Prossimi appuntamenti con Vito

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Milano sabato 21 aprile, Sala Conferenze Santa Maria al Paradiso Corso di Porta Vigentina, 14 – ore 10.30 

L’essere umano è da sempre diviso tra una serie di regole che gli si impongono fin dalla nascita, e che si declinano per lo più nella forma del comando e del divieto, e tra il desiderio di libertà e creatività che, non a caso, prende per lo più la forma della trasgressione. Paradigmatico è l’episodio del cosiddetto “peccato originale”. Si tratta di uno scontro tra due dimensioni l’una delle quali necessariamente negativa (le norme) e l’altra necessariamente positiva (la libertà)? Oppure ognuno di noi ha bisogno di entrambe, e tanto più la società nel suo complesso? Se sì, a cosa spetta il primato: all’obbedienza o alla libertà? Vito Mancuso ne parla con Gherardo Colombo. Locandina 21aprile [PDF]

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Roma lunedì 23 aprile, sede del Consiglio Superiore della Magistratura Piazza dell’Indipendenza, 6 – ore 10:00

Giornata: “Educare alla legalità. Letture per i cittadini di domani”, per celebrare la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Con letture degli studenti. Interventi di Paola Balducci, Presidente della Sesta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, Romano Montroni, Presidente del Centro per il libro e la lettura, Giovanna Boda, Direttore Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Giovanni Legnini, Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura e Vito Mancuso, teologo e scrittore. Centro per il libro e la lettura [Link]


Foligno (PG) venerdì 27 aprile Auditorium San Domenico ore 21:00

Conferenza organizzata dal Laboratorio di Scienze Sperimentali dal titolo: “Tecnologia, pensiero, libertà” all'interno dell'VIII edizione di Festa di Scienza e di Filosofia sul tema 'L’avventura dell’uomo. Da quale passato, verso quale futuro’. Brochure Festa di Scienza e di Filosofia [PDF]

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Assisi (PG) domenica 29 aprile Cittadella Ospitalità ore 9:00 

Evento organizzato da Pro Civitate Christiana. Lectio magistralis del prof. Vito Mancuso dal titolo “L'Amore, travolgente utopia della vita” in occasione del 40° Seminario per le coppie. Introduce Emanuele Filograna, testimonianza di Piera Damaso e Paolo Scappucci. Programma 40° Seminario per le coppie Assisi [PDF]

Assisi


Oristano mercoledì 2 maggio, Auditorium San Domenico, Via Lamarmora 3, ore 18:00 

La verità vi farà liberi: dibattito tra S.E. Mons. Ignazio Sanna, Arcivescovo di Oristano, e il teologo prof. Vito Mancuso. Descrizione evento: Il confronto tra mons. Sanna e prof. Mancuso si pone sul piano della riflessione teologica. A partire dal tema centrale proposto da Papa Francesco per la 48ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, i due relatori dialogheranno sulla centralità della verità e della libertà, intese in senso teologico.


Tolmezzo (UD) giovedì 3 maggio Teatro Comunale Luigi Candoni via XXV Aprile ore 20:30

Evento organizzato dal Comune di Tolmezzo. Presentazione libro "Il bisogno di Pensare" all’interno della IV Edizione del Festival Maggio Letterario.Tolmezzo opuscolo Maggio Letterario [PDF] Tolmezzo locandina Maggio Letterario[PDF]

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Sabato 5 maggio Basilica S. Maria dei Servi Strada Maggiore – ore 17.00

presentazione del libro“Il bisogno di pensare”. Sarà presente l’autore. Associazione Amici di RonzanoVia di Gaibola 18 – Bologna tel. 051 581443 / fax 051 333295 / www.eremodironzano.it / ronzanoeremo@gmail.com IL BISOGNO DI PENSARE Mancuso 5 maggio [PDF]

IL BISOGNO DI PENSARE Mancuso 5 maggio 2018

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Margherita Lazzati, Ritratti in Carcere

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Una mostra che raccoglie materiale frutto di anni di lavoro, autofinanziata, con ambizioni tecniche e sociali difficili, cresce mano a mano che si inventa occasioni e situazioni che le permettono di trovare una corretta dimensione e collocazione. Così Ritratti in carcere, nata come progetto in uno stand di MIA Photo Fair, autorevole fiera di fotografia, e quindi maturata in una Fondazione Culturale, Ambrosianeum, viene invitata in forma definitiva a Bocconi Art Gallery.

