Don Gallo e Vito a Che tempo che fa
"Se ne è andato un vero uomo, la schiena dritta, la coscienza limpida, le mani aperte per aiuti materiali e carezze. Mi mancherà moltissimo. Credo che la sua anima ora veda quella giustizia per la quale ha sempre lottato" (Vito Mancuso)
L'editorialista de La Repubblica, scrittore, saggista e teologo, e il prete da marciapiede da decenni impegnato nel lavoro con gli ultimi, i diseredati, gli emarginati, organizzatore e animatore della Comunità di base di San Benedetto al Porto (Genova), commentano, a caldo, l'elezione del Cardinale Jorge Mario Bergoglio a 266° Vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica.
Il caso o la speranza? Un dibattito senza diplomazia
Garzanti Editore
Paolo Flores D'Arcais – Vito Mancuso
saggi 160 pagine € 14.00 In libreria dal 9 marzo 2013
«L'ateismo, almeno il mio, non è una fede ma una constatazione. Io mi fermo al nostro comune sapere, senza aggiungere né togliere nulla.» Paolo Flores D'Arcais
«Credere è una particolare declinazione del pensare. Io ne parlerei come di un pensare con il cuore, di un pensare al senso globale dell'esistenza parteggiando per il bene e la giustizia.» Vito Mancuso
Come possono conciliarsi fede e scienza? Il bene e la dimensione etica dell'uomo sono naturali o innaturali? Cosa resta di noi e delle nostre coscienze una volta spente tutte le funzioni del cervello? E soprattutto: nell'universo è possibile rintracciare un fine capace di sottrarre le nostre vite alla casualità che pare dominarle? Su questi fondamentali interrogativi il filosofo ateo Paolo Flores D'Arcais e il teologo credente Vito Mancuso si confrontano senza esclusione di colpi in un dialogo aspro, fatto di parate e affondi, memore delle dispute medioevali. Da prospettive che appaiono inconciliabili, Il caso o la speranza? affronta i grandi temi della nostra esistenza in maniera originale e profonda: gli autori dialogano con passione, scegliendo di non eludere le profonde differenze tra i loro diversi punti di vista, ma al contrario di scandagliarle e di esporle alla critica l'uno dell'altro. Li anima un autentico rispetto personale. E li guida la ferma convinzione che – come dice Mancuso – «dialogare… è esporre se stessi alla forza e al rigore del ragionamento»; e che – nelle parole di Flores D'Arcais – «la filosofia è un dialogo, ininterrotto».
Paolo Flores D'Arcais è filosofo e pubblicista, direttore della rivista «MicroMega». Collabora a «Il Fatto Quotidiano», «El País», «Gazeta Wyborcza». È tra gli organizzatori e i leader del movimento studentesco del Sessantotto. Tra i suoi libri: Etica senza fede (1992), L'individuo libertario (1999), Il sovrano e il dissidente (Garzanti 2004), Dio esiste? (2005), Hannah Arendt (2006), Atei o credenti? (2007).
Vito Mancuso è stato dal 2004 al 2011 docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell'Università San Raffaele di Milano. È autore, tra gli altri libri, di L'anima e il suo destino (2007), Disputa su Dio e dintorni (con Corrado Augias, 2009), Obbedienza e libertà (2012) e Conversazioni con Carlo Maria Martini (con Eugenio Scalfari, 2012). Dal 2009 è editorialista del quotidiano «la Repubblica». Per Garzanti ha firmato nel 2011 Io e Dio. Una guida dei perplessi, giunto alla ottava edizione.
Yves Raguin, Il Tao della mistica
Fazi Editore
Yves Raguin
Il Tao della mistica
Le vie della contemplazione tra Oriente e Occidente
Traduzione di Maurizio Ferrara pp. 464 – euro 18,00 Introduzione di Maciej Bielawski
In libreria dal 30 maggio 2013
Raguin, missionario gesuita e autore del più importante dizionario della lingua cinese, è uno dei massimi esperti di spiritualità orientale. Mettendo a confronto le pratiche di meditazione della tradizione cristiana e di quella asiatica, ha costruito un monumento al dialogo interreligioso.
