si possono distinguere in base al contenuto secondo quattro tipologie fondamentali: invocazione di aiuto per sé o per altri, richiesta di perdono, ringraziamento, lode gratuita. Tale quadruplice contenuto si esplica in molteplici forme di preghiere, le principali delle quali sono: il dialogo personale con Dio tramite parole proprie, la ripetizione di testi composti da altri come per esempio il Padre Nostro, le pratiche di devozione personale o comunitaria come per esempio il rosario, e infine il silenzio del corpo e della mente in ciò che i mistici chiamano “preghiera pura”. Nei testi delle preghiere che provengono dal Carcere di Opera è sorprendente ritrovare quasi tutte queste tipologie, sia a livello di forma, sia a livello di contenuto. (dalla prefazione di Vito Mancuso)


Schermata 2014-11-12 alle 20.56.09Cristiani e anarchici di Lucillo Santoni, introduzione di Filippo La Porta, Vito Mancuso, Maurizio Pallante, Davide Rondoni (Infinito editore 2014)

Un libro che ci spiega come i cristiani e gli anarchici, gli "atei per grazia di Dio", stanno facendo lo stesso identico, meraviglioso viaggio, percorrendo un unico binario condiviso. Liberi da falsi idoli, aperti alla coscienza dell'anima. Dopo duemila anni di storia parallela, e a volte di scontri, finalmente oggi cristiani e anarchici si stringono la mano e camminano verso un futuro condiviso.

 


SC0Zzq0Pnfx3_s4-mbFrancesco D'Assisi di Padre Ernesto Balducci Presentazione di Vito Mancuso (Giunti editore 2014)

Non una semplice biografia del santo di Assisi quanto, piuttosto, la rilettura di un personaggio e della sua vicenda attualizzata all’umanità del terzo millennio. In questa prospettiva l’autore ha inteso non solo approfondire gli aspetti storici relativi a Francesco, ma soprattutto ha voluto evidenziare la sua nuova idea di umanità. Basandosi su un uso attento delle fonti storiche, Balducci ricostruisce tutti gli aspetti della figura del santo, dalle sue vicende biografiche ai temi della sua predicazione, sempre attenta a un nuovo rapporto con l’altro, con il diverso. Un volume quindi di estrema modernità, scritto con l’attenzione dovuta alla ricostruzione del passato ma con la mente e gli occhi rivolti al futuro. L’introduzione di Vito Mancuso a questa nuova edizione sottolinea il forte valore profetico del libro e mette in luce l’attualità del santo rispetto alle grandi novità portate nella Chiesa da papa Bergoglio.


Passione evangelicaPassione Evangelica.Quando la fede si trasforma in vita di Luigi Maistrello; presentazione di Vito Mancuso (Edizioni Paoline 2014)

Il volume propone una lettura critica delle principali questioni su cui si basa la fede cattolica. L'Autore afferma che il credere in Dio non deve essere un atto accademico, un'adesione puramente religiosa o un esercizio mnemonico di formule dottrinali. Se alcune pagine possono sembrare particolarmente critiche nei confronti della Chiesa e di alcune sue posizioni, «non è per il gusto di essere contro», scrive l'Autore, «ma perché credo che oggi più che mai la Chiesa abbia un ruolo fondamentale nella costruzione del bene comune».Il magistero di papa Francesco sembra aver attuato una svolta coraggiosa nella direzione di quel rinnovamento da più parti auspicato.


