Questa Vita

In primo piano

Schermata 2015-04-18 alle 00.07.35 2

Un viaggio nel senso profondo dell'esistenza, una celebrazione della forza della natura, un inno di gratitudine alla vita. Dal 23 aprile in libreria per Garzanti Editore

"Questa Vita" in pillole. La presentazione a Vanity Fair [Link]

La vita è un immenso oceano che ci contiene e ci scuote con il continuo movimento delle sue onde, sempre inafferrabile, impossibile da fissare. Ma da dove viene, e quale logica la muove? Vito Mancuso risale alle origini della nascita e dell’evoluzione di questa vita sulla Terra, proponendo una visione della natura che non procede solo per mutazioni casuali e per egoistiche selezioni competitive, ma è soprattutto il frutto di una continua armoniosa aggregazione il cui senso intrinseco è il bene. Da questa visione «drammaticamente ottimista» in cui la nostra esistenza può sussistere solo in relazione con quella degli altri viventi, Mancuso recupera magistralmente la possibilità di una rinnovata analogia tra uomo e mondo. Ne nasce un’etica della nutrizione e dell’ecologia capace di purificare il nostro corpo, meglio proteggere e custodire il pianeta, offrirci criteri per un consapevole esercizio della libertà. In questa prospettiva il valore di un essere umano non dipende da ciò che ha o che sa, ma da quanto riesce a mettersi al servizio di qualcosa di più grande di sé: dalla sua capacità di aprirsi all’altro, di abbracciare, di amare. È la nuova visione del mondo di cui questa vita ha urgente bisogno per tornare a fiorire.

Pubblicato in Home

Per un’ecologia dell’Io che lega Buddha a Tolstoj

In primo piano

Nell’era delle tecnoscienze solo un altro umanesimo capace di nutrire corpo e mente può salvarci dal nostro ego.

Schermata 2015-04-23 alle 15.04.49

Credo sia necessaria una nuova visione della Terra generata dalla consapevolezza che il nostro pianeta, ben lungi dall’essere riducibile a materia inerte aggregata da una serie di circostanze casuali, è un immenso e sofisticato ecosistema che deve la sua origine e la sua esistenza alla logica dell’armonia relazionale. Anzi, occorre procedere oltre e approdare alla convinzione, formulata qualche decennio fa dal chimico britannico James Lovelock, che la Terra sia un unico organismo vivente, da Lovelock chiamato Gaia. Qualcuno vedrà in questa affermazione un pericoloso e ingenuo regresso verso l’animismo dei primitivi, ma chi può dire, quando è in gioco la vita, se i primitivi in realtà non siano molto più avanti di noi che siamo abili calcolatori ma sempre più privi di intuizione, di capacità di visione, di poeticità?

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Prossimi appuntamenti con Vito

In primo piano

Abbazzia di Maguzzano Lonato (BS) conferenze con il prof. Vito Mancuso nell'ambito della convivenza di spiritualità. Sabato 25 aprile ore 15.00: "Amore per Dio e amore per sè"; Domenica 26 aprile ore 10.30: "Etica sessuale nella Chiesa Cattolica: carenze e valori"Programma convegno Abbazia di Maguzzano [PDF]


Ravenna martedì 28 aprile ore 18.00 presso la Sala D'Attorre di Casa Melandri in via Ponte Marino, 2 - Presentazione del libro "Io amo Piccoa filosofia dell'amore", e del nuovo libro "Questa Vita" con la partecipazione del prof. Alessandro Vanoli. Per info:crc@comune.ra.it – 0544/39972.


Bergamo mercoledì 29 aprile Teatro Donizetti ore 21.00; Presentazione di Questa vita.


Castel di Lampa (AP) Venerdì 08 maggio ore 18:00 a Ipercoop. Il prof. Vito Mancuso presenta il nuovo libro Questa vita.

