Dalla Bibbia a Nietzsche la vera felicità è nell’infanzia

In primo piano

Così dottrine spirituali diversissime tra loro concordano sulla necessità di diventare grandi restando bambini

bambini

Platone nel “Timeo” riferisce di un sacerdote egizio molto anziano che si rivolge a Solone dicendo: «Voi greci siete sempre fanciulli, un greco che sia vecchio non c’è!», intendendo sottolineare la gioventù spirituale di coloro che noi (ironia della sorte) chiamiamo “antichi greci”. Ma non c’è solo la possibilità di essere spiritualmente giovani, vi è anche quella, non meno coinvolgente, di essere spiritualmente bambini. All’infanzia spirituale è dedicato uno dei testi più belli della Bibbia ebraica, il salmo 131: «Signore, non si esalta il mio cuore / né i miei occhi guardano in alto; / non vado cercando cose grandi / né meraviglie più alte di me. / Io resto quieto e sereno: / come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, / come un bimbo svezzato è in me l’anima mia»…

Pubblicato in Home

Prossimi appuntamenti con Vito

In primo piano

Novara sabato 23 settembre Istituto Salesiano San Lorenzo via Baluardo Lamarmora 14, ore 11:00; presentazione del libro "Il coraggio di essere liberi" (Garzanti)


Torino Spiritualità 2017; sabato 23 settembre teatro Carignano piazza Carignano 6, ore 21:00 – 22.30. Nell'ambito del ciclo di conferenze "Se non diventerete come bambini", conferenza del prof. Vito Mancuso dal titolo «Come un bimbo svezzato è l'anima mia».Ingresso € 5. Biglietteria al Circolo dei lettori e online. Torino Spiritualità 2017 [link]

Schermata 2017-07-11 alle 22.07.38


Forlì lunedì 25 settembre Chiesa di San Giacomo ore 18:00. EXPERIENCE COLLOQUIA Il coraggio di essere personae. Tutti noi siamo coinvolti nella recita di ruoli, indossando maschere e obbedendo a copioni che ci fanno vivere in una dimensione parzialmente libera. Un dialogo per scoprire che cos’è la libertà e come si fa a essere veramente liberi. Con Vito Mancuso – scrittore, modera Ilaria Capitani – giornalista. A cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì. Settimana del buon vivere 2017 – Programma [PDF] 

Schermata 2017-09-10 alle 23.10.53


Modena venerdì 29 settembre, Teatro Storchi Lg. Garibaldi 15 – ore 17:00;  After Futuri Digitali. Generazione Y. Che ci facciamo con tutta questa banda? Con la partecipazione del prof. Vito Mancuso. After Futuri Digitali [Link]


Sesto/Sexten (BZ) lunedì 2 ottobre Centro Congressi Sesto(BZ) ore 13.30 Prima edizione del Dolomites UNESCO Forum. Relatori: Vito Mancuso, Marie Theres Albert, Harald Pechlaner, Anna Scuttari. Per partecipare all’evento è necessario iscriversi inviando una mail a tourism-events@eurac.edu entro il 20 settembre 2017. Dolomites UNESCO Forum [Link] Locandina dolomiten-unesco-forum [PDF]

Schermata 2017-09-18 alle 14.17.30


Roma mercoledì 11 ottobre  Libreria Rotondi – via Merulana 82, ore 18:30 “Gli incontri del mercoledì”: "Elémire Zolla: la ricerca dell’Oltre" – Relatrice: Grazia Marchianò; partecipa all’incontro il filosofo e teologo Vito Mancuso. Invito Zolla [PDF] 


Bologna sabato 14 ottobre Biblioteca dell'Archiginnasio-Sala Stabat Mater, Piazza Galvani,1 – Incontro con Adriano Prosperi per la presentazione del suo libro "LUTERO Gli anni della fede e della libertà"(Mondadori). Ne parlano con l'autore Padre Giovanni Bertuzzi, Vito Mancuso teologo, modera Francesco Spada, direttore Nettuno TV. Invito Prosperi [PDF]

Schermata 2017-09-13 alle 14.05.17

Pubblicato in Home

Noi siamo e non siamo il nostro corpo

In primo piano

Intervista a cura di Gianfranco Brevetto per la rivista EXàgère – Exagere [Link] – Noi siamo e non siamo il nostro corpo – Intervista a Vito Mancuso [PDF]

Schermata 2017-09-18 alle 13.41.24

– Professore, lei ha dedicato una delle sue opere più apprezzate all’anima. Pur essendo un concetto usato di frequente, il suo vero senso spesso sembra sfuggire. Ci può aiutare a precisarlo? In che relazione è con il corpo?