Don GalloDon Gallo e i suoi fratelli così diversi, così uguali di Giovanna Benetti; prefazione di Vito Mancuso (Gabrielli Editore 2014)

Il 22 maggio 2013 don Andrea Gallo è tornato al cielo. Ha lasciato una grande eredità, i suoi ragazzi, le tante persone che per decenni insieme a lui hanno lavorato per far crescere la Comunità di San Benedetto al Porto di Genova. Questo libro nasce grazie alle interviste, iniziate tre anni fa, della giornalista Giovanna Benetti agli amici, ai più stretti collaboratori di don Gallo, ai volontari e ai ragazzi della Comunità. Ne esce un ritratto inedito, pieno di amore, di don Gallo, della Comunità e della relazione di questa con il "padre", che non si riteneva né il fondatore né il capo, ma "come colui che ha comunicato ad un gruppo di persone la passione per gli altri (in particolare per gli emarginati visti come 'soggetti') e il coraggio della libertà". Il libro è arricchito da un testo inedito di don Gallo, una sorta di "testamento" per i "suoi" ragazzi e collaboratori, per i quali afferma che: "Nel mio ruolo di custode e testimone di una storia iniziata negli anni'70, e diventata ormai lunga e importante, ho il compito di badare che essa non si disperda e che non venga buttata via. Per il resto tocca a quanti, più giovani, animano oggi la Comunità. Ognuno deve portare olio a questa Comunità che è una lampada accesa. Spetta a ciascuno dare il suo contributo di creatività affinché la storia continui".


DIALOGO_VISUALweb_NUOVODialogo tra credenti e non credenti. Papa Francesco, Eugenio Scalfari. Contributi di Vito Mancuso, Massimo Cacciari, Enzo Bianchi, Umberto Veronesi, Hans Kung e altri.(Einaudi editore 2013)

Il libro raccoglie i testi dell'articolo di Eugenio Scalfari "Le risposte che i due Papi non hanno ancora dato" (uscito su la Repubblica il 7 luglio 2013) e del successivo articolo di Scalfari "Domande di un non credente al Papa chiamato Francesco (la Repubblica, 7 agosto 2013), la risposta di Papa Francesco "La verità non è mai assoluta" (la Repubblica, 11 settembre 2013) con il commento di Scalfari "La pecora smarrita" (la Repubblica, 11 settembre 2013), l'intervista di Scalfari a Papa Francesco "Così cambierò la Chiesa" (la Repubblica, 1 ottobre 2013), e contributi, note e commenti alla vicenda di: Vito Mancuso, Joaquín Navarro Valls, Umberto Veronesi, Adriano Prosperi, Enzo Bianchi, Mariapia Veladiano, Julián Carrón, Guido Ceronetti, Hans Küng, Massimo Cacciari, Gustavo Zagrebelsky, Leonardo Boff, Matthew Fox.

"Il dialogo su fede e laicità tra Papa Bergoglio ed Eugenio Scalfari che qui raccogliamo è un documento che non ha precedenti, perché è la prima volta che un Papa scrive a un giornale. I due articoli preparatori di Scalfari con le sue domande, la risposta del Papa, la replica e una scelta degli interventi , da parte di teologi, intellettuali, filosofi, che sono seguiti su «Repubblica» costituiscono una straordinaria occasione di confronto. Ma più di questo conta la testimonianza che il Papa (stimolato dai temi di Scalfari) offre della sua fiducia negli uomini, nel valore della loro coscienza, nel riconoscimento dell’orizzonte umano, anche quando non è illuminato dalla fede"    (Ezio Mauro)


la-fragilita-di-dioLa fragilità di Dio. Contrappunti teologici sul terremoto di Brunetto Salvarani luglio 2013 (Edizioni Dehoniane 2013).Con contributi di Moni Ovadia, Vito Mancuso, Gianfranco Ravasi, Gabriella Caramore

