Io Amo. Piccola filosofia dell’amore

In primo piano

Io Amo

"Questo libro è il tentativo di dire in poche pagine ciò che non basta una vita intera ad imparare." (Vito Mancuso)

Dal 18 settembre in libreria per Garzanti.

Nel corso della vita tutti abbiamo vissuto quel sentimento euforico e doloroso, carico di paura e di felicità, chiamato amore. Ma dove ha origine e come agisce la sua forza misteriosa che sempre attrae e rapisce? Come possiamo viverlo nel modo più vero? E qual è il messaggio che esso porta con sé? Sono le domande fondamentali a cui Vito Mancuso risponde con la profonda intensità che da sempre caratterizza il suo pensiero, accogliendo tra le pagine la dolcezza e la potenza di una straordinaria avventura umana affrontata nelle sue forme più diverse: dall'amore sensuale dei corpi a quello del puro sentimento, dall'amore per la natura e gli animali a quello della mistica e della spiritualità. In questo libro, puro ma mai puritano, si ragiona così senza paura di controversie a proposito di rapporti prematrimoniali, adulterio, masturbazione, omosessualità, bisessualità: rimanendo sempre fedele al primato della coscienza e della libertà individuale ed esponendo tutti i limiti della morale tradizionale cattolica, l'autore propone una prospettiva etica in grado di orientare dal basso un esercizio giusto e insieme libero della sessualità. L'amore diviene così il punto di vista privilegiato per guardare a tutta l'esistenza. Anche se mai come nel nostro tempo infatti il divertimento e lo svago sembrano rappresentare il fine ultimo a cui tendere, in "Io amo" sono indicate le tracce preziose per raggiungere l'amore vero e purificatore, l'unica esperienza capace di dare un senso autentico al nostro essere al mondo.

Pubblicato in Home

Le connivenze che Bergoglio vuole spezzare

mancuso-1Non esiste potere che non ami il riconoscimento e l’alleanza con altri poteri, sempre a condizione ovviamente che siano analoghi a sé quanto a potenza e che operino su piani diversi. Così il potere politico ama il riconoscimento del potere economico, il potere culturale il riconoscimento di quello sportivo, il potere cinematografico il riconoscimento di quello musicale, e così via in un circolo di molteplici, gradite e ricercate legittimazioni reciproche. È una logica che vale, da sempre, anche per il potere ecclesiastico, come appare dai vescovi e dai cardinali immancabilmente presenti nelle occasioni importanti della vita pubblica. Il riverente omaggio da parte della processione della Madonna alla casa del boss di Oppido Mamertina, provincia di Reggio Calabria, si inquadra esattamente in questa logica: esso non è stato altro che un pubblico riconoscimento di un potere costituito da parte di un altro potere costituito. È quanto in quei territori avviene da decenni, per non dire da secoli, con benefici da entrambe le parti, con un potere che consolida l’altro nelle menti della popolazione risultandone a sua volta consolidato…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

La scomunica come arma contro l’eresia criminale

Perché le parole di Francesco rappresentano una svolta nella storia della Chiesa

papa-francesco-sibari-640Papa Francesco ha dichiarato in Calabria nella piana di Sibari che «i mafiosi sono scomunicati ». Finalmente, viene da dire, sia per la lotta della Chiesa contro la criminalità organizzata che diviene sempre più ferma, sia per l’uso ora decisamente più appropriato della più grave delle sanzioni del diritto penale ecclesiastico. Ma che cosa succede, di fatto e di diritto, a un cattolico che viene scomunicato? Prima di rispondere ritengo sia opportuno ricordare i secoli di utilizzo del tutto improprio dello strumento della scomunica da parte dei predecessori di papa Francesco. I papi infatti ne fecero spesso un uso politico, per nulla religioso, funzionale al loro potere e non alle ragioni della spiritualità e della giustizia: si pensi alle scomuniche che colpirono regnanti come gli imperatori Enrico IV (poi costretto ad andare a Canossa) e Federico II, la regina Elisabetta I, Napoleone, il re Vittorio Emanuele II, oppure l’intera Repubblica di Venezia con tutti i suoi abitanti…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Perché l’uomo ha bisogno che il male venga punito

I corrotti e gli sfruttatori “non saranno felici dall’altra parte” e “dovranno rendere conto a Dio”. Così le parole del Papa riaprono la questione teologica e morale del giudizio.

