Morire con dignità, prospettive sull’eutanasia

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Diritto e dovere di scegliere, per un’etica di fine vita. Ancora una volta la Massoneria del Grande Oriente d’Italia affronta un tema di grande impatto sociale. L’iniziativa è del Collegio Circoscrizionale della Lombardia che ha realizzato il 10 giugno 2017 a Milano il convegno “Morire con dignità. Prospettive sull’eutanasia”. L'evento si è svolto nel Salone degli Affreschi della Società Umanitaria. Primo piano, quindi, sulla dignità umana e sul diritto di poter scegliere come morire quando la vita è considerata ormai insopportabile e non più degna di essere vissuta. In Italia l’eutanasia è considerata reato mentre un italiano al giorno va in Svizzera per mettere in atto il suicidio assistito. Con numeri in crescita e il problema sempre più scottante con le parti sociali che continuano a dividersi. Il dibattito è in corso in vari paesi e chiama in causa la cultura laica di una società. Al convegno del 10 giugno sono intervenuti esponenti della politica, della teologia, della medicina, di cultura e informazione. E' stato un dialogo interdisciplinare che ha esaminato l’argomento in più aspetti. Hanno portato contributi: Daniele Capezzone, Vito Mancuso, Maria Rita Gismondo, Mauro della Porta Raffo. Ha modera gli interventi Claudio Bonvecchio, filosofo nonché Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia. Il convegno è stato aperto dal saluto del presidente circoscrizionale della Lombardia Antonino Salsone.

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IL MALE – risvegliare l’umano

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Christian Albini, “IL MALE” – risvegliare l’umano – in H. Arendt e D. Bonhoeffer, Gabrielli editori 2016. Recensione di Francesco Cattellani.

Schermata 2017-06-23 alle 20.42.51Il volume di C.Albini, giovane e brillante teologo recentemente scomparso, la cui ricchezza di riflessioni rende ancora più grave il peso della sua perdita, si confronta con il problema per eccellenza: il Male. La questione viene trattata in quattro capitoli, dapprima dal punto di vista biblico (la resistenza al male nella Bibbia), poi attraverso la riflessione sul pensiero di H. Arendt (la via della mente) e di D. Bonhoeffer (la via della Parola), infine cercando di tracciare un punto di incontro tra le due posizioni (risvegliare l’umano). Le due figure, diverse tra loro per vicenda biografica e per formazione del pensiero, sono accumunate dall’aver vissuto l’atrocità del nazismo: la Arendt rifugiandosi prima a Parigi e poi negli Stati Uniti, Bonhoeffer partecipando alla resistenza al regime di Hitler fino a pagare con la vita. Albini fin dall’inizio entra nel cuore della tematica, poiché non si tratta di stabilire un’ontologia del Male di derivazione dualista (si esclude un principio del Male, o una presenza spirituale personale “avversaria” pag.18), ma di sondare il mistero della libertà umana: “la creazione sarebbe il progetto di Dio ancora in divenire, ancora in atto (creatio continua), nella quale il peccato agisce come libertà che invece si muove nella direzione della de-creazione” (pag.20). L’autore recepisce l’interpretazione di M. Buber, secondo cui la Bibbia non elabora un pensiero speculativo sul male, ma delinea delle immagini, delle descrizioni, dei racconti che ne illustrano le dinamiche e gli effetti. Il peccato nella Bibbia ha un suo inizio: l’idolatria. Questo peccato non deriva da un principio del Male di origine divina, ma nasce dal cuore dell’uomo, nasce nell’interiorità e comporta la responsabilità. L’uomo è soggetto alla possibilità di operare contro Dio (de-creazione), ma non è soggetto ad alcun peccato originale (pag.27). Il cuore dell’uomo, sede dei pensieri, delle emozioni, dell’immaginazione, dei desideri deve trovare la propria unificazione attraverso un cammino di purificazione e di resistenza al male dentro di sé. Si tratta di custodire il cuore, di vigilare, di prestare attenzione, di vegliare (pag. 32-33) …

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Repubblica delle idee 2017

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Amico o nemico, il dilemma del pensiero – Vito Mancuso a Repubblica delle idee 