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Perché la Chiesa accetterà la “teoria del gender”

In primo piano

Schermata 2015-04-20 alle 16.16.31Nonostante le dure parole delle gerarchie cattoliche, Papa compreso, un giorno la Chiesa arriverà ad accettare la sostanza di ciò che essa definisce “teoria del gender” e che oggi tanto combatte. Qual è l’autentica posta in gioco di tale supposta teoria? E perché la Chiesa giungerà ad accettarne la sostanza? Occorre anzitutto chiarire che la teoria del gender, nei termini in cui ne parla la Chiesa cattolica, è una costruzione polemica che nella realtà non esiste. Nell’udienza del 15 aprile papa Francesco ha dichiarato: «Io mi domando se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione». Secondo queste parole, che riprendono quanto dichiarato da altri esponenti delle gerarchie cattoliche, vi sarebbe un’ideologia detta appunto teoria del gender che «mira a cancellare la differenza sessuale». Ma esiste veramente qualcosa del genere? Chi mai intende proporre tale “rimozione della differenza”? …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Così fu ucciso Bonhoeffer teologo devoto a Dio e al mondo

In primo piano

Schermata 2015-04-09 alle 18.33.34Esattamente 70 anni fa, all’alba del 9 aprile 1945, completamente nudo, veniva giustiziato nel lager nazista di Flossenbürg il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer che scontava così la sua partecipazione alla Resistenza. Nel 1955 il medico del lager H. Fischer-Hüllstrung rilasciò una testimonianza, da allora ripetutamente citata, secondo cui il condannato prima di svestirsi si era raccolto in preghiera: «La preghiera così devota e fiduciosa di quell’uomo straordinariamente simpatico mi ha scosso profondamente; anche al luogo del supplizio egli fece una breve preghiera, quindi salì coraggioso e rassegnato la scala del patibolo, la morte giunse dopo pochi secondi» ll medico concludeva: «Nella mia attività medica di quasi cinquant’anni non ho mai visto un uomo morire con tanta fiducia in Dio». Oggi sappiamo che queste belle parole edificanti sono una menzogna…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Né atea né devota perché la scienza non respinge l’idea di Dio

In primo piano

Schermata 2015-04-09 alle 10.43.26Nella prefazione alla seconda edizione della Critica della ragion pura del 1787 Kant scriveva: «Ho dovuto sospendere il sapere per far posto alla fede». Con la delicata espressione “sospendere il sapere” egli intendeva in realtà la demolizione della metafisica da lui attuata con il suo capolavoro pubblicato in prima edizione nel 1781. Quanto alla fede, verso la fine della Critica della ragion pura si legge: «La fede in un Dio e in un altro mondo è a tal punto intrecciata col mio sentimento morale, che non corro un pericolo maggiore di perdere quella di quanto non lo corra di perdere questo». La fede per Kant non ha nulla a che fare con il sapere ma procede dalla morale. Contro questa prospettiva insorse Hegel, il quale nel 1802 scrisse un saggio appositamente intitolato Fede e sapere e dedicò buona parte della sua filosofia a riconciliare la frattura operata da Kant. Così nella Enciclopedia delle scienze filosofiche: «Poiché l’uomo è pensante, né il buon senso né la filosofia si faranno mai persuadere a non elevarsi da e per mezzo della contemplazione empirica del mondo a Dio». E ancora: «Dire che questo trapasso non debba essere fatto, è dire che non si debba pensare». La divisione radicale sul rapporto sapere-fede tra i due più grandi filosofi della modernità, entrambi credenti ed entrambi malvisti dall’ortodossia ecclesiastica, pone la domanda: il sapere rimanda a Dio o è solo tramite il sentimento morale che vi si può giungere?…