Il libro nasce dalla drammatica situazione del terremoto in Emilia Romagna, in cui il curatore, Brunetto Salvarani, è stato coinvolto. Di fronte ad un evento imprevedibile, come una catastrofe, un terremoto, si sperimenta un nuovo ethos, inteso nel senso alto del termine. In determinate circostanze occorre ripensarsi come genere umano nella fragilità, non solo teologica, e riprendere a riflettere su stili di vita e su modelli di sviluppo più lungimiranti ed equilibrati rispetto alle scelte contabili e “criminali” dei banchieri che governano il nostro Paese, dei padroni della guerra, e dei mercati finanziari che detengono il monopolio delle risorse del Pianeta. La catastrofe naturale fa riemergere un senso di solidarietà rinnovata, nella nostra fragilità implicita e creaturale: un’onda limacciosa lambisce tutta l’umanità e la storia biblica. Una lunga vicenda di debolezze, miserie, fallimenti, tradimenti, che saranno la trama costante della storia umana; dove l’assenza e il dolore sono luoghi germinativi; dove la speranza riposa nell’essenza della mancata presenza, dell’assenza divina, nella percezione di un “Dio fragile” che si affida agli uomini, nell’evidenza embrionale della fragilità umana. Strana congiunzione, ossimoro dissacrante, nel risveglio del “sonno delle teologie”, in un attributo sconcertante persino contraddittorio rispetto all’immagine dell’onnipotenza e dell’ineffabilità del divino.


HO_SOGNATO_UNA_CHIESA_fronte_HIGHHo sognato una Chiesa di Don Andrea Gallo, Vito Mancuso, Giuliano Pisapia e Luigi Bettazzi. L'eredità della vita e del pensiero del cardinal Carlo Maria Martini. (Aliberti editore 2012) 

Carlo Maria Martini: un uomo da sempre al servizio della Chiesa, per la quale auspicava un'apertura all'ascolto, alla modernità, al cambiamento; uno dei pochi capaci di un dialogo reale con il mondo laico e con le sue problematiche. Che ne sarà del suo insegnamento? Monsignor Luigi Bettazzi, don Andrea Gallo, Vito Mancuso e Giuliano Pisapia hanno avuto modo di conoscerlo durante la propria vita, e oggi ci offrono la loro testimonianza sulla figura e l'eredità del cardinale, affrontando attraverso il suo ricordo i temi più attuali del dibattito civile e religioso contemporaneo. Prefazione di Ignazio Marino.


ImageEclisse del Dio unico di Ferruccio Parazzoli. Prefazione di Vito Mancuso (Il Saggiatore editore 2012)

"Non avrai altri dei di fronte a me"(Esodo 20,3). "Oggi quell'Unico Dio si è disciolto come una montagna di ghiaccio". Con questa immagine sconcertante si apre l'inconsueto saggio di Ferruccio Parazzoli, dove il sublime e l'abisso si incrociano. Con l'eclisse del Dio Unico è crollato il pilastro a cui, in obbedienza e in rivolta, stava abbarbicata la cultura occidentale. Muore la rivolta metafisica, muore la tragedia cristiana, la grande creazione artistica nata dopo il Golgotha. L'autore rifugge da quello che definisce il pensiero ordinato del linguaggio debole, frutto dell'odierno nichilismo di massa, della "pappa del niente" di cui si nutre l'uomo contemporaneo, morto alle grandezze di ogni mitologia. La scrittura di Parazzoli è un incalzare di affermazioni demistificanti, di immagini ribaltanti, è la messa in scena di un dramma dove il Vecchio Dio di Abramo è caduto dietro le quinte, ma dove sul palco non è mai comparso quel Dio Padre che Gesù chiamò dalla croce. A capitoli di lucido sconcerto sull'attuale disorientamento dell'uomo occidentale ("Gli sciamani non volano più", la piatta orizzontalità dell'arte contemporanea; "Apologia del rischio", la perduta eroicità di Prometeo), si alternano capitoli visionari ("La tenda gialla", confine tra vita e morte; "Il discorso di Gesù morto", dove la vittima rivendica il proprio vittorioso fallimento). Fino alla chiusa commovente y final de "La cerimonia dell'addio". Un appassionato j'accuse.


Il villaggio di cartoneIl villaggio di cartone di Ermanno Olmi. Saggio introduttivo di Vito Mancuso (Archinto Editore 2012).

