Acireale : intervista al prof. Vito Mancuso

In primo piano

Acireale – 17 giugno 2015 – Il teologo Vito Mancuso viene intervistato da Katia Lanza in merito all'uscita del suo ultimo libro "Questa Vita". Si ringrazia: Libera Teologia, Nuove Edizioni Bohemién, ass.ArteComunicazioneVisiva, Postazione Avanazata magazine online, Casa del libro e dell'ascolto, CAI sez.Giarre ed il comune di Acireale. Video riprese: Marcello Trovato e Dario Liotta (ACV Acireale).Montaggio video: Dario Liotta (ACV Acireale).

Pubblicato in Home

Prossimi appuntamenti con Vito

In primo piano

Milano giovedì 2 luglio ore 18:00 Circolo dei Lettori, Fondazione Pini. Vito Mancuso alla Milanesina 2015. Conferenza : LE MANIE DEL PENSIERO coordina Armando Besio, introduce Laura Lepri.


Udine venerdì 3 luglio Arena Malignani (piazza San Giacomo) ore 20.15. Nell'ambito del festival "Conoscenza in festa" il prof.Vito Mancuso presenta l'ultimo libro Questa Vita e spiega la necessità di abbracciare un nuovo umanesimo capace di nutrire corpo e mente, per salvare l’individuo dal proprio ego. 

Schermata 2015-06-30 alle 15.43.22


Corvara (BZ) domenica 5 luglio MARATONA DELLE DOLOMITI in diretta su RAI3 a partire dalle ore 06:15Il prof. Vito Mancuso sarà presente dalle 7.30 alle 12.00
In  studio, in prossimità dell'arrivo, ci saranno anche Lella Costa, il sig. Michil Costa, i telecronisti Alessandro  Fabretti e Stefano Garzelli e un quartetto musicale che farà da cornice. Tema principale della trasmissione è ovviamente la gara, specialmente nella parte finale con l'arrivo, le premiazioni  e  con i collegamenti esterni. Non essendo una gara professionistica, verranno anche trattati altri temi come iniziative di beneficenza, ecosostenibilità, tradizioni, cultura e cucina ladina. Il tema della Maratona di quest'anno è il perdono. Si parlerà dunque di perdono, con il coinvolgimento diretto degli ospiti in studio.


Moneglia (GE) Lunedì 06 luglio Torre Villafranca ore 21.00 Conferenza del prof. Vito Mancuso : "Il male"


Serravalle Pistoiese martedì 7 luglio Palco Centrale ore 21.00DIALOGO SULLA PACE  con Gad Lerner, giornalista. Ne parlano : Vito Mancuso teologo laico cristiano, Imam Yahya Pallavici vicepresidente COREIS, Rav Roberto Della Rocca, direttore dipartimento educazione e cultura dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (Dec-Ucei)

Schermata 2015-06-19 alle 17.51.24


Macerata giovedì 16 luglio Teatro Lauro Rossi ore 21:00. Vito Mancuso, Lectio Magistralis "Nutrire l'anima". Macerata Opera Festival.

Schermata 2015-06-30 alle 16.23.41


Ortona al Mare (CH) domenica 19 luglio Piazza del Teatro "F.P.Tosti" ore 21.30. Conferenza : "L'amicizia come luce degli occhi" con Claudia Baracchi (Univ. di Milano Bicocca) e Vito Mancuso (Univ. di Padova) Ortona filosofia a mare 2015 (PDF)


Este (PD) venerdì 31 luglio piazza Trento ore 21.00 Vito Mancuso presenta Questa Vita.


San Gemini (TR) sabato 12 settembre ore 18.30 – 19.30; nell'ambito della SUMMER SCHOOL Lectio Magistralis di Vito Mancuso sull' “Enciclica Laudato sì. Sulla cura della casa comune”. Bozza SUMMER School [PDF}

Pubblicato in Home

Sulla via dell’amore

In primo piano

Lectio Magistralis di Vito Mancuso al Tropea Festival Leggere&Scrivere

Vito Mancuso, autore di "Io amo.Piccola filosofia dell'amore" (Garzanti, 2014), introdotto da Antonio Ceravolo, presenta la sua filosofia dell’amore. Il complemento di specificazione dell’amore può essere inteso o come genitivo oggettivo o come genitivo soggettivo. Nel primo caso l’amore è l’oggetto indagato, nel secondo caso è il soggetto dell’indagine, nel senso che è a partire da esso che si indaga il senso del mondo e della nostra vita al suo interno. Mancuso sviluppa entrambi i significati del genitivo: analizza l’amore come fenomeno con la stessa distaccata attenzione della scienza e assume l’amore quale punto di vista fondamentale per elaborare la questione del senso complessivo del vivere.