– Io penso che si possa facilmente riassumere in poche righe. L’anima è uguale alla vita, lo spirito è uguale alla libertà. Prima ancora c’è il corpo e, in una condizione di possibilità, direi corpo uguale struttura. Detto questo, occorre chiarire queste apparentemente semplici eguaglianze. Nel caso di corpo uguale struttura, noi diciamo di qualunque oggetto che è un corpo. La poltrona sulla quale ora sono seduto e tutto ciò che vedo sono corpi fisici; gli enti, per presentarsi al mondo, sono dotati di un corpo materiale, questa è un’evidenza. Il termine anima è sorto nella gran parte delle tradizioni per designare i corpi che si muovono da sé in quanto dotati di vita. In questo senso anima uguale vita, si ha, infatti, nel vivente una disposizione dell’energia tale da far si che il totale dell’energia che costituisce il corpo non sia racchiusa integralmente nel corpo fisico. Esiste un’eccedenza di energia libera, un surplus di energia libera. A partire dal primo organismo vegetale, dai primi organismi animali e salendo in tutte le forma di vita più complesse, noi abbiamo che l’energia totale è maggiore a quella che è propria della massa corporea. E questo fa sì che il corpo sia animato…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Tettamanzi innovando superò la tradizione e se stesso

In primo piano

Vito Mancuso ricorda l'ex arcivescovo di Milano morto all'età di 83 anni: «Una vita dalla parte dei più deboli e delle minoranze».Intervista di Laura Carcano

11222899-kcvG-U11003905585059tnH-1024x576@LaStampa.it

«L'arcivescovo emerito Dionigi Tettamanzi seppe superare se stesso andando oltre l'approccio di conservazione che per anni nel suo impegno nella Chiesa aveva incarnato su temi come il matrimonio, la sessualità e la bioetica». È Vito Mancuso, teologo, a ricordare così l'ex arcivescovo di Milano, nato in Brianza, che si è spento all'età di 83 anni, dopo essersi posto dalle parte dei più deboli e delle minoranze, con gesti dal forte valore simbolico come la visita di Natale nel carcere milanese di San Vittore e la coraggiosa proposta di una moschea in ogni quartiere della città …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Le Dolomiti? Così belle da diventare forme dello spirito

In primo piano

Intervista al prof. Vito Mancuso di Fausta Slanzi

940_zoom_dolomiti_unesco_valbadia_02

«Noi abbiamo a che fare con una concezione individualista, soggettivista della bellezza, la cultura dominante dice, “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Io non penso sia così. La bellezza è oggettiva e non soggettiva» afferma Vito Mancuso.

L’essere umano come si rapporta al valore della bellezza?

«Come si conosce la bellezza? Per qualcosa che sta di fronte a noi, è qualcosa che non produce la mente, ma la produce nel momento in cui ha dei criteri che esistono già. E quali sono, questi criteri? Io faccio riferimento a Tommaso d’Aquino: claritas, integritas, debita proportio-armonia. La bellezza ha a che fare con la chiarezza, non devi ragionare per capirla. Non a caso in greco il significato di estetica è qualcosa che prende i sensi, sei rapito dalla bellezza. Il senso di trascendenza che la bellezza comunica – quando sei di fronte a qualcosa di bello, un paesaggio, il mare, le montagne, le Dolomiti, un volto, una musica – è che ci si sente piccoli. La bellezza, quella vera, è grande e tu ti senti piccolo rispetto alla bellezza della montagna, del mare: sei al cospetto di qualcosa che trascende da te. La bellezza ti porta a fare un’ esperienza spirituale, è un incanto; ti porta al di là di te. Le Dolomiti sono lì e se a qualcuno non piacciono è un problema del suo rapportarsi a un valore, ad una epifania dell’ essere che esiste e che ci fa dire che le Dolomiti sono belle a prescindere dal riconoscimento UNESCO.Tutte le persone formate riconoscono la bellezza nelle Dolomiti, nel mare della Sardegna, nei templi greci, nella musica dei grandi come Bach; questo vuol dire che contrariamente a quanto sostiene la cultura dominante, la bellezza è oggettiva e non soggettiva»…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

La bellezza salverà il mondo?

