Questa Vita

In primo piano

dal 23 aprile in libreria per Garzanti Editore

Schermata 2015-03-30 alle 10.24.49La vita è un immenso oceano che ci contiene e ci scuote con il continuo movimento delle sue onde, sempre inafferrabile, impossibile da fissare. Ma da dove viene, e quale logica la muove? Vito Mancuso risale alle origini della nascita e dell’evoluzione di questa vita sulla Terra, proponendo una visione della natura che non procede solo per mutazioni casuali e per egoistiche selezioni competitive, ma è soprattutto il frutto di una continua armoniosa aggregazione il cui senso intrinseco è il bene. Da questa visione «drammaticamente ottimista» in cui la nostra esistenza può sussistere solo in relazione con quella degli altri viventi, Mancuso recupera magistralmente la possibilità di una rinnovata analogia tra uomo e mondo. Ne nasce un’etica della nutrizione e dell’ecologia capace di purificare il nostro corpo, meglio proteggere e custodire il pianeta, offrirci criteri per un consapevole esercizio della libertà. In questa prospettiva il valore di un essere umano non dipende da ciò che ha o che sa, ma da quanto riesce a mettersi al servizio di qualcosa di più grande di sé: dalla sua capacità di aprirsi all’altro, di abbracciare, di amare. È la nuova visione del mondo di cui questa vita ha urgente bisogno per tornare a fiorire.

Pubblicato in Home

La battaglia di Francesco tra potere e misericordia

In primo piano

Il paradosso dei primi due anni: cresce il favore popolare ma anche l’ostilità della Curia 

Schermata 2015-03-13 alle 15.43.09A un amico argentino Bergoglio avrebbe confidato di «non essere sicuro di farcela», intendendo evidentemente rimandare al processo di riforma iniziato due anni fa quando venne eletto e tra la sorpresa generale scelse di chiamarsi Francesco. Allora la mente di molti corse all’affresco di Giotto nella Basilica superiore di Assisi con papa Innocenzo III che vede in sogno un frate che sorregge una chiesa che sta per crollare. Due anni fa la Chiesa era in quelle condizioni, come certificarono le coraggiose dimissioni di Benedetto XVI: travolta dagli scandali, al minimo della credibilità morale, sempre più priva del favore popolare. E in quel contesto si profilò un nuovo Francesco a sobbarcarsi il compito di sorreggere l’edificio pericolante, questa volta non più semplice frate ma Pontefice massimo. A distanza di due anni, che ne è di quell’intento riformatore? Oggi assistiamo a un fenomeno paradossale … 

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Prossimi appuntamenti con Vito

In primo piano

Bologna venerdì 3 aprile Oratorio S. Cecilia Via Zamboni 15, ore 18.00. SPAZIO VIOLA a cura di Antonello FarulliQUARTETTO MITJA violini Giorgiana Strazzullo Sergio Martinoli;  viola Carmine Caniani, violoncello Alessandro Mazzacane; F.J. Haydn Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce, Hob:XX:2 (versione per quartetto d’archi). Voce recitante Vito Mancuso.


Frascati (RM) venerdì 10 aprile Auditorium delle Scuderie Aldobrandini ore 17.00; "CHIUSANO uomo e scrittore" con l’intervento di: Paolo Mauri, giornalista, scrittore e responsabile della pagina culturale di “La Repubblica” e Vito Mancuso, scrittore, teologo laico ed editorialista de “La Repubblica” Chiusano Uomo e scrittore [PDF]  Ventennale di Italo Alighiero Chiusano [PDF]


Predaia Campodenno (TN) sabato 11 aprile ore 20.30 serata-convegno al Cinema Teatro Comunale di Predaia – Taio Polo Scolastico. Come possiamo vivere l’amore nel modo più vero? Il prof. Vito Mancuso parlerà di come agisce la forza dell’amore, del primo innamoramento, che cosa amiamo in chi amiamo, del lato oscuro dell’amore. Modera Michele Dorigatti. Convegno Vito Mancuso 2015 [PDF]


Pistoia domenica 12 aprile Sala Maggiore del Palazzo Comunale ore 17,00. Lo spazio pubblico religioso. Incontro con Sergio Givone e Vito Mancuso.