684143425Esiste l’Inferno? E se esiste, quali sono i criteri per esserne rinchiusi o scamparne? Sono queste le due grandi questioni sollevate dal potente discorso di papa Francesco due giorni fa, quando ha levato alta la voce contro chi “vive nel male, bestemmia Dio, sfrutta gli altri, li tiranneggia, vive soltanto per i soldi, la vanità, il potere”; quando ha messo in guardia dal “riporre la speranza nei soldi, nell’orgoglio, nel potere, nella vanità”; quando ha detto che i corrotti non saranno felici “dall’altra parte” e per loro “sarà difficile andare dal Signore”; quando ha tuonato contro quelli che “fabbricano armi per fomentare le guerre” dicendo che “sono mercanti di morte e fanno mercanzia di morte”. Contro tutti questi operatori di iniquità il Papa ha proclamato “che un giorno tutto finisce e dovranno rendere conto a Dio”, con parole che mi hanno ricordato la mano alzata di fra Cristoforo a casa di don Rodrigo e il suo celebre “verrà un giorno” del capitolo sesto dei Promessi sposi…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Prossimi appuntamenti con Vito

Porto San Giorgio (FM) sabato 30 agosto ore 21.15 "Meet in Villa"; Villa delle Rose (Canossiane) "Dell'amore" incontro con Vito Mancuso; anticipazione del nuovo libro "Io amo"a cura di Alessandro Pertosa. 


Amandola (FM) domenica 31 agosto ore 11.00; Polo Culturale la Collegiata, salone secondo piano. FILOFEST – FESTA DELLA FILOSOFIA "Dialoghi tra filosofi – La precarietà del credere". Dialogo teologico tra Vito Mancuso e Paolo Trianni. Introduzione musicale del chitarrista maestro Matteo Evangelista Bernetti. Filofest 2014 [Link]


Pratovecchio (Ar) domenica 21 settembre; FRATERNITÀ di ROMENA; Meeting "Osare passi nuovi". Tra gli ospiti della manifestazione oltre al prof.Vito Mancuso ci sarà il cardinale Walter Kasper. Per iscrizione seguire il link [Link] Osare passi nuovi

Pubblicato in Home

Intervista a Montevarchi

Intervista dell'emittente televisiva Tv1 in occasione dell'incontro tenuto da Vito Mancuso a Montevarchi al centro culturale Ginestra Fabbrica della Conoscenza il 23 maggio 2014

Pubblicato in Home

Il matrimonio è un diritto anche per i preti

PresbiteroChissà come risponderà il Papa alla lettera indirizzatagli da 26 donne che (così si sono presentate) «stanno vivendo, hanno vissuto o vorrebbero vivere una relazione d’amore con un sacerdote di cui sono innamorate». Ignorarla non è da lui, telefonare a ogni singola firmataria è troppo macchinoso, penso non abbia altra strada che stendere a sua volta uno scritto. Avremo così la prima epistula de coelibato presbyterorum indirizzata da un Papa a figure che fino a poco fa nella Chiesa venivano chiamate, senza molti eufemismi, concubine…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

San Francesco e il Cantico delle creature

10150778_476503552451230_4123589210783983211_nVorrei riflettere sullo scritto più famoso di Francesco d’Assisi, che è al contempo la pagina più antica della letteratura italiana, nella luce del venerdì santo, lo leggerò come un canto della creature sotto la croce, al cospetto della sofferenza che attraversa la vita e che è la vita, come insegna la prima nobile verità del Buddha che parla della natura vivente come di “un aggregato di dolore” (Il grande discorso della distruzione della brama, ed. it. p. 33). Il Cantico della creature diviene così una Via crucis delle creature, ma forse questa è l’unica prospettiva per rimanere fedeli alla verità dell’esistenza…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

La Chiesa di Bergoglio e il bisogno dei Papi santi

20130705-giovanni-xxiii-giovanni-paolo-iiTra le religioni monoteiste è solo il cristianesimo a conoscere il fenomeno della santità, che invece rimane del tutto sconosciuto all’ebraismo e all’islam. Non che in queste due grandi religioni non vi siano stati e non vi siano uomini e donne di grande spessore spirituale, ma né l’ebraismo né l’islam nel riconoscerne il valore hanno mai sentito l’esigenza di dichiararli “santi”. Per queste due religioni infatti la santità appartiene per definizione solo a Dio, e l’uomo, fosse anche il migliore di tutti, fosse anche il profeta Elia o il profeta Muhammad, non può strutturalmente partecipare al divino, e quindi può essere sì giusto, osservante, devoto, ma mai può essere santo. Il cristianesimo al contrario crede nella possibilità della comunione ontologica tra il divino e l’umano.

Di una comunione cioè che non riguarda solo la volontà del credente ma giunge a comprenderne anche l’essere. In questo senso si può dire che la santità è una conseguenza dell’incarnazione, del farsi uomo da parte di Dio in Gesù di Nazaret: come il Figlio infatti da vero Dio è diventato uomo, così i suoi discepoli migliori da semplici uomini giungono alla possibilità di partecipare alla condizione divina denominata santità. C’è molto ottimismo, c’è molta simpatia verso l’uomo, nel dichiararne la santità.

E non è certo un caso che tra le diverse forme di cristianesimo siano in particolare il cattolicesimo e l’ortodossia a insistere sulla santità, che invece è quasi del tutto dimenticata nel protestantesimo la cui teologia è perlopiù caratterizzata da un’antropologia pessimista secondo cui l’uomo non potrà mai giungere a una natura pienamente riconciliata (per Lutero si è sempre simul iustus et peccator, il male cioè non può essere mai del tutto sradicato neppure nel migliore dei giusti).

Continua a leggere

Pubblicato in Home