Il testo trae origine da una serie di lezioni sul tema della contemplazione tenute nel 1976 da Yves Raguin nell’Institute of East Asian Spirituality. Raguin abbraccia subito una prospettiva di ampio respiro, concentrandosi sulle pratiche contemplative in Oriente e Occidente e considerandole contributi alla stessa ricerca di Dio che accomuna l’intera umanità. La meditazione, lo stare seduti in preghiera, la consapevolezza, la mistica, la parola e il silenzio, la pienezza e il vuoto, l’amore sono alcuni dei temi affrontati da Raguin nel suo confrontarsi con taoismo, buddismo, yoga, confucianesimo, zen e altre culture ancora. Il risultato è un ricco manuale che illustra come la spiritualità sia stata declinata nelle diverse culture: ogni tassello del mosaico composto da Raguin rivela qualcosa in più dell’anelito spirituale dell’uomo.
Yves Raguin teologo gesuita, formatosi come orientalista a Parigi e Harvard, dopo diverse esperienze in Estremo Oriente dà vita nel 1964, assieme a Jean Lefeuvre, all’Istituto Ricci di Taipei, che rappresenterà per più di trent’anni il centro da cui svilupperà la sua ricerca spirituale e culturale. Tra i più autorevoli e competenti fautori del dialogo interreligioso, è stato autore di numerosi saggi e opuscoli sulla vita spirituale e la contemplazione, ma al suo nome è legato soprattutto il monumentale dizionario Grand Ricci della lingua cinese. Attraverso l’Istituto di Taipei, Raguin ha inoltre organizzato attività pionieristiche nell’ambito della spiritualità cinese, al fine di rendere possibile l’incontro tra Oriente e Occidente.
Fazi Editore srl., Via Isonzo, 42c 00198 – Roma – Tel. 06/96031432 – 334. 6704326
Ufficio stampa: Chiara Ferrero – c.ferrero@fazieditore.it
Vito a Torino Spiritualità 2012
26 settembre 2012; dialogo tra ALESSANDRO BERGONZONI e VITO MANCUSO con Armando Buonaiuto
Nella Lettera di Giacomo si dice: "Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo una legge di libertà". La libertà è ingrediente prezioso sia per la spiritualità che per l'umorismo, poiché entrambi affiorano quando il dominio della vita ordinaria si assottiglia e si possono guardare le cose da un punto di vista diverso. Per farle brillare di sapere nuovo e sorridere di sorpresa.
Un’avventura imprevista
Il mio editore Stefano Mauri racconta la sua esperienza di padre. «Non è nato il bimbo "immaginario". E' Andrea, il mio figlio down con cui è iniziata un'avventura imprevista. Gli amici quasi ci facevano le condoglianze. Ma ai genitori basta insegnare come amarli»
Un'intervista davvero speciale tra padre e figlio. Le iene (link)
L’avventura con Andrea, mio figlio Down (link)
Avere un figlio down. Tempi (Link)
Difficile trovare in rete e sui giornali storie e parole che rifuggano da una certa retorica sull’argomento, ma va dato atto al Corriere della Sera e alla sua giornalista Elisabetta Rosaspina di aver proposto ai lettori un’intervista che vale la pena di essere segnalata. Rosaspina, infatti, fa raccontare all’editore milanese Stefano Mauri la sua esperienza col figlio Andrea, un ragazzo down con cui, dice «se dovessi scegliere con chi fare il giro del mondo, non avrei esitazioni: con lui».