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«In una dimensione nella quale luce, spazio, sfondo, tempo e relazioni appartengono a una realtà tanto definita da non essere modificabile, volevo non raccontare, ma fermare un’apparenza fisica. Un aspetto, una figura, una sembianza, un atteggiamento, un portamento; senza retorica e senza l’ambizione di andare oltre, o cercare di cogliere l’anima.»
(dal catalogo Margherita Lazzati, Ritratti in carcere, Edizioni La Vita Felice, Milano 2018).

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30 fotografie scattate nel carcere di massima sicurezza di Milano-Opera: 25 ritratti di persone recluse,con pene per lo più di lunga durata o “fine pena mai” e cinque volontari, tutti eseguiti tra il 2016 e il 2017.Con l’autorizzazione del Ministero della Giustizia, del Magistrato di sorveglianza (e in piena sintonia con il direttore del tempo, Giacinto Siciliano), Margherita Lazzati ha frequentato tutti i sabati per più di cinque anni il Laboratorio di scrittura creativa dell’Istituto e, consenzienti le persone detenute, ha realizzatouna vera e propria galleria di ritratti, settimana dopo settimana, mese dopo mese.

Invito Lazzati_[PDF] CS Lazzati Bocconi [PDF]

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Margherita Lazzati (Milano 1953, Accademia di Belle Arti di Brera) si è occupata di fotografia sin dagli esordi, ma ha reso organico il suo lavoro solo a partire dal 2008, sviluppando la sua ricerca per temi, in seguito presentati in mostre e pubblicazioni. Con esiti ascrivibili alla tipologia del “reportage sociale”, eppure tali da trascendere i limiti propri del loro contesto d’origine.

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Ritratti in carcere

di Margherita Lazzati a cura di Galleria l’Affiche, Milano

Università Bocconi

via Sarfatti 25, Milano | piano terra

3 maggio – 31 ottobre 2018

orario: lunedì-venerdì ore 8-19 | sabato ore 8-17

inaugurazione giovedì 3 maggio, ore 17.30

saluti introduttivi

Gianmario Verona, Rettore Università Bocconi

interverranno

Silvio Di Gregorio, Direttore Casa di Reclusione Milano-Opera Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali, Comune di Milano Luigi Pagano, Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria Michele Polo, Direttore IEFE,

Università Bocconi
Giacinto Siciliano, Direttore Casa Circondariale San Vittore

 


Margherita Lazzati Ritratti in carcere  testo critico di Jacqueline Ceresoli

Cosa hanno in comune 25 ritratti fotografici, rigorosamente in bianco e nero, di uomini reclusi nel carcere di massima sicurezza di Milano-Opera che sembrano implorare: «guardami… ci sono anch’io, non dimenticarmi», con persone “normali”, 4 volontari e un ospite in questo Istituto penitenziario, dove la vita sembra interrotta, sospesa, imprigionata dietro una griglia in cui tempo e spazio si annullano in un eterno presente? Questi individui hanno in comune la dignità di esistere qui e adesso, anche nella consapevolezza dei loro errori; storie di vite vissute, per qualcuno sbagliate, per altri irrequiete, per tutti fatte di sguardi che trasudano di straziante umanità come manifesti di identità alla ricerca di una speranza, senza sapere quale …

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Dialoghi sull’Unità del Tutto

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Milano, giovedì 5 aprile Centro Studi Tibetani  – "Dialoghi sull’Unità del Tutto" con Marco G.Giammarchi, Luca Guzzardi, Vito Mancuso, Paljin Tulku.