Pubblicato in Home

I Martiri della Croce

In primo piano

Schermata 2015-04-03 alle 16.37.49Ci fu un tempo in cui essere cristiani significava stare dalla parte dei vincitori e dei dominatori del mondo. Era l’epoca in cui la croce campeggiava quale emblema di potenza alla testa degli eserciti e delle flotte, e veniva scelta dagli Stati quale simbolo privilegiato per le loro bandiere (per esempio quella inglese e quelle scandinave) e dalle città per i loro stemmi (per esempio Milano, Bologna, Genova). La croce incuteva timore, era il simbolo di un Occidente dominante e signore, che oltre a conquistare il mondo economicamente e militarmente ambiva a farlo suo religiosamente. Durante quei secoli, che grossomodo possono essere collocati dall’inizio delle scoperte geografiche nel 1492 alla fine del colonialismo tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, essere cristiani al di fuori dell’Occidente generalmente non comportava pericoli, anzi significava godere di una qualche recondita posizione di privilegio assegnata istintivamente dalle popolazioni alla religione dei vincitori….

Pubblicato in Home

Intervista a L’accento di Socrate

Schermata 2015-03-13 alle 17.31.53L' intervista di Maria Giovanna Farina affronta i temi trattati in Io Amo Piccola filosofia dell'amore argomenti come la contraccezione, l'aborto, l'omosessualità ma anche l'amore di coppia e per Dio.

D. L'amore è un argomento molto seguito dalle persone perché è una componente imprescindibile della nostra vita. Come contrastare l'edonismo del nostro tempo dove tutto come lei afferma è divertimento?

Non so di preciso come contrastare l'edonismo del nostro tempo perché ci troviamo sottoposti ad una tale pressione da parte dell'industria dell'intrattenimento che fomenta al massimo l'edonismo di cui lei parlava. C'è una tale pressione da provare un senso di sconforto… quello che mi viene in mente è semplicemente la riconduzione degli esseri umani alla nobiltà originaria per quanto sia possibile. Bisogna giocare e insistere molto sull'educazione intesa in senso quasi etimologico.

D. Quindi tirar fuori quello che c'è in ognuno di noi …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

L’amore oltre le stelle

Intervista a Vito Mancuso su scienza e filosofia di P​aolo Calabrò

Schermata 2015-03-02 alle 10.56.00

Lei parla di amore chiamando in causa la scienza e le sue acquisizioni teoriche, dalla biologia alla meccanica quantistica. In che modo – e in che misura – è possibile farlo?

Ancor prima di essere un sentimento, l’amore è la manifestazione di una tendenza intrinseca all’essere stesso. Partiamo dall’immagine tradizionale dell’amore che gli antichi ci hanno trasmesso nella figura del dio Eros o Cupido che scaglia la freccia: è certamente un’immagine poetica – la si è sempre trattata così – ma è realmente solo questo? Perché la mente ha sentito (e continua a sentirlo: l’immagine è tutt’altro che desueta) il bisogno di rappresentare il darsi dell’amore attraverso l’immagine della freccia? È chiaro: perché la sente congruente, efficace, adeguata a esprimere il fenomeno fisico dell’innamoramento. L’innamoramento è di fatto un fenomeno fisico, che può essere pensato – come ho approfondito nel mio ultimo libro (​Io amo. Piccola filosofia dell’amore, ed. Garzanti, N.d.R.) – come un’onda, proprio del tipo di cui parla anche la fisica. La definizione di “onda” data dai manuali di fisica è “perturbazione che si diffonde nello spazio trasmettendo energia ma non materia”. Penso che chiunque sia stato innamorato abbia vissuto su di sé l’esperienza di una “perturbazione”, che si è mossa dentro di lui spostando energia ma non materia. È effettivamente possibile, a mio avviso, stabilire un parallelo tra l’innamoramento e l’onda elettromagnetica; non è forse vero che il soggetto colpito dalla “perturbazione” si trasformi in un vero e proprio pezzo di ferro per il quale l’altro – o l’altra - non è né più né meno che… un grande magnete, che lo attrae irresistibilmente? L’amore è un fenomeno cosmico che investe tanto gli umani quanto ogni altro aspetto della realtà. E la cosa più sorprendente è che lo fa secondo modalità tutt’affatto simili….

Continua a leggere

Pubblicato in Home