Prossimi appuntamenti con Vito

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Bologna venerdì 30 gennaio Urban Center di Sala Borsa, dalle 18.00 alle 19.30; Siamo tutti Charlie Hebdo?  La redazione di taluni si è interrogata su come questo tragico evento si ripercuoterà nel fare satira, nel rapporto tra laicità e pensiero religioso, nel mondo della comunicazione. In diretta streaming su www.tiscali.it e in diretta su Radio Città Fujiko, dialogheranno sul tema il teologo Vito Mancuso; l’attore Moni Ovadia; la giornalista satirica Lia Celi; il rappresentante della comunità islamica di Bologna Yassine Lafram; lo storico del fumetto Daniele Barbieri; il blogger Karim Metref (in collegamento via skype); l’assessore alla cultura dell’Emilia Romagna Massimo Mezzetti; e l’assessore alla cultura del comune di Bologna Alberto Ronchi.


Padova giovedì 26 febbraio Sala Convegni della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, via Giacinto Andrea Longhin 1, ore 9.30 – 10.30 Conferenza : "IL LAVORO E L'UOMO: CHI DEI DUE VIENE PRIMA?"


Cerea (VR) giovedì 12 marzo teatro di Asparetto ore 21.00; Incontro con il prof. Vito Mancuso "Corpo e anima". Per informazioni 3465252052.


Zugliano (UD) Centro di accoglienza E. Balducci, sabato 14 e domenica 15 marzo. Sala monsignor Luigi Petris AMORE SACRO E AMOR PROFANO corso di riflessioni con Vito Mancuso. La partecipazione al corso è libera, gratuita e aperta a tutti; si chiede però l’iscrizione fino ad esaurire i 350 posti. L’iscrizione si raccoglie via e-mail all’indirizzo segreteria@centrobalducci.org fino al 28 febbraio, o personalmente, in segreteria del Centro Balducci con la precisazione della presenza al 1°, al 2°, al 3° incontro; a due incontri; a tutti e tre gli incontri. Si raccomanda un libero contributo da lasciare all’ingresso. Pieghevole [PDF1] Pieghevole [PDF2]

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Un nuovo spettro si aggira per l’Europa

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Schermata 2015-01-22 alle 14.02.11"Uno spettro si aggira per l'Europa, lo spettro del comunismo". Così inizia il Manifesto del Partito Comunista che Marx ed Engels pubblicarono a Londra nel 1848 e da allora dovettero passare quasi 150 anni perché quello spettro si placasse trovando pace. Quanto tempo dovrà passare perché avvenga lo stesso per lo spettro che nel frattempo ne ha preso il posto? Anche oggi infatti uno spettro si aggira per l'Europa, lo spettro dell'Islam…

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Abitare l’antinomia

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Abitare l'antinomia. L'amore concreto alla vita - L'incontro con Vito Mancuso del 16 gennaio 2015 al Centro Mavarta di Sant'Ilario d'Enza(RE). Sono intervenuti: – Davide Bettati (laureato in fisica c/o Università degli Studi di Parma) – Orfeo Bossini (Docente c/o Liceo scientifico Aldo Moro – RE) – Francesco Cattellani (Docente c/o Liceo scientifico Silvio D’Arzo – Montecchio)

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Il pastore del popolo

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Schermata 2015-01-20 alle 20.41.55Dopo il pugno, ora arriva il «calcio dove non batte mai il sole»: decisamente gagliardo il Papa! L’intervista rilasciata nel viaggio di ritorno dalle Filippine tocca temi interessanti. Ma soprattutto mostra un Papa dal linguaggio forse ancora più colorito del solito: segno, a mio avviso, di particolare rilassatezza. Papa Francesco appare proprio contento del grande affetto e dell’enorme simpatia che il mondo intero gli manifesta e si lascia andare al cospetto della stampa mondiale come fosse tra amici.Il che sembra proprio la maniera migliore di interpretare il ruolo di per sé così pesante che l’essere Papa comporta, una spontaneità che l’aveva portato il giorno prima, durante la messa più seguita della storia, a tenere a braccio l’omelia davanti ai sette milioni di partecipanti. Quanta differenza rispetto al rigoroso plurale maiestatis che regnava fino a Paolo VI o anche rispetto ai lunghi discorsi letti su fogli accuratamente preparati prima (e spesso da altri) di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, i quali anche nelle conferenze stampa mai e poi mai avrebbero potuto usare le popolaresche espressioni di Francesco. Ma il punto è esattamente questo: il popolo…