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Così fu ucciso Bonhoeffer teologo devoto a Dio e al mondo

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Esattamente 73 anni fa, all’alba del 9 aprile 1945, completamente nudo, veniva giustiziato nel lager nazista di Flossenbürg il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer che scontava così la sua partecipazione alla Resistenza. Nel 1955 il medico del lager H. Fischer-Hüllstrung rilasciò una testimonianza, da allora ripetutamente citata, secondo cui il condannato prima di svestirsi si era raccolto in preghiera: «La preghiera così devota e fiduciosa di quell’uomo straordinariamente simpatico mi ha scosso profondamente; anche al luogo del supplizio egli fece una breve preghiera, quindi salì coraggioso e rassegnato la scala del patibolo, la morte giunse dopo pochi secondi» ll medico concludeva: «Nella mia attività medica di quasi cinquant’anni non ho mai visto un uomo morire con tanta fiducia in Dio». Oggi sappiamo che queste belle parole edificanti sono una menzogna…

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Vito Mancuso – Hegel Teologo

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NUOVA EDIZIONE DA GIOVEDì 29 MARZO IN LIBRERIA PER GARZANTI

Mancuso-Hegel Teologo

La Chiesa ha sempre negato a Hegel il riconoscimento dell’ortodossia, considerando il suo pensiero incompatibile con l’integrità cristiana. Con questo libro ormai imprescindibile, apparso una prima volta nel 1996 e riproposto ora in una nuova edizione, Vito Mancuso si accosta alla filosofia hegeliana mostrandone la profonda intenzionalità teologica e facendo giustizia di equivoci e fraintendimenti. E giunge anzi a mostrare come proprio dal cristianesimo Hegel abbia fatto scaturire la sua visione della storia, del suo senso e della sua finalità.

«Un’interpretazione originalissima, un Hegel inedito, non soltanto ripensato, ma che – meraviglia! – viene raccontato e per questo diviene finalmente leggibile.» Elmar Salmann

«Un lavoro avvincente… nuovo e originale per quanto riguarda il significato complessivo del pensiero hegeliano… in un linguaggio vivo, attuale, non di rado fascinoso.» Piero Coda

«Una ricerca tanto rigorosa, quanto partecipe della “verità” teologica di Hegel… La rivisitazione della teologia hegeliana fatta da Mancuso costituisce un apporto di grande rilievo.»Virgilio Melchiorre

Vito Mancuso – Hegel Teologo scheda [PDF]

Vito Mancuso Hegel Teologo Prefazione [PDF]

 ISBN9788811601944 – Collana ELEFANTI SAGGI – Casa Editrice GARZANTI Aree tematiche Saggi, Tascabili 448 pagine 17,00€

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La costruzione del tempio interiore

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“La costruzione del tempio interiore”: è questo il tema che il grande teologo Vito Mancuso, introdotto dal giornalista Claudio Giomini, ha affrontato nel corso della conferenza che ha tenuto al Palacongressi di Rimini, nella prima giornata di lavori della Gran Loggia 2018 Liberi di Conoscere. Un tema affascinante, ripercorso attraverso piani e prospettive diverse. Mancuso ha esordito spiegando il senso antropologico del tempio e sottolineando come questa icona della spiritualità e della divinità costituisca una presenza – anche se costantemente discussa e controversa – universale nella storia dell’umanità che si accompagna alla necessità dell’uomo di fare di se stesso un tempio, un luogo appartato, lontano dalla via principale. Quel che è certo, ha sottolineato, “è che in ciascun essere umano esiste una dimensione divina”. “C’è un cuore dentro un cuore” , che è “il pensiero che precede le parole”. Ma qual è il nostro rapporto con tutta questa “ricchezza, complessità, inquietudine” che abbiamo dentro? C’è chi, ha spiegato il teologo, realizza una perfetta continuità tra il tempio interiore e quello esteriore, una continuità acritica, replicando dentro di sè il modello di spiritualità o religione che gli viene trasmesso tra le colonne del tempio esteriore, se è buddista il tempio buddista, se è cattolico la chiesa, se ebreo la sinagoga, e così via se musulmano, indù e anche massone. C’ è invece chi invece critica e supera in senso hegeliano, e cioè conservando e non negando, ciò che impara nel tempio esteriore. E infine chi è convinto che solo attraverso la negazione del tempio esteriore, si possa realizzare quello in maniera pura quello interiore. Sono tre diversi atteggiamenti, tre strade. Quale percorrere? Quale è la migliore? “E’ certamente la seconda”, è la risposta che ha dato il teologo. “Chi vuole costruire il proprio tempio interiore non deve rinunciare alla propria libertà, al proprio spirito critico” ma non deve neppure rifiutare la realtà, scollegarsi da essa, cadendo nella trappola del soggettivismo più assoluto e della negazione.