"Il pensiero è lo strumento più grande che l'umanità possiede oppure è all'orgine dell'infelicità e della malvagità degli esseri umani?": così il filosofo e teologo Vito Mancuso nell’incontro 'Orientarsi con il pensiero' a La Repubblica delle Idee di Bologna

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Prossimi appuntamenti con Vito

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Borgo Chiese (ex Condino) TN via Giuseppe Goglio (ex Via Brione) – Tel. 0465 622.120; Dal 24 giugno al 1 luglio e dal 5 al 12  agosto, ciclo di lezioni del prof. Vito Mancuso presso l'associazione Il Ponte sul Guado [Link] CondinoEstate2017

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Vigo di Fassa (TN), Rifugio Roda di Vaèl venerdì 14 luglio; incontro con il prof. Vito Mancuso dal titolo: "La responsabilità della bellezza"

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Sola Grazia

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I TESTI ESSENZIALI DELLA RIFORMA PROTESTANTE a cura di Giuseppe Alberigo, nuova edizione a cura di Domenico Segna

sola-grazia-9788811146872La Riforma protestante, innescata nell’ottobre del 1517 dall’affissione delle 95 tesi di Lutero sul portale della cattedrale di Wittenberg, non è solo la più dolorosa lacerazione nella storia del Cristianesimo, ma anche uno degli eventi fondanti dell’età moderna. Da Lutero a Melantone, da Zwingli a Calvino, da Vergerio a Ochino e Socini, il volume presenta gli scritti più importanti dei padri della Riforma raccolti nella storica antologia critica di Giuseppe Alberigo, qui riproposta in una nuova edizione curata da Domenico Segna.

Giuseppe Alberigo (1926-2007), allievo di Delio Cantimori e Giuseppe Dossetti, fu storico della chiesa e diresse l’iniziativa editoriale Storia del Concilio Vaticano II (1995-2001).

Domenico Segna è docente di Protestantesimo presso l’università «Primo Levi» e l’istituto «Carlo Tincani» di Bologna. Ha pubblicato: Un caso di coscienza. Giuseppe Gangale e «La Rivoluzione protestante» (2016).

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Il Dante laico un eretico in Paradiso

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Collocò i papi all’inferno, separò teologia e politica e le sue opere furono bandite

Schermata 2017-05-29 alle 14.07.13Il centro matematico della “Commedia” è una terzina in cui si celebra la libertà in quanto possibilità di libera decisione: «Se così fosse, in voi fora distrutto / libero arbitrio, e non fora giustizia / per ben letizia, e per male aver lutto» (“Purg.” XVI, 70-72). L’intera opera in realtà ruota attorno al concetto di libero arbitrio, come spiega Dante stesso presentando il suo lavoro: «L’uomo, meritando o demeritando nell’esercizio del suo libero arbitrio, è soggetto al giusto premio o alla giusta pena» (“Epistola a Cangrande”, 8). È per questo che si dà commedia, cioè movimento, trama, creatività, mentre in sua assenza si avrebbe tragedia, come Edipo destinato a uccidere il padre e a giacere con la madre, oppure farsa, mero caos, assenza totale di struttura. Uno dei versi più belli è quello con cui Virgilio, accomiatandosi da Dante, gli conferisce la corona e la mitria attestando che ormai egli è re e papa di se stesso: «Per ch’io te sovra te corono e mitrio» (Purg. XXVII, 142). Appare qui l’altissimo senso della libertà della coscienza personale coltivato da Dante, confermato da quanto scrive al signore di Verona: «Coloro che hanno vigore d’intelletto e di ragione sono dotati di una sorta di divina libertà e non sono rigidamente legati a nessuna consuetudine; e ciò non fa meraviglia, perché non essi sono diretti dalle leggi, ma piuttosto le leggi da loro» (Epistola a Cangrande, 2). Tale primato della coscienza ha ben poco a che fare con lo stereotipo del medioevo oscurantista e non a caso si ritroverà nell’umanesimo con la Oratio pro hominis dignitate di Pico della Mirandola del 1486, e nella modernità con lo scritto di Kant del 1784 Risposta alla domanda: Che cos’è l’illuminismo? …

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I grandi libri dello spirito – La vita segreta di Gesù