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Ma Islam vuol dire pace

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Schermata 2015-01-10 alle 22.57.40Il paradosso è che Islam viene dalla radice s-l-m che in arabo forma “salam” e in ebraico “shalom”, cioè pace. Esso quindi significa pace e rimanda alla pace del cuore e della mente che si ottiene quando ci si sottomette a quella verità ultima del mondo tradizionalmente detta Dio. Questo sottomettersi però non è da intendersi come cessazione della libertà, come la Soumission descritta da Michel Houellebecq nel suo nuovo romanzo e come a loro volta l’intendono gli integralismi islamici di ogni sorta, Is, Al Qaeda, Boko Haram, Hezbollah e affini. Si tratta piuttosto di sottomettersi nel senso di “mettersi sotto”, ripararsi, come quando piove forte e ci si rifugia dall’acquazzone. È la medesima disposizione esistenziale che porta i buddhisti a recitare ogni giorno “prendo rifugio nel Buddha, nel Dharma, nel Sangha”, e che porta i cristiani a dire “Amen” cioè “è così, ci sto, mi affido” o a recitare Sub tuum praesidium. La sottomissione equivale alla custodia e al compimento della libertà del singolo che trova un porto a cui approdare e quindi una direzione verso cui navigare: è questo il fondamento originario alla base dell’Islam e di ogni altra religione…

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Io ti prego Dio del cielo da dietro queste sbarre

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Un libro raccoglie le invocazioni dei carcerati 

Schermata 2014-12-03 alle 15.09.30Gli esseri umani fanno molte cose nella loro esistenza e tra queste, in ogni parte del mondo (carceri comprese), pregano. La preghiera è un fenomeno universale. Si può anche giungere al paradosso di uomini che non credono in Dio ma che pregano, che cioè almeno qualche volta nella vita si ritrovano a formulare parole o pensieri in forme non usuali rivolgendoli al mistero che avvolge la vita – esattamente nel senso richiamato da Norberto Bobbio quando diceva: «Come uomo di ragione, non di fede, so di essere immerso nel mistero». Gli esseri umani pregano perché avvertono il bisogno di rivolgersi alla potenza superiore che sovrasta le loro vite e in qualche modo conoscerla, placarla, ingraziarla, a prescindere poi se tale potenza venga da loro intesa come personale (il Dio della Bibbia) o impersonale (il Fato degli antichi) o al di là delle categorie di personale-impersonale (il Nirvana del buddismo). La ragione può giungere a non riconoscere nulla di superiore a se stessa, ciononostante il sentimento complessivo dell’esistenza sente in certi momenti il bisogno di rivolgersi alla potenza imponderabile della vita che ci sovrasta dicendo “tu”, da spirito libero a spirito libero.

Le molteplici preghiere degli uomini si possono distinguere in base al contenuto secondo quattro tipologie fondamentali: invocazione di aiuto per sé o per altri, richiesta di perdono, ringraziamento, lode gratuita. Tale quadruplice contenuto si esplica in molteplici forme di preghiere, le principali delle quali sono: il dialogo personale con Dio tramite parole proprie, la ripetizione di testi composti da altri come per esempio il Padre Nostro, le pratiche di devozione personale o comunitaria come per esempio il rosario, e infine il silenzio del corpo e della mente in ciò che i mistici chiamano “preghiera pura”. Nei testi delle preghiere che provengono dal Carcere di Opera è sorprendente ritrovare quasi tutte queste tipologie, sia a livello di forma, sia a livello di contenuto…

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I 15 peccati della Chiesa secondo Francesco

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Attacco del Papa alla Curia “Troppa vanagloria nessuno è indispensabile” 

Schermata 2014-12-23 alle 14.15.24Viva il Papa e abbasso la Curia!, verrebbe spontaneo gridare dopo il magnifico e severo discorso che papa Francesco ha rivolto ieri ai responsabili della Curia romana. Il discorso con un’analisi ammirevole e coraggiosa elenca ben quindici malattie che secondo il Papa aggrediscono l’organismo di potere vaticano, ma in realtà si tratta di un’analisi perfettamente estendibile a tutte le altre nomenclature, a tutte le corti che nel mondo si formano inevitabilmente attorno a chi detiene il potere. Ieri il Papa si è rivolto alla Curia romana, ma le sue parole colpiscono praticamente tutti gli organi di potere dell’odierna società, dalla politica all’economia, dalle università ai tribunali, in Italia e ovunque nel mondo. Tra le malattie della mente e del cuore dei burocrati vaticani e non, il Papa pone al primo posto ciò che definisce (1) la “malattia del sentirsi immortale o indispensabile”, vale a dire l’identificazione del proprio sé con il potere…

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Riflessioni teologiche sulla politica

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Intervista a Vito Mancuso a cura di Gabriele Palasciano

Cortile dei gentili 22 dicembre 2014

Schermata 2014-12-23 alle 15.04.59

Professor Vito Mancuso, cos’è per lei la politica?