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Intervista al Corriereinnovazione

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Per il teologo Vito Mancuso nel nostro rapporto con la tecnologia «c’è una grande macchina che ci guarda dall’alto e che ci controlla, un po’ come il Dio barbuto della Cappella Sistina che ci scruta non in maniera malevola, ma nemmeno benevola. Nei computer dovremmo trasferire la dinamica di relazione tipica della donna»

INNOVAZIONE [PDF]


intervista di Massimo Sideri, 30 marzo 2018 

Professor Vito Mancuso il suo ultimo libro si intitola «Il bisogno di pensare». Proprio il pensare oggi è al centro di una nuova grande ansia moderna: l’idea che macchine sempre più veloci e potenti possano in qualche maniera entrare in competizione con noi e sottrarre centralità all’essere umano. Gli uomini hanno oggi paura di perdere l’esclusività del pensiero.

«In realtà dobbiamo partire dal fatto che il pensiero non è esclusivo dell’essere umano già adesso, perché se definiamo il pensare come l’elaborazione di informazioni tutto ciò che vive a suo modo pensa. Anche le piante sanno come rapportarsi al mondo. L’albero sa dove mettere le radici. I virus sanno, alla loro maniera, dove andarsi a cercare il glucosio e chi è nemico e chi amico. Questo significa che già adesso il pensiero è esclusivo più in generale dei viventi. È vero però che se tutto pensa, è esclusivo dell’essere umano il pensiero libero, non funzionale solo alla sopravvivenza. Il pensiero diventa caratteristico degli umani quando diventa elaborazione gratuita e creativa. Non perché voglio mangiare ma per un desiderio più intimo, di bellezza: sono attratto dalla verità, dunque ecco la scienza. Dalla giustizia. Ed ecco i tribunali. C’è un saggio bellissimo di Hans Jonas in cui l’autore afferma che l’homo pictor è ciò che ci ha caratterizzati come esseri viventi. È quando l’uomo diventa “pictor” nelle caverne e fa delle cose senza scopo che mostra la propria peculiarità e si distacca dagli altri esseri viventi» …

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Ritratti in carcere di Margherita Lazzati

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Interroghi lo specchio e le chiacchiere si annullano: cos’hai dietro il sorriso? Cosa nascondi tra le sue crepe? Perché solo le pupille sono immobili? Come un abito logoro la vita ti è cucita addosso. È l’enigma svelato per me; mentre l’anima riflette i peccati facendo cadere l’ultima maschera…

unnamedQuesta è una riflessione di Carlo, persona detenuta nel Carcere di Opera-Milano, partecipante all’attività, interna all’istituto di pena, del Laboratorio di lettura e scrittura creativa che, gestito da insegnanti volontari, vi agisce da oltre vent’anni. Carlo è un poeta, e non per gioco (sebbene il diletto sia grande). La sua produzione di versi è di alto livello formale (oltre che di potente impatto intellettivo-emozionale), così come quella mediamente offerta da tutti i membri del gruppo. Il Laboratorio suddetto, fondato illo tempore da Silvana Ceruti, maestra, poetessa e formatrice, ha avuto l’onore di essere ritratto in una mostra fotografica, Ritratti in carcere, allestita all’Ambrosianeum di Milano (via delle Ore 3) sino al 29 marzo e nel relativo catalogo-libro edito da La Vita Felice con l’omonimo titolo. Le immagini sono frutto della sensibilità e della creatività della fotografa milanese Margherita Lazzati, già artefice di reportages sui clochards di Milano o intorno ai diversamente abili. Ora la Lazzati ha “completato” il circuito dei marginali/emarginati sociali (o ultimi? o reietti? di certo i separati). Nessuna morbosità è in queste foto, nessun compiacimento narcisistico, nessun crogiolamento estetico. Semplicemente visi: sguardi intensi o perduti, meditabondi o divertiti, assorti o ironici. C’è pathos. E reticoli di rughe a indicar vite scavate, difficili; sorrisi nonostante tutto; gestualità naturali o pose comunque fiduciose all’obiettivo della Lazzati. Ad accrescere la suggestione il fatto che nelle foto siano stati “cristallizzati” anche i volontari, individualmente o mescolati alle persone detenute. Viene messo in discussione il crisma dell’identità. I crinali del nostro esistere son sempre sottili: su un versante e sull’altro giacciono l’innocenza e la colpa. Ma chi sa mai sino in fondo quale destino sia ad attenderci…