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LA VITA SEGRETA DI GESU' scelta di testi dai Vangeli Apocrifi a cura di Vito Mancuso

mancuso_vita-segretaDopo la morte di Gesù, la Chiesa mise ordine nella rigogliosa fioritura di narrazioni sulla vita e gli insegnamenti del Messia, eleggendo a Vangeli di riferimento quelli di Matteo, Marco, Luca, Giovanni. Ritenuti misteriosi o esoterici, in contrasto con l’ortodossia, i Vangeli apocrifi, cioè «da nascondere», sono stati e continuano a essere poco considerati dalla teologia ufficiale. Eppure sono moltissimi gli elementi in essi contenuti che la tradizione cristiana ha fatto propri nel corso dei secoli. Vito Mancuso sceglie e presenta i più importanti apocrifi che tratteggiano la vita di Gesù: in pagine di grande bellezza che hanno ispirato la fede e la devozione di intere generazioni, il lettore scoprirà un Gesù diverso, a volte più vicino alla nostra esperienza quotidiana, ma a volte anche più misteriosamente lontano.

Vito Mancuso è un teologo laico. Per Garzanti ha pubblicato: Io e Dio. Una guida dei perplessi (2011), Il principio passione (2013), Io amo. Piccola filosofia dell’amore (2014), Questa vita (2015), Dio e il suo destino (2015), Il coraggio di essere liberi (2016).

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La biblioteca di Raimon Panikkar

Uomini e Profeti.Dialoghi – DAVIDE ASSAEL con Maciej Bielawski, VIto Mancuso, Nicola Baudo

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Uomini e Profeti 27/05/2017 [Link]

Esiste a Girona, nel nord della Catalogna, una biblioteca appartenuta al grande teologo Raimon Panikkar della quale Maciej Bielawski filosofo,pittore, scrittore ed interprete del pensiero di Panikkar, ci trasmette la storia  attraverso un suo libro “Canto di una biblioteca”. E' un lavoro bello ed originale mai fatto da nessuno in precedenza, tradotto in narrazione filosofica della biblioteca stessa (è lei la narratrice), in cui vengono messe in evidenza le fonti del pensiero di Pannikar ed i rapporti intellettuali da lui intrattenuti. Ne ha discusso con Davide Assael anche  Vito Mancuso teologo e scrittore, amico di Bielawski, con cui condivide passioni filosofiche e teologiche. In chiusura un breve intervento di Nicola Baudo, editore della "Lemma Press".  

 

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Amore o guerra il bivio fatale della teologia

La pace fra le tre grandi religioni è l'unica ricetta contro il terrore. La recensione di Vito Mancuso al nuovo saggio di Jonathan Sacks

Schermata 2017-05-07 alle 10.02.46La questione al centro del nuovo libro di Jonathan Sacks ce la siamo posta tutti, ma, formulata da colui che fu per molti anni rabbino capo della “United Hebrew Congregations of the Commonwealth” e che è una delle voci più autorevoli dell’odierno dibattito teologico internazionale, assume una certa perentorietà. Eccola: “L’ebraismo, il cristianesimo e l’islam si definiscono come religioni di pace e tuttavia tutte e tre hanno dato origine alla violenza in alcuni momenti della loro storia”. Come mai? Come spiegare il paradosso di religioni che vogliono la pace e che però producono guerra e terrorismo? La questione interessa tutti, non solo i credenti, perché la religione è tornata sulla scena mondiale e tornerà sempre più; anzi, per Sacks il XXI secolo è “l’inizio di un processo di de-secolarizzazione” di cui la prova principale si chiama demografia: “In tutto il mondo i gruppi più religiosi hanno il più alto tasso di natalità”, mentre “dove le comunità religiose scompaiono segue prontamente il declino demografico”. La religione quindi sarà sempre più rilevante ed è per questo urgente scioglierne le ambiguità: e se alla violenza da essa prodotta si deve rispondere militarmente per arginarne l’effetto, per estirparne in radice la causa si deve rispondere teologicamente: “Non abbiamo altra scelta che riesaminare la teologia che porta al conflitto violento; se non facciamo questo lavoro teologico, ci troveremo di fronte al perdurare del terrore”…

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