Padova martedì 14 aprile cinema Exclesior, vicolo Santa Margherita ore 18.15 Conferenza del prof. Vito Mancuso dal titolo: "Serve Dio per vivere bene?" Per info : 0498764688


Conegliano (TV) giovedì 23 aprile Auditorium “B. Toniolo”- ore 20.30. Conferenza nell'ambito del Festival del pensiero. Introduzione musicale del "Trio Accordo", pianoforte, violino e violoncello. Conferenza: “Quale fede nell’età della scienza?” VITO MANCUSO – Teologo e scrittore. Moderatore: Prof. Don Orioldo Marson, docente di teologia e Vicario episcopale per la cultura della Diocesi di Concordia – Pordenone. Festival Pensiero 2015 [PDF]


Abbazzia di Maguzzano Lonato (BS) conferenze con il prof. Vito Mancuso nell'ambito della convivenza di spiritualità. Sabato 25 aprile ore 15.00: "Amore per Dio e amore per sè"; Domenica 26 aprile ore 10.30: "Etica sessuale nella Chiesa Cattolica: carenze e valori"Programma convegno Abbazia di Maguzzano [PDF]


Ravenna martedì 28 aprile ore 18.00 presso la Sala D'Attorre di Casa Melandri in via Ponte Marino, 2 - Presentazione del libro "Io amo Piccoa filosofia dell'amore", con la partecipazione del prof. Alessandro Vanoli. Per info: crc@comune.ra.it – 0544/39972.


Arese (MI) venerdì 5 giugno Villa La Valera via Allende 9. Conferenza del prof. Vito Mancuso nell'ambito del Festival della filosofia 2015 "Nutrire il corpo la psiche lo spirito"

Pubblicato in Home

Intervista a L’accento di Socrate

In primo piano

Schermata 2015-03-13 alle 17.31.53L' intervista di Maria Giovanna Farina affronta i temi trattati in Io Amo Piccola filosofia dell'amore argomenti come la contraccezione, l'aborto, l'omosessualità ma anche l'amore di coppia e per Dio.

D. L'amore è un argomento molto seguito dalle persone perché è una componente imprescindibile della nostra vita. Come contrastare l'edonismo del nostro tempo dove tutto come lei afferma è divertimento?

Non so di preciso come contrastare l'edonismo del nostro tempo perché ci troviamo sottoposti ad una tale pressione da parte dell'industria dell'intrattenimento che fomenta al massimo l'edonismo di cui lei parlava. C'è una tale pressione da provare un senso di sconforto… quello che mi viene in mente è semplicemente la riconduzione degli esseri umani alla nobiltà originaria per quanto sia possibile. Bisogna giocare e insistere molto sull'educazione intesa in senso quasi etimologico.

D. Quindi tirar fuori quello che c'è in ognuno di noi …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

L’amore oltre le stelle

In primo piano

Intervista a Vito Mancuso su scienza e filosofia di P​aolo Calabrò

Schermata 2015-03-02 alle 10.56.00

Lei parla di amore chiamando in causa la scienza e le sue acquisizioni teoriche, dalla biologia alla meccanica quantistica. In che modo – e in che misura – è possibile farlo?

Ancor prima di essere un sentimento, l’amore è la manifestazione di una tendenza intrinseca all’essere stesso. Partiamo dall’immagine tradizionale dell’amore che gli antichi ci hanno trasmesso nella figura del dio Eros o Cupido che scaglia la freccia: è certamente un’immagine poetica – la si è sempre trattata così – ma è realmente solo questo? Perché la mente ha sentito (e continua a sentirlo: l’immagine è tutt’altro che desueta) il bisogno di rappresentare il darsi dell’amore attraverso l’immagine della freccia? È chiaro: perché la sente congruente, efficace, adeguata a esprimere il fenomeno fisico dell’innamoramento. L’innamoramento è di fatto un fenomeno fisico, che può essere pensato – come ho approfondito nel mio ultimo libro (​Io amo. Piccola filosofia dell’amore, ed. Garzanti, N.d.R.) – come un’onda, proprio del tipo di cui parla anche la fisica. La definizione di “onda” data dai manuali di fisica è “perturbazione che si diffonde nello spazio trasmettendo energia ma non materia”. Penso che chiunque sia stato innamorato abbia vissuto su di sé l’esperienza di una “perturbazione”, che si è mossa dentro di lui spostando energia ma non materia. È effettivamente possibile, a mio avviso, stabilire un parallelo tra l’innamoramento e l’onda elettromagnetica; non è forse vero che il soggetto colpito dalla “perturbazione” si trasformi in un vero e proprio pezzo di ferro per il quale l’altro – o l’altra - non è né più né meno che… un grande magnete, che lo attrae irresistibilmente? L’amore è un fenomeno cosmico che investe tanto gli umani quanto ogni altro aspetto della realtà. E la cosa più sorprendente è che lo fa secondo modalità tutt’affatto simili….