Pubblicato in Home

Da San Francesco a Francesco

In primo piano

Schermata 2015-06-16 alle 17.47.53Già l’accoppiata di titolo e sottotitolo della nuova enciclica di Bergoglio è molto significativa: "Laudato sì. Sulla cura della casa comune". Vi compaiono tre concetti decisivi della complessiva interpretazione bergogliana del cristianesimo come servizio e difesa dell’uomo: 1) la lode, ovvero la dimensione contemplativa, assolutamente essenziale per la spiritualità gesuita; 2) la cura, la prassi volta al bene e alla giustizia, tratto peculiare della teologia della liberazione sudamericana; 3) la casa comune, ovvero il bene comune e la dimensione comunitaria della vita umana, che è sempre vita di un singolo all’interno di un popolo. Precisamente per questa terza dimensione il papa scrive che con il suo scritto egli non si rivolge solo agli uomini di Chiesa e ai cattolici, com’è tradizione per il genere letterario dell’enciclica, ma a tutti gli esseri umani: «Mi propongo specialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune».

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Intervista a Rai News: ecco il senso della vita, una relazione armoniosa

In primo piano

Schermata 2015-04-13 alle 21.50.00 copia 3

Vito Mancuso è un filosofo-teologo, per certi versi, “atipico” rispetto alla teologia ufficiale. C'è un punto interessante nella sua riflessione teologica: lui vuol rendere ragione della speranza cristiana. E lo fa con la mediazione della cultura contemporanea. Come in questo suo ultimo libro, “Questa vita” (ed. Garzanti), dove ci vuole offrire  una “spiritualità dell’armonia” della vita, che metta in discussione alcuni paradigmi contemporanei (ovvero la visione meramente strumentale della natura).  Ma andiamo con ordine: 

D.Qual è la logica profonda della vita?

La logica profonda della vita, da come la interpreto io e come tento di riesprimerla nei libri, è quella della relazione armoniosa e generatrice di vita e che appare in modo paradigmatico nel rapporto madre-figlio. Sono consapevole che la vita oltre che armonia contiene disarmonia, oltre che generazione contiene degenerazione, oltre che vita contiene morte. Insomma il negativo mi è ben presente, però vedo che questo momento che chiamiamo negativo è in funzione di un momento più ampio, più profondo che è la generazione della vita. Se gli animali tolgono la vita ad altri animali lo fanno per nutrire se stessi e per la riproduzione della specie. È questo il vero obiettivo dell’esistenza, la vita che genera vita, l’armonia. Una armonia che si farà sempre più complessa…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Intervista alla rivista brasiliana IHUonline

In primo piano

Dopo un lungo inverno ecclesiale, un vento di aria pura e fresca soffia nella Chiesa. Il contributo del prof. Vito Mancuso alla rivista brasiliana IHUonline sui due anni di pontificato di Papa Francesco IHU Online n°465 [Link]

D: Quali sono gli aspetti positivi del pontificato di Francesco e quali altri aspetti meriterebbero più attenzione?

Schermata 2015-05-26 alle 09.33.10R: Anzitutto è una questione di stile. Il quale è tanto più evidente quanto più lo si confronta con i predecessori. Con Francesco abbiamo un altro stile di presentarsi: non più Sommo Pontefice ma “vescovo di Roma”, come si definì il giorno dell’elezione; un’altra abitazione: non più l’appartamento papale e la villa di Castelgandolfo ma il convitto di Santa Marta; un’altra croce pettorale, non più d’oro ma di ferro; abbiamo un altro tipo di scarpe, non più rosse, così eccentriche, ma nere, così normali. E poi il suo viaggiare in piccole autovetture, la scelta di portarsi da sé la borsa nera di lavoro, e un’altra gestione del tempo, come quando decise di disertare un solenne concerto di musica classica che prevedeva la sua presenza, cosa che un cultore dell’etichetta quale Benedetto XVI non avrebbe mai fatto. Insomma uno stile di vita austero, ben poco principesco e protocollare…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Lo Spirito del mondo