In primo piano

Presso la Corte di Adelio ad Erba (CO), martedi 13 giugno si e' tenuto l'incontro-dibattito ''LA BELLEZZA SALVERA' IL MONDO?'', organizzato dall'Associazione Ancora Onlus. Relatori: Gherardo Colombo, Donato Bettega, Carlo Sini, Maurizio Ferretto e Vito Mancuso. Accompagnamento musicale: Sulutumana

Pubblicato in Home

Il Dante laico un eretico in Paradiso

In primo piano

Collocò i papi all’inferno, separò teologia e politica e le sue opere furono bandite

Schermata 2017-05-29 alle 14.07.13Il centro matematico della “Commedia” è una terzina in cui si celebra la libertà in quanto possibilità di libera decisione: «Se così fosse, in voi fora distrutto / libero arbitrio, e non fora giustizia / per ben letizia, e per male aver lutto» (“Purg.” XVI, 70-72). L’intera opera in realtà ruota attorno al concetto di libero arbitrio, come spiega Dante stesso presentando il suo lavoro: «L’uomo, meritando o demeritando nell’esercizio del suo libero arbitrio, è soggetto al giusto premio o alla giusta pena» (“Epistola a Cangrande”, 8). È per questo che si dà commedia, cioè movimento, trama, creatività, mentre in sua assenza si avrebbe tragedia, come Edipo destinato a uccidere il padre e a giacere con la madre, oppure farsa, mero caos, assenza totale di struttura. Uno dei versi più belli è quello con cui Virgilio, accomiatandosi da Dante, gli conferisce la corona e la mitria attestando che ormai egli è re e papa di se stesso: «Per ch’io te sovra te corono e mitrio» (Purg. XXVII, 142). Appare qui l’altissimo senso della libertà della coscienza personale coltivato da Dante, confermato da quanto scrive al signore di Verona: «Coloro che hanno vigore d’intelletto e di ragione sono dotati di una sorta di divina libertà e non sono rigidamente legati a nessuna consuetudine; e ciò non fa meraviglia, perché non essi sono diretti dalle leggi, ma piuttosto le leggi da loro» (Epistola a Cangrande, 2). Tale primato della coscienza ha ben poco a che fare con lo stereotipo del medioevo oscurantista e non a caso si ritroverà nell’umanesimo con la Oratio pro hominis dignitate di Pico della Mirandola del 1486, e nella modernità con lo scritto di Kant del 1784 Risposta alla domanda: Che cos’è l’illuminismo? …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

I grandi libri dello spirito – La vita segreta di Gesù

In primo piano

LA VITA SEGRETA DI GESU' scelta di testi dai Vangeli Apocrifi a cura di Vito Mancuso

mancuso_vita-segretaDopo la morte di Gesù, la Chiesa mise ordine nella rigogliosa fioritura di narrazioni sulla vita e gli insegnamenti del Messia, eleggendo a Vangeli di riferimento quelli di Matteo, Marco, Luca, Giovanni. Ritenuti misteriosi o esoterici, in contrasto con l’ortodossia, i Vangeli apocrifi, cioè «da nascondere», sono stati e continuano a essere poco considerati dalla teologia ufficiale. Eppure sono moltissimi gli elementi in essi contenuti che la tradizione cristiana ha fatto propri nel corso dei secoli. Vito Mancuso sceglie e presenta i più importanti apocrifi che tratteggiano la vita di Gesù: in pagine di grande bellezza che hanno ispirato la fede e la devozione di intere generazioni, il lettore scoprirà un Gesù diverso, a volte più vicino alla nostra esperienza quotidiana, ma a volte anche più misteriosamente lontano.

Vito Mancuso è un teologo laico. Per Garzanti ha pubblicato: Io e Dio. Una guida dei perplessi (2011), Il principio passione (2013), Io amo. Piccola filosofia dell’amore (2014), Questa vita (2015), Dio e il suo destino (2015), Il coraggio di essere liberi (2016).