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Un nuovo spettro si aggira per l’Europa

In primo piano

Schermata 2015-01-22 alle 14.02.11"Uno spettro si aggira per l'Europa, lo spettro del comunismo". Così inizia il Manifesto del Partito Comunista che Marx ed Engels pubblicarono a Londra nel 1848 e da allora dovettero passare quasi 150 anni perché quello spettro si placasse trovando pace. Quanto tempo dovrà passare perché avvenga lo stesso per lo spettro che nel frattempo ne ha preso il posto? Anche oggi infatti uno spettro si aggira per l'Europa, lo spettro dell'Islam…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Abitare l’antinomia

In primo piano

Abitare l'antinomia. L'amore concreto alla vita - L'incontro con Vito Mancuso del 16 gennaio 2015 al Centro Mavarta di Sant'Ilario d'Enza(RE). Sono intervenuti: – Davide Bettati (laureato in fisica c/o Università degli Studi di Parma) – Orfeo Bossini (Docente c/o Liceo scientifico Aldo Moro – RE) – Francesco Cattellani (Docente c/o Liceo scientifico Silvio D’Arzo – Montecchio)

Pubblicato in Home

Il pastore del popolo

In primo piano

Schermata 2015-01-20 alle 20.41.55Dopo il pugno, ora arriva il «calcio dove non batte mai il sole»: decisamente gagliardo il Papa! L’intervista rilasciata nel viaggio di ritorno dalle Filippine tocca temi interessanti. Ma soprattutto mostra un Papa dal linguaggio forse ancora più colorito del solito: segno, a mio avviso, di particolare rilassatezza. Papa Francesco appare proprio contento del grande affetto e dell’enorme simpatia che il mondo intero gli manifesta e si lascia andare al cospetto della stampa mondiale come fosse tra amici.Il che sembra proprio la maniera migliore di interpretare il ruolo di per sé così pesante che l’essere Papa comporta, una spontaneità che l’aveva portato il giorno prima, durante la messa più seguita della storia, a tenere a braccio l’omelia davanti ai sette milioni di partecipanti. Quanta differenza rispetto al rigoroso plurale maiestatis che regnava fino a Paolo VI o anche rispetto ai lunghi discorsi letti su fogli accuratamente preparati prima (e spesso da altri) di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, i quali anche nelle conferenze stampa mai e poi mai avrebbero potuto usare le popolaresche espressioni di Francesco. Ma il punto è esattamente questo: il popolo…

Pubblicato in Home

Ma Islam vuol dire pace

In primo piano

Schermata 2015-01-10 alle 22.57.40Il paradosso è che Islam viene dalla radice s-l-m che in arabo forma “salam” e in ebraico “shalom”, cioè pace. Esso quindi significa pace e rimanda alla pace del cuore e della mente che si ottiene quando ci si sottomette a quella verità ultima del mondo tradizionalmente detta Dio. Questo sottomettersi però non è da intendersi come cessazione della libertà, come la Soumission descritta da Michel Houellebecq nel suo nuovo romanzo e come a loro volta l’intendono gli integralismi islamici di ogni sorta, Is, Al Qaeda, Boko Haram, Hezbollah e affini. Si tratta piuttosto di sottomettersi nel senso di “mettersi sotto”, ripararsi, come quando piove forte e ci si rifugia dall’acquazzone. È la medesima disposizione esistenziale che porta i buddhisti a recitare ogni giorno “prendo rifugio nel Buddha, nel Dharma, nel Sangha”, e che porta i cristiani a dire “Amen” cioè “è così, ci sto, mi affido” o a recitare Sub tuum praesidium. La sottomissione equivale alla custodia e al compimento della libertà del singolo che trova un porto a cui approdare e quindi una direzione verso cui navigare: è questo il fondamento originario alla base dell’Islam e di ogni altra religione…