In primo piano

Schermata 2015-05-25 alle 15.27.10Viene da lontano l’esito del referendum irlandese con cui oltre il 62 per cento dei votanti ha detto sì alle nozze gay. Viene dalla lotta a favore dei diritti umani. Una lotta iniziata più di due secoli fa nel nome dell’uguaglianza e che ha portato a una serie di conquiste sociali tra cui il suffragio universale, la libertà di stampa, la libertà religiosa, l’istruzione per tutti, la parità uomo-donna nel diritto di famiglia, il superamento legale di ogni discriminazione razziale e altri traguardi di questo genere, tutti riconducibili al valore dell’uguaglianza di ogni essere umano. Sabato l’ha ribadito la maggioranza degli irlandesi: “Yes Equality”….

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Oscar Romero e il lungo silenzio del Vaticano

In primo piano

Sabato sarà un giorno di grande gioia per la causa del Vangelo, ma per alcuni nella Chiesa anche di inevitabile vergogna. L’uccisione del sacerdote salvadoregno tra politica, invidie, pressioni, intrighi e dubbi

Schermata 2015-05-21 alle 18.04.17Sabato Oscar Romero, assassinato a San Salvador il 24 marzo 1980, viene beatificato e dichiarato ufficialmente martire della Chiesa cattolica. La domanda che sorge spontanea è come mai siano dovuti passare 35 anni perché il Vaticano giungesse a tale elementare riconoscimento, compiuto all’istante dalla coscienza popolare e dalla spiritualità mondiale. Qualcuno potrebbe pensare che la gerarchia cattolica ami procedere con i piedi di piombo, ma sbaglierebbe: per la beatificazione di Escrivá de Balaguer, il fondatore dell’Opus Dei, ci vollero solo 17 anni, per Karol Woityla sei. Quindi quando vuole il Vaticano sa accelerare: perché non l’ha fatto per Romero, ucciso mentre celebrava la Messa da un sicario dei cosiddetti “squadroni della morte” a causa del suo impegno per la giustizia?
Perché Giovanni Paolo II che celebrò ben 1341 beatificazioni (più di tutti gli altri papi della storia messi insieme) non beatificò Romero durante i 25 anni dal martirio di quest’ultimo alla sua morte nel 2005? Perché non lo fece Benedetto XVI? Di fronte al silenzio su Romero delle gerarchie ecclesiastiche padre Turoldo nel 1987 scriveva in polemica con Giovanni Paolo II del «silenzio che stazza sulla tomba del fratello Vescovo Oscar Romero, nuovamente ucciso da questo silenzio». La risposta comunque non è difficile: perché c’era di mezzo la politica, che purtroppo in Vaticano ha sempre importanza primaria, anche quando si tratta di santità …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Cosa manca alle religioni per accettare l’omosessualità

In primo piano

L'intervento del prof. Vito Mancuso al convegno sull'omosessualità tenutosi martedì 19 maggio nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica 

Schermata 2015-05-18 alle 23.46.06Anche se oggi il giudizio delle religioni sull'omosessualità è per lo più di condanna, qualcosa sta cambiando. È ormai citatissima la frase di papa Francesco del 28 luglio 2013: «Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? ». Affermazione scioccante perché i Papi, compresi gli immediati predecessori di Francesco, hanno sempre formulato esplicite valutazioni sull'omosessualità, e sempre di condanna. Nel 2006 il Dalai Lama riaffermava la disapprovazione buddhista: «Una coppia gay è venuta a trovarmi cercando il mio appoggio e la mia benedizione: ho dovuto spiegare loro i nostri insegnamenti. Una donna mi ha presentato un'altra donna come sua moglie: sconcertante». Nel 2014 l'approccio è stato diverso: «Se due persone, una coppia, sentono veramente che quel modo è più pratico, più fonte di soddisfazione, e se entrambi sono pienamente d'accordo, allora va bene»…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Questa Vita