“Levarsi la cispa dagli occhi” film
Fine vita, perché dico sì alla libertà di scegliere
Alleviare la sofferenza sempre, in ogni caso laddove sia possibile. Rispettare la libera autodeterminazione della coscienza sempre, con senso di solidarietà e di vicinanza umana. È questo il duplice punto di vista a partire dal quale a mio avviso occorre disporre la mente di fronte al grave e urgente problema dell’eutanasia o suicidio assistito. Alleviare la sofferenza è la forma più misericordiosa di rispetto per la vita. Io non ho dubbi (e penso che in nessuna persona responsabile ve ne siano) sul fatto che la vita vada rispettata sempre e che la vita sia qualcosa di sacro. È la stessa conoscenza scientifica ad attestarci mediante i suoi dati che la vita è un fenomeno stupefacente, emerso lungo i miliardi di anni percorsi da questo Universo a partire dai gas primordiali scaturiti dalla Grande Esplosione iniziale, e tutto ciò non può non generare in chi ne prende coscienza un sentimento di sacralità….
Appuntamenti con Vito nei mesi di maggio e giugno
Bologna domenica 26 maggio Libreria Coop Ambasciatori via Orefici 19, ore 10.15 Nell'ambito della manifestazione "Mens-a ", conferenza del prof. Vito Mancuso : "Spezzare il pane". Mens-a il cibo e la parola PDF
Urbino, da venerdì 28 a domenica 30 giugno, Collegio Raffaello, "Sala Castellani" piazza della Repubblica 3 Corso teorico-pratico di Neuropsicologia della religione del prof. Franco Fabbro. "Fondamenti della meditazione di consapevolezza", aspetti storici e psicologici della meditazione buddhista. Aspetti teorici e pratici della mindfulness. Partecipa al dibattito il prof. Vito Mancuso. Fabbro-Urbino-2013 pdf
Bari Repubblica delle idee 2013
"Cosa ha da dirci la ragione sul senso della nostra esistenza?"
Vito e Piergiorgio Odifreddi alla Repubblica delle idee, Bari 20 aprile 2013
Intervista a Le point
"Francesco, un programma di grande potenza"
Per Vito Mancuso, il nuovo papa è la persona giusta:
"Ha capito che il papa non può più essere un monarca assoluto"
Intervista a :
(Traduzione a cura di Marco Feruglio)
Già professore di teologia moderna presso l'università San Raffaele di Milano, Vito Mancuso è un teologo cinquantenne di primo piano in Italia. I suoi primi libri Hegel teologo e II dolore innocente sono stati accolti favorevolmente da parte del Vaticano. Tuttavia ha criticato severamente il pontificato di Benedetto XVI. Queste le sue impressioni sull'elezione di Papa Francesco.
Le Point: Quali sono stati i tuoi sentimenti quando hai scoperto Jorge Mario Bergoglio al balcone della Basilica di San Pietro?
Una emozione di grande gioia. Ho subito pensato che probabilmente è la persona giusta. Francesco è il primo papa non europeo, il primo gesuita, il primo a prendere il nome Francesco. Qual è la più significativa di queste innovazioni? La più importante è che si è presentato al mondo come Vescovo di Roma e non come il papa. Ritorna quindi il ruolo originale ed essenziale della figura del Romano Pontefice, che nel Nuovo Testamento e dei primi secoli della Chiesa, non era un monarca assoluto o imperatore a cui tutti gli altri vescovi dovevano sottoporsi.
Si è presentato come "primus inter pares", primo tra uguali, primo tra persone di pari dignità e di stessa autorità. Il vescovo di Roma era in funzione delle altre chiese presiedute e guidate nella carità. Le cose cambiarono con Gregorio VII, che nel "Dictatus Papae" nel 1075, trasformò il papato in una dittatura. Il concilio VaticanoI ha poi confermato questo prospettiva e ha aggiunto anche il dogma dell' infallibilità. Il VaticanoII ha cercato di riformare tutto questo, ma senza successo. Con Francesco, l'ecclesiologia del Vaticano II può ora divenire realtà….