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Il Vangelo dalla parte della Maddalena

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La simpatia del cardinal Martini per Maria Maddalena appare evidente dalla prima all'ultima parola degli esercizi spirituali da lui tenuti in Israele tra la fine del 2006 e l' inizio del 2007, come evidente è la sua simpatia per le consacrate dell'Ordo Virginum della diocesi di Milano per le quali aveva preparato gli esercizi e alle quali diceva: «Vi riconosco nella vostra bellezza interiore ed esteriore, perché quando l'anima rimane nella sua costante proposta di servizio a Dio, rimane bella e questa bellezza si diffonde». Io penso sia proprio così, e penso che Martini sia stato a sua volta un esempio di questa misteriosa connessione tra etica ed estetica avvertita già dagli antichi greci con l'ideale della kalokagathía, perché il morbo di Parkinson contro cui già allora combatteva, e che l'avrebbe portato alla morte il 31 agosto 2012, non giunse mai a privarlo della sua originaria e nobile bellezza …

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I cinque anni di pontificato di Papa Francesco

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 «Un profeta straordinario che fatica a tradurre in atti di governo il suo messaggio all’insegna del Vangelo; rischia di essere una cometa»

 

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Intervista a cura di Giovanni Panettiere, Quotidiano.net [Link]

Bologna, 13 marzo 2018 – Non basta una spinta profetica "dirompente, oltre i vertici di Giovanni XXIII e del miglior Giovanni Paolo II". Per scongiurare che il papato di Bergoglio "sia ricordato solo come una cometa  nella storia della Chiesa", é bene che il gesuita Francesco riveda la sua azione di governo, "senza bacchettare di continuo il suo esercito, dai cardinali ai parroci, perché sono loro che hanno il compito di attuare le riforme". A questo va aggiunto un rafforzamento della dimensione liturgica/contemplativa sulla quale “l’apporto di Benedetto XVI è stato nettamente superiore". É una fotografia nitida, a tutto tondo dei primi cinque anni del pontificato argentino quella scattata da Vito Mancuso, fra le voci più conosciute e innovative della teologia contemporanea, cresciuto alla scuola del cardinale Carlo Maria Martini. L'autore di saggi popolarissimi, da 'L'anima e il suo destino' a 'Io e Dio', si smarca dallo schema riduttivo bergogliani/ratzingeriani per inquadrare luci e ombre di un papato che continua a far discutere.

Professore, niente lode per papa Francesco?

“Complessivamente allo stato attuale direi di no. Detto ciò, facevo già fatica a dare i voti agli studenti, quando insegnavo all’università, figurarsi se mi metto a giudicare un pontificato così importante e comunque straordinario. Non mi sento all’altezza. Preferisco piuttosto fornire qualche impressione su questi primi cinque anni dell’era Bergoglio, seguendo il criterio dei ‘tria munera Ecclesiae’, in altri termini dei tre compiti della Chiesa: profezia, governo e santificazione”…

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Occorre pensare per trovare l’equilibrio

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In una società spensierata e sfrenata il pensiero guida il nostro desiderio