In primo piano

Schermata 2015-04-18 alle 00.07.35 2

Un viaggio nel senso profondo dell'esistenza, una celebrazione della forza della natura, un inno di gratitudine alla vita. Dal 23 aprile in libreria per Garzanti Editore

"Questa Vita" in pillole. La presentazione a Vanity Fair [Link]

La vita è un immenso oceano che ci contiene e ci scuote con il continuo movimento delle sue onde, sempre inafferrabile, impossibile da fissare. Ma da dove viene, e quale logica la muove? Vito Mancuso risale alle origini della nascita e dell’evoluzione di questa vita sulla Terra, proponendo una visione della natura che non procede solo per mutazioni casuali e per egoistiche selezioni competitive, ma è soprattutto il frutto di una continua armoniosa aggregazione il cui senso intrinseco è il bene. Da questa visione «drammaticamente ottimista» in cui la nostra esistenza può sussistere solo in relazione con quella degli altri viventi, Mancuso recupera magistralmente la possibilità di una rinnovata analogia tra uomo e mondo. Ne nasce un’etica della nutrizione e dell’ecologia capace di purificare il nostro corpo, meglio proteggere e custodire il pianeta, offrirci criteri per un consapevole esercizio della libertà. In questa prospettiva il valore di un essere umano non dipende da ciò che ha o che sa, ma da quanto riesce a mettersi al servizio di qualcosa di più grande di sé: dalla sua capacità di aprirsi all’altro, di abbracciare, di amare. È la nuova visione del mondo di cui questa vita ha urgente bisogno per tornare a fiorire.

Pubblicato in Home

Quel sentimento di libertà che nasce dal silenzio e dalla bellezza

In primo piano

Dalla Leggenda del Grande Inquisitore ai rischi che corrono le moderne democrazie. Il nuovo saggio di Gustavo Zagrebelsky 

Schermata 2015-05-04 alle 22.14.17La leggenda del grande inquisitore di Fëdor Dostoevskij è ambientata a Siviglia all'indomani di un immenso rogo con più di cento eretici bruciati. Il Cristo è tornato sulla terra ed è riconosciuto dalla folla festante, ma viene fatto prontamente arrestare dal cardinale Grande Inquisitore, il quale poi in piena notte si reca da lui e gli rivolge un lungo discorso per sostenere il merito della correzione della sua opera da parte del potere ecclesiastico al fine di renderla veramente adeguata al governo degli uomini, perché questi, contrariamente a quanto riteneva Cristo, non vogliono essere liberi ma anelano a trovare al più presto qualcuno cui consegnare il dono insidioso della libertà. Dice l’Inquisitore al Cristo: «Abbiamo corretto la tua opera fondandola sul miracolo, sul mistero e sull’autorità». 

Ma ha ragione l’Inquisitore a sostenere che gli uomini non vogliono essere liberi oppure la sua tesi è un ennesimo inganno del potere per giustificare se stesso? Gli uomini vogliono o non vogliono essere liberi? E se lo vogliono, perché c’è il potere? E se non lo vogliono, perché l’ideale della libertà ha tanto fascino su di loro?

Questo nodo concettuale è all’origine dell’ossimoro che fa da titolo al nuovo libro di Gustavo Zagrebelsky, Liberi servi. Può un servo essere libero? E può un uomo libero desiderare di essere servo? Il sottotitolo, L’enigma del potere, rimanda così all’enigma più radicale della libertà di cui il potere è controllo e senza cui non esisterebbe. Ma ancora una volta: che cosa rappresenta per l’essere umano la libertà? È il suo bene più caro o un peso di cui liberarsi? E chi ha ragione: il Cristo che vuole gli uomini liberi, oppure l’Inquisitore che «per il loro bene» si prefigge di liberarli dalla libertà? Sono mirabili le analisi sul testo di Dostoevskij condotte da Zagrebelsky in pagine dense di pensiero e di erudizione eppure mai pesanti o compiaciute ma sempre al servizio dell’intelligenza del lettore. Le si può paragonare a una cascata di variazioni musicali, “Variazioni Dostoevskij”, si potrebbe dire ispirandosi a Bach. E come nelle Variazioni Goldberg c’è un’aria principale cui seguono trenta composizioni tra loro legate ma al contempo indipendenti, così nel libro di Zagrebelsky al centro c’è l’analisi della Leggenda da cui si dipartono riflessioni sul senso della politica, del potere, della religione, della bellezza. Il vertice è raggiunto quando l’autore si chiede chi sia oggi il Grande Inquisitore. Quale potenza oggi amministra «le uniche tre forze capaci di vincere e soggiogare per sempre la coscienza di questi deboli ribelli», cioè «il miracolo, il mistero, l’autorità»? Quali sono i miracoli, i misteri e l’autorità di cui gli umani oggi si nutrono a spese della libertà? …