Pubblicato in Home

Io ti prego Dio del cielo da dietro queste sbarre

In primo piano

Un libro raccoglie le invocazioni dei carcerati 

Schermata 2014-12-03 alle 15.09.30Gli esseri umani fanno molte cose nella loro esistenza e tra queste, in ogni parte del mondo (carceri comprese), pregano. La preghiera è un fenomeno universale. Si può anche giungere al paradosso di uomini che non credono in Dio ma che pregano, che cioè almeno qualche volta nella vita si ritrovano a formulare parole o pensieri in forme non usuali rivolgendoli al mistero che avvolge la vita – esattamente nel senso richiamato da Norberto Bobbio quando diceva: «Come uomo di ragione, non di fede, so di essere immerso nel mistero». Gli esseri umani pregano perché avvertono il bisogno di rivolgersi alla potenza superiore che sovrasta le loro vite e in qualche modo conoscerla, placarla, ingraziarla, a prescindere poi se tale potenza venga da loro intesa come personale (il Dio della Bibbia) o impersonale (il Fato degli antichi) o al di là delle categorie di personale-impersonale (il Nirvana del buddismo). La ragione può giungere a non riconoscere nulla di superiore a se stessa, ciononostante il sentimento complessivo dell’esistenza sente in certi momenti il bisogno di rivolgersi alla potenza imponderabile della vita che ci sovrasta dicendo “tu”, da spirito libero a spirito libero.

Le molteplici preghiere degli uomini si possono distinguere in base al contenuto secondo quattro tipologie fondamentali: invocazione di aiuto per sé o per altri, richiesta di perdono, ringraziamento, lode gratuita. Tale quadruplice contenuto si esplica in molteplici forme di preghiere, le principali delle quali sono: il dialogo personale con Dio tramite parole proprie, la ripetizione di testi composti da altri come per esempio il Padre Nostro, le pratiche di devozione personale o comunitaria come per esempio il rosario, e infine il silenzio del corpo e della mente in ciò che i mistici chiamano “preghiera pura”. Nei testi delle preghiere che provengono dal Carcere di Opera è sorprendente ritrovare quasi tutte queste tipologie, sia a livello di forma, sia a livello di contenuto…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

I 15 peccati della Chiesa secondo Francesco

In primo piano

Attacco del Papa alla Curia “Troppa vanagloria nessuno è indispensabile” 

Schermata 2014-12-23 alle 14.15.24Viva il Papa e abbasso la Curia!, verrebbe spontaneo gridare dopo il magnifico e severo discorso che papa Francesco ha rivolto ieri ai responsabili della Curia romana. Il discorso con un’analisi ammirevole e coraggiosa elenca ben quindici malattie che secondo il Papa aggrediscono l’organismo di potere vaticano, ma in realtà si tratta di un’analisi perfettamente estendibile a tutte le altre nomenclature, a tutte le corti che nel mondo si formano inevitabilmente attorno a chi detiene il potere. Ieri il Papa si è rivolto alla Curia romana, ma le sue parole colpiscono praticamente tutti gli organi di potere dell’odierna società, dalla politica all’economia, dalle università ai tribunali, in Italia e ovunque nel mondo. Tra le malattie della mente e del cuore dei burocrati vaticani e non, il Papa pone al primo posto ciò che definisce (1) la “malattia del sentirsi immortale o indispensabile”, vale a dire l’identificazione del proprio sé con il potere…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Riflessioni teologiche sulla politica

In primo piano

Intervista a Vito Mancuso a cura di Gabriele Palasciano

Cortile dei gentili 22 dicembre 2014

Schermata 2014-12-23 alle 15.04.59

Professor Vito Mancuso, cos’è per lei la politica?

Definire oggi cos’è la politica non è semplice. La prima definizione che viene in mente è quella diAristotele che parlava della politica come “scienza architettonica del Sommo Bene”, intendendo per “Sommo Bene” il bene di tutti, ovvero il bene comune. Francamente devo dire che non riesco a trovare una definizione migliore di questa. Il politico dovrebbe essere un grande architetto che sa orchestrare gli interessi di ciascuno, i cosiddetti singoli beni particolari, orchestrandoli alla ricerca di un bene generale, di un bene di tutti. La politica è il sogno realizzato o realizzabile di una convivenza umana basata sulla giustizia, sull’armonia e sulla concordia. La politica è questa grande speranza nella capacità degli esseri umani di trovare, al di là dei propri particolari interessi, un sentiero per coordinare gli interessi di tutti e così costruire ciò che normalmente si definisce “bene comune”.