Definire oggi cos’è la politica non è semplice. La prima definizione che viene in mente è quella diAristotele che parlava della politica come “scienza architettonica del Sommo Bene”, intendendo per “Sommo Bene” il bene di tutti, ovvero il bene comune. Francamente devo dire che non riesco a trovare una definizione migliore di questa. Il politico dovrebbe essere un grande architetto che sa orchestrare gli interessi di ciascuno, i cosiddetti singoli beni particolari, orchestrandoli alla ricerca di un bene generale, di un bene di tutti. La politica è il sogno realizzato o realizzabile di una convivenza umana basata sulla giustizia, sull’armonia e sulla concordia. La politica è questa grande speranza nella capacità degli esseri umani di trovare, al di là dei propri particolari interessi, un sentiero per coordinare gli interessi di tutti e così costruire ciò che normalmente si definisce “bene comune”.

Vi è una convinzione ben radicata nella tradizione cristiana, a partire dal Nuovo Testamento, secondo la quale non può esistere una vera umanità senza un ordine politico. Come teologo cosa ne pensa? …

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Se la Chiesa rinuncia alla bellezza

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L’amore di Chateaubriand e di altri filosofi del passato per una religione “estetica” tramonta nella nostra epoca

Schermata 2014-12-18 alle 17.43.19Quali sono gli argomenti che inducono a ritenere vero un enunciato? Il fatto che corrisponda all’effettivo stato delle cose, è la risposta che sorge spontanea nella mente. Se infatti posso verificare la corrispondenza tra l’enunciato (sta piovendo) e la realtà (la pioggia che scende) sono indubbiamente in presenza di un enunciato vero. È la classica definizione di verità come adeguazione tra realtà e mente, adaequatio rei et intellectus, che da Aristotele passa a Tommaso d’Aquino e a tutta la tradizione occidentale. Di essa il cristianesimo fece largamente uso nel passato per presentarsi come verità definitiva. Il cristianesimo è la verità, si sosteneva, perché la Bibbia e il Magistero della Chiesa dicono come stanno realmente le cose sull’origine del mondo, l’esistenza di Dio, la comparsa dell’uomo, la natura dell’anima, e tutte le altre questioni capitali della vita; né si tralasciava di sottolineare che gli eventi narrati o predetti nella Bibbia, dall’arca di Noè sino all’imminente fine del mondo, hanno avuto o avranno presto puntuale conferma nella realtà effettiva delle cose. Il progresso della conoscenza umana ha vanificato tale impostazione perché ha fatto emergere in modo inconfutabile la non corrispondenza tra non poche affermazioni bibliche e la realtà, si pensi per esempio all’origine del mondo. Se a ciò si aggiunge l’evoluzione della coscienza morale e il superamento del principio di autorità (secondo cui un enunciato è vero per l’autorità di chi lo sostiene) si comprende quanto le tradizionali apologie cristiane siano divenute armi spuntate e il cristianesimo bisognoso di rifondazione…

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Io Amo. Piccola filosofia dell’amore

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Io Amo

"Questo libro è il tentativo di dire in poche pagine ciò che non basta una vita intera ad imparare." (Vito Mancuso)

"Io Amo" in pillole. La presentazione a Vanity Fair [Link]

Nel corso della vita tutti abbiamo vissuto quel sentimento euforico e doloroso, carico di paura e di felicità, chiamato amore. Ma dove ha origine e come agisce la sua forza misteriosa che sempre attrae e rapisce? Come possiamo viverlo nel modo più vero? E qual è il messaggio che esso porta con sé? Sono le domande fondamentali a cui Vito Mancuso risponde con la profonda intensità che da sempre caratterizza il suo pensiero, accogliendo tra le pagine la dolcezza e la potenza di una straordinaria avventura umana affrontata nelle sue forme più diverse: dall'amore sensuale dei corpi a quello del puro sentimento, dall'amore per la natura e gli animali a quello della mistica e della spiritualità. In questo libro, puro ma mai puritano, si ragiona così senza paura di controversie a proposito di rapporti prematrimoniali, adulterio, masturbazione, omosessualità, bisessualità: rimanendo sempre fedele al primato della coscienza e della libertà individuale ed esponendo tutti i limiti della morale tradizionale cattolica, l'autore propone una prospettiva etica in grado di orientare dal basso un esercizio giusto e insieme libero della sessualità. L'amore diviene così il punto di vista privilegiato per guardare a tutta l'esistenza. Anche se mai come nel nostro tempo infatti il divertimento e lo svago sembrano rappresentare il fine ultimo a cui tendere, in "Io amo" sono indicate le tracce preziose per raggiungere l'amore vero e purificatore, l'unica esperienza capace di dare un senso autentico al nostro essere al mondo.


La presentazione di "Io Amo" a LibrarVerona 2014

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