Continua a leggere

Pubblicato in Home

La tragedia del Nepal

In primo piano

Schermata 2015-04-28 alle 10.42.20

Di fronte alla tragedia del Nepal riporto quanto scrissi il 12 marzo 2011 per orientare la mente di fronte alla catastrofe naturale che aveva colpito il Giappone il giorno prima (con 15.878 morti, 6126 feriti, 2713 dispersi), poi pubblicato in una pagina del "Principio passione". Il Nepal non è il Giappone, ma la dinamica dell'evento è del tutto identica. Ecco quello che scrissi: 

1) Quello che è avvenuto ieri non è qualitativamente diverso da quanto avviene ogni giorno, quando, per esempio, viene al mondo un bambino con una malattia genetica. Certo, le forze in gioco sono quantitativamente incommensurabili, tuttavia il terremoto-tsunami che si abbatte su quella giovane vita e sui suoi genitori è qualitativamente il medesimo del terremoto-tsunami grado 8.9 della scala Richter abbattutosi ieri 11 marzo 2011 sul Giappone. In entrambi i casi è la vittoria del caos, del disordine, del disequilibrio.

2) Quello che è avvenuto ieri e sta avvenendo oggi con la messa in moto a livello mondiale della macchina degli aiuti non è qualitativamente diverso da quanto avviene ogni giorno, quando i genitori e i parenti di un bambino nato con una grave malattia genetica si prendono amorevolmente cura di lui, e con loro la società nelle sue diverse forme, medici e infermieri, scuola e assistenti sociali, amici e associazioni. In entrambi i casi è la vittoria del logos, dell’ordine, dell’equilibrio.

3) Così la nostra vita procede tra caos e logos, tra disordine e ordine, tra entropia e neghentropia. Esiodo nella Teogonia scrive: “Primo fu Caos”; Giovanni nel Quarto Vangelo scrive: “In principio era il Logos”. Chi ha ragione? Entrambi. Se ci fosse solo caos, la vita non sarebbe sorta, saremmo ancora ai gas primordiali dell’inizio, idrogeno ed elio e nulla più, anzi forse neppure idrogeno ed elio perché anche loro per esserci vincono il caos con la loro struttura logica di nucleo + elettroni; e se ci fosse solo caos, nessuno di fronte al terremoto-tsunami si metterebbe in gioco per aiutare gli altri. Ma se ci fosse solo logos, la vita sarebbe diversa: nessuna catastrofe, nessuna malattia genetica, nessuno scatenarsi di forze senza volto, le forze caotiche della natura sarebbero sempre domate da una signoria più potente. 

4) Caos + logos, invece, si danno insieme, ogni manifestazione della vita è una miscela di queste due dimensioni, con il prevalere ora di una, ora dell’altra. Il loro incontro produce la vera, ultima dimensione della realtà, cioè la passione e il lavoro che essa richiede. Goethe ha visto bene quando nel Faust scelse di tradurre il greco del Quarto Vangelo, En arché en ho lógos, con “Im Anfang war die Tat”, “In principio era l’Azione”. L’azione, il dramma, è esattamente ciò che scaturisce dall’incontro tra logos e caos. Se prevalesse solo una delle due dimensioni, non ci sarebbe azione. 