Vi è una convinzione ben radicata nella tradizione cristiana, a partire dal Nuovo Testamento, secondo la quale non può esistere una vera umanità senza un ordine politico. Come teologo cosa ne pensa? …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Se la Chiesa rinuncia alla bellezza

In primo piano

L’amore di Chateaubriand e di altri filosofi del passato per una religione “estetica” tramonta nella nostra epoca

Schermata 2014-12-18 alle 17.43.19Quali sono gli argomenti che inducono a ritenere vero un enunciato? Il fatto che corrisponda all’effettivo stato delle cose, è la risposta che sorge spontanea nella mente. Se infatti posso verificare la corrispondenza tra l’enunciato (sta piovendo) e la realtà (la pioggia che scende) sono indubbiamente in presenza di un enunciato vero. È la classica definizione di verità come adeguazione tra realtà e mente, adaequatio rei et intellectus, che da Aristotele passa a Tommaso d’Aquino e a tutta la tradizione occidentale. Di essa il cristianesimo fece largamente uso nel passato per presentarsi come verità definitiva. Il cristianesimo è la verità, si sosteneva, perché la Bibbia e il Magistero della Chiesa dicono come stanno realmente le cose sull’origine del mondo, l’esistenza di Dio, la comparsa dell’uomo, la natura dell’anima, e tutte le altre questioni capitali della vita; né si tralasciava di sottolineare che gli eventi narrati o predetti nella Bibbia, dall’arca di Noè sino all’imminente fine del mondo, hanno avuto o avranno presto puntuale conferma nella realtà effettiva delle cose. Il progresso della conoscenza umana ha vanificato tale impostazione perché ha fatto emergere in modo inconfutabile la non corrispondenza tra non poche affermazioni bibliche e la realtà, si pensi per esempio all’origine del mondo. Se a ciò si aggiunge l’evoluzione della coscienza morale e il superamento del principio di autorità (secondo cui un enunciato è vero per l’autorità di chi lo sostiene) si comprende quanto le tradizionali apologie cristiane siano divenute armi spuntate e il cristianesimo bisognoso di rifondazione…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Io Amo. Piccola filosofia dell’amore

In primo piano

Io Amo

"Questo libro è il tentativo di dire in poche pagine ciò che non basta una vita intera ad imparare." (Vito Mancuso)

"Io Amo" in pillole. La presentazione a Vanity Fair [Link]

Recensione di Luciano Minerva elbadipaul.it [Link]

Nel corso della vita tutti abbiamo vissuto quel sentimento euforico e doloroso, carico di paura e di felicità, chiamato amore. Ma dove ha origine e come agisce la sua forza misteriosa che sempre attrae e rapisce? Come possiamo viverlo nel modo più vero? E qual è il messaggio che esso porta con sé? Sono le domande fondamentali a cui Vito Mancuso risponde con la profonda intensità che da sempre caratterizza il suo pensiero, accogliendo tra le pagine la dolcezza e la potenza di una straordinaria avventura umana affrontata nelle sue forme più diverse: dall'amore sensuale dei corpi a quello del puro sentimento, dall'amore per la natura e gli animali a quello della mistica e della spiritualità. In questo libro, puro ma mai puritano, si ragiona così senza paura di controversie a proposito di rapporti prematrimoniali, adulterio, masturbazione, omosessualità, bisessualità: rimanendo sempre fedele al primato della coscienza e della libertà individuale ed esponendo tutti i limiti della morale tradizionale cattolica, l'autore propone una prospettiva etica in grado di orientare dal basso un esercizio giusto e insieme libero della sessualità. L'amore diviene così il punto di vista privilegiato per guardare a tutta l'esistenza. Anche se mai come nel nostro tempo infatti il divertimento e lo svago sembrano rappresentare il fine ultimo a cui tendere, in "Io amo" sono indicate le tracce preziose per raggiungere l'amore vero e purificatore, l'unica esperienza capace di dare un senso autentico al nostro essere al mondo.


La presentazione di "Io Amo" a LibrarVerona 2014

Pubblicato in Home