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Vito Mancuso è un autore molto prolifico, apprezzato da un vasto pubblico. Il suo ultimo libro, uscito lo scorso autunno, si intitola “Il bisogno di pensare”. La Chiesa evangelica riformata di Locarno ha organizzato una serata nell’ambito della quale il filosofo e teologo ha presentato questa sua opera. Paolo Tognina ha incontrato Vito Mancuso, a Muralto, a margine dell’evento:

Prendendo spunto dal titolo del suo libro, mi verrebbe da obiettare che noi viviamo in una società che è spensierata, che non vuole perdere tempo a pensare, che non sente spesso il bisogno di pensare, che preferisce lasciare che siano altri a pensare per noi…

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Il bisogno di Pensare a Quante Storie

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Perché viviamo? Quali sono i nostri veri obiettivi? Domande essenziali che spesso preferiamo evitare, ma che si affacciano di continuo nella nostra quotidiana ricerca di senso. Ospite di Corrado Augias in questa puntata di Quante Storie, il teologo e filosofo Vito Mancuso prova a risalire alle origini del bisogno primordiale di interrogarsi e ci spinge a pensare con il cuore, senza altro dogma che la ricerca costante del bene. Nel corso della puntata, viene proposta una nuova tappa del viaggio attraverso l'Italia alla ricerca di storie di resistenza culturale: Andrea Rolli racconta il recupero del Teatro Rossi di Pisa.

Il Bisogno di Pensare a Quante Storie [Link]

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Il bisogno di pensare – Video presentazioni

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Breve presentazione del nuovo saggio «Il bisogno di pensare» Garzanti 2017

Sveva Sagramola intervista il prof. Vito Mancuso sui temi del libro "Il bisogno di pensare" (Garzanti) nel corso della trasmissione televisiva Geo in onda martedì 7 novembre 2017

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La fede è pensare “dicendo sì”

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«Un amen che battezza tutti i giorni». La recensione di Enzo Bianchi per La Stampa

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Se pensate che la filosofia non serva a nulla per la vita quotidiana… se pensate di non aver bisogno di ponderare, discernere, connettere, ringraziare… se pensate di aver sempre ragione senza mai ragionare… O anche più semplicemente, se pensate e basta, allora l'ultimo libro di Vito Mancuso vi sarà utilissimo.

Nel suo recente Il bisogno di pensare, il teologo e filosofo, collaboratore de «La Repubblica», prende per mano il lettore e gli fa usare la testa senza mai separarla dal cuore. Dedicate alla filosofia, queste pagine sono in realtà rivolte a chiunque si lasci interpellare sul senso della vita e sul posto che ciascuno di noi occupa – per minuscolo che sia – nella storia dell'umanità. Del resto non è forse vero che ci paiono degne di fede solo le parole di chi «dice quello che pensa e pensa quello che dice»? .

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Pensare con il cuore. La filosofia diventa per tutti

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Recensione di Romano Montroni – Corriere di Bologna, 28 ottobre 2017

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I ragionamenti limpidi e rigorosi di questo libro fanno venire voglia di rileggerli e commentarli anche a chi, come me, non sarebbe portato alla speculazione filosofica. Mancuso ci porta a riflettere sull'attività di pensare suscitando delle emozioni («pensare con il cuore»), e anche su quello che non ci è familiare e comprensibile. E ci chiama in causa con domande che ci toccano molto da vicino sui nostri sogni e desideri. Il pensiero, spiega, nasce da un bisogno interiore, che non va confuso con la necessità – esterna a noi; inoltre, soltanto l’azione preceduta e guidata dal pensiero è in grado di tendere al bene. (In effetti, se ci guardiamo attorno, l'attività di pensare non è molto diffusa e viene spesso esercitate in maniera superficiale!). Sarete incuriositi dai titoli dei capitoli, che affrontano temi centrali del nostro essere persone, come il rapporto tra mente e cuore con l’importanza di vivere sopra il caos; e poi leggete il libro, anche insieme agli amici, ai figli, leggetelo a voce alta, per capire l'importanza di sfuggire alle semplificazioni della nostra era tecnologica e per imparare a coltivatore il valore di ogni attimo. 