5) Se il caos fosse la dimensione ultima alla quale consegnare la nostra più preziosa energia, nessuno sentirebbe l’impulso ad arginarlo, a vincerlo, a domarlo mediante il logos. L’azione, cioè la lotta del logos contro il caos, a mio avviso dimostra che il nostro orizzonte finale è il logos, ovvero l’armonia e il bene. Tutta l’impresa umana nella sua più alta significatività è lotta contro il caos, è, esattamente in linea con quanto scrive Esiodo, “teogonia”, cioè generazione del divino, nascita della divina armonia dentro di noi per immetterla, così come riusciamo, anche fuori di noi, soprattutto quando ce n’è un estremo bisogno come in queste ore in Giappone.

Pubblicato in Home

Così fu ucciso Bonhoeffer teologo devoto a Dio e al mondo

In primo piano

Schermata 2015-04-09 alle 18.33.34Esattamente 70 anni fa, all’alba del 9 aprile 1945, completamente nudo, veniva giustiziato nel lager nazista di Flossenbürg il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer che scontava così la sua partecipazione alla Resistenza. Nel 1955 il medico del lager H. Fischer-Hüllstrung rilasciò una testimonianza, da allora ripetutamente citata, secondo cui il condannato prima di svestirsi si era raccolto in preghiera: «La preghiera così devota e fiduciosa di quell’uomo straordinariamente simpatico mi ha scosso profondamente; anche al luogo del supplizio egli fece una breve preghiera, quindi salì coraggioso e rassegnato la scala del patibolo, la morte giunse dopo pochi secondi» ll medico concludeva: «Nella mia attività medica di quasi cinquant’anni non ho mai visto un uomo morire con tanta fiducia in Dio». Oggi sappiamo che queste belle parole edificanti sono una menzogna…

Continua a leggere

Pubblicato in Home

Né atea né devota perché la scienza non respinge l’idea di Dio

In primo piano

Schermata 2015-04-09 alle 10.43.26Nella prefazione alla seconda edizione della Critica della ragion pura del 1787 Kant scriveva: «Ho dovuto sospendere il sapere per far posto alla fede». Con la delicata espressione “sospendere il sapere” egli intendeva in realtà la demolizione della metafisica da lui attuata con il suo capolavoro pubblicato in prima edizione nel 1781. Quanto alla fede, verso la fine della Critica della ragion pura si legge: «La fede in un Dio e in un altro mondo è a tal punto intrecciata col mio sentimento morale, che non corro un pericolo maggiore di perdere quella di quanto non lo corra di perdere questo». La fede per Kant non ha nulla a che fare con il sapere ma procede dalla morale. Contro questa prospettiva insorse Hegel, il quale nel 1802 scrisse un saggio appositamente intitolato Fede e sapere e dedicò buona parte della sua filosofia a riconciliare la frattura operata da Kant. Così nella Enciclopedia delle scienze filosofiche: «Poiché l’uomo è pensante, né il buon senso né la filosofia si faranno mai persuadere a non elevarsi da e per mezzo della contemplazione empirica del mondo a Dio». E ancora: «Dire che questo trapasso non debba essere fatto, è dire che non si debba pensare». La divisione radicale sul rapporto sapere-fede tra i due più grandi filosofi della modernità, entrambi credenti ed entrambi malvisti dall’ortodossia ecclesiastica, pone la domanda: il sapere rimanda a Dio o è solo tramite il sentimento morale che vi si può giungere?…

Pubblicato in Home

Vito a RazzoLaser

Schermata 2015-06-19 alle 17.26.51

Lunedì 29 giugno andrà in onda la seconda parte dell'intervista al prof. Vito Mancuso nella trasmissione televisiva RazzoLaser in onda alle 23.30 circa su Rai2. Buona visione!

Pubblicato in Home

Vito a Visioni Private e History Channel

Schermata 2015-05-27 alle 23.50.50Giovedì 28 maggio alle ore 12.30 circa il prof. Vito Mancuso sarà intervistato da Cinzia Tani nell'ambito della trasmissione “Visioni Private” in onda su Raistoria, e in replica venerdì 5 giugno alle ore 2.00 di notte su RaiUno. Sempre Giovedì 28 maggio alle ore 21.00 su History Channel (canale 407 di SKY)  andrà in onda un documentario con la presenza e il contributo del prof. Vito Mancuso. Buona visione!

Pubblicato in Home