Pubblicato in Home

Nacqui Ortica Selvatica

Laboratorio di Scrittura e Lettura Creativa - POESIE DAL CARCERE 

a cura di Silvana Ceruti e Alberto Figliolia. Prefazione di Marco Garzonio  collana Agape 156, pagine 180, prezzo € 15.00  

IMG_5708

«Quando Margherita Lazzati e Silvana Ceruti mi hanno chiesto di scrivere una prefazione per questo libro di poesie, mi ha preso un forte senso di pudore. Mi sono chiesto che cosa avrei mai potuto dire io che non fosse superfluo di fronte a una raccolta poetica che è una MINIERA DI SENTIMENTI E DI VISSUTI. Mi sono risolto ad accingermi a quella che vivevo proprio come un’impresa difficile quando mi sono affidato alle bozze, che facevo scorrere lentamente, senza sapere dove sarei arrivato e se sarei riuscito a scrivere. Titoli e versi mi hanno rimandato a poco a poco ai pensieri, alle situazioni, agli incontri, al lavoro che mi hanno abitato in questi ultimi tempi. Allora ho avvertito esigente il bisogno di restituire qualcosa, di condividere una ricchezza straordinaria di esperienze che ho avuto la fortunata opportunità di vivere. Scrivere queste poche righe sarebbe stato il modo di corrispondere da parte mia al dono che mi veniva fatto di essere messo a parte degli esiti intensi, ricchi, profondi che il Laboratorio di Lettura e Scrittura Creativa sta producendo.»

dalla prefazione di Marco Garzonio

LABORATORIO DI LETTURA E SCRITTURA CREATIVA È stato fondato venti anni fa da Silvana Ceruti che continua ad animarlo con Alberto Figliolia – a livello di volontariato. Insieme a loro altri fedeli amici-collaboratori e occasionali ospiti offrono alle persone detenute che frequentano il Laboratorio un contributo di amicizia e di cultura. Il fine fondamentale di questo Laboratorio è infatti “fare un pezzo di strada insieme” tra persone “dentro” e persone “fuori”, scoprire sentimenti propri e altrui e linguaggi per esprimerli. 

Prefazione Poesie dal carcere [PDF]  Scheda Nacqui Ortica Selvatica [PDF] 

Pubblicato in Home

Conversazione con Vito Mancuso

La libertà è il coraggio di dire no a se stessi

meditazione-trascendentale

Vorrei essere libero, libero come un uomo. […] 
La libertà non è star sopra un albero 
Non è neanche il volo di un moscone, La libertà non è uno spazio libero 
Libertà è partecipazione

Ascolta l'intervista a Vito Mancuso al [Link] La 27^ora

Questa è la libertà secondo Giorgio Gaber; non a caso da quattro anni è l’inno della nostra iniziativa Il Tempo delle Donne, e Vito Mancuso rilancia: «Siamo al mondo per diventare liberi». Ottima definizione di quello che è uno scopo per la vita che ha sicuramente a che fare con la felicità. Ma cosa intendiamo per libertà? O meglio ancora: cosa significa essere liberi? E tu: ti ritieni libero? Credi che la libertà sia qualcosa di interessante per la tua vita? Quante domande. Ma la filosofia prima di tutto deve interrogarci, come faceva Socrate, perché nell’interrogarci, il nostro pensiero prima e la nostra esistenza poi prendono forma, più saputa e consapevole. 

Anche Mancuso, noto teologo e filosofo, autore di vari saggi di successo di cui il primo L’anima e il suo destino, ci pone parecchie domande che ci guidano in un’ indagine della nostra condizione esistenziale nel suo Il coraggio di essere liberi (Garzanti 2016). La questione della libertà, come della felicità, è quindi molto concreta: «Abbiamo il coraggio di essere liberi? Crediamo che si possibile essere liberi?» Il coraggio di diventare più consapevoli della nostra condizione esistenziale e quindi anche del nostro sguardo che gettiamo sul mondo, insieme al coraggio di essere e restare sempre creativi, per trasformare la realtà che ci è data, là dove possibile, con le nostre stesse mani, è ciò che serve per sperimentare la libertà. Inizialmente noi non siamo liberi, dice Mancuso: «Siamo condizionati e determinati da educazione, cultura, stato di nascita … pertanto la libertà nasce prima di tutto da un atto voluto di liberazione, dal coraggio di dire di NO e di iniziare ad orientare i nostri desideri e gli obiettivi della nostra vita».

La felicità, in questa visione – facendo riferimento anche ad Aristotele – non è solo divertimento, ma è vivere in maniera piena, facendo sì che ci sia «accordo del nostro essere materia necessitata con il nostro essere capaci di scelta e di creatività, cioè di libertà». Quindi prendiamo la nostra realtà e cerchiamo di trasformarla creativamente, con la passione per la vita stessa, con il gusto di esistere che possiamo provare ogni giorno.

Laura Campanello

Pubblicato in Home