In una vecchia chiesa ormai in disuso un anziano prete assiste impotente allo smantellamento di tutti i simboli religiosi fino alla sparizione del grande crocifisso e alla trasformazione della casa del Signore in un centro di accoglienza per gli immigrati, "i veri ornamenti del tempio di Dio". Il vecchio prete, senza più un luogo in cui officiare i suoi servizi, si troverà a prendersi cura dei disperati che, inseguiti dalla polizia, hanno cercato un rifugio nella chiesa dismessa, e grazie a loro ritroverà una fede ormai vacillante. Il messaggio di Ermanno Olmi non lascia spazio a dubbi: via i simulacri, dentro gli uomini. La sceneggiatura del film del grande regista lombardo, presentato fuori concorso all'ultima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e accolto dal giudizio unanime dei critici come un piccolo capolavoro, è stata scritta valendosi delle considerazioni di Claudio Magris e Gianfranco Ravasi ed è qui accompagnata da un saggio introduttivo del teologo Vito Mancuso.


In principio era la gioiaIn principio era la gioia di Matthew Fox.Introduzione di Vito Mancuso, traduzione di Gianluigi Gugliermetto (Fazi Editore 2011)

In principio era la gioia, con 300.000 copie vendute negli Stati Uniti e traduzioni in tutto il mondo, è una delle opere più controverse del pensiero religioso contemporaneo, “uno dei libri più influenti degli ultimi decenni” (Library Journal). La tesi sostenuta da Matthew Fox, ex frate domenicano espulso dall'ordine nel 1993 dall'allora cardinal Joseph Ratzinger, è che il sentimento dominante della spiritualità non deve essere un rattristato senso di colpa verso Dio, bensì un positivo senso di riconoscenza verso il cosmo. Si tratta di un mutamento di paradigma paragonabile a una vera e propria “rivoluzione copernicana della religione”. 

Sfidando il millenario schema caduta-redenzione posto alla base del cristianesimo da sant'Agostino in poi, che incentra il cristianesimo sul peccato originale e che l'ha ridotto a religione pessimistica, patriarcale e nel passato anche violenta, Matthew Fox riscopre un filone ben più antico, ma sinora quasi ignorato, capace di stravolgere e insieme vivificare il comune approccio alla religione. Vengono meno le rigide separazioni anima-corpo, sacro-profano, Dio-mondo. Emerge invece la creatività e la bellezza del mondo. Se la società dipende dalla carica spirituale, per vincere la tristezza che pesa sul nostro mondo, è determinante una nuova educazione. La scintilla della meraviglia mistica è insita in tutti i bambini, ma un'educazione sbagliata ci priva del nostro misticismo originario. L'umanità ha preso la strada sbagliata e siamo a un punto di non ritorno: crisi ecologica, crisi economica, separazione tra scienza e fede, rivalità tra le religioni, modelli patriarcali, ingiustizia sociale, ecco quelli che Fox indica come i frutti di un'educazione monocorde che impone un “celibato dell'intelletto”. È il momento di ricominciare, attraverso un nuovo paradigma: la spiritualità cosmo-centrica. Solo questa ha gli antidoti giusti: ecologia, estetica, armonia fede-scienza, ecumenismo globale, solidarietà, eros, afflato per la giustizia. Fox indica le tappe del viaggio spirituale: attraverso la Via Positiva che ci pone in contatto con la benedizione originaria e l'energia creativa di Dio, senza dimenticare la correlata Via Negativa per la sofferenza che sempre attraversa la natura, sorge il terzo decisivo momento, la Via Creativa, quando il mondo si sperimenta come cosmogenesi e si diviene creatori accanto a Dio grazie alla creatività dell'anima. Infine la Via Trasformativa con il suo afflato di giustizia ci riporta all'inizio, in un progressivo movimento a spirale. 