Pensare con il Cuore [PDF]

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La cura dell’anima rende migliore la nostra esistenza

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La difesa del pianeta, le risorse, i diritti umani

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Intervista a cura di Nicolò Menniti – Ippolito

Schermata 2017-10-20 alle 11.37.53Vito Mancuso in questi anni ha contribuito in modo decisivo alla rinascita della teologia, disciplina che sembrava ormai destinata esclusivamente alle aule dei seminari. Prima di tutto ha portato la teologia al grande pubblico con i suoi libri, i suoi articoli, le sue conferenze; secondariamente l’ha fatta uscire dal dibattito dogmatico rendendola qualcosa di vivo, che riguarda le singole persone.

Domani (21 ottobre) alle ore 11.00 al museo della storia della medicina di Padova in via San Francesco per la rassegna “Ad alta voce” (Futura – Parole per pensare il domani), Mancuso sarà protagonista di un dibattito con Giulio Giorello e Marino Niola intitolato “Cura del corpo cura dell’anima. Quale futuro?”.

 

Negli ultimi anni c'è una grande attenzione alla cura: è solo una moda culturale oppure c'è qualcosa di sostanziale in questo interesse?

 

«Non c'è nulla che se portato all'esasperazione non diventi moda. Tuttavia la disposizione della mente verso la cura è costituiva dell'essere umano. Noi siamo qui per prendersi cura. Don Milani contrapponeva il suo “I care” al “me ne frego” del fascismo. Come essere umani abbiamo delle responsabilità, che vuol dire capacità di dare risposte alle domande che la vita ci pone. Essere responsabili è avere cura. Semmai il pericolo è quello di non avere un'apertura sufficiente in questo prendersi cura. Non ci prendiamo abbastanza cura delle nostre città, dell'istruzione, della nostra formazione interiore, se ci concentriamo esclusivamente sulla cura esteriore, sulla eleganza, sulla nostra presenza fisica, che pure non sono così sbagliate. È chiaro anche che noi veniamo da un passato di grande impegno sociale e questo ripiegarsi sulla cura interiore e intimista può sembrare eccessivo» …

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Vedete sono uno di voi

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Cinema Lumière di Bologna; l'arcivescovo Matteo Maria Zuppi e il teologo filosofo Vito Mancuso, al termine della proiezione del film documentario di Ermanno Olmi sulla figura del Cardinale Carlo Maria Martini "Vedete sono uno di voi", esprimono "a caldo" le loro impressioni sul documentario e ricordano con emozione la figura del grande uomo e religioso scomparso nel 2012.

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I grandi libri dello spirito – La vita segreta di Gesù

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LA VITA SEGRETA DI GESU' scelta di testi dai Vangeli Apocrifi a cura di Vito Mancuso

mancuso_vita-segretaDopo la morte di Gesù, la Chiesa mise ordine nella rigogliosa fioritura di narrazioni sulla vita e gli insegnamenti del Messia, eleggendo a Vangeli di riferimento quelli di Matteo, Marco, Luca, Giovanni. Ritenuti misteriosi o esoterici, in contrasto con l’ortodossia, i Vangeli apocrifi, cioè «da nascondere», sono stati e continuano a essere poco considerati dalla teologia ufficiale. Eppure sono moltissimi gli elementi in essi contenuti che la tradizione cristiana ha fatto propri nel corso dei secoli. Vito Mancuso sceglie e presenta i più importanti apocrifi che tratteggiano la vita di Gesù: in pagine di grande bellezza che hanno ispirato la fede e la devozione di intere generazioni, il lettore scoprirà un Gesù diverso, a volte più vicino alla nostra esperienza quotidiana, ma a volte anche più misteriosamente lontano.

Vito Mancuso è un teologo laico. Per Garzanti ha pubblicato: Io e Dio. Una guida dei perplessi (2011), Il principio passione (2013), Io amo. Piccola filosofia dell’amore (2014), Questa vita (2015), Dio e il suo destino (2015), Il coraggio di essere liberi (2016).

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