Lo spazio del sacroLo spazio del sacro (Silvana Editoriale 2010)

I saggi di Vito Mancuso, Vincenzo Pace e Vincenzo Vitiello composti per il catalogo della omonima mostra inaugurata a Modena nel dicembre 2010, conducono i lettori verso una più ampia comprensione dei limiti, dei significati e delle possibilità che la parola sacro ancora conserva ai nostri giorni.
Non di rado – si legge nel testo in catalogo del curatore della mostra Marco Pierini – l’opera d’arte definisce con la sua mera presenza uno spazio di riguardo, inviolabile, sacro nell’accezione che rimanda direttamente all’etimologia della parola: circoscritto, ristretto, separato. La distanza che essa delimita – quand’anche non abbia a che vedere con una dimensione trascendente, o comunque ‘superiore’ – può essere sia puramente spaziale, fisica, sia temporale, sia culturale. In ogni caso, tuttavia, questa distanza rimarrà invariabilmente a segnare una straordinarietà, un’eccezionalità, una dimensione non ordinaria né quotidiana. Ma tale dimensione non è, contrariamente alle apparenze, avulsa dalla vita perché, anzi, alla sua forza attrattiva è quasi impossibile resistere, che sia fondata sull’incanto e la fascinazione oppure sul timore e l’inquietudine dell’ignoto. Limite e soglia, confine e passaggio, lo spazio sacro si costituisce sempre come rapporto – quando esclusivo e privato, quando collettivo e condiviso – tra mondi diversi e come invito per chi guardi a lasciarsi trasportare, ad affidarsi all’opera e sperimentare una sorta di estraniamento contemplativo o di empatetica immedesimazione".


Scendo. Buon proseguimentoScendo. Buon proseguimento di Cesarina Vighy con introduzione di Vito Mancuso (Fazi editore 2010)

"Anche il linguaggio, soprattutto quand'è quello di una madre che scrive alla figlia, sa fare carezze e diventare affettuoso, talora così tenero da condurre alla commozione". Così, nel suo testo d'apertura, Vito Mancuso introduce questo libro insolito, intimo, curioso, una sorta di romanzo epistolare, testamento spirituale di una donna che, pur vicina alla fine, fa dell'ironia la sua forza e la sua ancora di salvezza. Attraverso la cronaca di eventi piccoli e talvolta piccolissimi, l'insieme di questi microtesti racconta per frammenti gli ultimi tre anni della vita dell'autrice: il parallelo progredire di una sindrome che priva a poco a poco della parola (restituendola però sulla pagina in forma potenziata) e la genesi, l'elaborazione, la stesura dell' "Ultima estate". Nelle mail, difficoltà, infermità, dolori, procedono di pari passo con l'affermazione di sé e il successo pubblico, vissuti dallo spazio ristretto di una stanza dove la malattia e la conseguente decisione di negarsi al mondo hanno confinato la scrittrice. Avanza intanto il blocco fisico e l'incapacità di comunicare se non per iscritto. Nella strenua difesa della propria integrità di fronte al decadimento patologico, lo stile diventa un valore irrinunciabile, mantenuto intatto dalla prima all'ultima mail. Precisazioni al limite del maniacale, citazioni colte, modi di dire familiari e alcune poesie si alternano con naturalezza e a emergere prepotente è un black humour che stupisce e insieme diverte.

 


Cosa vuol dir morireChe cosa vuol dire morire Sei grandi filosofi di fronte all'ultima domanda. Bodei, De Monticelli, Mancuso, Reale, Schiavone, Severino (Einaudi 2010)

Finalmente, in questo libro, a parlare di morte non sono medici, politici, cardinali: ma filosofi. La morte moderna, ospedalizzata e tecnologica, ci è stata sottratta. L'esperienza della morte non appartiene piú, come la percepivamo una volta, agli eventi naturali della vita. E abbiamo bisogno allora di fermarci a pensare. Nelle sei interviste di questo libro, la filosofia riprende la parola. Aldo Schiavone descrive un futuro in cui si sceglierà come, quando e se morire, Giovanni Reale invoca la giusta misura dei Greci, Remo Bodei giunge ad ammettere eutanasia ed eugenetica, Roberta De Monticelli intreccia morte e libertà, Vito Mancuso traccia una terza via tra indisponibilità della vita e autodeterminazione dell'individuo, Emanuele Severino giunge alla vertigine di negare la negazione e ad affermare l'eternità dell'uomo. Se non ritorneremo a concepire la morte, finiremo per dimenticarci di essere vivi.